12 June 2021

L’industria del trasporto aereo cambia volto nell’era post-Covid

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Un cambio radicale sarà protagonista anche del modo di viaggiare e dell’industria del trasporto aereo nell’era post-Covid. A ‘certificarlo’ è l’ultimo studio realizzato da McKinsey dal titolo “Back to the future? Airline sector poised for change post-Covid-19”, che analizza l’impatto della pandemia sul settore aereo, mettendo a fuoco cinque trend che muteranno il comparto dal profondo: il leisure che spingerà la ripresa; l’aumento del costo dei biglietti aerei; un ruolo più incisivo degli investimenti in high-tech; l’eccesso di offerta di aeromobili; la carenza del settore cargo. Per ciascuno di questi McKinsey indica potenziali soluzioni che le compagnie aeree dovrebbero implementare per adattarsi agli inevitabili cambiamenti.

Se i viaggi d’affari impiegheranno più tempo a riprendersi, e anche allora, probabilmente si riprenderanno solo a circa l’80% dei livelli prepandemici entro il 2024, le compagnie aeree dovrebbero ridefinire gli aspetti economici delle loro attività, specialmente i voli a lungo raggio. Un minore contributo del traffico d’affari potrebbe richiedere una diversa logica dei prezzi e dei cambiamenti nella rete. Infine, le compagnie dovrebbero riconfigurare le cabine per far fronte all’aumento della quota di traffico turistico.

Gli alti livelli di debito influenzeranno i prezzi dei biglietti e il ruolo dei governi nel settore. Attingendo agli aiuti statali, alle linee di credito e alle emissioni di obbligazioni, l’industria ha accumulato più di 180 miliardi di dollari di debito nel 2020, una cifra equivalente a più della metà delle entrate annuali totali dell’anno. Questo potrebbe equivalere a un aumento di circa il 3% del prezzo dei biglietti. Quindi: man mano che lo Stato diventa un attore più attivo, le compagnie si troveranno a dover trattare più da vicino con le autorità, potendo lavorare con i regolatori per stabilire degli standard su diverse questioni.

In futuro assisteremo a una maggiore disparità di prestazioni tra le compagnie aeree. Le compagnie aeree che non si stanno trasformando proattivamente rischiano di non riuscire a impostare il proprio business in modo da favorire la creazione di valore sul lungo termine. Il consiglio è quello di investire di più nell’IT e nella digitalizzazione. Prima della pandemia, le compagnie aeree spendevano circa il 5% delle loro entrate in IT, un valore relativamente basso rispetto ad altri settori.

Per qualche tempo il mercato degli aeromobili potrebbe presentare un eccesso di offerta. I prezzi per il leasing di aerei usati sono crollati e probabilmente rimarranno bassi (il leasing mensile di un Boeing 777-300ER del 2016 era di circa 1,2 milioni di dollari nel 2019 ed è sceso a meno di 800.000 dollari nel 2020). L’idea, se le finanze lo permettono, è quella che i vettori possono considerare di agire in modo anticiclico: bloccando gli ordini per nuovi aerei o confermando i leasing operativi ora che la domanda è bassa

Per un certo periodo il trasporto aereo di merci registrerà un’offerta insufficiente. Prima della pandemia, i voli cargo rappresentavano circa il 12% delle entrate totali del settore; questa percentuale è triplicata l’anno scorso. Quindi i vettori potrebbero considerare opportunità a breve e medio termine per aumentare i propri servizi di trasporto merci.




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