29 July 2021

Allarme Italo, Montezemolo: “Aiuti subito o rischio chiusura”

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Italo è in affanno: dopo mesi di difficoltà a causa delle limitazioni di viaggio imposte della pandemia, che tuttora costringono l’azienda ad operare solo al 50% della capacità di trasporto (così come avviene per Trenitalia), è il presidente Luca Cordero di Montezemolo a mettere nero su bianco attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il punto critico in cui si trova la società.

Era stato il Decreto Rilancio a parlare della creazione di un fondo di circa 1,2 miliardi di euro a sostegno delle imprese di trasporti a mercato – quindi alta velocità e servizio merci – da distribuire in 15 anni. “Ma il governo ha disatteso gli impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla – spiega Montezemolo -. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi”.

Una simile prospettiva rappresenterebbe “una grande sconfitta per il Paese, non solo per noi. La concorrenza nei treni ha consentito di ridurre del 40% le tariffe, e la privatizzazione italiana viene citata come esempio in Europa (…) Non si è rafforzato il trasporto locale, e i treni disponibili di Italo oggi potrebbero essere utili proprio per rafforzare la sicurezza, la qualità e ridurre l’affollamento dei regionali.

I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente. Il ministro della sanità il 14 luglio aveva stabilito che potessimo salire all’80% di capienza, poi un’incomprensibile marcia indietro, con la conseguenza che oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all’80% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti”.

Non si è fatta attendere la replica del ministro dei trasporti,  Paola De Micheli, attraverso Rai News24: “Il decreto è firmato, ho fatto la notifica alla Commissione europea. Il decreto di assegnazione delle risorse è stato già firmato da me e da Gualtieri, quindi le risorse arrivano certamente“.




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