28 April 2026

Lundgren (easyJet): riducendo i costi possiamo resistere

easyjetEasyJet prevede una perdita lorda tra 185 e 205 milioni di sterline per il primo semestre, che rappresenta un miglioramento rispetto all’anno precedente ( 2019: 275 milioni di sterline). Decisivi interventi sui costi, il rinvio dell’acquisto di 24 nuovi aeromobili e la raccolta di significativi nuovi finanziamenti garantiscono che easyJet abbia liquidità sufficiente per far fronte ad un eventuale lungo fermo della flotta.  

«A dimostrazione della forza del modello di business di easyJet, la nostra performance per il primo semestre è stata molto positiva al netto dell’impatto del Coronavirus – ha detto Johan Lundgren, ceo di easyJet -. Sono immensamente orgoglioso del nostro team, a tutti i livelli del business, per il modo in cui ha lavorato in questi tempi difficili per metterci nella posizione di forza in cui ci troviamo ora.  Abbiamo agito tempestivamente per affrontare le sfide poste dal virus e in un periodo di circa 7 settimane abbiamo: Lanciato una serie di iniziative di contenimento dei costi e ridotto drasticamente il nostro consumo di liquidità. Messo a terra l’intera flotta, implementando un processo ben pianificato. Modificato i nostri piani per la flotta, rinviato la consegna di 24 aerei, contribuendo a ridurre di oltre 1 miliardo di sterline il flusso di cassa previsto nei prossimi tre anni, mantenendo al contempo un livello di flessibilità che sarà molto importante quando questa crisi finirà. Questo cambiamento, combinato con il rinvio e la cancellazione di una serie di altri progetti, ha contribuito a far diminuire il flusso di cassa di circa 1 miliardo di sterline in tre anni: e infine. Implementato un programma di finanziamenti che aggiungerà quasi 2 miliardi di sterline, rafforzando la nostra posizione di liquidità. 

Queste azioni decisive significano che easyJet è ben posizionata per resistere a una prolungata messa a terra. Rimaniamo concentrati sulle azioni più giuste per la compagnia: per garantire la sua solidità a lungo termine e per assicurarci di essere in una buona posizione per riprendere a volare quando l’emergenza sanitaria sarà finita. Anche se la stragrande maggioranza dei nostri dipendenti non è in grado di lavorare in questo momento, c’è un piccolo gruppo di persone che lavora instancabilmente per aiutare i nostri clienti e per pianificare il nostro ritorno in cielo, non appena sarà possibile».

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