13 May 2026

Mazzoncini, Fs: «Competere con Flixbus fa bene a Busitalia»

Mazzoncini, Fs, BusItalia

Giuseppe Catalano, Renato Mazzoncini e Andrea Camanzi

La mobilità dei cittadini ha bisogno di norme chiare e certe, il Governo e il Ministero dei Trasporti ci stanno lavorando. Con l’intenzione di preservare la presenza di Flixbus in Italia, annunciata dal ministro Delrio e confermata da Andrea Camanzi, presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Nulla di più si è saputo a Roma Tiburtina dove Gruppo Fs ha fatto il punto sui primi tre mesi del suo Busitalia Fast, il nuovo servizio di lungo raggio su gomma che  ha già portato il 20%in più di passeggeri alla capofila Busitalia.

Presenti l’ad e dg di Gruppo Fs Italiane Renato Mazzoncini con Stefano Rossi, ad di Busitalia, e Mariella De Florio, ad dell’operatore Busitalia Simet. E per le istituzioni Andrea Camanzi per l’Atr e Giuseppe Catalano, capo della struttura tecnica di missione del Mit.

«Le iniziative cosiddette “antiFlixbus” nel milleproroghe ci hanno colti di sorpresa – ha scherzato Mazzoncini – proprio mentre stavamo entrando anche noi nel segmento». Tanto per rispondere «a quelli che ci hanno accusati di esserne i promotori». Il tutto nel cuore di una «rivoluzione copernicana che per la prima volta – ha detto Giuseppe Catalano, capo della struttura di missione tecnica del Mit – pone al centro il cittadino e le imprese, piuttosto che le opere».

È atteso a breve il varo – ha aggiunto Catalano – «della quarta norma che modifica il DL 50 quanto alle ATI, le associazioni temporanee di imprese». Per l’appunto l’emendamento che ha minacciato Flixbus: «che non vogliamo assolutamente far chiudere – ha assicurato Mazzoncini – perché la concorrenza fa bene al mercato, e fa bene a noi che qui siamo i newcomer». (Leggi la replica di FlixBus)

E se ogni Paese europeo legifera a proprio modo, in Italia tutto è ancora soggetto alla legge 285 del 2005: “pretecnologica” e ampiamente obsoleta – con la lunga percorrenza “di interesse statale-2 ammessa solo per linee su almeno tre regioni – in un mercato stravolto dall’Av ferroviaria e dalle grandi piattaforme distributive. Su questo campo si giocano partite fondamentali per gli operatori, inclusa quella sul controllo dei dati dei passeggeri, «che devono essere aperti a tutti per escludere, come ha raccomandato Andrea Camanzi, presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti – ogni rischio di monopolio digitale».

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