22 settembre 2016 11:58
Finnair aprirà una nuova rotta stagionale da Helsinki a San Francisco nel giugno 2017. La compagnia aerea opererà tre voli settimanali (martedì giovedì e domenica) tra le due città dal 1 ° giugno al 30 settembre. Grazie alla posizione geografica di Helsinki, la nuova rotta polare di Finnair per San Francisco offrirà tempi di percorrenza competitivi per i clienti che volano da Scandinavia, Paesi Baltici e Russia, così come da molte città europee. San Francisco sarà la quarta destinazione degli Stati Uniti di Finnair, insieme a New York, Chicago e Miami. Il nuovo volo per San Francisco sarà operato all’interno del business Atlantico congiunto tra Finnair, American Airlines, British Airways e Iberia. L’accordo comune offre ai clienti opzioni di volo aggiuntive, con migliori collegamenti e prezzi vantaggiosi sulle rotte transatlantiche. Attualmente, le quattro compagnie aeree operano oltre 100 voli giornalieri in andata e ritorno tra l’Europa e il Nord America. «Siamo molto lieti di aver compiuto un altro passo avanti nella crescita della nostra compagnia aerea, soprattutto perché San Francisco è una nuova entusiasmante destinazione per tutti i nostri clienti – afferma Juha Järvinen, chief commercial officer della compagnia -. Allo stesso modo di quando Finnair vola verso l’Asia, la posizione settentrionale del nostro hub di Helsinki presenterà una rapida alternativa per la clientela europea che vola verso il Nord America». Finnair rafforzerà inoltre il traffico sulla Spagna con l’apertura di una nuova rotta per Alicante con quattro voli settimanali tra 26 marzo e 27 ottobre 2017. Saranno potenziati anche i suoi voli per Malaga, con due voli settimanali tra giugno e luglio, incrementando le frequenze per un totale di undici voli settimanali. Il mese scorso Finnair ha anche annunciato nuove rotte per Ibiza e Minorca per la stagione estiva 2017.
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[post_content] => L'intelligenza artificiale assume un ruolo sempre più strategico per Ita Airways: infatti, attraverso l’ottimizzazione del profilo di salita basata sull’Ai consentirà alla compagnia di ridurre il consumo di carburante.
Ita ha già ottenuto riduzioni significative ed è sulla buona strada per conseguire oltre 7.100 tonnellate di risparmio di carburante e più di 22.100 tonnellate di CO₂ tra il 2025 e il 2026. L’approccio innovativo e data-driven della compagnia, supportato da Sita OptiFlight®, migliorerà le performance garantendo al contempo benefici ambientali e risparmi economici.
Presente sull'intera flotta Ita, il sistema calcola per ogni volo il profilo di salita più efficiente regolando velocità, accelerazione, transizioni di quota e mach di salita, grazie all’utilizzo di analytics predittivi, machine learning e dati meteo 4D su tutti i velivoli della flotta. Sita OptiFlight® applica una modellazione multidimensionale specifica per singolo aeromobile (tail-specific), garantendo profili di salita precisi in condizioni operative e meteorologiche variabili.
«In Ita Airways siamo consapevoli che le tecnologie innovative saranno la chiave per realizzare la nostra strategia di crescita e sostenibilità di lungo periodo - ha dichairato Francesco Presicce, chief innovation and strategic projects/vision del vettore -. L’implementazione di Sita OptiFlight® rappresenta un chiaro esempio del nostro impegno dotando l’azienda di strumenti innovativi, concreti e misurabili, assicurando al tempo stesso eccellenza operativa. Gli insight basati su dati e intelligenza artificiale ci consentono di ottenere risparmi significativi di carburante e riduzioni delle emissioni senza compromettere efficienza o sicurezza. Questa iniziativa fa parte di un impegno più ampio verso un’aviazione più sostenibile e responsabile, e siamo orgogliosi di essere in prima linea in questo percorso».
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[post_content] => Roma si consolida al centro della strategia italiana di Air Transat. La compagnia canadese, rappresentata in Italia da Rephouse gsa, ha celebrato la ripresa dei collegamenti diretti da Fiumicino verso Toronto e Montréal confermando il peso crescente della Capitale nel proprio network estivo 2026.
Un rafforzamento che si traduce in un’offerta fino a 14 voli diretti complessivi da Roma verso il Canada nel cuore della stagione, a cui si aggiungono le nuove opportunità in connessione per Lima e Cancún.
Nel dettaglio, il collegamento Roma-Toronto è ripartito il 17 aprile e sarà operativo fino al 24 ottobre: parte con 3 frequenze settimanali, sale a 6 dal 18 giugno e diventa giornaliero dal 23 luglio. Montréal, invece, è tornata collegata a Roma dal 18 aprile al 24 ottobre, con 5 voli a settimana e frequenza giornaliera dal 19 giugno. Da maggio, inoltre, da Fiumicino sarà possibile proseguire via Toronto o Montréal anche verso Lima, 3 volte a settimana, e Cancún, con collegamenti giornalieri.
A ribadire il senso strategico dell’operazione è Tiziana Della Serra, managing director di Rephouse e country manager di Air Transat in Italia: «Da 39 anni colleghiamo Roma al Canada, consolidando il pluripremiato aeroporto di Fiumicino come hub strategico. Un legame con Aeroporti di Roma lungo quasi quattro decenni che, per la stagione estiva 2026, si rinnova e si rafforza con una programmazione di rilievo: voli diretti dall’Italia verso Toronto e Montréal, le città più iconiche del Canada orientale, per un prodotto che si distingue per l’eccellente rapporto qualità-prezzo». E aggiunge: «Da Roma Fiumicino, Air Transat amplia ulteriormente la propria offerta con collegamenti anche oltre il Canada: voli in connessione verso Lima e Cancún, due mete molto richieste per i viaggi leisure, offrendo ai viaggiatori un ventaglio ancora più ampio di opzioni».
Anche Aeroporti di Roma sottolinea il peso del vettore canadese sullo scalo romano. «L’operativo di Air Transat su Roma riveste un ruolo di assoluto rilievo per i flussi da e verso il Canada, con i collegamenti giornalieri per Toronto e Montréal che rispondono efficacemente alla forte domanda tra la Capitale e le principali destinazioni canadesi», osserva Federico Scriboni, aviation business development director di Aeroporti di Roma. «L’operativo di Air Transat su Roma riveste un ruolo di assoluto rilievo per i flussi da e verso il Canada con i collegamenti giornalieri per Toronto e Montréal che rispondono efficacemente alla forte domanda tra la Capitale e le principali destinazioni canadesi – ha dichiarato -. Siamo lieti di constatare come la collaborazione con Air Transat si stia consolidando nel tempo, con l’obiettivo comune di ampliare e valorizzare le opportunità di viaggio offerte ai nostri passeggeri».
Scriboni ha quindi ricordato la centralità del Nord America nelle strategie di sviluppo dell'hub: «Lo scorso anno abbiamo superato 4,7 milioni di passeggeri per il Nord America, con una crescita del 40% rispetto al 2019. Quest'estate raggiungeremo la quota di 22 destinazioni dirette in Nord America, con 42-43 arrivi al giorno, con altrettante ripartenze. All'interno di questo network il Canada rappresenta un prodotto di assoluta eccellenza, che sta crescendo più degli Usa, registrando solo lo scorso anno 850mila passeggeri, +42% rispetto al 2019».
La serata romana ha visto anche la partecipazione di Sameena Qureshi, minister counsellor commercial e senior trade commissioner dell’ambasciata del Canada in Italia, di Laurence Fouquette-L’anglais, delegata del Québec in Italia, e di Sonia Kurek, commercial director Europe di Air Transat, che ha ricordato la lunga operatività su Roma della compagnia, dal 1987, a conferma del valore non solo commerciale ma anche territoriale dei collegamenti tra la Capitale e il Canada.
Le altre connessioni
L’offerta italiana della compagnia non si esaurisce su Roma. Per l’estate 2026 Air Transat volerà anche da Venezia a Toronto dal 2 maggio al 24 ottobre, con 2 frequenze settimanali che diventano 3 dall’8 giugno al 12 settembre, e da Lamezia Terme a Toronto dall’11 giugno al 15 ottobre con un volo settimanale, unico collegamento no-stop dalla Calabria verso il Canada. Complessivamente, nella stagione di alta domanda, dall’Italia saranno disponibili fino a 18 voli settimanali verso Toronto e Montréal.
Sul fronte del prodotto, Air Transat propone tre tariffe economy, Budget, Standard e Flex, e due in Club Class, con servizi che includono, a seconda della scelta, bagaglio da stiva, priorità, pasti gourmet e maggiore flessibilità.
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[post_content] => Parte da Fiuggi la proposta dell'outdoor non più solo come attività ricreativa, ma come cultura italiana condivisa, che risponde alla necessità di ritrovare equilibrio, assecondando il nostro bisogno innato natura. È la visione emersa dal convegno nazionale "Destinazione Outdoor, tra presente e futuro. Visioni, pratiche e nuove culture dello stare all'aria aperta" promosso dall'Associazione ProFiuggi, che si è svolto di recente all'Ambasciatori Place Hotel di Fiuggi. Secondo appuntamento del ciclo ProFiuggi Lab dedicato all'innovazione turistica, a settembre 2026 il focus sarà sull'enogastronomia come leva di sviluppo territoriale.
Secondo l'Osservatorio del turismo outdoor 2025 (Human Company e Thrends), nel 2024 il comparto italiano ha generato un impatto economico di 8,85 miliardi di euro, con 67,7 milioni di presenze registrate.
«Outdoor significa letteralmente 'fuori dalla porta' - spiega Paola Rizzitelli, esperta di wellness economy e turismo rigenerativo, founder di Five Dimensions Wellness e moderatrice dell’evento - . Camminare, andare in bici, partecipare a degustazioni tra le vigne o tra gli ulivi, dormire in una tenda trasparente o in una stanza sull'albero: sono tutti modi di rispondere ai bisogni che soddisfiamo all'aperto, dove ritroviamo versioni diverse di noi stessi. L'outdoor, così, non è più un’attività, diventa un modo più dinamico, attivo e interattivo di offrire, visitare e abitare i luoghi. Un territorio come Fiuggi ha tutti gli elementi per costruire una proposta contemporanea, innovativa e coerente: vogliamo creare una cultura di vita italiana e condivisa, che può diventare un punto di riferimento internazionale».
Dal convegno è emerso che i territori-destinazione possono esprimere l'outdoor come stile di vita sano (longevità, healthspan); come lentezza e consapevolezza (cammini, trekking, nordic walking, MTB, immersioni forestali); come manifestazioni sportive capaci di costruire identità forti ma che richiedono gestione dell'impatto; come integrazione nel settore mice, dove business e leisure (bleisure) si fondono e le aziende scelgono destinazioni che offrano esperienze all'aria aperta.
Otto fattori chiave, dieta, esercizio fisico, glicemia, peso, colesterolo, pressione, fumo e sonno sono decisivi per la longevità sana. «Chi a 50 anni adotta questi stili - aggiunge Francesco Landi, professore Medicina interna all’università Cattolica e direttore del Dipartimento scienze dell'invecchiamento, ortopediche e reumatologiche del Policlinico Gemelli di Roma - guadagna 15 anni di vita sana in più per le donne e 12 per gli uomini. Negli ultimi anni abbiamo aggiunto un altro elemento, con lo slogan ‘No healthy longevity without a healthy planet’, un progetto che misura come i valori del PM - particolato atmosferico, ndr - influenzano direttamente colesterolo e pressione arteriosa, ossia i valori più impattanti sulla salute. Nessun paese è immune dagli effetti del cambiamento climatico sulla salute come riportato dalla rivista scientifica The Lancet Healty Longevity».
Fiuggi è stata così candidata a diventare la prossima destinazione della Longevity Run, progetto decennale che ha già coinvolto 25mila persone in 10 piazze italiane nel 2025, portando cultura della prevenzione attiva e sensibilizzazione cardiovascolare nei territori.
Nel 2024 il turismo dei cammini ha registrato un +29% rispetto al 2023, con oltre 191mila camminatori certificati (dati Terre di Mezzo). Michela Battisti, dottoressa in psicologia e Guida Ambientale Escursionistica di Itinarrando ha evidenziato come le esperienze outdoor siano essenziali per l'apprendimento e lo sviluppo cognitivo, anche in casi di ADHD e spettro autistico.
Nel 2024 il turismo sportivo internazionale ha prodotto un impatto di 338 milioni di euro, con oltre 550mila viaggiatori stranieri che hanno scelto l'Italia per eventi sportivi (dati Enit). Sergio Battistini, Sport Manager Comitato Grandi Eventi Val di Sole, co/founder Dolomeet srl, co/fouder Centro Bike Val di Sole, ha raccontato come il bike tourism sia diventato leva strategica grazie al fatto di essersi trasformato in un evento collettivo che coinvolge tutto il territorio: un indotto di circa 2 milioni di euro e un'audience televisiva di 15,6 milioni di spettatori.
Il convegno ha messo in luce il modello organizzativo innovativo ProFiuggi: associazione di 60 imprese della filiera turistica locale nata nell'aprile 2025. «Vogliamo farne un caso studio replicabile per altre destinazioni italiane. L'aggregazione imprenditoriale è la chiave: solo unendo le forze si possono attrarre investimenti, progettare strategie di lungo periodo e competere a livello nazionale - conclude Antonio Russo, Presidente di ProFiuggi - Il modello integra patrimonio naturalistico, infrastrutture congressuali (nuovo Palacongressi) e offerta termale storica».
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Ad un mese dalla prima rilevazione, il mercato del turismo organizzato italiano registra un deciso peggioramento, con un passaggio da fase di difficoltà a fase di contrazione diffusa e strutturata.
È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti.
I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026
Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato .
Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. Il posticipo delle decisioni di acquisto è stato riscontrato dal ben il 61% delle agenzie. Non si tratta quindi di una crisi della domanda, ma di una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei clienti.
Il cliente continua a desiderare il viaggio, ma lo affronta con una logica difensiva, valutando ogni scelta in termini di rischio.
Uno degli elementi più critici emersi nell’aggiornamento riguarda l’impatto dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.
Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).
Nel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).
L'informazione
Il 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.
Si evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.
Relativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano.
Pur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.
Si consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione
«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»
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[post_content] => Lucca Città di Carta, quinta edizione del festival dedicato ai libri, alla carta, alla cultura e all’arte, è in programma sabato 25 e domenica 26 aprile al Real Collegio di Lucca con orario 10-19 e a ingresso libero.
Lucca Città di Carta si presenta come un Festival sempre più in crescita, inclusivo, esperienziale, di respiro nazionale ma al tempo stesso anche un progetto diffuso che coinvolge la città di Lucca, la provincia e le sue eccellenze.
Nella due-giorni sono oltre 80 gli eventi che spazieranno dalle presentazioni di libri ai workshop di scrittura creativa, dai laboratori di stencil e origami alle performance artistiche, dai reading poetici alle installazioni di libri d’arte. E poi l’attesa fiera del libro con oltre 60 stand tra editori, autori, collettivi e associazioni, un programma dedicato interamente alle famiglie e ai bambini e un’area food che permetterà a tutti di trascorrere l’intera giornata al Festival. Non solo, quest’anno per vivere Lucca Città di Carta nasce anche il “passaporto” dell’evento che verrà consegnato ai primi mille che lo richiederanno, per vivere in modo più intenso il Festival e ricevere tanti gadget dedicati grazie a un contest social.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la collaborazione con il comune di Pescia che l’inaugurazione di una nuova sala del Festival intitolata ‘Carta d’Arte’. Quest’ultima ospiterà una esposizione delle opere illustrate del Museo Libero Andreotti e alcuni stand della Fondazione Collodi con edizioni speciali dei libri di Carlo Lorenzini. Nella stessa sala ci sarà uno spazio speciale a cura di Enrico Magnani Carta, dove i Mastri cartai insegneranno al pubblico l’arte della carta fatta a mano in un laboratorio specifico con tre repliche al giorno (su prenotazione).
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Tra gli ospiti attesi, gli scrittori Pasquale Sgrò, Sara Rattaro ed Elena Magnani, i volti televisivi Beatrice Luzzi ed Eleonora Puglia, i giornalisti Tommaso Martinelli e Nicola Santini la star del web Marley Supercane.
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Lucca Città di Carta fa parte del calendario eventi Vivi Lucca del Comune di Lucca ed è organizzata dall’Associazione Lucca Città di Carta, composta dal doppio team Nati per Scrivere e L’Ordinario, in collaborazione con NPS Edizioni e Studio Lombardi Comunicazione, con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Lucca, Comune di Pescia, Unicoop Firenze, Hotel Villa La Principessa, Terigi Auto, Brandani Gift Group, Immobiliare Panteri, Fiori fiori.
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Il ministro del turismo Gianmarco Mazzi nel suo intervento all’evento di Federturismo “Investire nel turismo” ha voluto ribadire alcuni concetti. Partiamo dal primo. «Turismo fa rima con ottimismo. Io sono un inguaribile ottimista, e credo di essere arrivato al ministero giusto, perché vedo che questo ottimismo appartiene anche a voi, che lo portate avanti pure in questo momento serio».
Ora che lui sia ottimista, ci potrebbe andare anche bene, ma quando ci sono i problemi cerchiamo di risolverli, perché l'ottimismo arriva fino a un punto, poi bisogna fare qualcosa.
Secondo «Io sono contro gli allarmismi. Quindi, vorrei dare alcuni dati e fare un appello ai media. L’informazione dev’essere sempre corretta, perché il destinatario finale è il cittadino, e noi abbiamo il dovere etico e morale di informare nel modo giusto il cittadino. Una certa narrazione, un po’ sensazionalista, un po’ drammatizzante, è da evitare. Quindi inviterei tutti, soprattutto i media, a essere molto responsabili».
Naturalmente ce l'ha con la stampa. E in effetti a guardare bene, è stata proprio la stampa italiana a chiudere lo Stretto Di Hormuz, con le conseguenze che sappiamo.
Narrazione
Terzo. «Ieri, ho incontrato tour operator e agenzie di viaggio, che sono inviperite perché dicono ‘Questa narrazione ci sta facendo un danno enorme’. Tra l’altro, io non capisco neanche perché lanciamo un allarme ai turisti, ai viaggiatori, che hanno una destinazione finale assolutamente tranquilla e creiamo allarmismo anche addirittura sul transito. Inoltre, noi abbiamo dei dati che sono proprio in controtendenza».
Vorrei ricordare al ministro che nella giornata di oggi Lufthansa ha cancellato 20 mila voli. E non perché stava giocando a ramino e ha perso. Ma perché stanno rimodulando l'offerta in base al carburante.
Quarto. «Ad esempio, le intenzioni di viaggio degli statunitensi rispetto all’Italia sono in aumento sul 2025. Quindi io domani vorrei leggere questa notizia, vorrei che i notiziari e i telegiornali dicessero questo. Noi dobbiamo sostenere il nostro turismo, come fanno gli altri Paesi. Su questo, forse, abbiamo da imparare da loro. Occorre un atteggiamento responsabile, dal momento che la comunicazione impatta su un settore trainante dell’economia nazionale».
Per fortuna che i giornali pensano con la loro testa. Certo alcuni lo scriveranno. Ma fra le intenzioni e le azioni ci passa un mare. Anzi uno Stretto di Hormuz.
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Obiettivo grande Nord. Il Diamante risponde alla difficile situazione geopolitica internazionale spingendo sull'acceleratore della differeinziazione e dell'ampliamento delle proposte di viaggio. Al centro della presentazione avvenuta a Milano un'area da sempre, e in questo periodo ancora di più, interessante e ricca di sorprese e opportunità da cogliere. Si tratta di quella nel nord dell'Europa, che il t.o. appartenente a Quality Group presidia insieme all'Africa.
L'occasione per parlarne è stata offerta dal lancio del nuovo catalogo “Festività nordiche”, valido dal 26 novembre 2026 al 6 gennaio 2027. «Si tratta del quarto catalogo riservato al Nord - spiega Lara Chinotti, product manager Scandinavia, Islanda & Artico del Diamante -. Lapponia finlandese, Lapponia svedese, Norvegia, isole Svalbard e Islanda garantiscono sicurezza, bellezza intonsa dei luoghi e calore dell’ospitalità, insieme a prezzi senza sorprese».
Per questo il Diamante ha deciso di giocare d'attacco e rafforzare ad esempio l’offerta su Lapponia finlandese, che fa perno sul Lights of Lapland Resort, complesso di 10 Aurora Lodges inaugurato nel 2024 e immerso nella taiga finlandese nei pressi di Posio, poco a sud del Circolo Polare Artico. Una proprietà esclusiva, inserita subito con successo nella Diamond Collection by Il Diamante.
Un nuovo slancio
«Le attuali turbolenze internazionali stanno conferendo nuovo slancio alle destinazioni nordiche - aggiunge Marco Peci, direttore commerciale Quality Group - e la tendenza mostra un’accelerazione già dal periodo post Pasqua. Il viaggiatore odierno desidera soprattutto pace, tranquillità e contatto con la natura, ragion per cui la domanda per soggiorni nel Lights of Lapland Resort non solo risulta robusta per i mesi estivi, ma guarda addirittura al periodo delle prossime festività natalizie: dai giorni dell’Immacolata all’Epifania, con una spiccata preferenza per la Lapponia finlandese, ma evidenziando anche un forte interesse per le isole Lofoten in Norvegia e persino per le remote isole Svalbard, reinserite a catalogo dopo l’interruzione post Covid».
Fra le proposte del catalogo “Festività nordiche”, in primo piano il tour di gruppo “Lapponia svedese - rompighiaccio nel golfo di Botnia e aurore boreali”, che prevede visite nelle aree di fronte a Oulu, fra cui Luleå e Haparanda, oltre che a cavallo di Svezia e Finlandia nella proposta “Capodanno intorno al Golfo di Botnia”.
“Hurtigruten Signature”, poi, mette sul piatto due crociere speciali per le festività il 4 e il 18 dicembre, navigando da Oslo in direzione Capo Nord e ritorno in 14 giorni, anziché lungo la tradizionale rotta Bergen-Kirkenes. Novità sono il tour “Isole Svalbard - Super Arctic” con partenza speciale il 30 dicembre, al pari di “Islanda: Aurora Express”, nel quale la visita delle località iconiche dell’isola avviene in coincidenza del periodo di miglior avvistamento dei fenomeni luminosi boreali e in appena 5 giorni di viaggio.
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[post_content] => Ryanair modifica la policy per sicurezza e controllo negli aeroporti del proprio network e, dal prossimo 10 novembre i servizi di check-in e bag drop chiuderanno 60 minuti prima della partenza programmata (rispetto ai 40 minuti attuali).
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E con i chioschi self-service disponibili in più del 95% degli aeroporti in cui opera Ryanair avremo meno code ai desk aeroportuali e un servizio ancora più puntuale per il 20% dei nostri clienti che desidera ancora fare imbarcare in stiva il bagaglio, mentre l'80% (che non effettua il check-in del bagaglio) non sarà impattato da questo cambiamento, poiché continuerà a fare il check-in online prima di arrivare all'aeroporto e passerà direttamente attraverso i controlli di passaporto e sicurezza aeroportuali per raggiungere il gate".
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Gli Stati Uniti continuano a occupare una posizione centrale nel lungo raggio, ma il modo in cui vengono richiesti e costruiti sta cambiando in modo evidente.
Accanto ai classici city break e ai grandi itinerari coast to coast, cresce infatti una domanda più selettiva, orientata verso viaggi su misura, maggiore qualità dell’esperienza e una costruzione del prodotto più articolata. Non si cerca soltanto una destinazione, ma un equilibrio preciso tra grandi città, natura, ritmo del viaggio e momenti ad alto valore percepito.
In questo scenario, la capacità di leggere bene il territorio e progettare itinerari coerenti fa sempre più la differenza.
È proprio qui che si inserisce il Tour Operator Viaggiare in USA, specializzato nella costruzione di percorsi personalizzati che combinano metropoli, parchi naturali, road trip curati ed esperienze premium.
Il prodotto USA, infatti, si evolve e diventa sempre meno standardizzabile: il cliente chiede più consulenza, più regia e una selezione più accurata delle tappe. Parchi naturali, soggiorni in lodge, esperienze private e combinazioni tra aree molto diverse tra loro entrano sempre più spesso nello stesso itinerario.
Stati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista
Nel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”.
Il motivo è strutturale. Gli Stati Uniti sono una destinazione ampia, stratificata e difficilmente comprimibile in formule troppo rigide.
Un itinerario efficace deve saper combinare geografie lontane, differenze climatiche, logiche di spostamento e una grande varietà di esperienze. Proprio per questo il valore della consulenza torna centrale: la qualità del prodotto non si misura soltanto sulle strutture o sui servizi, ma sulla capacità di costruire un percorso fluido e sensato.
Il tailor-made, quindi, non è un’aggiunta accessoria ma una risposta concreta alla complessità del Paese. Ed è anche il modo più efficace per trasformare una meta già nota in un’esperienza più personale, meno prevedibile e decisamente più rilevante sul piano del valore.
Dal viaggio standard all’itinerario progettato
Per anni il viaggio negli Stati Uniti è stato raccontato attraverso formule abbastanza riconoscibili: la grande città, il tour classico dell’Ovest, il fly&drive più o meno standardizzato.
Oggi, invece, cresce la richiesta di un prodotto più calibrato, in cui ogni tappa viene selezionata in base a un obiettivo preciso. Il cambiamento è culturale prima ancora che commerciale: il viaggiatore non cerca più soltanto un programma, ma un itinerario progettato attorno ai propri interessi e al proprio ritmo.
Questo comporta una diversa idea di costruzione del viaggio. Si riducono gli incastri eccessivi, si lavora meglio sulle soste, si evitano passaggi troppo compressi. La consulenza diventa parte del valore finale perché aiuta a distribuire tempi, distanze ed esperienze in modo più armonico. Il risultato è un prodotto meno replicabile, ma più forte sul piano della soddisfazione e del posizionamento.
Perché gli Usa si prestano più di altre destinazioni al su misura
Poche destinazioni offrono la stessa elasticità degli Stati Uniti. In uno stesso viaggio si possono combinare metropoli, parchi naturali, strade panoramiche, deserti, regioni costiere, ranch, località balneari e persino tratte ferroviarie iconiche.
Questa varietà rende il Paese particolarmente adatto al su misura, perché consente di modellare il prodotto su segmenti molto diversi: coppie, famiglie, honeymoon, viaggiatori repeat, clienti premium orientati alla natura o al lifestyle.
Inoltre, gli Usa dispongono di infrastrutture che facilitano la personalizzazione: ampia scelta di voli interni, grande diversificazione dell’hotellerie, servizi esperienziali evoluti, possibilità di combinare natura e urban experience senza perdere coerenza.
È una destinazione che permette di costruire itinerari ad alta identità, ed è proprio questa capacità di adattamento a renderla una delle piattaforme più efficaci per il prodotto tailor-made.
Natura, città, road trip: le nuove direttrici del prodotto Usa premium
Nel segmento premium, il prodotto Stati Uniti non ruota più attorno a una sola dimensione del viaggio.
Le grandi città continuano ad avere un ruolo importante, ma vengono sempre più spesso integrate con soggiorni nella natura, road trip costruiti con maggiore comfort e momenti esperienziali ad alto contenuto narrativo.
La forza del prodotto sta proprio nella sua capacità di tenere insieme mondi diversi: skyline e canyon, musei e lodge, ristorazione d’autore e grandi spazi.
Questa logica produce itinerari più ricchi ma anche più esigenti dal punto di vista progettuale. Il cliente non chiede semplicemente “New York e California”, ma un equilibrio tra urbanità, paesaggio e servizi.
Vuole evitare la sensazione di viaggio standardizzato, cerca un ritmo più sostenibile e un uso più intelligente del tempo. È qui che il prodotto Usa premium si differenzia: non nella somma delle tappe, ma nella qualità della combinazione.
Crescono così tre direttrici molto chiare: la rilettura delle città in chiave più selettiva, il forte valore assunto dai parchi naturali e l’evoluzione del road trip da formula libera ma rudimentale a esperienza curata, confortevole e sempre più coerente con le aspettative dell’alta gamma.
Le grandi città restano, ma cambiano ritmo e posizionamento
New York, Los Angeles, San Francisco e Miami continuano a essere porte d’ingresso fondamentali nel prodotto Usa, ma il loro posizionamento si sta trasformando.
Le città non sono più necessariamente il centro esclusivo del viaggio: diventano tappe da vivere con maggiore qualità, spesso all’inizio o alla fine dell’itinerario, con un approccio meno compulsivo e più selettivo. Si riduce il sightseeing “a lista” e cresce la domanda di esperienze urbane più mirate, legate a quartieri, gastronomia, design, arte e lifestyle.
Nel segmento premium, la differenza la fanno il ritmo e la lettura della città.
Un soggiorno ben costruito privilegia hotel in posizione strategica, visite private, tempi di respiro e una sequenza più coerente delle attività. Il valore percepito cresce quando la città smette di essere accumulo di attrazioni e diventa esperienza calibrata, capace di dialogare bene con la parte naturalistica o on the road del viaggio.
I parchi naturali salgono di valore nel segmento alto
I parchi naturali stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel prodotto Usa di fascia alta.
Yosemite, Yellowstone, Grand Canyon, Grand Teton, Zion, Bryce Canyon e l’Alaska non vengono più letti solo come tappe “da aggiungere”, ma come veri driver di scelta.
Il loro valore nel segmento premium è evidente: offrono grandi spazi, tempo lento, immersione nel paesaggio e la possibilità di vivere una dimensione del lusso meno ostentata e più esperienziale.
In questa lettura, la natura non è più il controcampo delle città, ma una componente primaria del viaggio.
Lodge selezionati, accessi studiati, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alle soste trasformano il parco in esperienza centrale. Non a caso, anche il trade continua a valorizzare questo immaginario, come dimostra il focus dedicato a gli Stati Uniti nascosti, sempre più rilevanti nel racconto della destinazione.
Il road trip evolve: più comfort, più regia, più esperienza
Anche il road trip sta cambiando pelle. Per molto tempo è stato percepito come formula libera, autonoma, quasi spontanea.
Oggi, nel segmento tailor-made, diventa invece un prodotto ad alta regia, dove la libertà resta importante ma viene sostenuta da una struttura più accurata. Cambiano la selezione delle tappe, la tipologia degli hotel, la distribuzione delle notti e la gestione dei tempi di guida. Il viaggio su strada non perde fascino, ma guadagna qualità.
Questo spostamento è rilevante perché rende il road trip pienamente compatibile con la domanda premium.
Non più improvvisazione, ma esperienza costruita in modo intelligente, con più comfort e maggiore attenzione al ritmo. È proprio qui che si misura la differenza tra un itinerario generico e un prodotto ben progettato: nella capacità di fare della strada non una fatica da gestire, ma una parte qualificante del viaggio. Un’impostazione che si inserisce bene anche nel rinnovato interesse per l’on the road, rilanciato da iniziative come The Great Usa Road Trip.
Esperienze premium e nuovi comportamenti del viaggiatore
Nel prodotto Usa di fascia alta, il concetto di lusso si è allontanato da una logica puramente materiale per avvicinarsi a una dimensione più relazionale ed esperienziale. Il cliente premium non chiede solo belle strutture o servizi inclusi, ma una qualità complessiva del viaggio fatta di accesso, fluidità, riservatezza e migliore utilizzo del tempo.
Questo produce un comportamento di acquisto più consapevole, in cui la destinazione resta importante, ma è il “come” a determinare la scelta finale.
Si osserva così una maggiore attenzione alla privacy, all’evitare la congestione, alla possibilità di vivere esperienze meno omologate.
Escursioni fuori orario, visite private, lodge in posizioni privilegiate, quartieri meno scontati, attività costruite su interessi reali: il valore dell’esperienza si sposta in questa direzione. Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.
Uno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.
Il cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.
Negli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.
È una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.
Il ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti
In un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.
È qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.
Quando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.
Gli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.
La specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.
Nel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. E la regia, negli Usa, è spesso il vero elemento che determina la qualità del viaggio finale.
Conclusione
Gli Stati Uniti continuano a essere una destinazione strategica nel lungo raggio, ma la loro forza oggi non sta soltanto nella notorietà.
Sta nella capacità di adattarsi a una domanda che cerca più personalizzazione, più qualità dell’esperienza e una costruzione del viaggio meno rigida. Natura, grandi città, road trip e servizi premium non sono più mondi separati, ma componenti di un prodotto che cresce proprio nella loro combinazione.
In questo scenario, il tailor-made torna protagonista perché risponde meglio alla complessità della destinazione e alle nuove aspettative del cliente.
E con il ritorno del tailor-made cresce anche il valore degli operatori specializzati, capaci di trasformare un grande classico del lungo raggio in un’esperienza più contemporanea, più coerente e decisamente più distintiva.
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