13 aprile 2026 12:10
Massima flessibilità nel tentativo di garantire stabilità al network: Cathay Pacific monitora con attenzione la situazione in Medio Oriente, che viene definita estremamente volatile, con conseguenze negativamente sul prezzo del carburante.
Un contesto che, spiega il vettore di Hong Kong, «sta esercitando una forte pressione sui costi per le compagnie aeree di tutto il mondo. Il carburante per aerei è composto da petrolio greggio e costi di raffinazione, entrambi in forte aumento. Secondo gli ultimi dati sui prezzi pubblicati dalla Iata il prezzo medio globale del carburante per aerei è salito a 209 dollari Usa al barile per la settimana conclusasi il 3 aprile 2026, rispetto ai 99,40 dollari Usa al barile della settimana conclusasi il 27 febbraio 2026».
Nell’ultimo mese «abbiamo adottato ogni misura possibile per mantenere i nostri voli operativi come di consueto. Ciò include l’adeguamento dei supplementi carburante nel tentativo di mitigare l’impennata dei prezzi. Nonostante i nostri migliori sforzi, le misure adottate non sono state sufficienti a compensare l’aumento dei costi.
La riduzione della capacità è sempre stata per noi l’ultima risorsa. Con rammarico, siamo costretti a consolidare un numero limitato di voli passeggeri Cathay Pacific dal 16 maggio 2026 al 30 giugno 2026, nonché un numero limitato di voli passeggeri HK Express dall’11 maggio 2026 al 30 giugno 2026, al fine di mitigare in parte l’aumento dei costi».
Ecco quindi che per Cathay Pacific, «circa il 2% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato, coinvolgendo principalmente voli regionali e un numero limitato di voli verso Australia, Asia meridionale e Sudafrica. A tutti i passeggeri coinvolti sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto. Per HK Express, circa il 6% delle frequenze totali nel periodo sarà cancellato; a quasi tutti i passeggeri interessati sarà offerta la riprotezione su voli in partenza entro 24 ore rispetto all’orario originariamente previsto».
Il gruppo ha inoltre deciso, alla luce della situazione in Medio Oriente, «di prolungare lo stop dei voli passeggeri Cathay Pacific verso Dubai e Riyadh fino al 30 giugno 2026.
Oltre giugno, Cathay Pacific e HK Express prevedono di operare tutti i voli passeggeri programmati, subordinatamente all’evoluzione della situazione in Medio Oriente e ai prezzi del carburante nei prossimi mesi. In questo contesto senza precedenti, continueremo a rispondere con flessibilità, cercando al contempo di mantenere il più possibile il nostro network e le frequenze a beneficio dei nostri passeggeri, partner commerciali e dell’hub internazionale di Hong Kong».
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Aiav accoglie con favore l’emendamento al DL 38/2026 che esenta le agenzie di viaggio dalla ritenuta d’acconto sulla biglietteria aerea, ferroviaria e marittima, e si unisce a Fiavet e Fto nel riconoscere il valore di questo primo intervento correttivo. Pur apprezzando il confronto avviato con il ministero del turismo insieme alle associazioni di categoria, Aiav ritiene tuttavia che il provvedimento rappresenti soltanto un passo iniziale e non ancora sufficiente rispetto alle reali esigenze del comparto.
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Nodo principale
Limitare il correttivo alla sola biglietteria rischia di non affrontare il nodo principale della questione: il turismo organizzato rappresenta una filiera strategica e come tale necessita di strumenti fiscali coerenti con le peculiarità operative di agenzie di viaggio e dei tour operator.
“Le agenzie di viaggio continuano a garantire assistenza, tutela e continuità di servizio ai viaggiatori anche nelle situazioni più critiche – prosegue Avataneo – ed è quindi necessario che le istituzioni accompagnino il comparto con interventi realmente efficaci, in grado di alleggerire il peso finanziario e burocratico che grava sulle imprese”.
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(Elisa Biagioli)
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Nuove responsabilità economiche
“Restano però criticità rilevanti. Le nuove responsabilità economiche richieste agli operatori del turismo organizzato restano difficilmente sostenibili: dalle garanzie di insolvenza sempre più onerose alla copertura dei voucher e dei rimborsi anche quando il mancato servizio dipende da terzi, fino all’obbligo di rimborso del viaggiatore entro 14 giorni. Obblighi che gravano soprattutto sugli organizzatori europei, senza un coinvolgimento equivalente degli altri attori della filiera: compagnie aeree, fornitori, piattaforme globali e operatori non soggetti alla normativa europea”.
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Dalla selezione delle location alla logistica, dalla gestione dei flussi fino alla costruzione di esperienze personalizzate, WeMiceYou garantisce un unico punto di coordinamento, con standard operativi allineati alle esigenze del trade italiano e una conoscenza approfondita del territorio marocchino.
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Il controllo diretto di alcuni aspetti essenziali per il settore come la gestione inhouse della sicurezza, della tecnologia, del catering e con parco di oltre 200 mezzi (bus, minibus e pullman Gt), unito ad una presenza operativa e logistica nelle principali città come Marrakech, Casablanca, Rabat, Agadir, fanno di WeMiceYou un punto di riferimento nel settore mice.
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[post_content] => Il ministero del turismo, con il supporto di Enit, lancia “Welcome to the Dream, Welcome to Italia”, la campagna di promozione del turismo italiano che rientra negli interventi previsti dal Dl Ciclone Harry. L’iniziativa racconta la bellezza dell’Italia a partire dalle immagini di Calabria, Sardegna e Sicilia, le tre regioni colpite dal ciclone a gennaio.
La campagna, che parte oggi dalle grandi stazioni italiane, è rivolta ai principali mercati europei e internazionali di riferimento delle tre regioni (quali Germania, Francia, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito, Austria, Australia, Spagna e area Benelux) e al mercato domestico, prioritario per la quota di presenze registrate. Obiettivo: rafforzare la comunicazione e la promozione dell’Italia come destinazione turistica accogliente e sicura, contrastando le immagini negative legate al ciclone.
Per carità operazione lodevolissima. Però il ministero deve capire che esiste anche quella sezione di turismo che invia gli italiani all'estero. Non è difficile da capire. I tour operator outgoing vivono un momento di difficoltà per la crisi della guerra nel golfo e, mi pare, che non abbiamo nessuno con cui confrontarsi.
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[post_content] => Singapore Airlines archivia l'esercizio 2025-26 (chiuso lo scorso 31 marzo) con una flessione del 57,4% dell'utile netto, avvertendo che l'aumento dei costi del carburante continua a incidere sui risultati e peserà ancora di più nel corso del prossimo anno.
La chiusura dello stretto di Hormuz a seguito dello scoppio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran alla fine di febbraio ha fatto impennare i prezzi del carburante ben oltre l'aumento dei prezzi del greggio, aggravando le pressioni sui costi in tutto il settore dell'aviazione mondiale.
L'impatto sulla spesa si è riflesso solo in parte nel mese di marzo 2026, poiché le fatture del carburante del gruppo sono generalmente pagate in via differita, ha affermato la compagnia di bandiera di Singapore.
«Malgrado Sia e Scoot abbiano aumentato le tariffe aeree su tutto il network, gli adeguamenti non compensano pienamente l'aumento del prezzo del jet fuel, che rappresenta la voce di spesa più consistente del gruppo».
La compagnia precisa inoltre che «a seconda della durata e dell'evoluzione della situazione in Medio Oriente, potrebbero esserci implicazioni più ampie per le catene di approvvigionamento e le condizioni macroeconomiche che influenzano i modelli di domanda».
L'utile netto del gruppo è stato pari a 1,18 miliardi di dollari di Singapore (927,09 milioni di dollari Usa); nell'anno Sia e Scoot hanno trasportato un numero record di 42,4 milioni di passeggeri, per una crescita del +7,7% su base annua.
Al 31 marzo, la flotta operativa del gruppo comprendeva 218 aeromobili passeggeri e cargo, con Sia a quota 148 aeromobili passeggeri e sette cargo, e Scoot 63 aeromobili passeggeri.
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Saranno Wizz Air e il gruppo Lufthansa i primi vettori europei a ripristinare i collegamenti aerei da e per Tel Aviv, rispettivamente dal 28 maggio e dal 1° giugno. La decisione è successiva al recente aggiornamento dell’Easa relativo allo spazio aereo del Medio Oriente e del golfo Persico, valido fino al 27 maggio.
Il gruppo tedesco ha spiegato che la decisione è stata presa a seguito di «una valutazione approfondita in materia di sicurezza» e che la riapertura dei voli sarà effettuati in step progressivi.
Austrian Airlines sarà la prima compagnia del gruppo a tornare a Tel Aviv, con la ripresa dei collegamenti da Vienna a partire dall’inizio di giugno; Lufthansa e Swiss prevedono di riavviare i voli per Tel Aviv all’inizio di luglio; seguirà poi Eurowings, entro la metà di luglio. Brussels Airlines manterrà invece la sospensione della rotta da Bruxelles a Tel Aviv fino al prossimo 24 ottobre.
«La sicurezza dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio resta la nostra massima priorità e abbiamo adottato un approccio prudente e misurato a questa decisione - ha commentato Ian Malin, chief commercial officer di Wizz Air che, appunto, tornerà in Israele dal 28 maggio -. Non vediamo l’ora di riallacciare i rapporti con i nostri passeggeri israeliani e di permettere ai nostri milioni di clienti in tutta Europa di scoprire la straordinaria cultura che Israele ha da offrire».
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[post_content] => Ci sono anche le rotte da Delhi verso Milano e Roma tra quelle che subiranno una riduzione delle frequenze nell'operativo di Air India, che ha varato un sensibile ridimensionamento della programmazione proprio nel periodo di maggiore traffico, quello tra giugno e agosto.
La compagnia aerea cancellerà 140 voli a settimana, par a circa il 27% dell’operativo internazionale complessivo: «Questi cambiamenti mirano a migliorare la stabilità del network e a ridurre i disagi dell’ultimo minuto per i passeggeri» si legge in una nota.
Una decisione naturalmente scaturita dal contesto di mercato difficile, con i prezzi record del carburante e le limitazioni allo spazio aereo legati al conflitto in Iran.
I tagli riguarderanno i collegamenti aerei verso Nord America, Europa, Australia ed Asia, con un numero di frequenze inferiore su più mercati chiave: nel caso dell'Italia, sulla Delhi-Milano Malpensa i voli scenderanno da 5 a 4 alla settimana; sulla Delhi-Roma, invece, da 4 a 3 alla settimana.
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Esercizio 2025-26 in rosso
Intanto, a chiusura del bilancio relativo all'anno fiscale 2025-26, Air India ha registrato una perdita di 2,8 miliardi di dollari, come evidenziato dall'azionista Singapore Airlines. Si tratta del rosso più ingente da quando la compagnia è stata acquisita dal gruppo Tata, nel 2022.
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