28 April 2026

Vettori a terra. Crolli in Borsa. Chiesti gli aiuti di Stato. Ma non erano ultraliberisti?

Vediamo come sono andate le compagnie aeree in Borsa. Ieri easyJet ha perso il 20,5%, Ryanair -14%, Iag (British Airways) -26,4%, Air France-KLM -14,5% Lufthansa -6,13%, Norwegian Air Lines -10 per cento. La seduta è andata meno peggio per i vettori Usa: American Airlines è scesa del 7%, Delta Air Lines -5,8% United che ha annunciato la riduzione della sua capacità del 50% ad aprile e maggio è negativa del 15%. I vettori, chiaramente, cercano di rassicurare gli investitori: easyJet ha fatto sapere di avere cash per 1,6 miliardi di sterline e una linea di credito da 4 miliardi di sterline. A sua volta Ryanair ha dichiarato disponibilità di cassa per 4 miliardi di euro . Nessuno è in grado di fare previsioni sull’anno in corso.

In poche parole tutti si appellano ai governi: gli esecutivi Germania, Francia, Olanda e Gran Bretagna hanno già detto di stare considerando misure a sostegno al settore. C’è da dire che fino a qualche giorno fa lo Stato era visto come una specie di fardello, un peso che era pronto solo a riscuotere tasse e niente più. Il liberismo ha fatto da base a questa idea, francamente, senza senso, ed ora, che le cose del “mercato” vanno come vanno, tutti, compresi gli ultraliberisti del volo, si piegano a chiedere aiuti di Stato. Ma non dovevate fare da soli? Reagan e Thatcher non vi avevano insegnato questo? Gli imprenditori che infamavano lo Stato fino a qualche tempo fa dove sono? Visto che c’è la legge di mercato la conclusione è una sola: non ce la fai da solo? Fallisci. Invece questa emergenza ha fatto finalmente capire che lo Stato, cioè il bene pubblico ha un ruolo determinante anche in fase di ultraliberismo. Quando ci liberemo di questa teoria economica folle, che avvantaggia solo pochi, forse le cose potrebbero iniziare ad andare un po’ meglio.

 

 

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