28 April 2026

Enac: i vettori la finiscano coi voucher. Devono restituire i rimborsi

Allora l’Enac prende carta e penna e cerca di fare chiarezza sulla questione dei rimborsi attraverso una nota che è più un ordine di servizio che una comunicazione. 

«In merito alle numerose segnalazioni relative a cancellazioni di voli, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile rende noto di avere richiamato i vettori operanti in Italia al rispetto del Regolamento comunitario n. 261 del 2004 che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa.

Infatti, dato che a partire dal 3 giugno u.s. sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni operate da tale data non sembrano possano essere ricondotte, salvo casi specifici, a cause determinate dal Covid-19, ma a scelte imprenditoriali.

Pertanto, ferma restando la facoltà per i vettori di cancellare i voli programmati, la normativa applicabile è il Regolamento Comunitario n. 261 del 2004, che prevede, per le cancellazioni, l’informativa al passeggero, la riprotezione, il rimborso del prezzo del biglietto (non la corresponsione del voucher) e la compensazione, ove dovuta.

Le stesse regole valgono per la rinuncia del passeggero che, salvo motivi di impedimento legati a situazioni Covid-19, decida di non partire. In tale caso saranno applicabili le condizioni di trasporto e tariffarie previste dal vettore».

In poche parole se dopo il 3 giugno le compagnie hanno annullato i voli devono rimborsare il prezzo del biglietto. Mi sono visto recapitare un buono per una prenotazione che andava ben oltre il 3 giugno. E’ ora che le compagnie smettano di fare quello che vogliono, non siamo nel far west. Si attengano alle regole come si sono attenuti tutti e basta con questi giochi alle spalle dei viaggiatori.

 

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