8 settembre 2007 07:53
La notizia non poteva rimanere nascosta ancora a lungo. Sono stati infatti sottoposti a perquisizione gli uffici e le abitazioni di sei persone accusate di insider trading; e, tra queste, figurano il ceo Joachim Hunold e il presidente di Air Berlin Johannes Zurnieden. Le accuse sono di avere acquistato azioni della compagnia per un investimento di 1,5 milioni di euro prima dell’agosto del 2006 e cioè prima dell’annuncio dell’acquisizione da parte di Air Berlin della storica rivale Dba; questo, secondo l’accusa, è sufficiente per esercitare una significativa influenza sul prezzo delle azioni Nei dettagli Hunold avrebbe acquistato azioni di Air Berlin per un valore approssimativo di 471 mila euro nel peiodo tra il 26 maggio e il 15 luglio mentre assai più ingente l’investimento di Zurnieden con 1,03 milioni di euro.
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La rotta per Milano sarà operata due volte al giorno, tutti i giorni, a partire dal 25 ottobre, mentre quella per il capoluogo piemontese verrà operata ogni lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica, sempre dal 25 ottobre.
Con queste due novità la low cost amplia ulteriormente il proprio network nazionale con 26 rotte domestiche.
"Continuiamo a investire sul mercato italiano, rafforzando un asse strategico fondamentale e ad altissima domanda. Un impegno, quello verso il mercato, che ci permette di rispondere alle esigenze di chi viaggia per lavoro, ma anche di chi si sposta per raggiungere amici e familiari nonché per chi vuole scoprire le bellezze italiane da settentrione a meridione della penisola. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare un network sempre più capillare, accessibile e competitivo, capace di accompagnare i viaggiatori in ogni periodo dell'anno e di offrire collegamenti sempre più efficienti tra le principali destinazioni. Con 26 rotte domestiche offriamo il network nazionale più ampio di sempre" ha commentato Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air.
Per il 2026, la compagnia opera in Italia un network di 322 rotte verso 33 Paesi. Nella sola stagione estiva, la low cost offre 20,3 milioni di posti, pari a una crescita del 43,6% rispetto all’estate 2025. Il vettore conta 44 aeromobili basati nel Paese e 64.000 voli già operati quest’anno, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
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[post_content] => Air France ha lanciato la nuova proposta “Paris Stopover” dedicata ai passeggeri in transito che desiderano prolungare la propria sosta nella Capitale - e nella regione - da una a quattro notti.
L'iniziativa, in collaborazione con Extime Travel, il marchio del gruppo Adp dedicato al retail e all’ospitalità aeroportuale incentrato sulle esperienze turistiche, si rivolge quindi ai viaggiatori Air France con una coincidenza di almeno 27 ore a Parigi-Cdg, che possono prenotare il loro soggiorno fino a 48 ore prima della partenza, in base alla disponibilità.
L’offerta è valida sia all’andata che al ritorno e comprende alloggio, trasferimenti e attività, con pacchetti ancora limitati al momento del lancio, incentrati su “Paris Incontournables” e Disneyland Paris.
L'obiettivo è quello di trasformare un tempo di transito inevitabile in un fattore di attrattiva commerciale. Air France sottolinea che il 50% dei suoi clienti in arrivo a Roissy prosegue il viaggio verso un’altra destinazione, il che rende Cdg un hub naturale per catturare una parte del valore turistico generato dai collegamenti.
Il prodotto si rivolge chiaramente a una clientela internazionale, ma non prevede nessuna notte gratuita, nessun accesso prioritario ai controlli e nessuna differenza di trattamento in base alla classe di viaggio. I passeggeri delle classi Economy, Premium, Business e La Première hanno accesso agli stessi soggiorni; l’obiettivo è innanzitutto quello di arricchire l’esperienza complessiva del viaggio piuttosto che offrire un privilegio premium.
Air France ed Extime Travel citano inoltre uno studio della Chaire Pégase pubblicato nell’aprile 2026, secondo il quale l’81% dei passeggeri in transito a Parigi si dichiara interessato alla possibilità di lasciare l’aeroporto per visitare Parigi o i suoi dintorni. Questa percentuale sale a oltre il 90% tra i viaggiatori brasiliani e indiani.
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[post_content] => ITB Berlino sta riorganizzando la disposizione degli spazi espositivi per l'edizione del 2027, nell'ambito di un importante progetto di ammodernamento del quartiere fieristico di Berlino. La fiera del turismo, in programma dal 16 al 18 marzo 2027, introdurrà una nuova configurazione dei padiglioni volta a migliorare i flussi dei visitatori, creare raggruppamenti tematici più efficaci e facilitare l'orientamento sia per gli espositori che per gli operatori professionali.
Questi cambiamenti coincidono con l'avvio, da parte di Messe Berlin, dei lavori di costruzione di "dock9", una nuova struttura polifunzionale destinata a congressi ed eventi che sostituirà l'attuale Padiglione 9. Quest'ultimo sarà demolito a partire dall'ottobre 2026 per fare spazio alla nuova struttura.
Nell'ambito di questa riorganizzazione, gli espositori attualmente collocati nei padiglioni 7.1c, 8.1, 9 e 10.1 si trasferiranno al CityCube Berlin, che assumerà un ruolo di maggiore rilievo all'interno dell'assetto espositivo di ITB Berlin.
Adeguamento
L'organizzazione ha precisato che la nuova disposizione non rappresenta una riprogettazione totale, bensì un adeguamento mirato a creare aree espositive più efficienti.
"La nuova configurazione dei padiglioni è molto più di una semplice risposta alla costruzione di dock9. Ci offre l'opportunità di allineare ancora meglio ITB Berlin alle esigenze dei nostri espositori internazionali e dei visitatori professionali, rendendo al contempo più evidenti i punti focali tematici", ha dichiarato Deborah Rothe, direttrice di ITB Berlino.
La nuova disposizione raggrupperà settori turistici affini, facilitando ai visitatori l'individuazione degli espositori di proprio interesse e favorendo una maggiore interazione tra le aziende operanti negli stessi segmenti di mercato.
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[post_content] => Taglio del nastro all'aeroporto di Roma Fiumicino per 'Open - Fco Smart Workplace', il nuovo e avanguardistico centro direzionale realizzato nell’area di fronte al Terminal 1 del “Leonardo da Vinci”.
Realizzata tra gennaio 2024 e aprile 2026, la struttura è in grado di ospitare fino a 600 persone in 70 uffici e 35 sale meeting, e diventerà l’headquarter degli uffici di diversi vettori – tra cui Ita Airways, Emirates, American Airlines, Alaska Air, Delta e Air Canada – oltre che di società di handling e rent-a-car operativi nello scalo.
Con una superficie complessiva di 16.000 metri quadrati, Open mette a disposizione spazi modulari, sia ad uso esclusivo sia condiviso, oltre ad aree dedicate a incontri di business, conferenze, eventi e workshop, affiancate da ambienti progettati per favorire collaborazione, relazione e networking.
La struttura ha visto l'impiego dei più avanzati criteri di sostenibilità e innovazione architettonica volti all'ottenimento della certificazione Leed; il centro è stato realizzato con materiali a basso impatto ambientale, incluse facciate inclinate appositamente studiate per limitare il surriscaldamento dell'edificio e migliorare il comfort interno.
Durante la fase di costruzione sono state adottate soluzioni innovative per la sicurezza sul lavoro, incluso un sistema di videosorveglianza intelligente basato su intelligenza artificiale in grado di monitorare costantemente le attività e di rilevare automaticamente eventuali accessi ad aree non autorizzate o il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, contribuendo ad aumentare gli standard di sicurezza.
In linea con la strategia di sostenibilità di Mundys e Adr, Open vede anche installato un impianto fotovoltaico in copertura da circa 67 kWp. Il centro è dotato inoltre di un sistema di Building Management System per il monitoraggio intelligente dei consumi e degli spazi, di un impianto di illuminazione Led a basso consumo e di una rete duale per l'utilizzo di acqua industriale nei servizi e negli impianti.
“Lavorando con tenacia e creatività, Adr ha saputo trasformare l’hub della Capitale nel miglior aeroporto europeo, mettendo al primo posto la qualità dei servizi al passeggero, la crescita sostenibile, l’innovazione - ha dichiarato Alessandro Benetton, presidente di Mundys, società madre di Adr -. La capacità di innovare sé stessi, sempre, e di percorrere strade nuove è fondamentale per ottenere risultati tangibili. In questo senso, continueremo a supportare Adr, anche e soprattutto nella sfida di realizzare in tempo utile il piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto, un progetto di rilevante interesse pubblico, che potrà generare valore condiviso per la comunità di Fiumicino e il sistema produttivo nazionale”
“Open rappresenta quindi un nuovo capitolo della nostra strategia di crescita verso l’aeroporto del futuro, che punta a traguardare i 100 milioni di passeggeri entro il 2046, consolidando ulteriormente il ruolo di Fiumicino come scalo globale, innovativo, sostenibile e sempre più attrattivo per il sistema Paese, in sinergia con il territorio e la comunità che lo ospitano” ha aggiunto l'ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone.
L’inaugurazione di Open è stata accompagnata anche dalla presentazione di “Continuum” (2026), opera site-specific realizzata da Michela Picchi, artista italiana dal linguaggio visivo multidisciplinare.
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[post_content] => L’Unione europea sta preparando una revisione delle norme sulla proprietà delle compagnie aeree per impedire agli investitori stranieri di acquisire il controllo effettivo dei vettori.
La mossa, come riferisce Reuters, potrebbe in qualche modo ostacolare le offerte statunitensi per l'acquisizione di easyJet.
Il possibile esito dell'iniziativa Ue servirebbe a «tutelare l’autonomia strategica» per garantire che il controllo dei vettori regionali rimanga all’interno del blocco, si legge dall'agenzia di stampa che cita un funzionario dell'Unione.
La notizia si inserisce nel bel mezzo della competizione tra le due società di investimento statunitensi (Castlelake e Apollo) per il controllo di easyJet, che probabilmente metterà alla prova i limiti delle norme Ue che richiedono una partecipazione azionaria e un controllo maggioritari da parte di soggetti locali.
All'inizio di luglio la compagnia aerea aveva appoggiato un'offerta di 5,7 miliardi di sterline presentata da Apollo Global Management, che superava quella precedente di 5,5 miliardi di sterline avanzata da Castlelake.
Oggi il ceo di easyJet, Kenton Jarvis, in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre, ha dichiarato che «affronteremo le norme Ue una volta finalizzata l'acquisizione».
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[post_content] => BCD Travel annuncia oggi il lancio della nuova generazione di Tripsource, una piattaforma per la gestione dei viaggi e delle spese progettata per ridefinire il modo in cui i travel program si connettono, operano e innovano.
Basata su un’architettura Open by Design, la piattaforma va oltre il tradizionale modello di travel management creando un ecosistema connesso in cui contenuti di viaggio, dati, funzionalità di intelligenza artificiale e tecnologie di terze parti interagiscono in modo fluido lungo l’intero percorso del viaggiatore. Tripsource consente ai clienti BCD di integrare, configurare e scalare soluzioni in linea con le proprie esigenze aziendali, offrendo al contempo la flessibilità necessaria per innovare al passo con l’evoluzione della tecnologia.
“Con questo lancio, BCD offre al settore qualcosa che non si era ancora visto: un ecosistema di business travel connesso e intelligente, in cui i clienti non sono più vincolati da sistemi chiusi, dati frammentati o tecnologie isolate”, ha dichiarato Stephan Baars, ceo di BCD. “Stiamo costruendo il futuro mettendo al centro della nostra strategia la voce e le esigenze dei nostri clienti e dei loro viaggiatori.”
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Ecosistema
Tripsource riunisce in un unico ecosistema le principali tecnologie di viaggio di BCD, semplificando la gestione del travel program, accelerando l’innovazione per i clienti e offrendo un’esperienza globale coerente a viaggiatori, travel manager e team di assistenza. Tra le principali funzionalità: un’esperienza completamente ripensata per prenotazione, assistenza e gestione del viaggio, progettata per massimizzare adozione, coinvolgimento e soddisfazione dei viaggiatori. Una piattaforma unificata di intelligence che integra dati di viaggio, spese, profili e pagamenti provenienti da fonti diverse, arricchita da un AI Analyst e da funzionalità di elaborazione del linguaggio naturale per decisioni più rapide ed efficaci. Un unico livello globale di configurazione che governa policy, contenuti e regole di servizio in tutti i punti di prenotazione e assistenza, garantendo coerenza su larga scala.
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“Il business travel sta entrando in una nuova era, in cui intelligenza, automazione e connettività definiranno la traveler experience”, ha dichiarato Yannis Karmis, executive vice president, product planning & development di BCD. “Non volevamo semplicemente creare un’altra piattaforma di prenotazione. Con questa nuova generazione di Tripsource abbiamo costruito una soluzione pensata per un futuro guidato dall’intelligenza artificiale e dalla collaborazione tra persone e AI.”
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Markus Harder è il nuovo cfo di a&o Hostels. Grazie alla sua consolidata esperienza nello sviluppo di aziende tecnologiche e basate sull'intelligenza artificiale, Markus Harder contribuirà a sostenere la strategia di digitalizzazione del gruppo.
Con sede a Berlino, Harder lavorerà a stretto contatto con ilceo Oliver Winter e con gli azionisti per guidare la prossima fase del percorso di crescita di a&o Hostels. Sarà responsabile dell'agenda digitale dell'azienda, con l'obiettivo di integrare sempre più soluzioni basate su cloud, intelligenza artificiale e tecnologie mobile, contribuendo a ottimizzare i processi operativi e a migliorare ulteriormente l'esperienza degli ospiti. Oltre a questo, supervisionerà le funzioni Finance, Legal, Organizzazione, Business Systems & Processes, Risk Management e Procurement.
Prima di entrare in a&o, Markus Harder ha ricoperto per quattro anni il ruolo di cfo e membro del management board di DeepL, dove ha accompagnato l'azienda nella crescita e guidato due round di finanziamento che hanno portato la società allo status di unicorno.
Il piano di sviluppo
A conferma della forte crescita del settore dell'ospitalità budget e dell'interesse crescente degli investitori istituzionali, all'inizio del 2026 a&o Hostels ha completato un rifinanziamento da 874 milioni di euro con Apollo. Insieme agli investimenti di Proprium Capital Partners e StepStone Group, l'operazione sosterrà il piano di sviluppo del gruppo, che punta a raddoppiare il proprio portafoglio e ad ampliare ulteriormente la presenza in Europa. Negli ultimi 24 mesi a&o Hostels ha acquisito circa 11.500 posti letto e nel 2025 il gruppo ha registrato risultati record, accogliendo 2,8 milioni di ospiti e totalizzando 6,6 milioni di pernottamenti.
Oliver Winter ha commentato: «L'ampia esperienza di Markus Harder nella pianificazione strategica e finanziaria, nell'analisi finanziaria e nella raccolta di capitali, sia attraverso il debito sia tramite equity, rappresenterà un valore aggiunto fondamentale mentre continuiamo a far crescere e ottimizzare la nostra piattaforma. In particolare, la sua esperienza nello sviluppo di aziende tecnologiche e basate sull'intelligenza artificiale supporterà il nostro obiettivo di accelerare l'adozione dell'automazione, promuovendo innovazione, maggiore efficienza e risultati operativi e finanziari ancora più solidi».
«a&o - ha aggiunto Harder - è il punto di riferimento in un segmento dell'ospitalità che il mercato degli investitori istituzionali sta iniziando solo ora a valorizzare appieno. L'opportunità di contribuire alla crescita della piattaforma leader dell'ospitalità budget in Europa, insieme a un team che fa dell'innovazione uno dei propri punti di forza, è ciò che mi ha convinto ad accettare questa sfida. La tecnologia sta trasformando profondamente l'esperienza degli ospiti nel settore hospitality e a&o è nelle condizioni ideali per guidare questa evoluzione».
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Sicily by Car comunica i principali KPI operativi relativi al primo semestre chiuso al 30 giugno 2026, posti a confronto con l'analogo periodo dell'esercizio precedente.
Tommaso Dragotto, presidente di Sicily by Car: “Il primo semestre 2026 conferma la validità delle nostre scelte strategiche e la forte capacità di esecuzione del gruppo. Sul mercato domestico abbiamo dimostrato un solido pricing power, con una tariffa media in crescita dell'11%, frutto di un'attenta politica di yield management e di ottimizzazione dei canali di vendita. Sul fronte internazionale, nel corso del 2026 abbiamo incrementato la nostra presenza in mercati ad alto potenziale, con l’ulteriore espansione delle attività in Portogallo e Spagna, assicurando così una diversificazione geografica del flusso di ricavi.”
I ricavi da noleggio a livello di gruppo si attestano a 71,5 milioni di euro (+20,8% sui primi sei mesi del 2025 ed in crescita di 12,3 milioni). La robusta espansione dei ricavi consolidati è trainata dalla duplice progressione della Revenue per Day (+8,6%) e dei volumi di noleggio (+11,3%). L'efficienza operativa è sottolineata da una crescita della flotta media volutamente più contenuta (+5,1%), dinamica che evidenzia un assorbimento ottimale della capacità produttiva.
L'incidenza dei ricavi generati sui mercati esteri (Croazia, Portogallo e Spagna) cresce all'11,7% del totale consolidato, attestandosi a Euro 8,3 milioni (+111% YoY). Tale dinamica riflette sia il miglioramento della performance organica in Croazia (+22,6% YoY), sia l’ampliamento del perimetro e il rafforzamento delle attività in Spagna e Portogallo, che complessivamente hanno contribuito per 5,0 mln euro (rispetto a 0,9 mln euro del primo semestre 2025).
Nel primo semestre 2026 la flotta media consolidata si attesta a 13.848 autovetture (+5,1% rispetto alle 13.172 del primo semestre 2025). Contestualmente, il tasso di utilizzo registra una decisa crescita posizionandosi al 71,1%, in miglioramento di 3,9 punti percentuali rispetto al 67,2% del 30 giugno 2025.
Sul perimetro domestico nel primo semestre 2026 i ricavi da noleggio ammontano a Euro 63,1 mln (+14,3% rispetto al pari periodo 2025 ed in crescita di Euro 7,9 milioni), con una crescita da attribuire principalmente ad un effetto prezzo (+11,0% di RpD media rispetto al primo semestre 2025). I volumi crescono del 3,0% in termini di giornate di noleggio, supportati da un incremento del 9,3% del numero di contratti.
La flotta media decresce di 250 unità attestandosi a 11.491 veicoli. L’utilizzo della flotta è aumentato nel periodo di oltre 3,6 punti percentuali, raggiungendo il 72,3%.
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Creare un grande gruppo turistico nazionale, in grado di competere ad armi pari con le grandi catene internazionali: il "Debellini pensiero" torna in primo piano nell'intervista rilasciata a Il Nordest e ripresa sul profilo Linkedin del presidente di Th Group.
Inanzitutto, i numeri: in dieci anni, il gruppo è passato dai 25-30 milioni di fatturato agli attuali 300 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 500 milioni in due anni o due anni e mezzo. L’ultima operazione è quella relativa a Peschiera del Garda, dove Th Group svilupperà un importante intervento di riqualificazione dell’ex Caserma XXX Maggio. «Sono sicuro che il valore complessivo dell’operazione sarà sopra i 100 milioni di euro - spiega Graziano Debellini -; gli appartamenti avranno proprietari diversi, ma entreranno dentro un complesso nel quale forniremo tutti i servizi: custodia, pulizie, ristorazione, benessere. È un modello destinato a crescere».
Spazio ai gruppi italiani
«È importante che ci sia l’attenzione dell’Europa e del mondo sul turismo, però, se possibile, che ci siano anche dei gruppi italiani». Il timore è che il settore perda via via il controllo della parte più redditizia della filiera. «Molti gruppi stranieri puntano sull’immobiliare, comprano gli immobili di pregio e poi lasciano agli italiani le pulizie e un po’ di ristorazione. Quando fai white label, il marchio si porta via tutta la parte commerciale, cioè i ricavi. È questo che sta capitando».
La crescita in montagna
La crescita di Th Group parte dalla montagna. «Siamo stati leader sulla montagna. Oggi abbiamo Courmayeur, Sestriere, La Thuile, Madonna di Campiglio, Corvara. La montagna non è più il completamento del mare: oggi è il mare che completa la montagna. L’accoppiata tra montagna e mare voleva dire stabilizzare una parte del personale con due stagioni, inverno e estate».
Sul tema del personale, il manager ha idee chiare: «Eravamo una cooperativa di produzione e lavoro, siamo diventati il primo gruppo italiano del leisure partendo dalla cosa più difficile ma più importante: le persone. Lo dico sempre: il primo lusso non sono i rubinetti d’oro. Il primo lusso è il livello dell’ospitalità delle persone che lo fanno. Quello che colpisce un cliente è come viene accolto, il modo in cui gli porgi le chiavi o i documenti».
Th Group arriva a gestire circa 5.000 contratti nella stagione estiva e dispone di circa 1.500 collaboratori stabilizzati. «Me li devo tenere stretti. Devo pensare alle loro famiglie, agli stipendi, alla casa, alla possibilità di crescere. È un disegno importante, perché senza questo non fai qualità. Gli altri operatori raccontano situazioni drammatiche. Noi abbiamo problemi, certo, ma forse il due per cento rispetto agli altri».
Da qui nasce anche l’investimento nella formazione. Th Group sostiene il corso universitario professionalizzante di Tourism Management sviluppato a Venezia. «Ogni anno forma circa sessanta ragazzi che poi entrano in Th oppure nei principali gruppi italiani e internazionali. Io vorrei che in Italia ce ne fossero dieci. In Svizzera ce ne sono undici».
Per Debellini il turismo deve finalmente essere considerato un settore industriale. «Dopo il Covid è diventato una delle gambe dell’economia italiana, ma ancora non viene percepito fino in fondo. Continuiamo a raccontare solo gli aspetti negativi e i luoghi comuni. Invece c’è tanta gente che lavora bene».
Una visione industriale
«Bisogna portare il turismo a una visione industriale. Vuol dire guardare tutti i fattori della crescita: il marketing, il revenue management, la vendita, la qualità del prodotto». Tra i progetti che il presidente di Th vorrebbe promuovere c'è anche la realizzazione di una grande banca dati del turismo. «Oggi ognuno pubblica numeri diversi», si parla di Pil, di presenze, di clienti, ma manca una base informativa unica e affidabile». L'obiettivo sarebbe raccogliere e integrare i dati provenienti da alberghi, residence, b&b, impianti di risalita, servizi e attività commerciali, così da disporre di uno strumento capace di misurare con precisione il peso economico del comparto, orientare gli investimenti e contribuire a una programmazione più efficace del settore.
Un'offerta per 365 giorni all'anno
Sul fronte destagionalizzazione, le Olimpiadi invernali hanno rappresentato un’enorme operazione di marketing per le Dolomiti. «Una buona parte del mondo ha finalmente capito dove sono e quanto sono belle. Adesso bisogna portare le persone a vederle». L’obiettivo è trasformare località come San Vito di Cadore e Borca in destinazioni aperte tutto l’anno. «Sempre più stranieri vengono semplicemente a vedere le Dolomiti, come noi andiamo a visitare i grandi parchi americani».
Dopo montagna e villaggi turistici, la sfida del gruppo si concentra ora sulle città e sull’hotellerie di alta gamma. «Mi sono chiesto dove potevamo crescere. Il mare è più debole perché il 70% del pianeta è mare e la concorrenza è enorme. Allora siamo partiti con le città: Assisi, Roma, il lago di Garda, Venezia». Il progetto prevede un forte sviluppo proprio nel Nordest. «Vorrei creare in Veneto un polo di otto alberghi».
Il futuro
«Per un gruppo gestionale il 5% di Ebitda è il livello minimo di equilibrio. La vera maturità è il 10%, ma per arrivarci bisogna raggiungere gli 800-900 milioni di fatturato. Solo così riesci ad ammortizzare i costi, rinnovare il prodotto e affrontare le fasi difficili del mercato».
Per raggiungere questo traguardo,«le strade sono due: una fusione con uno o più gruppi italiani oppure la Borsa. Mi interessa che in Italia ci sia un grande gruppo turistico. Oggi sono il primo operatore italiano, ma rispetto ai grandi gruppi europei e mondiali siamo ancora piccolissimi».
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