20 luglio 2017 12:49
Si chiamo Joon la nuova compagnia aerea di Air France che comincerà a volare sul medio raggio da Parigi Charles già dall’autunno di quest’anno, per poi debuttare nei collegamenti intercontinentali a partire dall’estate 2018. Prende dunque forme definite e concrete il progetto figlio del piano di ristrutturazione di Air France Trust Together con la presentazione del nome (che sostituisce il provvisorio Boost) e degli obiettivi: Joon è stata pensata soprattutto per una clientela giovane, i millennials, il cui stile di vita ruota attorno alla tecnologia digitale. «Questo nuovo marchio è stato interamente progettato per soddisfare le loro esigenze e aspirazioni – spiega una nota di Air France – con un’offerta originale che si distingue nel mondo del trasporto aereo. Joon non sarà una compagnia aerea low cost in quanto offrirà prodotti e servizi originali in linea con quelli di Air France».
«La creazione di una nuova compagnia è un momento storico da molti punti di vista – ha dichiarato Jean-Michel Mathieu, chief executive officer della compagnia, che ha partecipato sin dall’inizio allo sviluppo del progetto della compagnia -. Joon rappresenta un passo avanti per il nostro piano strategico Trust Together. La sua nascita contribuirà a migliorare la redditività del gruppo Air France, portando una riduzione dei costi e assicurando la sostenibilità del suo business model».
«Costruita proprio per il target dei millennials, Joon offrirà non soltanto un volo e una tariffa, ma un’esperienza di viaggio a livello globale – aggiunge Dominique Wood, Evp brand and communications di Air France -. A settembre sveleremo ulteriori dettagli su prodotto, servizi, destinazioni e tariffe».
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[post_content] => Golf al centro della proposta messa a punto dal Royal Palm Beachcomber Luxury, che ha creato per i suoi ospiti appassionati di questo sport un’esperienza esclusiva che include nel soggiorno un pacchetto di servizi gratuiti: trasferimento in limousine da/per il campo, green fee giornalieri, golf cart, deposito sacche e possibilità di chiedere una "snack box" preparata su richiesta dall’executive chef del resort.
La proposta
Mont Choisy Le Golf, uno dei campi da golf più prestigiosi di Mauritius nonchè l’unico a nord dell’isola, è l’ideale per chi desidera una giornata di gioco al tempo stesso stimolante e spettacolare. Un connubio perfetto con l’unicità del Royal Palm Beachcomber, che si distingue per la sua offerta culinaria di pregio, la sua spa che propone una selezione di trattamenti signature del brand beauty Valmont e una gamma infinita di attività sportive di terra e di mare. Oltre alla possibilità di escursioni con lo yacht Royal Princess per aperitivi al tramonto o giornate alla scoperta della costa nord-ovest. Il servizio ineccepibile rimane uno dei punti di forza del resort, con un team in grado di anticipare i desideri degli ospiti.
Oggi Mauritius è ancora più vicina grazie a Ita Airways che da ottobre 2026 inserirà una terza frequenza settimanale diretta, oltre ai collegamenti esistenti con le altre compagnie aeree, tra cui Air Mauritius, Air France, Condor Airlines e Turkish Airlines, solo per citarne alcune.
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[post_content] => Palazzo Tiglio (San Pancrazio-Bucine) è un boutique hotel ospitato in un palazzo del XVII secolo costruito su fondamenta medievali. Il progetto si inserisce in un più ampio intervento che ha progressivamente rigenerato funzioni e spazi del borgo storico, riportando vita e attività all'interno del contesto originario.
Nel corso dei secoli Palazzo Tiglio è stato di proprietà di molte famiglie nobili e illustri, tra cui, in epoca più recente, la nobile famiglia Scodellini.
John Werich, scrittore e fotografo svedese nel 2010 acquista con la famiglia una casa di campagna vicino a San Pancrazio, dove avvia anche una produzione di olio d'oliva. Nel 2019, quando lo storico negozio di alimentari del paese chiude definitivamente, decide di intervenire rilevando lo spazio e restituendolo alla comunità. Nasce così la Cantinetta di San Pancrazio, luogo vissuto e condiviso tanto dagli abitanti quanto dagli ospiti dell'hotel.
Nel frattempo acquista parte della palazzina nobiliare seicentesca nel cuore del paese e avvia il restauro: nasce nel 2021 Palazzo Tiglio, che nel 2024 evolve in un piccolo albergo di charme con sei camere e suite.Il progetto cresce poi per successive trasformazioni che includono la chiesa medievale di San Rocco riattivata come spazio espositivo, l'orto biologico, il ristorante gourmet.
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[post_content] => Le compagnie aeree tradizionali restano il punto di riferimento per i viaggi d’affari, con Ita Airways e Lufthansa in testa alle preferenze. L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle strategie di gestione dei viaggi aziendali; i sistemi di self booking accelerano la digitalizzazione delle trasferte; il fattore tempo si conferma la priorità assoluta per i viaggiatori business, mentre gli hotel confermano un ruolo centrale anche per meeting ed eventi aziendali.
Sono queste alcune delle principali evidenze emerse nel corso di “Beyond the Borders”, l’evento dedicato al mondo della mobilità aziendale e dei viaggi d’affari in Italia promosso a Milano da LabSumo, con la partecipazione di BT Lounge, la community che riunisce i travel manager di alcune delle più importanti aziende italiane e il patrocinio di Aniasa e di Gbta Italy.
Vettori
Dal sondaggio emerge che le compagnie più utilizzate dal segmento business sono soprattutto i vettori tradizionali. In testa Ita Airways, indicata dal 29% dei rispondenti, seguita da Lufthansa con il 20%. Mantengono una posizione rilevante anche le low cost, in particolare Ryanair ed EasyJet, mentre Emirates conquista spazio sulle tratte a lungo raggio, scelta dal 6% del campione. Sul fronte aeroportuale, Milano Malpensa si conferma il principale hub business italiano, indicato dal 27% dei travel manager, seguito da Milano Linate (22%) e Roma Fiumicino (20%). Più distanti Venezia (7%) e Catania (5%).
Tra i principali disagi segnalati durante i viaggi d’affari spiccano la lentezza dei controlli aeroportuali, indicata dal 28% degli intervistati, la congestione dei voli con conseguenti ritardi (13%), le code ai check-in (13%) e i lunghi tempi di riconsegna dei bagagli (12%). Non sorprende quindi che i servizi più apprezzati siano quelli che consentono di risparmiare tempo: due travel manager su tre indicano come prioritari il fast track per i controlli di sicurezza e l’imbarco, mentre il 18% valorizza gli spazi lounge e il 12% le aree dedicate al lavoro.
Hotel e AI
Le grandi catene internazionali dominano i viaggi all’estero: Accor è il brand più utilizzato (24%), seguito da Marriott (17%) e Hilton (16%). Per le trasferte in Italia, accanto alle grandi catene trovano spazio anche hotel indipendenti, scelti dal 18% dei viaggiatori, e B&B (12%).
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Sempre più automatizzati i sistemi di prenotazione. Oltre il 50% dei travel manager dichiara che gran parte della popolazione viaggiante della propria azienda già utilizza i self booking tool messi a disposizione dalla Travel management company. I principali vantaggi riconosciuti a queste piattaforme sono la possibilità di visualizzare le policy aziendali (25%), la gestione integrata di voli, treni e alloggi in un’unica interfaccia (24%) e la reportistica avanzata (20%). La criticità più rilevante riguarda invece la difficoltà di modificare le prenotazioni.
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Aeroitalia in allungo sull'estate con una nuova rotta da Lamezia Terme per Cagliari, e con la ripresa dei collegamenti diretti per Perugia.
Entrambe le rotte saranno operative dal prossimo giugno con unAtr 72-600 da 68 posti.
«Con la nuova rotta per Cagliari e il ripristino dei voli per Perugia da Lamezia Terme, confermiamo la volontà di Aeroitalia di rafforzare la connettività delle regioni italiane, offrendo soluzioni di viaggio comode, rapide e pensate per le esigenze dei nostri passeggeri - afferma Massimo Di Perna, chief commercial officer della compagnia -. La Calabria è una terra meravigliosa da scoprire e con questi collegamenti estivi, vogliamo sostenere ulteriormente sia il turismo incoming nella regione che la mobilità dei calabresi verso la Sardegna e l’Umbria. Il nostro impegno è facilitare il turismo e generare nuove opportunità economiche, grazie a una rete di trasporti sempre più capillare. In tal senso, continueremo a investire in nuove rotte per creare valore aggiunto alle comunità locali e a tutti i viaggiatori».
Marco Franchini, amministratore unico di Sacal, aggiunge: «Il nuovo collegamento diretto con Cagliari rappresenta una novità di assoluto rilievo: per la prima volta il nostro scalo collegherà direttamente Calabria e Sardegna, creando nuove opportunità di mobilità, scambio e crescita tra due territori accomunati da una forte vocazione turistica e culturale. Questo collegamento va oltre il semplice servizio ai passeggeri, configurandosi come una concreta leva di sviluppo per il turismo, gli scambi e la mobilità interregionale. Guardiamo con grande favore anche al collegamento con Perugia, che torna a connettere due territori legati non solo dalla mobilità di una significativa comunità calabrese residente in Umbria, ma anche da interessanti prospettive di sviluppo turistico. Ci auguriamo che questa ripartenza stagionale possa presto trasformarsi in un collegamento annuale stabile».
Crescita a doppia cifra nel 2025
Intanto Aeroitalia ha chiuso il 2025 con 2,9 milioni di passeggeri, pari ad un incremento del +23,7% rispetto al 2024: la compagnia evidenzia i dati emersi dal rapporto Enac, sui dati di traffico dello scorso anno.
«Questa performance - spiega una nota del vettore - rappresenta la crescita relativa più elevata tra tutti i principali vettori tradizionali operanti in Italia e consente alla compagnia di consolidare la sua posizione tra i primi cinque vettori nel mercato nazionale. Le compagnie più vicine per incremento percentuale sono Air France e British Airways, entrambe con +9,4% e +9,3% rispettivamente».
Nel corso del 2025, Aeroitalia ha inoltre «superato la soglia dei 3 milioni di biglietti venduti, risultato che conferma il crescente apprezzamento da parte dei passeggeri e la continua espansione della compagnia sul mercato. Questo incremento ha permesso ad Aeroitalia di raggiungere una quota del 4,1% tra i vettori tradizionali, contribuendo in modo significativo alla mobilità aerea nazionale e al rafforzamento del proprio ruolo nel mercato italiano».
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[post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.
Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».
La strategia
Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.
A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.
Un'Umbria meno ovvia
Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.
Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.
Accanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.
Il nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Il gruppo Lufthansa è sempre più vicino alla presentazione di un'offerta vincolante per l'acquisizione di una quota di minoranza in Tap Air Portugal.
Il ceo del colosso tedesco, Carsten Spohr, insieme al direttore finanziario Till Streichert, lo hanno confermato a margine della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026.
"Come ho detto nel mio discorso, i mercati dell’emisfero meridionale stanno assumendo un’importanza sempre maggiore per il Gruppo Lufthansa - ha dichiarato Spohr -. Insieme a Tap saremmo nella posizione ideale per conquistare il mercato sudamericano. Attualmente siamo il gruppo aereo europeo più piccolo in questa regione, ma con Tap raggiungeremmo la stessa forza degli altri (Air France-Klm e Iag, ndr)".
Spohr ha sottolineato che il Gruppo Lufthansa ha aumentato la capacità verso il Sud America del 3,7% e migliorato i coefficienti di riempimento di tre punti percentuali. I ricavi per passeggero sono aumentati solo dello 0,4%, superati solo dalla regione Asia-Pacifico (2,3%). Till Streichert ha aggiunto: “L’attuale crisi non durerà per sempre. Abbiamo preso decisioni sulla nostra strategia. A seguito dell’offerta non vincolante, siamo stati invitati a presentare un’offerta vincolante. Non vediamo l’ora di compiere i prossimi passi”.
L'iter di privatizzazione
La scorsa settimana era stato Ben Smith, ceo di Air France-Klm, a confermare che il gruppo preparerà un'offerta vincolante, da presentare entro la fine di luglio o all'inizio di agosto. Il passo è successivo alle offerte non vincolanti presentate all'inizio di aprile.
L'intenzione del governo portoghese è quella di cedere una quota fino al 49,9% del capitale Tap, di cui il 5% sarebbe riservato in via prioritaria ai dipendenti, mentre il partner industriale potrebbe detenere solo il 44,9%.
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Il noleggio veicoli si conferma un asset strategico per il turismo: il 25° Rapporto Aniasa descrive un settore in piena salute e sempre più centrale per la mobilità dei viaggiatori, ma non privo di nubi all’orizzonte legate soprattutto alle sfide legislative e a obblighi europei sull'elettrificazione ritenuti troppo rigidi. Da qui si leva un monito sul "futuro sbagliato" della mobilità.
Il dato più significativo riguarda il noleggio a breve termine (rent-a-car), con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+6,4%) nel 2025 che vede negli aeroporti il suo vero traino: il 60% dei contratti viene infatti siglato negli scali aeroportuali, con una crescita dell'11%. Un segnale chiaro per chi gestisce flussi internazionali: il 51% dei clienti del noleggio sono stranieri.
Le sfide: fiscalità e transizione energetica
Se da un lato la flotta sfiora gli 1,5 milioni di veicoli, dall'altro pesa l'incognita dei costi e delle normative europee. Aniasa ha lanciato l'allarme sul target UE che impone il 45% di auto elettriche nei parchi aziendali entro il 2030: un vincolo che rischia l'aumento dei prezzi del noleggio, riduzione dell'offerta e un invecchiamento del parco circolante.
Mentre il rent-a-car regge, il car sharing vive una crisi profonda, con noleggi crollati da 13 a meno di 4 milioni a causa di costi operativi alle stelle (furti e vandalismi) e scarso supporto normativo. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione nel parco auto: i brand cinesi hanno conquistato il 20% delle immatricolazioni a breve termine. Un'avanzata spinta dal divario tra i prezzi delle auto nuove (saliti del 50% in 10 anni) e i redditi reali, rendendo i marchi orientali l'opzione accessibile per molti operatori e privati.
Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha ribadito la necessità di un supporto istituzionale che riconosca il valore del noleggio: «Auspichiamo che possa essere adottata l'IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine. Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti». Folonari ha poi sottolineato il ruolo del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano (4 anni di vita media contro i 13 della media nazionale), definendolo un motore di innovazione.
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Nonostante i numeri positivi, il settore esprime forti dubbi sulla velocità della transizione ecologica imposta da Bruxelles. La ricerca condotta con Bain & Company evidenzia uno scollamento tra gli annunci normativi e la realtà del mercato. Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company, ha commentato duramente le previsioni mancate degli ultimi anni: «La promessa di una “nuova mobilità”, fatta di 100% elettrico e sharing al posto dell’auto privata, si scontra con una realtà più lenta e meno accessibile. Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere “il cliente al volante”, con una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica. Una mobilità fatta solo di sharing ed elettrico si scontra con una realtà di redditi stagnanti e accessibilità economica».
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Le principali compagnie aeree mondiali hanno annunciato una riduzione dei voli offerti per i prossimi mesi in risposta diretta all'impatto della guerra in Iran, che continua a perturbare il traffico aereo e a far lievitare i costi operativi. Come si legge su Preferente, la capacità programmata per maggio è diminuita del 3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, secondo gli ultimi dati di Cirium Aviation Analytics.
L'adeguamento è dovuto a due fattori evidenti: le restrizioni allo spazio aereo e agli aeroporti in Medio Oriente e il forte aumento dei prezzi del carburante a seguito della chiusura dello stretto di Hormuz, che ne ha raddoppiato il costo. In questo contesto, la maggior parte delle compagnie aeree ha ridotto i propri orari fino al 5%, sebbene alcune abbiano apportato modifiche significative.
Gli adeguamenti in programma
Qatar Airways ha ad esempio ridotto la propria capacità del 33% rispetto a maggio dell'anno precedente, mentre Emirates mantiene una previsione di crescita del 2,4% nonostante operi da una delle aree più colpite dal conflitto. Nel frattempo, IndiGo prevede una riduzione del 17% e ha già iniziato ad applicare supplementi carburante sui propri biglietti.
Come riporta El Economista, l'aggiustamento ha colpito anche le compagnie più piccole. Tra le prime 100 compagnie aeree, Spirit Airlines ha registrato i tagli maggiori, superiori al 50%, prima di dichiarare bancarotta lo scorso fine settimana. A livello globale, tutte le regioni hanno ridotto i propri voli, tra cui Nord America, Europa e Asia-Pacifico. Anche le compagnie aeree specializzate in rotte a corto raggio hanno attuato tagli di circa l'1%.
Per contro, compagnie aeree spagnole come Iberia, Vueling e Air Europa mantengono invariati i loro orari estivi, grazie alle coperture sui prezzi del carburante e alla forte domanda. Nonostante ciò, il ministero dell'economia spagnolo ha messo in guardia sul potenziale impatto di una carenza di cherosene sul turismo nei prossimi mesi.
In Europa, il gruppo Lufthansa ha annunciato l'eliminazione di 20.000 voli entro ottobre, con l'obiettivo di risparmiare carburante. Ha inoltre deciso di sospendere le operazioni della sua controllata CityLine, che operava con aeromobili più vecchi e meno efficienti. Anche British Airways ridurrà la sua capacità del 2,5%, pur potenziando le rotte verso l'India e l'Africa per compensare il calo in Medio Oriente, mentre Air France-Klm ha optato per la cancellazione di 80 voli di andata e ritorno da Amsterdam.
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[post_content] => Il gruppo Norwegian Cruise Line ha dichiarato che le sue previsioni finanziarie per l'anno in corso sono scese «al di sotto» delle aspettative precedenti a causa degli effetti della guerra con l'Iran, e che la società sta adottando misure di riduzione dei costi per migliorare i risultati economici.
In un intervento riportato da TravelWeekly, lamministratore delegato John Chidsey che la società sta «razionalizzando l'organizzazione a terra», una mossa che dovrebbe ridurre le spese per stipendi e benefit di circa il 15% su base annua.
Chidsey ha aggiunto che l'azienda ha avviato progetti pilota per «iniziative di delocalizzazione selezionate in diverse aree aziendali».
«Questi sforzi sono ancora nelle fasi iniziali e stiamo testando e imparando strada facendo. Prevediamo di utilizzare questa leva in futuro, ampliando e intensificando le nostre iniziative laddove e quando opportuno e più vantaggioso per l'azienda» ha affermato Chidsey, arrivato a febbraio per migliorare le prestazioni dell'azienda , in particolare per il marchio Norwegian Cruise Line.
Ottimizzazione delle spese di marketing
Nclh ha inoltre dichiarato che ridurrà e ottimizzerà le proprie spese di marketing. Chidsey ha affermato che l'azienda sarà «molto attenta a dove tagliare i costi, in modo che ciò non abbia alcun impatto sulle opportunità di generazione di ricavi».
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Sul fronte dei ricavi, la guerra con l'Iran sta esercitando pressione sulla domanda, soprattutto in Europa. Il direttore finanziario Mark Kempa ha osservato che il 26% delle navi di Nclh nel secondo trimestre si trova in Europa e che l'esposizione dell'azienda è ancora maggiore nel terzo trimestre, con il 38% delle navi nella regione. Kempa ha inoltre rilevato un calo della domanda di crociere in Alaska e una domanda interna generalmente «più debole del previsto, poiché i consumatori stanno rivalutando i propri piani di viaggio».
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