1 May 2026

«I grandi merger creano disuguaglianza»: parla Crandall, il grande vecchio di AA

Bob Crandall l’aveva detto negli anni ’70, che la Deregulation sarebbe stata una rovina per i lavoratori e le piccole città, e lo ripete ora, ai tempi della globalizzazione, in una bella intervista a Dennis Schaal di Skift. Nella quale il grande vecchio dell’aviazione americana, 82enne autorevole ex presidente e ceo di American Airlines – dal 1980 al 1985 – afferma che «i grandi merger hanno aiutato la concentrazione dei capitali, che scava un baratro tra chi ha tutto e chi non ha nulla».

Crandall si oppose con forza all’Airline Deregulation Act del 1978 che liberò le compagnie aeree Usa da ogni controllo federale sulla strategia. «In molti – dice Crandall – eravamo certi che questo avrebbe privato i consumatori di buona parte della rete. E credo che sia accaduto…basta vedere quante città erano collegate e non lo sono più». Con gravi ripercussioni sociali: «Molta gente fu spinta a spostarsi nei grandi centri, impoverendo le città di medie dimensioni. Un danno per l’economia e per il Paese».

«Più profitti alla finanza, meno al lavoro»
Poi è venuta la corsa alle acquisizioni: «Che servono solo a tagliare la concorrenza, un altro diastro per consumatori e dipendenti. Il consolidamento è una delle cause della terribile diseguaglianza che vediamo negli Stati Uniti, se ci fossero più imprese gli stipendi e l’economia crescerebbero più della finanza. I vettori aerei incassano molto di più, ma la ricchezza diventa capitale, non lavoro». Crandall dunque avrebbe vietato a Delta di acquisire Northwest nel 2008, il merger United-Continental nel 2010, e quello tra US Airways e American Airlines del 2013.

«Non vedo novità, girano tutti in tondo»
Scettico sull’innovazione: «Non vedo niente di suggestivo, forse Delta sta facendo un buon lavoro. Ma vanno tutti avanti e indietro, girano in tondo… vedremo quanti posti riuscirà a far volare David Neeleman con la sua nuova compagnia», prima startup negli Usa da almeno dieci anni. «Si dice che raccolga capitali enormi, forse può durare più degli altri che ci hanno provato con spalle meno larghe».
In tema di innovazione Crandall sa di cosa parla, passato alla storia come pioniere dello yield management, e per la creazione nel 1981 di AAdvantage, il primo programma di fidelity dell’industria. E anche per aver risparmiato 40mila dollari l’anno togliendo una sola oliva da ogni insalata servita a bordo.

«La mia eredità? Mente aperta e largo ai giovani»
«L’eredità che mi piacerebbe lasciare all’industria – risponde il grande vecchio al giornalista che glielo chiede – è l’apertura mentale, la capacità di sostenere le nuove idee e incoraggiare i giovani che ne sono portatori. In quegli anni American ha tracciato la via per tutti, e facevamo anche dei bei profitti. Ma vedi un sacco di compagnie e di gente che stanno comodi se qualcosa funziona, e non pensano a niente finché non è troppo tardi».

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