6 dicembre 2011 08:11
Alitalia ha ricevuto anche quest’anno il premio per la categoria Best Airline Cuisine, quale migliore compagnia aerea al mondo per la qualità dei pasti serviti a bordo. Il premio è stato conferito dal mensile americano Global Traveler che da 8 anni promuove una ricerca sulle eccellenze nell’industria dei viaggi e del turismo. Sono stati oltre 36 mila i frequent flyer che hanno partecipato alla ricerca promossa da Global Traveler. I menù proposti in classe Magnifica si ispirano alla tradizione delle regioni italiane, sono realizzati in collaborazione con Alma, la scuola di cucina italiana diretta da Gualtiero Marchesi, e sono accompagnati da vini selezionati in collaborazione con l’Associazione italiana sommelier.
Al momento e per tutto il periodo natalizio in classe Magnifica vengono serviti pietanze e vini della Calabria (nei voli dall’Italia verso l’estero) e della Valle D’Aosta (nei voli dall’estero verso l’Italia).
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[post_content] => Minor Hotels debutta negli States con il marchio Anantara. L'Anantara Miami Resort & Residences si sviluppa su 198 metri di altezza sopra la baia di Biscayne. Come riporta TravelDailyNews, realizzata in collaborazione con One Thousand Group, la torre di 50 piani sorgerà all'incrocio tra i quartieri di Edgewater, Design District e Wynwood a Miami e la sua apertura è prevista per il 2030.
Una torre da 50 piani
La torre di 50 piani in progetto comprenderà 100 residenze private di lusso e 120 residenze resort, consentendo ai proprietari di mettere a disposizione le proprie abitazioni agli ospiti dell'hotel, oltre a 50 suite d'albergo e una serie di servizi innovativi per il benessere e la longevità.
Anantara Miami Resort & Residences è concepito come una destinazione lifestyle completamente integrata, dove ospitalità, proprietà privata e benessere coesistono armoniosamente, rispecchiando un cambiamento verso uno stile di vita più flessibile e incentrato sulle esperienze.
William E. Heinecke, fondatore e presidente di Minor International, ha commentato: «"Il vero lusso è il tempo, la libertà di fermarsi, di esplorare e di vivere il mondo più profondamente. Miami è la location perfetta per il debutto del nostro marchio di lusso Anantara negli Stati Uniti e siamo entusiasti di collaborare con One Thousand Group per dare vita a questo progetto».
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[post_content] => L'Anantara World Islands Dubai Resort ha chiuso definitivamente il 10 aprile.
Minor Hotels, società madre di Anantara Hotels & Resorts, ha confermato la chiusura, affermando che si è trattato di una decisione congiunta con il proprietario della struttura, Seven Tides. Minor ha attribuito la chiusura a "una combinazione di fattori esterni".
Il resort di 70 camere, inaugurato all'inizio del 2022 nell'arcipelago di Dubai World Islands, è stato il primo hotel di lusso a debuttare sull'isola artificiale, situata a circa 4 chilometri dalla costa di Dubai.
Come riporta TravelWeekly, Minor ha dichiarato di «rimanere impegnata» nei confronti del resto del suo portfolio negli Emirati Arabi Uniti, che comprende Anantara The Palm Dubai Resort, Anantara Retreat Santorini Abu Dhabi, Anantara Mina Ras Al Khaimah Resort, Qasr Al Sarab Desert Resort by Anantara, Dukes The Palm Dubai Hotel, Nh Collection Dubai The Palm e Oaks Ibn Battuta Gate Dubai.
La crisi di Dubai
La chiusura arriva in un momento in cui il turismo di Dubai è duramente colpito dalla guerra con l'Iran, con le compagnie aeree che operano a capacità ridotta e i tassi di occupazione alberghiera in forte calo.
Il governo di Dubai mira ad alleviare il peso economico sugli hotel, ai quali è consentito di posticipare il pagamento di alcune tasse, tra cui le imposte sulle vendite di camere e di cibo e bevande, per tre mesi a partire dal 1° aprile.
Nel frattempo, diverse proprietà di lusso di Dubai stanno sfruttando il periodo di bassa stagione per completare i lavori di ristrutturazione. All'inizio di aprile, il Jumeirah Burj Al Arab ha annunciato un piano di ristrutturazione a fasi della durata di 18 mesi
Inoltre, il Park Hyatt Dubai ha comunicato sul proprio sito web che prevede una chiusura temporanea il 1° maggio per lavori di ristrutturazione, con una riapertura prevista per novembre, mentre l'Armani Hotel Dubai ha annunciato tramite Instagram il 2 aprile di essere «entrato in un periodo di miglioramenti» e la sua piattaforma di prenotazione non mostra disponibilità fino all'inizio di gennaio 2027.
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[post_content] => Nuova intesa tra Aeroporti di Puglia e Ita Airways sul potenziamento della capacità prevista per l'estate dagli scali di Bari e Brindisi verso Linate e Fiumicino.
Già oggi sono operativi per lo scalo di Brindisi quattro voli al giorno verso Fiumicino e due su Linate. Su Bari, invece sono confermate quattro frequenze giornaliere verso Fiumicino, che arriveranno a cinque da fine giugno, e sei verso Milano Linate.
I collegamenti verso Linate garantiranno ai pugliesi in partenza dagli scali di Bari e Brindisi di raggiungere facilmente il nord Italia tramite il City Airport a pochi minuti dal capoluogo lombardo, quelli invece con Fiumicino permetteranno di raggiungere un ampio network di destinazioni internazionali e intercontinentali servite da Ita Airways e dal Gruppo Lufthansa e, allo stesso tempo, di incrementare i flussi turistici estivi verso la Puglia.
«Questo accordo rappresenta un risultato concreto che risponde in maniera puntuale alle esigenze del territorio, in particolare del Salento - dichiara il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -. L'intesa nella parte relativa allo scalo di Brindisi, infatti garantisce una buona connettività con più collegamenti giornalieri con l’hub di Fiumicino, distribuiti nell'arco della giornata.
Questo intervento non si limita al mantenimento dei servizi esistenti, ma si configura come una leva concreta per la crescita grazie a un sistema di incentivazioni mirate che premia il potenziamento dell’offerta e l'innalzamento della qualità dei collegamenti. In tale contesto il ruolo di Aeroporti di Puglia si conferma determinante con un impegno diretto e significativo di risorse finalizzate a rafforzare la connettività e sostenere lo sviluppo del territorio».
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Intanto, il 2026 di Aeroporti di Puglia, è cominciato in positivo: in particolare, solo nei giorni del ponte del 25 aprile si sono registrati negli scali pugliesi 250.000 transiti tra arrivi e partenze. Un risultato che fa ben sperare in una stagione estiva da numeri record a conferma del grande appeal che il brand Puglia esercita su scala mondiale.
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[post_content] => Giuseppe Marchese, ceo di Rhc Group, è stato premiato all’Alberto Sordi Family Award «per aver saputo interpretare e innovare il concetto di ospitalità di lusso, guidando Rhc Group verso un modello fondato su autenticità, eccellenza e forte identità territoriale. Attraverso una visione strategica capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, Giuseppe Marchese ha contribuito a creare un’esperienza di ospitalità unica e personalizzata, rendendo il gruppo un punto di riferimento dell’eccellenza italiana nel panorama internazionale»
Il legame con il territorio
«E' un onore per me ricevere questo premio insieme a tante eccellenze, a testimonianza del nostro impegno nell’ambito dell’ospitalità, dove il fattore umano nell’accoglienza unito al legame con ciascun territorio, in destinazioni da sogno come Costiera Amalfitana, Roma e Taormina, è per noi un fatto distintivo» ha dichiarato Marchese nel ricevere il premio.
Rhc Group racchiude nel suo portfolio: l’hotel Raito e il Relais Paradiso a Vietri sul Mare, uno affacciato sul mare, immerso tra agrumeti e terrazze tipiche della Costiera, l’altro una vera e propria villa privata; La Plage Resort Taormina, adagiato direttamente sulla spiaggia e nascosto nel verde della riserva di Isola Bella; Palazzo Montemartini Rome, A Radisson Collection Hotel, edificio che si cela accanto alle terme di Diocleziano.
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[post_content] => Addio al bagaglio a mano gratuito a bordo degli aerei del gruppo Lufthansa, almeno per i voli di corto raggio: dal prossimo 28 aprile, spiega una nota della società, i passeggeri che acquisteranno la nuova tariffa Economy Basic - cioè quella dal prezzo più basso - dovranno pagare per portare con sè un articolo più grande di «una borsa per laptop o un piccolo zaino».
In pratica: «Chi desidera portare più bagagli può aggiungere in modo flessibile il bagaglio a mano o quello da stiva come servizio aggiuntivo all'interno di questa tariffa particolarmente conveniente oppure scegliere un'opzione tariffaria con franchigie bagaglio più ampie» sottolinea il gruppo tedesco.
Gradualmente
Dal 19 maggio la tariffa Economy Basic «verrà introdotta gradualmente su alcune rotte selezionate e può essere prenotata con le compagnie aeree del gruppo - Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Discover Airlines, Lufthansa City Airlines ed Air Dolomiti - tramite canali di vendita digitali quali i siti web delle compagnie aeree e i canali Ndc». Ita Airways, partecipata al 41% dal colosso tedesco, è per ora esclusa da questa iniziativa.
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[post_content] => Riconoscimento importante per Loredana Arcangeli, direttore generale di Originaltour, che è stata insignita del premio internazionale “Alberto Sordi Family Award 2026”.
Il premio nasce con l’obiettivo di rendere omaggio a personalità che si distinguono per talento, professionalità e impegno, contribuendo attraverso il proprio operato alla crescita culturale e allo sviluppo dello spirito critico della società. La cerimonia di premiazione si è svolta nella ornice della Casa del Cinema di Roma, all’interno di Villa Borghese.
La motivazione
Questa la motivazione del riconoscimento conferito a Loredana Arcangeli: “per aver guidato, sin dal 1989, un progetto imprenditoriale distintivo fondato sulla specializzazione e sulla creazione di viaggi sartoriali. Pioniera nei viaggi personalizzati in Oman e partner del ministero del turismo e del patrimonio del Sultanato, ha saputo valorizzare destinazioni lontane con autenticità, qualità e profonda conoscenza del territorio, rappresentando un modello raro e virtuoso nel panorama del turismo organizzato internazionale».
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Gli Stati Uniti continuano a occupare una posizione centrale nel lungo raggio, ma il modo in cui vengono richiesti e costruiti sta cambiando in modo evidente.
Accanto ai classici city break e ai grandi itinerari coast to coast, cresce infatti una domanda più selettiva, orientata verso viaggi su misura, maggiore qualità dell’esperienza e una costruzione del prodotto più articolata. Non si cerca soltanto una destinazione, ma un equilibrio preciso tra grandi città, natura, ritmo del viaggio e momenti ad alto valore percepito.
In questo scenario, la capacità di leggere bene il territorio e progettare itinerari coerenti fa sempre più la differenza.
È proprio qui che si inserisce il Tour Operator Viaggiare in USA, specializzato nella costruzione di percorsi personalizzati che combinano metropoli, parchi naturali, road trip curati ed esperienze premium.
Il prodotto USA, infatti, si evolve e diventa sempre meno standardizzabile: il cliente chiede più consulenza, più regia e una selezione più accurata delle tappe. Parchi naturali, soggiorni in lodge, esperienze private e combinazioni tra aree molto diverse tra loro entrano sempre più spesso nello stesso itinerario.
Stati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista
Nel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”.
Il motivo è strutturale. Gli Stati Uniti sono una destinazione ampia, stratificata e difficilmente comprimibile in formule troppo rigide.
Un itinerario efficace deve saper combinare geografie lontane, differenze climatiche, logiche di spostamento e una grande varietà di esperienze. Proprio per questo il valore della consulenza torna centrale: la qualità del prodotto non si misura soltanto sulle strutture o sui servizi, ma sulla capacità di costruire un percorso fluido e sensato.
Il tailor-made, quindi, non è un’aggiunta accessoria ma una risposta concreta alla complessità del Paese. Ed è anche il modo più efficace per trasformare una meta già nota in un’esperienza più personale, meno prevedibile e decisamente più rilevante sul piano del valore.
Dal viaggio standard all’itinerario progettato
Per anni il viaggio negli Stati Uniti è stato raccontato attraverso formule abbastanza riconoscibili: la grande città, il tour classico dell’Ovest, il fly&drive più o meno standardizzato.
Oggi, invece, cresce la richiesta di un prodotto più calibrato, in cui ogni tappa viene selezionata in base a un obiettivo preciso. Il cambiamento è culturale prima ancora che commerciale: il viaggiatore non cerca più soltanto un programma, ma un itinerario progettato attorno ai propri interessi e al proprio ritmo.
Questo comporta una diversa idea di costruzione del viaggio. Si riducono gli incastri eccessivi, si lavora meglio sulle soste, si evitano passaggi troppo compressi. La consulenza diventa parte del valore finale perché aiuta a distribuire tempi, distanze ed esperienze in modo più armonico. Il risultato è un prodotto meno replicabile, ma più forte sul piano della soddisfazione e del posizionamento.
Perché gli Usa si prestano più di altre destinazioni al su misura
Poche destinazioni offrono la stessa elasticità degli Stati Uniti. In uno stesso viaggio si possono combinare metropoli, parchi naturali, strade panoramiche, deserti, regioni costiere, ranch, località balneari e persino tratte ferroviarie iconiche.
Questa varietà rende il Paese particolarmente adatto al su misura, perché consente di modellare il prodotto su segmenti molto diversi: coppie, famiglie, honeymoon, viaggiatori repeat, clienti premium orientati alla natura o al lifestyle.
Inoltre, gli Usa dispongono di infrastrutture che facilitano la personalizzazione: ampia scelta di voli interni, grande diversificazione dell’hotellerie, servizi esperienziali evoluti, possibilità di combinare natura e urban experience senza perdere coerenza.
È una destinazione che permette di costruire itinerari ad alta identità, ed è proprio questa capacità di adattamento a renderla una delle piattaforme più efficaci per il prodotto tailor-made.
Natura, città, road trip: le nuove direttrici del prodotto Usa premium
Nel segmento premium, il prodotto Stati Uniti non ruota più attorno a una sola dimensione del viaggio.
Le grandi città continuano ad avere un ruolo importante, ma vengono sempre più spesso integrate con soggiorni nella natura, road trip costruiti con maggiore comfort e momenti esperienziali ad alto contenuto narrativo.
La forza del prodotto sta proprio nella sua capacità di tenere insieme mondi diversi: skyline e canyon, musei e lodge, ristorazione d’autore e grandi spazi.
Questa logica produce itinerari più ricchi ma anche più esigenti dal punto di vista progettuale. Il cliente non chiede semplicemente “New York e California”, ma un equilibrio tra urbanità, paesaggio e servizi.
Vuole evitare la sensazione di viaggio standardizzato, cerca un ritmo più sostenibile e un uso più intelligente del tempo. È qui che il prodotto Usa premium si differenzia: non nella somma delle tappe, ma nella qualità della combinazione.
Crescono così tre direttrici molto chiare: la rilettura delle città in chiave più selettiva, il forte valore assunto dai parchi naturali e l’evoluzione del road trip da formula libera ma rudimentale a esperienza curata, confortevole e sempre più coerente con le aspettative dell’alta gamma.
Le grandi città restano, ma cambiano ritmo e posizionamento
New York, Los Angeles, San Francisco e Miami continuano a essere porte d’ingresso fondamentali nel prodotto Usa, ma il loro posizionamento si sta trasformando.
Le città non sono più necessariamente il centro esclusivo del viaggio: diventano tappe da vivere con maggiore qualità, spesso all’inizio o alla fine dell’itinerario, con un approccio meno compulsivo e più selettivo. Si riduce il sightseeing “a lista” e cresce la domanda di esperienze urbane più mirate, legate a quartieri, gastronomia, design, arte e lifestyle.
Nel segmento premium, la differenza la fanno il ritmo e la lettura della città.
Un soggiorno ben costruito privilegia hotel in posizione strategica, visite private, tempi di respiro e una sequenza più coerente delle attività. Il valore percepito cresce quando la città smette di essere accumulo di attrazioni e diventa esperienza calibrata, capace di dialogare bene con la parte naturalistica o on the road del viaggio.
I parchi naturali salgono di valore nel segmento alto
I parchi naturali stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel prodotto Usa di fascia alta.
Yosemite, Yellowstone, Grand Canyon, Grand Teton, Zion, Bryce Canyon e l’Alaska non vengono più letti solo come tappe “da aggiungere”, ma come veri driver di scelta.
Il loro valore nel segmento premium è evidente: offrono grandi spazi, tempo lento, immersione nel paesaggio e la possibilità di vivere una dimensione del lusso meno ostentata e più esperienziale.
In questa lettura, la natura non è più il controcampo delle città, ma una componente primaria del viaggio.
Lodge selezionati, accessi studiati, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alle soste trasformano il parco in esperienza centrale. Non a caso, anche il trade continua a valorizzare questo immaginario, come dimostra il focus dedicato a gli Stati Uniti nascosti, sempre più rilevanti nel racconto della destinazione.
Il road trip evolve: più comfort, più regia, più esperienza
Anche il road trip sta cambiando pelle. Per molto tempo è stato percepito come formula libera, autonoma, quasi spontanea.
Oggi, nel segmento tailor-made, diventa invece un prodotto ad alta regia, dove la libertà resta importante ma viene sostenuta da una struttura più accurata. Cambiano la selezione delle tappe, la tipologia degli hotel, la distribuzione delle notti e la gestione dei tempi di guida. Il viaggio su strada non perde fascino, ma guadagna qualità.
Questo spostamento è rilevante perché rende il road trip pienamente compatibile con la domanda premium.
Non più improvvisazione, ma esperienza costruita in modo intelligente, con più comfort e maggiore attenzione al ritmo. È proprio qui che si misura la differenza tra un itinerario generico e un prodotto ben progettato: nella capacità di fare della strada non una fatica da gestire, ma una parte qualificante del viaggio. Un’impostazione che si inserisce bene anche nel rinnovato interesse per l’on the road, rilanciato da iniziative come The Great Usa Road Trip.
Esperienze premium e nuovi comportamenti del viaggiatore
Nel prodotto Usa di fascia alta, il concetto di lusso si è allontanato da una logica puramente materiale per avvicinarsi a una dimensione più relazionale ed esperienziale. Il cliente premium non chiede solo belle strutture o servizi inclusi, ma una qualità complessiva del viaggio fatta di accesso, fluidità, riservatezza e migliore utilizzo del tempo.
Questo produce un comportamento di acquisto più consapevole, in cui la destinazione resta importante, ma è il “come” a determinare la scelta finale.
Si osserva così una maggiore attenzione alla privacy, all’evitare la congestione, alla possibilità di vivere esperienze meno omologate.
Escursioni fuori orario, visite private, lodge in posizioni privilegiate, quartieri meno scontati, attività costruite su interessi reali: il valore dell’esperienza si sposta in questa direzione. Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.
Uno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.
Il cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.
Negli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.
È una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.
Il ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti
In un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.
È qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.
Quando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.
Gli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.
La specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.
Nel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. E la regia, negli Usa, è spesso il vero elemento che determina la qualità del viaggio finale.
Conclusione
Gli Stati Uniti continuano a essere una destinazione strategica nel lungo raggio, ma la loro forza oggi non sta soltanto nella notorietà.
Sta nella capacità di adattarsi a una domanda che cerca più personalizzazione, più qualità dell’esperienza e una costruzione del viaggio meno rigida. Natura, grandi città, road trip e servizi premium non sono più mondi separati, ma componenti di un prodotto che cresce proprio nella loro combinazione.
In questo scenario, il tailor-made torna protagonista perché risponde meglio alla complessità della destinazione e alle nuove aspettative del cliente.
E con il ritorno del tailor-made cresce anche il valore degli operatori specializzati, capaci di trasformare un grande classico del lungo raggio in un’esperienza più contemporanea, più coerente e decisamente più distintiva.
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[post_content] => L’ammiraglia della flotta Grimaldi Lines attraverserà il Mediterraneo con il suo carico di libri, di racconti che viaggiano insieme, di messaggi universali sui grandi temi della pace e della libertà: è questo il significato di "Una nave di libri per Barcellona", il viaggio letterario via mare che proseguirà fino al 25 aprile, organizzato da Agra Editrice in collaborazione con Grimaldi Lines tour operator, con la cooperativa Leggere:tutti, con la Casa degli Italiani di Barcellona e con Rai Libri, sotto il patrocinio dell’Istituto di Cultura Italiana di Barcellona e dell’associazione nazionale Presidi.
Giunta quest’anno alla sua XIV edizione, la Nave dei libri ospiterà a bordo tantissimi protagonisti del mondo della cultura, per un ricco programma di presentazioni, dialoghi letterari, momenti di spettacolo. Alla pace saranno dedicate le poesie dell’attore Gino Manfredi, la street-art del maestro Alessandro Ciambrone e la musica di Valentina De Rosa.
I partecipanti
Ad accompagnare i passeggeri saranno anche la filosofa e scrittrice Michela Marzano, la regina del giallo all’italiana Gabriella Genisi che presenterà il romanzo per ragazzi “Silvia Spider e il mistero in alto mare” – ideato insieme ad Antonio Laudati ed ambientato proprio a bordo di Nave dei libri -, lo scrittore Gaetano Savatteri, il giornalista Bruno Luverà che ha scritto un romanzo insieme a Vincenzo Mollica, la giovane scrittrice sarda Angelica Grivel Serra, l’attore Gianluca Medas, il conduttore Rai Beppe Convertini e molti altri ospiti.
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Ad attendere la Nave dei libri sarà una Barcellona vestita a festa per celebrare Sant Jordi, adempiendo ad un rito antichissimo: regalare un libro a chi ami e ricevere in cambio una rosa. Le Ramblas, Il Passeig de Gracia, le vie del Barrio Gotico traboccheranno di bancarelle di fiori e libri impilati.
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l'albergo, come riporta TravelWeekly, ospita una vasta collezione di opere d'arte e manufatti, che presenta un mix di arte Moghul, Rajput, Punjabi e persiana. Ispirata alle corti reali indiane, la facciata presenta cupole, intricati intarsi jali e archi ornamentali. «Gli interni riprendono questa ricchezza con texture stratificate, finiture artigianali e un design ampio che bilancia tradizione e modernità» affermano da Marriott.
Le camere
Ogni camera e suite è concepita come un rifugio privato che coniuga l'estetica classica indiana con i comfort moderni. Le camere sono impreziosite da tessuti pregiati e arredi su misura. Le sistemazioni di punta dell'hotel sono Raja Niwas e Khwabgah, attici che offrono ampi spazi abitativi, terrazze private, servizio di maggiordomo ed elementi di design ricercati.
Il Noormahal dispone di quattro ristoranti. Il Frontier Mail è un ristorante di alta cucina che prende il nome dal treno dell'epoca britannica che collegava Peshawar e Mumbai. Il ristorante riproduce l'interno di una carrozza ferroviaria e serve piatti tipici delle regioni attraversate dal treno. Il Colonel Saab offre un servizio di ristorazione per tutto il giorno con interpretazioni moderne dei classici della cucina indiana. Il Polo Bar propone un'atmosfera ispirata alla cultura del polo. La Cake Factory è specializzata in dessert artigianali. L'hotel offre inoltre una spa, una piscina, campi da tennis, campi da pickleball, percorsi con la teleferica e pareti per l'arrampicata.
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