27 March 2026

Da Klm alla Iata: il taglio dei voli a Schiphol finisce in tribunale

Da una parte il Gruppo Klm, insieme a Delta Air Lines, Corendon, easyJet e Tui, dall’altra la Iata: tutti concordi nel voler contrastare la decisione unilaterale del governo olandese di ridurre significativamente i movimenti di volo a Schiphol, con l’obiettivo di abbassare i livelli di rumore e le emissioni di CO2. Il governo vorrebbe passare dagli attuali 500.000 voli all’anno a 460.000 voli, dal novembre 2023. Ma i vettori si dicono certi di poter raggiungere i medesimi obiettivi, garantendo al tempo stesso un network di destinazioni per i milioni di passeggeri e le tonnellate di merci che viaggiano ogni anno da e per Schiphol.

Una contrarietà che la Iata tradurrà in un contenzioso legale: l’associazione così come la comunità aerea mondiale ritengono che questa decisione politica del governo olandese sia in contrasto con il Regolamento Ue 598/2014 sulle restrizioni operative legate al rumore negli aeroporti dell’Ue. Inoltre, non rispetta la Convenzione di Chicago, un accordo internazionale vincolante di cui i Paesi Bassi sono firmatari.

“I Paesi Bassi stanno danneggiando la loro economia distruggendo la connettività – ha affermato Willie Walsh, direttore generale della Iata -. E lo sta facendo in violazione del diritto comunitario e dei suoi obblighi internazionali. L’approccio ostile all’aviazione, che distrugge posti di lavoro, scelto dal governo olandese è una risposta totalmente sproporzionata alla gestione del rumore. Il governo ha persino rifiutato di impegnarsi in consultazioni significative e ha posto come obiettivo la riduzione dei voli, invece di lavorare con l’industria per raggiungere gli obiettivi di riduzione del rumore e delle emissioni, ripristinando al contempo l’occupazione e rivitalizzando l’economia post-pandemia. Il pericoloso precedente creato da questo approccio illegale non ci ha lasciato altra scelta che sfidarlo in tribunale“.

Anche il Gruppo Klm, che rappresenta quasi il 60% del traffico a Schiphol, ha avviato un’azione legale in accordo con la posizione della capogruppo Air France-Klm Group sulla questione. Inoltre, l’associazione industriale Barin ha espresso il suo pieno sostegno a questa iniziativa che è anche pienamente supportata dalle associazioni di settore Airlines for Europe (A4E) e European Regions Airline Association (Era), poiché la riduzione della capacità a Schiphol ha importanti implicazioni per il mercato unico dell’aviazione dell’Ue.

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