24 April 2026

EasyJet vede il ritorno all’utile dopo tre anni: “Domanda di viaggio forte e sostenuta”

easyjet

Johan Lundgren, ceo di easyJet

La domanda di viaggio “forte e sostenuta” nonostante la crisi del costo della vita, consente a easyJet di stimare il ritorno all’utile annuale dopo tre anni di pesanti perdite, a causa della pandemia.

La compagnia aerea, come riportato dal Financial Times, ha reso noto di aver registrato tre fine settimana da record in termini di ricavi e che i passeggeri sembrano “dare priorità alle spese per le vacanze per l’anno a venire”.

EasyJet sta di fatto ampliando l’operativo per l’estate e conta di tornare ai livelli di volo precedenti alla pandemia entro i mesi del picco di traffico estivo, tra luglio e settembre. Di conseguenza la compagnia aerea si trova “saldamente posizionata sulla strada del conseguimento di un profitto per l’intero anno” ha dichiarato il ceo, Johan Lundgren. “Abbiamo registrato una domanda di viaggi forte e sostenuta”.

Il vettore stima che le perdite del primo semestre fiscale,  da ottobre a marzo, saranno “significativamente migliori” rispetto all’anno precedente, quando la compagnia aerea aveva registrato una perdita ante imposte di 557 milioni di sterline proprio a causa delle conseguenze della pandemia sul settore del trasporto aereo.

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La disinformazione e l’allarme jet fuel hanno esercitato un tragico effetto amplificatore.\r\n\r\nIl 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto in se (30,4%) e per l’aumento dei costi (15,7%).\r\nNel complesso, i clienti appaiono più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una accresciuta esigenza di consulenza generale (14,5%).\r\nL'informazione\r\nIl 100% degli operatori segnala un impatto significativo dei media sulla domanda (il 77% gli attribuisce un ruolo determinante nel calo delle vendite), il 93% dichiara di dover correggere informazioni errate o distorte.\r\nSi evidenzia quindi un fenomeno nuovo: il cliente arriva già informato, ma spesso su basi non corrette, con un effetto diretto sulla propensione all’acquisto.\r\n\r\nRelativamente alla nuova geografia turistica, oltre all’annullamento pressoché totla del Medioriente, soffrono in particolare l’Egitto (45%) e la Turchia (37,8%). Non recupera posizioni neanche il Nord America, la destinazione USA resta molto sottotono (10,5%), contrariamente a quello che ha da sempre rappresentato per il turista italiano. \r\n\r\nPur non riuscendo a compensare i cali sulle destinazioni penalizzate, risultano in crescita soprattutto: Italia (57,7%), Europa - short break – 18,1%, crociere 12,9%.\r\nSi consolida quindi una scelta orientata a prossimità e stabilità percepita. In questo contesto, emerge con forza il ruolo della distribuzione organizzata: cresce la richiesta di supporto e accompagnamento il 96,1% degli operatori richiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione\r\n\r\n«I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale - dichiara Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria - In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato.»","post_title":"Osservatorio Aidit, il turismo italiano in deciso peggioramento","post_date":"2026-04-23T10:35:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776940552000]}]}}