11 giugno 2020 15:57
Delta si impegna ulteriormente nel creare più spazio a bordo per permettere di viaggiare in modo più sicuro: la selezione dei posti a sedere centrali è bloccata per l’acquisto e la capacità a bordo viene limitata fino al 30 settembre 2020.
«Ridurre il numero complessivo di passeggeri su ogni aeromobile della nostra flotta è uno dei passi più importanti che possiamo fare per garantire un’esperienza sicura ai nostri clienti e al nostro personale – ha dichiarato Bill Lentsch, chief customer experience officer di Delta – Delta offre i più alti standard di sicurezza e pulizia, e siamo pronti ad accogliere i nostri passeggeri nel momento in cui vorranno nuovamente tornare a volare».
Sulle rotte dove la crescente domanda dei passeggeri porta il carico vicino alla massima capacità, Delta verificherà l’opportunità di utilizzare un aeromobile di maggiori dimensioni o di aggiungere voli. Entro l’estate, i team Delta utilizzeranno la nebulizzazione elettrostatica in tutti gli aeroporti che il vettore serve negli Stati Uniti – la stessa misura usata su ogni volo Delta prima dell’imbarco. È inoltre stata introdotta la nebulizzazione elettrostatica presso i punti di controllo sicurezza TSA nei mercati principali, e la compagnia sta lavorando con la TSA per fornire la nebulizzazione elettrostatica in tutti i punti di controllo degli aeroporti serviti da Delta. Mentre ridefinisce gli standard del settore per quanto riguarda la pulizia e la creazione di un maggiore spazio a bordo, Delta continua anche a offrire ai propri passeggeri una maggiore flessibilità se i piani di viaggio cambiano. Per questo la penale per il cambio biglietto per nuovi voli acquistati entro il 30 giugno è stata eliminata, ed ai clienti è offerta la possibilità di cambiare propri piani di viaggio senza costi aggiuntivi per un anno dalla data di acquisto.
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[post_content] => Kempinski Hotels ha acquisito l’Augustine Hotel di Praga, uno degli indirizzi più storici e prestigiosi della città. L'operazione a titolo definitivo segna un passo significativo nel cambiamento strategico dell’azienda verso un approccio più orientato agli asset nel proprio portafoglio globale, sotto la guida di Barbara Muckermann, ceo del gruppo Kempinski.
Non solo: si tratta della prima acquisizione del gruppo in oltre 50 anni, dall’investimento nell’Hotel Vier Jahreszeiten Kempinski di Monaco di Baviera nel 1970.
Situato nella storica Malá Strana, ai piedi del castello di Praga, l'Augustine Hotel di Praga sorge all'interno delle mura del monastero agostiniano di San Tommaso, un sito storico risalente a oltre 800 anni fa e che rimane una comunità vivente e attiva di monaci agostiniani che preservano una routine quotidiana di culto, lavoro e studio.
L'acquisizione riflette la più ampia ricalibrazione strategica di Kempinski verso l'investimento diretto e la proprietà di immobili di riferimento per controllare l'esperienza degli ospiti dall'inizio alla fine. «Kempinski è stata fondata su una semplice convinzione: che l'ospitalità debba consentire agli ospiti di vivere il meglio della Good Life - ha commentato Barbara Muckermann -. Le occasioni per acquisire strutture come l’Augustine Hotel di Praga sono estremamente rare. Questo investimento ha offerto un’opportunità unica e irresistibile per assicurarsi un bene storico in una delle principali destinazioni di lusso europee, creando al contempo una vetrina d’eccezione per “The Good Life” come futuro del marchio Kempinski nel segmento dell’ultra-lusso».
L'albergo dispone di 101 camere, tra cui 20 suite, molte delle quali presentano soffitti a volta e travi in legno originali, conservando l'autentica struttura degli ex alloggi dei monaci; ristoranti specializzati, tra cui due concept di bar distinti, tra cui il Refectory Bar, precedentemente la sala da pranzo del monastero; un centro benessere e fitness; The Monastic Library, una sala biblioteca che ospita una collezione che abbraccia secoli di pensiero teologico e scientifico; oltre 400 m² di spazi per riunioni; e più di 650 m² di terrazze e giardini all’aperto.
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[post_content] => Il mercato italiano continua a rappresentare un pilastro strategico per la Francia, con performance in crescita anche in uno scenario internazionale ancora incerto. Nel 2025, infatti, i flussi dall’Italia hanno generato 4 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 7%, a fronte di una sostanziale stabilità nei volumi, con 7,2 milioni di visitatori.
Un andamento positivo che trova conferma anche nell’avvio del 2026. «A gennaio abbiamo registrato già un incremento superiore al 6% dei ricavi – spiega la direttrice di Atout France Italia, Sandrine Buffenoir – In un contesto internazionale difficile da decifrare, questi segnali sono particolarmente incoraggianti».
La variabile geopolitica resta infatti un elemento di incertezza, ma la destinazione Francia può giocare alcune carte decisive, a partire dall’accessibilità. «I collegamenti ferroviari tra Milano, Torino e Parigi e verso la Costa Azzurra rappresentano un’alternativa concreta all’auto e intercettano una domanda sempre più orientata verso forme di viaggio sostenibili».
Guardando ai prossimi mesi, il comportamento della domanda italiana potrebbe riservare ulteriori sorprese. «Se il quadro generale si stabilizzerà, la Francia potrebbe diventare una vera e propria destinazione rifugio per gli italiani, sia per l’estate sia per i ponti di maggio e giugno», aggiunge la direttrice.
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Accanto a Parigi, cresce l’appeal delle destinazioni alternative: dalla Valle della Loira alla Normandia, da Bordeaux all’Alsazia, passando per Dordogna, Alvernia e Champagne. Un mosaico territoriale che rafforza la competitività complessiva del Paese.
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Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi annoi ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
Un'altra bella scelta per un sistema complesso come il turismo. Naturalmente qui non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi, però le prerogative e le attività svolte non hanno niente a che fare con il turismo.
Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, presidenti della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
Va bene andiamo avanti. Vedremo e considereremo le attività del ministro. Come si muoverà in questo momento complesso per il turismo organizzato e poi potremo trarre un giudizio più corposo.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Nel corso del workshop Germania, svoltosi nelle sale neoclassiche della seicentesca Villa Cavenago a Trezzo sull’Adda, la testimonianza degli espositori ha accompagnato gli agenti di viaggio presenti in una lettura della destinazione legata alle novità di quest’anno, con uno sguardo al 2027.
La Baviera è una delle destinazioni più visitate dagli italiani: un territorio molto vasto diviso in regioni. «L’area della Franconia è nota soprattutto per la produzione vinicola e della birra, ma è anche una terra ricca di cultura. - afferma Mariella Faraoni, dell’Ente turistico - Sono in programma diversi festival: nel 2026 ricorrono importanti anniversari, come i 150 anni del Festival di Bayreuth fondato da Richard Wagner - che quest’anno si svolgerà in modo diffuso arrivando su 150 palchi distribuiti nella regione. Abbiamo inoltre selezionato due festival che si terranno a Norimberga: la 75esima edizione del Musikfest Ion, dedicato alla musica classica sacra e in programma in location suggestive e la 50esima edizione del festival Badentreffen, che porterà sul palco la musica dei bardi».
Presente al workshop anche la città medievale di Ratisbona/Regensbur: non colpita dalle bombe durante la II Guerra Mondiale ha una storia che cita celti e romani, oltre al commercio dell’oro bianco - il sale - e si trova sulle rive del Danubio, non lontano da Monaco. Si può raggiungere facilmente in aereo, in macchina e anche in treno. «Il centro storico di Ratlisbona è patrimonio culturale dell'Unesco - ricorda Elke Schmoll dell’Ente turistico - C’è un’atmosfera coinvolgente: si possono gustare le specialità bavaresi nei Biergarten, ma ci sono anche quattro ristoranti stellati Michelin».
Si raggiunge poi l'elegante Augusta, che è un museo a cielo aperto. «Il visitatore ripercorre la storia della città ammirando meraviglie architettoniche che risalgono all'epoca romana, edifici barocchi, in Jugendstil e rinascimentali. - afferma Petra Hutzler dell’ufficio turistico - Tra gli angoli da scoprire c’è il quartiere Fuggerei, circondato da mura e rara testimonianza medievale di un'edilizia sociale ancora in uso. Augusta è dal 2019 patrimonio Unesco per il suo originale e complesso sistema di gestione delle acque, attivo sin dal medioevo».
È Stephan Moder, dell’Ente del turismo della Baviera Orientale a concludere questa narrazione, presentando la natura incontaminata della Foresta Bavarese, e le splendide città della regione: «oltre a Ratisbona abbiamo il fascino neoclassico del Walhalla, Passavia - la città dei tre fiumi - e Landshut, che l’anno prossimo, dal 25 giugno al 18 luglio, sarà teatro delle Nozze di Landshut: un’attesa rievocazione storica che si tiene ogni 4 anni e, tra sfilate in costume, tornei medievali e mercatini, ricorda il sontuoso matrimonio del 1475 tra il duca Giorgio il ricco e la figlia del re di Polonia Edvige. Le prevendite dei biglietti inizieranno quest’estate». Da ultimo l’offerta alberghiera a destinazione, garantita dalle strutture di H World International/Steigenberger Hotel Group, presenti in tutto il mondo e con una distribuzione capillare in Germania. Rosa Maria Pérez ha menzionato la riapertura del 2025, dopo la completa ristrutturazione, dello Steigenberger Icon Europäischer Hof di Baden Baden. «La nostra catena alberghiera ha strutture in centro città, un elevato standard, un programma fedeltà che permette di accumulare vantaggi con ogni soggiorno e una dinamica piattaforma per le prenotazioni» (2).
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Nel 2025 il Belgio ha accolto un numero record di turisti, con oltre 46 milioni di pernottamenti, pari ad un aumento del 3% rispetto al 2024. I dati elaborati da Statbel (ufficio statistiche belga) mostrano che la crescita è stata distribuita su 19,6 milioni di arrivi, con la maggior parte dei visitatori che ha soggiornato in media poco più di due notti.
Gli hotel sono rimasti la scelta più popolare tra i visitatori, con 21,4 milioni di pernottamenti, pari a circa il 46% del totale. Mentre i soggiorni in hotel sono cresciuti modestamente del 2%, l'aumento più marcato si è registrato nei campeggi, dove i pernottamenti sono cresciuti dell'11%. Anche le case vacanza, gli appartamenti e i parchi ricreativi hanno registrato un aumento dei visitatori, senza che nessuna tipologia di alloggio subisse un calo. Il costante aumento in tutte le categorie dimostra che il turismo belga continua ad attrarre una vasta gamma di viaggiatori.
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“La revisione della direttiva europea sui pacchetti turistici non soddisfa, dal nostro punto di vista, l’obiettivo originario di favorire anche un quadro adatto a gestire contesti di crisi come pandemie, guerre e cause di forza maggiore con le conseguenti interruzioni di viaggi su larga scala. Non condividiamo assolutamente le nuove regole introdotte – la crisi in atto in Medio Oriente ne è la piena dimostrazione – poiché le regole europee sono difficilmente sostenibili e attuabili da parte delle imprese del settore”.
Così Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi Confesercenti, ha commentato il via libera definitivo con cui il Consiglio Ue ha formalizzato l’adozione della direttiva europea che rivede le norme sui viaggi a pacchetto.
“Si doveva raggiungere un obiettivo equo e sostenibile per imprese e consumatori – ha proseguito il presidente – ma così non è stato. Un conto è applicare le norme della direttiva europea in un contesto di ordinarietà, ma attenersi alla nuova normativa in contesti di cause di forza maggiore ed eventi di portata eccezionale diventa insostenibile per le imprese”.
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Attualmente in fase pilota, il progetto è già online su alcune piattaforme del gruppo: sulla homepage di Go World, a dare il benvenuto agli utenti è un avatar d’eccezione: quello del presidente e fondatore Ludovico Scortichini, che diventa il volto – letteralmente – del racconto del tour operator. In parallelo, sul sito Go to Fish prende vita Finn, la mascotte digitale che guida gli appassionati nel mondo dei viaggi di pesca.
La scelta di utilizzare il volto del fondatore non è precisa: Go World sceglie di "metterci la faccia", unendo l'autorevolezza e la garanzia di un tour operator solido all’innovazione e alla scalabilità offerte dall'Intelligenza Artificiale.
Prende così il via un nuovo modo di comunicare: più umano, più immediato, più vicino alle persone. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, gli avatar sono in grado di presentare contenuti, spiegare le proposte e accompagnare l’utente in una navigazione più intuitiva e interattiva.
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Alla luce della situazione attuale, molti operatori ritengono plausibile uno spostamento di pesi dall'Oriente alle Americhe per le prossime stagioni turistiche. Con molti distinguo. «Più che a uno spostamento netto, stiamo assistendo a una riallocazione dell’interesse – spiega il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci -. L’Oriente resta centrale, ma le Americhe stanno vivendo una fase di forte riattivazione. Non è quindi una vera e propria “sostituzione”, ma un riequilibrio naturale di un mercato che oggi è meno “polarizzato” verso Oriente».
Le attività in campo
Sul fronte delle attività, Peci conferma un’operatività su più fronti. «Continuiamo a sostenere tutte le destinazioni con un mix integrato di attività: newsletter, social, academy, eventi e momenti relazionali. Non sono strumenti isolati, ma parti di un unico disegno ampio e complessivo spesso sviluppato in condivisione con gli enti del turismo e i vettori. Avendo nove brand con strutture operative altamente specializzate sulle proprie destinazioni, i nostri sforzi sono corali e indirizzati a tutte quelle mete dove domanda, accessibilità e nostre capacità si incontrano. Oggi il punto di equilibrio è comunque su tutti i continenti, compresa l’Asia quindi, anche se America, Europa e Africa sono le macro aree sulle quali si sta concentrando la domanda».
Quanto all’andamento del booking, «La clientela sta in parte attendendo l’evoluzione del conflitto del Golfo ma le prenotazioni non sono calate in modo così significativo come ci saremmo attesi, se non per alcune destinazioni direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto».
Su questo quadro, si allunga l’ombra di una aumento dei prezzi dei biglietti aerei fuori controllo. «Il caro voli incide, ma non in modo uniforme e soprattutto non in modo determinante; è certamente un fattore critico, ma non è ciò che guida la decisione finale. Il vero tema non è il costo del volo, ma la capacità di dare senso e valore al viaggio. Ed è su questo che continuiamo a lavorare».
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Marriott International ha annunciato la firma di nove nuovi accordi in Grecia, per un totale di quasi 1.000 camere, a conferma della sua strategia di sviluppo a lungo termine nel Paese. I nuovi accordi includono l'atteso ingresso sul mercato di Residence Inn by Marriott e Le Méridien, ampliando ulteriormente il portfolio della società, che attualmente comprende 47 strutture e oltre 6.000 camere distribuite in 10 marchi e 12 mercati in Grecia.
Jerome Briet , chief development officer per Europa, Medio Oriente e Africa di Marriott International, ha dichiarato: «Essendo una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo, la Grecia continua a offrire a Marriott significative opportunità di espansione nelle sue isole, regioni costiere e centri urbani. Queste nuove firme riflettono la forte fiducia che proprietari e affiliati ripongono in Marriott e sottolineano la domanda costante per il nostro portfolio di marchi diversificato nel mercato greco».
I progetti
Come riporta TravelDailyNews, i progetti appena annunciati spaziano tra destinazioni urbane e turistiche, supportando la strategia di Marriott volta a rafforzare la propria presenza in diversi segmenti del mercato alberghiero greco.
Ad Atene, la società ha firmato un accordo per il Residence Inn by Marriott Athens, un hotel di 57 camere la cui apertura è prevista per il 2027, per rispondere alla domanda di alloggi per soggiorni prolungati nel centro città. A Creta, l'apertura del Le Méridien Sissi Crete, con 229 camere, è prevista per il 2027.
Ulteriori espansioni a Creta includono il Milatos Marriott Resort Crete, con 314 camere, la cui apertura è prevista per il 2028, mentre The Tenant, Heraklion Crete, un Tribute Portfolio Hotel con 40 camere, dovrebbe aprire nel 2026.
A Paros, l' Orosea, Paros, Autograph Collection, con le sue 40 camere, entrerà a far parte del portfolio nel 2026, ampliando la collezione di hotel indipendenti della compagnia.
Marriott sta inoltre rafforzando la sua presenza nel segmento del lusso con la firma dell'accordo per Hymnos, un Luxury Collection Resort & Spa, Zakynthos. Il resort di 94 camere, situato sulla spiaggia di Bouka, dovrebbe aprire nel 2026
Nel 2025, la società ha ampliato il proprio portfolio lifestyle con l'apertura del Tella Thera, con 20 camere, e dello Stamna Sifnos, anch'esso con 20 camere, entrambi membri di Design Hotels. Inoltre, è prevista l'apertura entro l'anno dell'Eréma, un hotel di 41 camere anch'esso membro di Design Hotels a Milos.
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