3 marzo 2026 09:25
Condor trasferirà le proprie operazioni al nuovo Terminal 3 (T3) dell’aeroporto di Francoforte nell’estate del 2027. La decisione, confermata congiuntamente con l’operatore aeroportuale Fraport AG, è in linea con gli sforzi più ampi di entrambe le società per rafforzare il ruolo dello scalo tedesco come importante hub aeronautico internazionale e motore economico per la regione Reno-Meno.
Il Terminal 3 è una delle strutture aeroportuali più avanzate d’Europa, dotata di tecnologie all’avanguardia, procedure semplificate per i passeggeri e aree di comfort migliorate, dal check-in ai controlli di sicurezza e all’imbarco. L’infrastruttura è progettata per aumentare l’efficienza operativa e gestire il numero crescente di passeggeri, soddisfacendo al contempo elevati standard di sostenibilità.
La decisione di Condor di basare le proprie operazioni nel nuovo terminal evidenzia i piani di crescita, stabilità operativa e miglioramento dell’esperienza di viaggio per i passeggeri. Il trasferimento contribuirà anche al valore economico sostenibile e alla creazione di posti di lavoro sia direttamente nell’ambito delle operazioni di volo che indirettamente attraverso fornitori, prestatori di servizi e il settore turistico.
Il trasferimento è previsto dopo che quest’anno il Terminal 3 avrà iniziato a funzionare a pieno regime, con l’apertura ufficiale e il trasferimento graduale delle compagnie aeree dai terminal esistenti.
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[post_content] => L'Australia si appresta a modernizzare le procedure di ingresso alle frontiere, sostituendo la tradizionale Carta passeggeri in arrivo con una Dichiarazione di viaggio australiana (Atd) digitale, rendendo gli arrivi più rapidi per milioni di viaggiatori internazionali.
Il governo australiano, come riporta Travelmole, ha stanziato 36,8 milioni di dollari statunitensi per introdurre la nuova dichiarazione digitale nell'ambito di un più ampio programma di modernizzazione delle frontiere. L'iniziativa fa seguito a un progetto pilota di successo condotto con Qantas e la Forza di frontiera australiana.
La dichiarazione cartacea richiede ai viaggiatori di fornire informazioni personali e di dichiarare alimenti, prodotti vegetali e animali per i controlli di bio-sicurezza. Con il nuovo sistema, i passeggeri idonei possono compilare la dichiarazione online fino a 72 ore prima della partenza, riducendo significativamente la documentazione cartacea all'arrivo.
La sperimentazione con Qantas
La dichiarazione di viaggio digitale per l'Australia è in fase di sperimentazione da ottobre 2024 su alcuni voli internazionali Qantas in arrivo a Brisbane, prima di essere estesa a Sydney e Melbourne.
L'implementazione proseguirà per fasi: entro la fine del 2026 il progetto pilota di Qantas verrà esteso per includere gli arrivi internazionali a Perth e Adelaide; a partire dal 2027 una versione online della Dichiarazione di viaggio per l'Australia sarà disponibile per i passeggeri di tutte le compagnie aeree; entro la fine del 2027 la dichiarazione digitale verrà introdotta in tutti gli aeroporti e porti marittimi internazionali australiani, sostituendo la carta cartacea per i passeggeri in arrivo a livello nazionale. È prevista anche l'integrazione con le app delle compagnie aeree man mano che il sistema si espande.
Inizialmente, i viaggiatori compileranno la dichiarazione tramite un modulo web ufficiale del governo. Durante il progetto pilota di Qantas, i passeggeri invieranno il modulo tramite l'app mobile della compagnia aerea e riceveranno un codice Qr che verrà scansionato dai funzionari di frontiera all'arrivo.
Le informazioni ufficiali e, quando disponibili, la Dichiarazione di viaggio per l'Australia online possono essere consultate tramite le pagine dedicate alla Dichiarazione di viaggio per l'Australia sul sito dell'Australian Border Force.
Il ministro australiano del commercio e del turismo, Don Farrell, ha affermato che la nuova procedura consentirà ai visitatori di dedicare meno tempo alla compilazione dei moduli e più tempo a godersi l'Australia.
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[post_content] => Un vademecum che segni i punti fermi dello sviluppo turistico: questa l'iniziativa varata dalla Federation of Associations in Indian Tourism & Hospitality (Faith), l’organismo di coordinamento che rappresenta le principali associazioni di categoria del settore turistico dell'India, attraverso la creazione della Tourism Growth Charter.
La Carta delinea una serie di priorità fondamentali che, secondo il settore, consentiranno di sbloccare il potenziale economico del settore e rafforzare la posizione dell’India come una delle principali destinazioni turistiche mondiali. Il Paese punta di fatto a portare fino al 10% il contributo del turismo al Pil, nonché a far crescere gli arrivi di turisti stranieri dagli attuali 10 milioni a 100 milioni entro il 2047.
Il documento include raccomandazioni rivolte al governo centrale e a quelli statali, tra cui il riconoscimento dello status di settore infrastrutturale all’industria del turismo, il lancio di una campagna globale dedicata alla promozione turistica sotto il marchio “Incredible India”, l’ampliamento dell’accesso al visto elettronico e la semplificazione delle procedure di ingresso per i viaggiatori internazionali.
«Dopo la pandemia, la crescita del turismo interno è stata fenomenale - ha evidenziato Puneet Chhatwal, presidente di Faith -. Ma siamo ancora lontani dal realizzare appieno il potenziale dell’India come destinazione dei flussi turistici internazionali: questa è la vera sfida. I quasi 10 milioni di visitatori stranieri che accogliamo attualmente non rispecchiano il nostro potenziale. Pensiamo che la sola Parigi attira circa 25 milioni di turisti internazionali all’anno. Misure quali il riconoscimento dello status di infrastruttura al settore turistico consentiranno alle imprese di accedere al credito a tassi più competitivi, favorendo una crescita e investimenti più rapidi».
Secondo l’India Tourism Data Compendium 2025 del ministero del turismo, il contributo del turismo al Pil nazionale si attesta al 5,22% (impatto totale), con un contributo diretto pari al 2,72%.
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Le due figure
Nicola Abate è stato nominato general manager del primo resort alpino del gruppo, la cui apertura è prevista nel 2027. Nel suo nuovo ruolo riporterà direttamente a Samuel Porreca, area general manager. Nicola Abate vanta oltre 25 anni di esperienza nell’ospitalità di lusso, maturata in alcune delle destinazioni più prestigiose d’Italia e presso brand alberghieri di rilievo internazionale. Originario di Desenzano del Garda, ha iniziato la sua carriera nelle guest relations, sviluppando in seguito una solida esperienza operativa in ruoli di front office, rooms division e hotel management. È entrato nel gruppo nel 2020 come resort manager di Mandarin Oriental, Lago di Como, assumendo la supervisione dell’intera operatività del resort.
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Mirko Cattini è entrato a far parte del gruppo il 15 giugno e assume il ruolo di general manager di Mandarin Oriental, Rome, con apertura programmata nel 2027. Nel suo nuovo incarico, riporterà a Flavia Caponi, regional vice president, operations. Mirko Cattini porta con sé oltre 25 anni di esperienza internazionale nella leadership dell’ospitalità di lusso maturata tra Europa e Asia.
Ha ricoperto ruoli senior presso alcuni dei più prestigiosi gruppi alberghieri internazionali, tra cui Shangri-La Group, The Dorchester Collection, Corinthia Hotels, Taj Hotels e Savoy Group, oggi Maybourne, in città come Roma, Londra, Singapore, Bangkok, Cebu e Mumbai. Più recentemente, ha ricoperto il ruolo di general manager di hotel Eden Rome. Una parte significativa della sua carriera è inoltre radicata nel mondo del Food & Beverage, con ruoli senior in hotel e resort di lusso.
Originario del lago di Como, Cattini ha conseguito certificazioni presso l’hotel and Catering Institutional Management Association a Londra e il general management program presso l’università di Cornell.
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Nicola Risatti, presidente e amministratore delegato di Blu Hotels, annuncia l'ingresso del Family Home Alpenhof nella famiglia del gruppo Blu Hotels. La struttura alberghiera dedicata alle famiglie è situata nel cuore della Val Pusteria e conferma il percorso di crescita del gruppo e il rafforzamento della propria presenza nel segmento del turismo family.
L'operazione è stata finalizzata in due fasi: la prima, conclusa nel mese di maggio, ha riguardato l'acquisizione del 100% delle quote della società Alpenhof; la seconda, perfezionata nei primi giorni di luglio, ha interessato l'acquisto dell'immobile alberghiero. L'investimento complessivo ammonta a circa 16 milioni di euro ed è stato coordinato da Mattia Risatti, figlio del presidente e chief strategy officer di Blu Hotels.
«Nel primo semestre 2026 registriamo un incremento di fatturato pari a 7 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, vale a dire 38 milioni rispetto ai 30,9 del 2025, con un incremento del 22,7 % - spiega il presidente -. Questo grazie a un'eccellente stagione invernale e a un avvio della stagione estiva positivo».
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La struttura
Con l'ingresso del Family Home Alpenhof, hotel quattro stelle da 49 camere, Blu Hotels amplia e arricchisce la propria offerta dedicata alle vacanze in famiglia. La struttura offre oltre 4.000 metri quadrati di aree dedicate al gioco e all'intrattenimento. Tra le principali attrazioni figurano un parco avventura, una pista di go-kart, una casetta sull'albero, aree giochi con acqua e sabbia, un trampolino gigante e un piccolo zoo. Gli spazi interni comprendono un'ampia sala giochi con parete d'arrampicata, vasca delle palline e aree dedicate ai bambini più piccoli. L'Happy Club accoglie gli ospiti dai tre anni con un ricco programma di animazione, laboratori creativi, karaoke e pizza party, mentre la Funny Box propone ai ragazzi attività ricreative come biliardo, air hockey e calcetto, oltre a esperienze outdoor quali rafting, arrampicata e tiro con l'arco. Per le famiglie con bambini da zero a due anni, il Murmel Nido mette a disposizione ambienti dedicati, una piscina riscaldata per bebè e numerosi servizi pensati per i più piccoli.
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[post_content] => Ita Airways riporta sotto i riflettori il marchio Alitalia, acquisito quale importante asset distintivo del patrimonio della compagnia, con un’iniziativa culturale ed espositiva dedicata alle uniformi storiche di Alitalia.
Un racconto che attraversa decenni di eleganza, innovazione e cultura del servizio, mettendo al centro il valore del Made in Italy e la capacità della moda italiana di interpretare, stagione dopo stagione, l’evoluzione del viaggio aereo. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione storica del brand Alitalia e del suo patrimonio iconografico, in una prospettiva culturale, confermando il valore di una memoria visiva che appartiene alla storia del Paese.
Le uniformi Alitalia, insieme al suo iconico logo, hanno segnato l’immaginario collettivo di generazioni di viaggiatori, trasformando il personale di bordo e di terra in ambasciatori di uno stile unico, riconoscibile e profondamente italiano.
«Con questa mostra vogliamo rendere omaggio a un patrimonio che appartiene alla storia del nostro Paese e che continua a ispirare il presente e il futuro di Ita Airways - ha dichiarato Joerg Eberhart, ad e direttore generale della compagnia -. Le uniformi storiche di Alitalia raccontano l’incontro tra aviazione, moda e identità italiana: un racconto fatto di eleganza, innovazione e cultura del servizio, che si inserisce nel percorso di valorizzazione del brand Alitalia intrapreso dalla compagnia. È un’ispirazione che Ita Airways custodisce e rinnova ogni giorno, facendone parte integrante del proprio modo di rappresentare l’Italia, la sua creatività e la sua capacità di unire stile, qualità e attenzione al cliente».
La mostra è allestita in tre luoghi simbolici dell’esperienza Ita Airways: la lounge Piazza di Spagna e la Hangar Lounge, rispettivamente al Terminal 3 e al Terminal 1 dell’aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma Fiumicino, riservate ai clienti della compagnia, e la Palazzina Alfa, sede della compagnia, per renderle accessibili al personale di Ita.
Le teche che conservano le uniformi accompagnano il visitatore attraverso suggestioni visive ispirate alle diverse epoche: dalla carlinga degli aerei storici alle geometrie del volo, dai riferimenti alla Pop Art fino ai richiami al design aeronautico e al viaggio contemporaneo. Ogni installazione valorizza un’uniforme e il suo contesto, trasformando tessuti, colori e dettagli in un racconto sintetico ma evocativo della storia di Alitalia e di ciò che ha ispirato Ita Airways.
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[post_content] => Th Group e Albergo Etico insieme per sviluppare un modello capace di coniugare competitività, qualità del servizio e valore sociale, facendo dell’accoglienza un motore di crescita economica e umana. La collaborazione si tradurrà in progetti concreti destinati ad accompagnare i piani di sviluppo delle due organizzazioni.
Grazie alle nuove aperture previste da Th Group e Albergo Etico e al consolidamento della loro presenza in destinazioni strategiche come Milano, Venezia e Palermo, saranno create oltre 1.000 opportunità di lavoro per persone con fragilità e disabilità.
Al centro del progetto ci sarà l'Accademia dell'Indipendenza, il percorso triennale ideato da Albergo Etico che accompagna ragazze e ragazzi verso l'autonomia personale e professionale attraverso l'innovativo metodo Download. Ogni anno 200 giovani professionisti e persone in condizione di svantaggio saranno formati all'ospitalità inclusiva, contribuendo a diffondere nuove competenze e una cultura dell'accoglienza fondata sul valore della persona.
Dal 2027 la rete delle strutture coinvolte accoglierà quasi 900 mila ospiti, offrendo un'esperienza nella quale qualità del servizio, valorizzazione del talento e inclusione diventeranno parte integrante del modo di fare ospitalità.
Il progetto
L’alleanza nasce dalla convinzione che il futuro dell’hospitality passi dalla capacità di integrare sviluppo del capitale umano, efficienza gestionale e attenzione alla persona. Th Group metterà a disposizione il proprio know-how nella gestione alberghiera, nello sviluppo commerciale, nell’organizzazione dei processi e nella valorizzazione delle risorse umane; Albergo Etico contribuirà con un’esperienza riconosciuta a livello internazionale nella costruzione di ambienti di lavoro inclusivi e nello sviluppo di percorsi di autonomia e crescita professionale per le persone con disabilità.
«L’accoglienza non è semplicemente offrire un servizio: significa prendersi cura delle persone. Per questo abbiamo scelto di costruire questa alleanza con Albergo Etico, una realtà che ha dimostrato come l’inclusione possa diventare un elemento di qualità, innovazione e crescita per tutta l’organizzazione. Siamo convinti che il futuro dell’ospitalità si costruisca mettendo insieme competenze manageriali e valori umani, perché un’impresa cresce davvero quando riesce a creare opportunità per tutti. Questa partnership rappresenta un investimento sul futuro del nostro settore e un progetto che auspichiamo possa diventare un modello di riferimento anche per altri operatori» dichiara Graziano Debellini, presidente di Th Group.
Una visione condivisa da Alex Toselli, co-fondatore di Albergo Etico, che vede nella collaborazione l'opportunità di accompagnare la crescita di entrambe le organizzazioni e di diffondere un nuovo modello culturale per l'intero comparto turistico. «Quando è nato Albergo Etico volevamo dimostrare che le persone con disabilità non chiedono percorsi speciali, ma opportunità vere per esprimere talento, professionalità e realizzarsi in autonomia. L'incontro con Th Group nasce da una visione comune dell'ospitalità, dove la persona viene prima di tutto. Da questa collaborazione non nasce soltanto uno scambio di competenze: nasce un percorso condiviso nel quale accompagneremo insieme la prossima fase di sviluppo delle nostre organizzazioni. Th Group e Albergo Etico stanno entrambe investendo nella crescita delle proprie reti e dei propri progetti, e proprio per questo potranno sostenersi reciprocamente, condividendo esperienze, competenze e una visione comune dell'accoglienza. Vogliamo dimostrare che è possibile crescere senza perdere di vista ciò che rende davvero speciale l'ospitalità: la capacità di riconoscere il talento di ogni persona. Se vogliamo cambiare davvero il settore, dobbiamo dimostrare che inclusione ed eccellenza non sono due obiettivi diversi, ma la stessa strada» aggiunge Toselli.
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Grande performance della Cina, che nell'estate 2026 conquista un ruolo di primo piano fra le destinazioni long haul preferite dal mercato italiano. Lo conferma Arianna Pradella, direttore commerciale di Utat - Caldana Europe Travel, che sottolinea l'ottimo andamento della destinazione, «decisamente la meta a lungo raggio numero uno del momento. Secondo noi un mix di fattori ha dato una grossa mano: l'indiscutibile ricchezza culturale, paesaggistica, filosofica e di tradizioni della destinazione, che offre la possibilità di una serie di approfondimenti di vario livello secondo i gusti di ognuno. E ancora, il visto gratuito, il budget di spesa che ha un rapporto qualità/prezzo imbattibile, la possibilità per le compagnie aeree cinesi di sorvolare la Russia evitando il passare suopra all'area mediorientale, il senso di sicurezza e di riparo da imprevisti che la Cina trasmette».
Esperienza di oltre 20 anni alle spalle
«Lavoriamo sulla Cina da più di 20 anni, abbiamo un nostro ufficio in loco, e proponiamo itinerari unici ed esperienziali, operati in formula "Firmati Utat", quindi in piccoli gruppi massimo 20 persone, sempre con accompagnatore specialista dall'Italia. Si tratta di viaggi cosiddetti immersivi, che consentono una conoscenza profonda della destinazione, una vera e propria esperienza di immersione nella sua cultura, nei suoi usi e nelle sue tradizioni. Il nostro best seller "Cina Storica" ha richiesto in molti casi il raddoppio delle partenze, e anche il nostro Pandatour, dedicato alla regione del Sichuan, ai panda e all'incredibile cittò di Chongqing, è stato particolarmente apprezzato».
Il mercato richiede tipologie di viaggio che siano sempre più improntate alle esperienze e sempre meno a viaggi in senso generico. «L'itinerario deve prevedere la conoscenza non solo dei luoghi ma anche dei popoli, delle idee, degli usi e dei costumi, delle unicità».
I viaggi di gruppo sono in netta crescita rispetto alle richieste individuali perchè «c'è un gran bisogno di condivisione, e si è capito che il viaggio se condiviso acquista più valore. Le dimensioni del gruppo sono sempre più importanti: il gruppo piccolo consente un'esperienza di viaggio migliore e di più valore. L'accompagnatore dall'Italia, con tutta la sua conoscenza e la sua passione, è elemento fondamentale».
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I lavori, durati due anni grazie a un investimento di 14,2 milioni di euro, hanno portato alla realizzazione di una struttura progettata per accogliere fino a 1,5 milioni di passeggeri. Il terminal si sviluppa su una superficie complessiva di 2.000 metri quadrati ed è già operativo per i voli di aviazione generale.
Dal prossimo novembre, in occasione della chiusura programmata dell'aeroporto di Napoli per gli interventi di riqualificazione della pista di volo, il terminal ospiterà anche i voli commerciali.
Progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico, il terminal integra materiali identitari del territorio, tra cui la ceramica locale, ed è dotato di un impianto fotovoltaico che, a regime, coprirà circa il 40% del fabbisogno energetico dell’edificio. Gli spazi sono inoltre valorizzati dalle opere di Marco Pio Mucci, artista visivo campano che collabora con importanti istituzioni culturali, tra cui il Museo Madre, in un percorso che coniuga arte contemporanea, identità territoriale e innovazione.
«Con il nuovo terminal di aviazione generale compiamo un ulteriore passo nel percorso di sviluppo dell'Aeroporto di Salerno, dotando il territorio di un'infrastruttura moderna, efficiente e sostenibile, pensata per rispondere alle esigenze di un segmento di traffico ad alto valore aggiunto che da sempre sceglie Salerno come porta di accesso privilegiata verso alcune delle destinazioni turistiche più prestigiose del mondo - ha commentato l'ad di Gesac, Roberto Barbieri -. Si tratta di un investimento strategico che contribuirà a generare importanti ricadute economiche e occupazionali, rafforzando la competitività dell'intero sistema aeroportuale campano. Per valorizzare appieno le potenzialità di questo mercato abbiamo inoltre costituito una società ad hoc, Aviagold, che offrirà servizi altamente specializzati dedicati all'aviazione privata con l'obiettivo di fare dell'Aeroporto di Salerno un punto di riferimento nel Mediterraneo per questo segmento di traffico».
Nata nel 2025, Aviagold propone infatti servizi dedicati a una clientela internazionale di fascia alta: oltre all'handling, offre servizi personalizzati di concierge e hospitality dedicati all'aviazione privata, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell'aeroporto di Salerno nel segmento premium.
«Il nuovo terminal di Salerno destinato all’aviazione generale e ai voli business, segmento strategico per sviluppare turismo di qualità e per attrarre investimenti, rappresenta una risorsa per il futuro della Campania e rafforza il ruolo dell'aeroporto di Salerno quale porta d'accesso privilegiata alle eccellenze del territorio e motore di nuove opportunità di crescita - ha osservato il presidente Enac, Pierluigi Di Palma -.
«La visione che Enac porta avanti con tutta la propria attività istituzionale e, nello specifico, con il Piano Nazionale degli Aeroporti, è finalizzata a costruire connessioni e generare valore per guardare al futuro della mobilità aerea in modo sostenibile, innovativo e intermodale».
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Uno storico palazzo in via dei Cappuccini 6 a Milano, vicinissimo a corso Venezia e a Villa Invernizzi, è stato venduto per 50 milioni di euro a Bizzi & Partners, società attiva a livello internazionale nello sviluppo immobiliare. La transazione, che dovrebbe essere una delle più rilevanti operazioni residenziali chiuse nell'ultimo anno a Milano, è stata conclusa dalle famiglie Villotta-Castelli Villa, proprietarie del lussuoso palazzo di quattro piani da 3.200 metri quadrati. A coordinare la compravendita il notaio Giuseppe Calafiori.
Come si legge sul Corriere della Sera, il prezzo pagato è di oltre 15 mila euro al metro quadro per un immobile costruito nel 1911 e in cui avevano l’abitazione di residenza alcuni ex proprietari e locali in affitto studi legali e la Aem Distribuzione Energia. Gli ex proprietari, nove membri delle famiglie Castelli Villa e Villotti, avevano intestato il palazzo alla società semplice «Immobiliare Cappuccini Sei».
Sui venditori si sa molto poco, alcuni tra l’altro vivono all’estero tra New York e Nairobi. Ma si tratta di famiglie con radici milanesi da secoli: la costruzione del palazzo è stata voluta dal bisnonno Castelli Villa, imprenditore siderurgico con la società Fratelli Villa, poi trasformata a partire dagli anni Sessanta in immobiliare.
Un futuro hotel di lusso?
Tutti gli appartamenti di via Cappuccini devono essere liberati; gli "sfratti" lasciano ipotizzare un futuro unitario dell’edificio che, per esempio, potrebbe trasformarsi in hotel o residence di lusso.
Dovrebbe essere proprio questa, per esempio, la destinazione di Palazzo Taverna di via Bigli (tra via Montenapoleone e via Manzoni), che il gruppo immobiliare-turistico brasiliano Jhsf di Josè Auriemo Neto aveva comprato a fine 2025 dalla marchesa Manzone Medici del Vascello versando un assegno di importo simile (53 milioni, pari a circa 22mila euro al metro quadrato) a quello di Bizzi per via Cappuccini.
Bizzi e Neto sono soci in Tavolara Bay, il progetto di sviluppo immobiliare e turistico di lusso nel comune di Loiri Porto San Paolo (Olbia) di fronte all’isola di Tavolara.
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