25 June 2026

Le linee aeree nel mondo: lo stato dell’arte dei principali vettori (1)

Questa primavera non ci si muoverà molto, anzi quasi per nulla. Solo per necessità assoluta e dentro confini di prossimità. L’industria turistica lo abbiamo detto e ripetuto in ogni maniera è la più colpita, lo sappiamo. Una situazione inedita, soprattutto per la storia della aviazione civile che mai ha registrato uno stop quasi totale così prolungato ponendo le compagnie in una criticità cui non erano preparate.
Secondo Iata le perdite per il solo mese di marzo sono state a oltre 314 miliardi di euro e, come si dice in inglese “counting”…
Il solo mercato americano, per fare un esempio, ha ridotto la capacità di posti offerti sui voli nazionali del 70%. Ancora Ita ha previsto la scomparsa di quasi 25 milioni di posti di lavoro nel mondo. E il futuro non si riesce ad interpretare per il settore avio perché ci sono troppe pregiudiziali da tenere in considerazione per la ripresa delle attività.

Qual’è, oggi lo stato dell’arte delle principali compagnie aeree in alcune aree del mondo? Vediamolo assieme, iniziando da Usa e Canada

Air Canada: dal 26 aprile ha sospeso il servizio fino al 22 maggio da e per gli Usa. E’ la prima volta che accade degli 80 anni di storia del vettore. Si sta valutando l’idea, ormai assodata, di mettere 600 piloti in “sospensione” senza stipendio nei prossimi giorni.
American Airlines: La compagnia più importante degli Usa ha offerto prepensionamento e licenziamento volontario a 4 mila 800 piloti e 7 mila 200 assistenti di volo, al fine di affrontare la crisi. Fino al 6 maggio ha sospeso la maggioranza dei voli, soprattutto quelli fra Miami e New York.
Delta Air Lines: già dal 13 marzo l’ad Ed Bastian ha annunciato che ha messo a terra oltre 300 aeromobili per una riduzione pari al 40% della sua capacità.
Porter Airlines : ha sospeso tutti i voli da e per gli USA, suo unico business.
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JetBlue: Il ministero dei trasporti ha respinto la richiesta fatta dal suo presidente, Robin Hayes, di eliminare 12 rotte, in particolare verso alcune città degli Stati Uniti, al fine di affrontare la crisi e ottenere l’approvazione per il salvataggio fiscale ai sensi del “CARES” Act.

Il  CARES act, firmato dal presidente Trump e approvato dal Congresso che comprende lo stanziamento di 50 miliardi di dollari destinati al salvataggio di compagnie aeree, su un totale di 2 mila 200 miliardi di dollari destinati all’economia e ai cittadini, impone alle compagnie aeree di mantenere un minimo in servizio in tutte le città del Nord America verso cui volano. Finora il governo ha già stanziato metà del denaro, $ 25 miliardi.

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