9 maggio 2008 14:18
Dal prossimo 5 giugno British Airways trasferirà nuovi voli al Terminal 5 di Heathrow: si tratta dei collegamenti per otto destinazioni a lungo raggio, tra cui il Londra-New York Jfk, oltre a Abuja, Bangalore, Pechino, Il Cairo, Città del Capo, Lagos e Phoenix. La compagnia opera otto voli giornalieri verso New York Jfk e un servizio giornaliero sulle altre sette rotte: tutti questi voli sono attualmente operati dal Terminal 4 e, complessivamente, rappresentano circa un quarto dell’intero piano voli British operato da tale terminal. «Come annunciato l’11 aprile, il trasferimento al T5 dei voli a lungo raggio avverrà in modo graduale – ha dichiarato Willie Walsh, chief executive di Ba -. La decisione è stata presa da British Airways nell’interesse dei passeggeri, che rappresentano sempre la massima priorità per la compagnia. Oggi il Terminal 5 funziona bene e siamo quindi lieti di confermare il trasferimento di nuovi voli per il 5 di giugno».
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[post_content] => Semaforo verde per Itabus Plus, il programma fedeltà di Itabus che permette ai passeggeri di accumulare punti e ottenere voucher premio per viaggiare. Per ogni euro speso su viaggi operati da Itabus o dai suoi partner, il viaggiatore guadagnerà un punto premio. Al momento dell’iscrizione il cliente sarà member mentre al raggiungimento di 250 punti qualificanti otterrà il livello Gold.
I voucher premio
Iscrivendosi a Itabus Plus si riceve subito un primo voucher da 5 euro; ogni 100 punti premio viene generato in automatico un voucher fino a 10 euro utilizzabile sul viaggio successivo.
Saranno automaticamente assegnati 25 punti premio per festeggiare ricorrenze speciali come il compleanno del passeggero e l’anniversario di iscrizione al programma fedeltà. I punti potranno essere accumulati acquistando biglietti su tutti i canali di vendita Itabus.
«Abbiamo investito su questo progetto per dare nuove opportunità ai nostri passeggeri. Premiamo chi viaggia costantemente con noi, dedicandogli un programma fedeltà costruito su misura. Siamo certi che Itabus Plus sarà apprezzato dai viaggiatori, sempre al centro della nostra strategia. Introduciamo un servizio innovativo per la nostra community, continuando a puntare su strumenti tecnologici e all’avanguardia»commenta Dario Rietti, head of commercial office di Itabus.
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[post_content] => Il Terminal 2 dell’aeroporto di Shanghai Pudong ospita da ieri la “Venice Week”, un’area espositiva e interattiva visitabile fino al prossimo 20 marzo. L'iniziativa - in un'area dove transitano quotidianamente circa 35-40 mila passeggeri - nasce da un gesto di ospitalità della Shanghai Airport Authority, che ha ideato e sviluppato il concept dello spazio per accogliere il nostro territorio all'interno dello scalo cinese.
L’evento è frutto della stretta collaborazione tra il Gruppo Save, gestore del Polo Aeroportuale del Nord Est, e lo scalo di Shanghai, che il 26 settembre 2024 ha visto l’avvio del volo diretto operato da China Eastern Airlines: il collegamento, che fin dal suo debutto ha registrato un load factor superiore all’80%, passerà dal prossimo 29 marzo a 5 frequenze settimanali, rispondendo a una solida domanda di mercato.
Il Gruppo Save ha utilizzato questa vetrina per raccontare il "Marco Polo" come principale porta d’accesso non solo alle Dolomiti, raggiungibili in due ore dallo scalo, ma all'intero sistema dei 9 siti Unesco presenti nel Veneto. L'aeroporto si conferma così gateway di un territorio ampio e transfrontaliero che serve efficacemente anche la Slovenia. Per massimizzare l'impatto sul mercato asiatico, è stata coinvolta la dmo Dolomiti Bellunesi, che attraverso lo spazio interattivo comunica la destinazione ai passeggeri in transito a Shanghai.
Nell'autunno del 2026 l'aeroporto di Venezia offrirà a sua volta uno spazio dedicato all'interno del proprio terminal per promuovere lo scalo e il territorio di Shanghai.
«Ci teniamo a comunicare come da Venezia sia possibile raggiungere diversi luoghi della regione in tempi rapidi, usufruendo di una varietà di opportunità, tra cui le nostre montagne - osserva Camillo Bozzolo, direttore sviluppo aviation del Gruppo Save -. I dati confermano l'efficacia del volo diretto: il 78% dei passeggeri cinesi, nella scelta di Venezia come mèta di viaggio, dichiara di essere stato molto influenzato dall'esistenza del volo diretto, per il 65% di loro si tratta del primo viaggio in Italia. In un contesto di instabilità nel Medio Oriente, questo volo diretto si conferma un punto di riferimento strategico e sicuro per i flussi tra Europa e Oriente. È un'opportunità importante per la nostra catchment area: il 96% dei passeggeri italiani che utilizzano questo volo proviene da Veneto e Friuli, con una penetrazione significativa della componente slovena».
«La presenza delle Dolomiti Bellunesi a Shanghai si inserisce in un percorso di apertura verso il mercato cinese che stiamo portando avanti da tempo - sottolinea Emanuela de Zanna, presidente della Fondazione Dolomiti Bellunesi - . Torneremo infatti a Shanghai anche nei prossimi mesi per partecipare a una delle principali fiere turistiche del Paese, continuando il lavoro di relazione con operatori e media locali. Stiamo registrando segnali molto positivi di interesse verso le nostre montagne, con un crescente coinvolgimento del pubblico sulle piattaforme digitali cinesi. Il collegamento diretto tra Shanghai e Venezia rappresenta in questo senso una straordinaria opportunità per rendere le Dolomiti Bellunesi sempre più accessibili e conosciute a livello internazionale».
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[post_content] => Binter e Air China più vicine. I vettori hanno infatti formalizzato un accordo che migliorerà significativamente la connettività tra le isole Canarie e alcune delle principali destinazioni internazionali servite dalla compagnia aerea cinese. L'accordo, finalizzato alla fine del 2025, apre nuove possibilità di viaggio per i passeggeri che volano da e per l'arcipelago. Entrambe le compagnie aeree collegheranno le rotte di Air China tra Pechino, San Paolo o L'Avana e Madrid con le rotte di Binter tra la capitale spagnola e gli aeroporti di Gran Canaria e Tenerife Nord.
In questa prima fase, Air China gestirà la vendita dei collegamenti, integrandoli nella sua rete globale e consentendo ai passeggeri di prenotare rotte combinate in un'unica prenotazione. In questo modo, i passeggeri beneficeranno di un'unica procedura di check-in fino alla destinazione finale, senza dover ritirare i bagagli a Madrid, e potranno effettuare il collegamento tra i terminal T1 e T2 dell'aeroporto di Barajas utilizzando la carta d'imbarco della compagnia aerea che opera la tratta successiva del loro viaggio.
Voli per Pechino tutti i giorni
La partnership faciliterà i collegamenti giornalieri tra le isole Canarie e Pechino, con partenze dalle Canarie alle 7e arrivo a Madrid alle 10,45. Il volo di ritorno partirà da Madrid alle 12,55, atterrando nella capitale cinese alle 5,55 del giorno successivo. Nella direzione opposta, la partenza da Pechino sarà alle 2, con atterraggio a Madrid alle 8. Il volo di ritorno da Madrid partirà alle 11,45, con arrivo alle Isole Canarie alle 13,50. Questi collegamenti beneficiano anche dell'esenzione dal visto, che consente ai cittadini spagnoli di entrare nella Cina continentale senza visto fino a dicembre 2026 per soggiorni turistici fino a 30 giorni.
Nel caso de L'Avana, l'accordo prevede due collegamenti settimanali, il mercoledì e il sabato, con partenza dalle isole Canarie alle 7 e da Madrid alle 1,45, con arrivo nella capitale cubana alle 18,50. Air China segnala che, a causa della carenza di carburante a Cuba, è previsto uno scalo per il rifornimento alle Bahamas, il che potrebbe modificare gli orari della tratta per Madrid, ma non influirà sul volo di andata per l'Avana. In partenza da Cuba, il volo decollerà alle 23,55 e atterrerà a Madrid alle 15,20 del giorno successivo. Il volo per le isole Canarie partirà alle 20,15 e arriverà alle Isole Canarie alle 22,20.
Un'altra destinazione che vedrà collegamenti migliorati è San Paolo, con tre voli settimanali disponibili: lunedì, giovedì e domenica dalle Isole Canarie e lunedì, martedì e venerdì dal Brasile. Il volo dalle Isole Canarie partirà alle 15,45 e da Madrid alle 23,15, arrivando nella capitale finanziaria brasiliana alle 5 del giorno successivo. Da lì, i voli partiranno alle 9,25, atterrando a Madrid alle 00,45 del giorno successivo. Da Madrid, i passeggeri prenderanno il volo delle 7per raggiungere l'arcipelago alle 9,05.
Sulle rotte operate da Binter verranno utilizzati Embraer E195-E2. Air China opera le sue rotte con aeromobili Boeing 787-9 Dreamliner.
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[post_content] => Il World Travel & Tourism Council ha stimato che il conflitto in Iran sta avendo un impatto di almeno 600 milioni di dollari al giorno in termini di mancati introiti di spesa dei visitatori internazionali.
Il Medio Oriente svolge un ruolo vitale nei viaggi globali, in quanto la regione rappresenta il 5% degli arrivi internazionali in tutto il mondo e il 14% del traffico di transito internazionale. Il Wttc avverte pertanto che qualsiasi interruzione incide sulla domanda a livello mondiale, con ripercussioni su aeroporti e voli, hotel, compagnie di autonoleggio e compagnie di I principali hub dell'aviazione regionale, tra cui Dubai, Abu Dhabi, Doha e Bahrein, che complessivamente gestiscono circa 526.000 passeggeri al giorno, hanno subito chiusure e interruzioni operative con l'intensificarsi del conflitto, generando un impatto significativo sulla connettività regionale e globale.
Secondo i dati di Cirium, i cinque giorni di cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Centinaia di aerei sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati.
Gloria Guevara, presidente e ceo di Wttc, ha sottolineato come i viaggi e il turismo siano spesso tra i primi settori a risentire delle tensioni geopolitiche, aggiungendo che brevi periodi di interruzione possono rapidamente tradursi in perdite economiche "significative" per le destinazioni, le aziende e i lavoratori della regione.
L'analisi
L'analisi del Wttc si basa sulle previsioni pre-conflitto per il 2026 in Medio Oriente, che prevedevano una spesa di 207 miliardi di dollari da parte dei visitatori internazionali nella regione quest'anno. Nonostante le attuali sfide, il Wttc sottolinea comunque che il settore dei viaggi e del turismo è uno dei settori economici più resilienti al mondo.
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A questo proposito, Gloria Guevara insiste sul fatto che il settore può riprendersi rapidamente, soprattutto quando i governi sostengono i viaggiatori attraverso misure come l'assistenza alberghiera o il rimpatrio.
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[post_content] => British Airways, nel suo più recente aggiornamento dell'operativo, comunica di aver cancellato “sino alla fine del mese” (marzo, ndr) tutti i voli da e per Amman, Bahrain, Doha, Dubai e Tel Aviv mentre i collegamenti da e per Abu Dhabi vengono sospesi fino a data da destinarsi, "più avanti, nel corso dell'anno".
La compagnia aerea britannica, che ha operato una serie di voli di rimpatrio a supporto dei passeggeri bloccati nell'area mediorientale - gli ultimi quelli previsti da Muscat a Londra Heathrow per l'11 e il 12 marzo - spiega che le rotte "saranno sospese a causa della ridotta domanda” mentre “si terrà sotto costante controllo la situazione”.
“Siamo in contatto con i clienti che riteniamo siano ancora negli Emirati Arabi Uniti per fornire loro assistenza e offrire opzioni di viaggio verso il Regno Unito. Chiediamo ai clienti che hanno preso accordi alternativi di comunicarcelo”.
Nel frattempo, Dubai Airports ha confermato che, dopo una breve chiusura dello spazio aereo avvenuta nella giornata di oggi (mercoledì), le operazioni all'aeroporto internazionale di Dubai sono riprese e lo scalo è aperto e operativo. "Dubai Airports sta lavorando a stretto contatto con le compagnie aeree e le autorità competenti per garantire il regolare svolgimento delle operazioni. Si consiglia ai clienti di verificare con la propria compagnia aerea gli ultimi aggiornamenti relativi ai loro voli".
Emirates continua a operare con un programma di voli ridotto da Dubai, affermando che “continua a monitorare la situazione” e che “adeguerà il proprio programma operativo di conseguenza”.
Anche Etihad Airways sta effettuando voli limitati da Abu Dhabi fino al 19 marzo, compresi due voli per Heathrow oggi (mercoledì) e uno giovedì.
Qatar Airways intende servire domani 15 destinazioni, come previsto dal programma voli ridotto da Doha, mentre si prepara al ritorno in sicurezza delle sue normali operazioni.
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Si aggrava la situazione per le agenzie di viaggio italiane a causa della chiusura degli spazi aerei e dell'instabilità geopolitica nell'area mediorientale. Un’indagine condotta dall’Osservatorio Fiavet Confcommercio tra i suoi associati delinea una paralisi operativa diffusa e un danno economico rilevante non solo nell’attualità, ma anche nell’immediato futuro. Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche.
Questo conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate.
La stima della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione, Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione).
Destinazioni in difficoltà
Attualmente le destinazioni che registrano le maggiori difficoltà operative sono gli Emirati Arabi con il 92% di criticità rilevate in agenzia di viaggio, un numero che non riguarda solo la destinazione in sé, ma l'intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio (Asia, Oceania, Oceano Indiano). Segue nella classifica dei Paesi in difficoltà operative il Qatar: l'88% conferma che è il secondo hub colpito da queste problematiche, rafforzando la tesi che l'emergenza sia di natura infrastrutturale (aerea) prima ancora che geopolitica locale.
Tutto questo ha un impatto importante sulle prenotazioni e sulle proiezioni economiche come conferma la totalità del campione di agenti di viaggio .
Lungo raggio
Per le destinazioni di lungo raggio (es. Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia), si registra un 38% di cancellazioni secche e un 45% di pratiche in "stand-by". Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei o scali incerti). Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine.
Attualmente la stima della perdita di fatturato totale per il comparto, limitatamente alle sole mancate prenotazioni per il periodo di Pasqua e primavera, ammonta a oltre 222 milioni di euro, con una proiezione media di 33.650 euro per singola agenzia (ad oggi) in considerazione anche del fatto che solo il 17% dei viaggiatori ha accettato di modificare l'itinerario verso mete diverse da quelle prenotate.
Destinazioni percepite a rischio
Vi sono poi da aggiungere, se proseguirà oltre questa situazione, le destinazioni percepite a rischio da alcuni viaggiatori. Qualche problema si sta rilevando con gli Usa: il 75% delle agenzie segnala incertezze, ma attenzione alle diverse motivazioni: gli italiani esitano a prenotare perché temono cambiamenti di procedure di ingresso (visto, ESTA, controlli rigidi) il 15%, invece, è preoccupato per l’instabilità sociale, e il 40% dei clienti è in fase di attesa, non annulla e non conferma il viaggio negli Stati Uniti.
Grave la situazione riguardante i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane. Le compagnie assicurative stanno negando il rimborso nell'85% dei casi appellandosi alle clausole sugli "atti bellici". Solo il 10% accoglie richieste di rimborso in casi specifici, e il 5% è in fase di valutazione. Si lasciano così le agenzie di viaggi abbandonate a sé stesse a dover gestire l'onere economico e la relazione con il cliente insoddisfatto.
Biglietteria aerea
Per l’estate si temono ripercussioni anche sui costi della biglietteria aerea per l’aumento del prezzo del greggio. Secondo il 62% degli agenti di viaggio questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.
Purtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni.
Intervento istituzionale
Fiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. Attualmente solo il 31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.
“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.
“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude la vice presidente Fiavet Confcommercio.
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[post_content] => Is Molas Resort aprirà a maggio la stagione 2026. La struttura propone la sua esclusiva offerta early booking: prenotando la vacanza entro il 31 marzo si ottiene uno sconto del 15% e, per chi sceglie di soggiornare a maggio, è previsto un upgrade gratuito della camera (soggetto a disponibilità).
Situato nel cuore del sud della Sardegna, a pochi chilometri da Pula e a soli 40 minuti dall'aeroporto di Cagliari, Is Molas Resort è un'oasi 4 stelle Superior completamente rinnovata: un luogo dove la natura, il comfort e la bellezza del territorio si incontrano in perfetto equilibrio.
Le 72 camere e le 5 ville lusso con piscina privata accolgono gli ospiti in ambienti confortevoli e curati, pensati per offrire un soggiorno all’insegna del relax e del benessere. La struttura ospita inoltre u campo da golf a 27 buche, un Beach Club e una selezione di bar e ristoranti, servizi che richiamano l’invito della stagione a trascorrere dei momenti di divertimento e relax all’aria aperta e senza fretta.
Italian International Ladies’ Amateur Championship
L’evento di golf, parte del European Amateur Order of Merit 2026, farà la sua tappa italiana nel Golf Club Is Molas di Pula dal 23 al 26 aprile 2026.
Louis Vuitton 38th America’s Cup
Cagliari, a pochi chilometri dal resort, si prepara ad accogliere le regate preliminari della Louis Vuitton 38th America's Cup: lo spettacolo velico più esclusivo e atteso del mondo farà tappa nel Golfo degli Angeli dal 21 al 24 maggio, trasformando il capoluogo sardo in un palcoscenico internazionale. Soggiornare a Is Molas a maggio significa avere il resort come rifugio esclusivo e Cagliari come teatro di una manifestazione che unisce il meglio della tradizione marinara con il glamour del grande evento globale.
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[post_content] => I dati diffusi da Istat confermano la piena ripresa del settore crocieristico in Italia. Nel 2024, come indica Quifinanza, i porti dell'Italia hanno accolto quasi 5 milioni di crocieristi, superando di fatto i numeri del pre Covid.
Il dato, che non tiene conto dei transiti, ma solo imbarchi e sbarchi, assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto europeo. Il mar Mediterraneo rappresenta una delle aree più competitive al mondo per il turismo crocieristico, con player come Spagna, Grecia e Francia in costante crescita. Eppure, l’Italia è riuscita a mantenere il primato grazie a una combinazione unica di fattori, tra cui la posizione geografica, la densità di porti attrezzati, il patrimonio culturale diffuso e la capacità di attrarre i grandi operatori internazionali.
I principali scali – da Civitavecchia a Genova, da Napoli a Venezia – hanno investito in ammodernamento, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. L’intermodalità, la gestione dei flussi e la capacità di accogliere navi di ultima generazione sono oggi fattori decisivi nella scelta delle rotte da parte delle compagnie.
Benefici economici da distribuire sul territorio
La sfida per il futuro non è soltanto gestire numeri crescenti, ma distribuire meglio i benefici economici. Il turismo crocieristico in Italia concentra il passaggio di migliaia di visitatori in poche ore. Se non ben governato, questo fenomeno può generare pressione sui centri storici e limitare l’impatto economico reale sul territorio. Per questo motivo il ministero del turismo ha annunciato un impegno mirato a integrare nei pacchetti crocieristici informazioni e proposte legate alle bellezze locali meno conosciute. Nei prossimi mesi dovrebbero quindi essere promossi accordi con operatori turistici per la creazione di itinerari tematici verso borghi e aree interne, ma anche per la valorizzazione di prodotti tipici e di artigianato locale.
Ogni euro speso da un crocierista a terra può generare un effetto moltiplicatore, soprattutto se intercetta filiere locali. Spostare anche una parte dei flussi verso l’entroterra significa sostenere economie marginali, contrastare il fenomeno dello spopolamento e rendere il turismo uno strumento di coesione territoriale.
Secondo l'Istat, le prenotazioni per il Mediterraneo restano solide e l’Italia continua a essere inserita come tappa centrale nei principali itinerari, anche internazionali. Secondo i dati più recenti di Clia e Risposte Turismo, aggiornati al 2025-2026, il ricavo medio che le compagnie ottengono da ogni passeggero, inclusi biglietto e spese a bordo, varia dai 1.750 o 1.850 euro, fino a superare i 2.950 euro.
Durante il viaggio, i croceristi spendono tra i 185 e i 275 euro in media al giorno, mentre l’impatto economico sui territori visitati cresce proporzionalmente alla qualità dei servizi offerti dai porti. In destinazioni ad alto valore, la spesa media per passeggero è stata di 107 euro nel 2024, concentrata in ristorazione, shopping e tour guidati.
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[post_content] => Ryanair conferma lo spostamento dei viaggiatori verso destinazioni europee percepite come sicure, tra cui spicca l'Italia, che prevede un'alta stagione estiva con livelli di occupazione e prezzi molto elevati.
Fonti della compagnia aerea low-cost irlandese hanno spiegato a seguito del conflitto in Medio Oriente, molti viaggiatori europei opteranno per destinazioni più vicine e stabili. Oltre all'Italia, anche Spagna, Portogallo e Grecia saranno i maggiori beneficiari.
Domanda
Ryanair rivela che la guerra tra Stati Uniti e Israele e l'Iran ha già portato a un aumento della domanda di voli verso questi paesi dell'Europa meridionale in vista della Pasqua.
I principali gruppi turistici nazionali e internazionali hanno concordato che il Mediterraneo assorbirà gran parte dei flussi turistici deviati a causa della guerra.
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