26 April 2026

Colaninno, bilancio degli anni in Alitalia: gli errori e le potenzialità

Presentazione del nuovo aereo Embraer dell'Alitalia«Il mio errore più grande è stato di aver sopravvalutato la potenzialità della compagnia emersa dalla privatizzazione del 2008: credevamo che la ristrutturazione avviata con Cai avrebbe trasformato Alitalia in quattro anni in una compagnia snella e redditizia. Non è stato così. Quattro anni non sono bastati, ma riteniamo che il 2016 sarà l’anno del pareggio». Roberto Colaninno, presidente di Alitalia, traccia il proprio bilancio alla guida della compagnia aerea sulle pagine del Sole 24 Ore. Il manager sostiene che ancora oggi «Alitalia è un marchio straordinario, con enormi potenzialità perché offre destinazioni uniche come Roma, Venezia, Firenze». Colaninno critica l’area commerciale, il marketing e la comunicazione «non all’altezza della sfida» e l’amministratore delegato Rocco Sabelli: «Si è concentrato sui ricavi collaterali, ma la vera criticità era il core business, cioè rotte e destinazioni». Per Colaninno ora «è chiaro che senza un partner estero le possibilità di successo a medio-lungo termine sono molto esigue». Su Air France è convinto che «sta solo cercando di massimizzare le condizioni favorevoli» e ricorda che ci sono anche Etihad e Aeroflot: «Dal 2008 Alitalia è diventata una delle migliori compagnie del mondo per servizio e puntualità», dice. Il futuro prossimo di Alitalia? «Nuovi soci, una governance migliore, a partire da un cda con meno consiglieri».

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