10 dicembre 2019 09:44
Air Italy e Oman Air hanno siglato un accordo di code-share in vigore da oggi, per offrire ai clienti una migliore connettività tra il Sultanato dell’Oman e sette importanti destinazioni in Italia. In base all’accordo, il codice “IG” di Air Italy è stato inserito sui voli di Oman Air tra Milano Malpensa e Muscat, che sono tutti in vendita a partire dalla giornata odierna sul sito web airitaly.com. Allo stesso tempo, Oman Air ha inserito il proprio codice “WY” sui voli Air Italy tra Milano Malpensa e Roma Fiumicino, Napoli, Cagliari (Sardegna), Palermo e Catania (Sicilia) e Lamezia Terme (Calabria). Inoltre, come prossimo passo della partnership, soggetto alle necessarie autorizzazioni governative, il codice di Oman Air verrà aggiunto anche ai voli Air Italy Milano-New York e Milano-Miami.
«L’inizio della nostra partnership con Oman Air – commenta il chief operating officer di Air Italy, Rossen Dimitrov – offre una eccezionale nuova opportunità ai passeggeri di entrambe le compagnie. I clienti di Air Italy, provenienti da tutta Italia tramite il nostro hub di Malpensa, possono ora beneficiare di una nuova fantastica meta di viaggio Muscat. Allo stesso tempo, siamo lieti di accogliere i passeggeri di Oman Air a bordo dei nostri voli domestici Air Italy da Milano Malpensa a Roma, Napoli, Palermo, Catania, Lamezia Terme e Cagliari, offrendo loro l’accesso alle migliori destinazioni italiane e il sapore della nostra meravigliosa ospitalità italiana prima ancora che raggiungano la loro destinazione finale. Sono anche sicuro che la partnership con Oman Air sia solo all’inizio. Continueremo infatti a cercare di implementare maggiori opportunità di viaggio per i clienti di entrambe le compagnie ogni volta che si ne presenti l’opportunità, anche sui nostri voli per gli Stati Uniti». «Siamo orgogliosi e felici della nostra nuova partnership con Air Italy – aggiunge il ceo di Oman Air, Abdulaziz Al Raisi – Questo accordo di codeshare renderà molto più facile per i viaggiatori di tutta Italia visitare il nostro bellissimo paese l’Oman. Siamo impazienti di accogliere passeggeri provenienti da tutte le principali città italiane in visita al nostro paese e che sperimenteranno la rinomata ospitalità dell’Oman. Allo stesso tempo, questo accordo apre nuove interessanti opportunità per gli Omaniti, che desiderino godersi un viaggio in Italia e beneficiare dell’ampio ventaglio di opportunità di vacanza e di business che il paese offre».
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[post_content] => Il mercato italiano continua a rappresentare un pilastro strategico per la Francia, con performance in crescita anche in uno scenario internazionale ancora incerto. Nel 2025, infatti, i flussi dall’Italia hanno generato 4 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 7%, a fronte di una sostanziale stabilità nei volumi, con 7,2 milioni di visitatori.
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La variabile geopolitica resta infatti un elemento di incertezza, ma la destinazione Francia può giocare alcune carte decisive, a partire dall’accessibilità. «I collegamenti ferroviari tra Milano, Torino e Parigi e verso la Costa Azzurra rappresentano un’alternativa concreta all’auto e intercettano una domanda sempre più orientata verso forme di viaggio sostenibili».
Guardando ai prossimi mesi, il comportamento della domanda italiana potrebbe riservare ulteriori sorprese. «Se il quadro generale si stabilizzerà, la Francia potrebbe diventare una vera e propria destinazione rifugio per gli italiani, sia per l’estate sia per i ponti di maggio e giugno», aggiunge la direttrice.
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Il nuovo ecosistema digitale garantisce ai passeggeri «un’esperienza armonizzata tra le diverse compagnie del gruppo, mantenendo inalterati gli elementi di brand identity Ita Airways, le caratteristiche essenziali della declinazione del brand ed il suo look and feel».
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[post_content] => Allarme rosso nei cieli europei: la preoccupazione che avvolge l'intero sistema del trasporto aereo globale dall'inizio del conflitto in Iran si concretizza ora con la mancanza effettiva di carburante.
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Prospettive ancor più critiche per i mesi di giugno e settembre, nel pieno della stagione turistica con ripercussioni anche su destinazioni quali Sardegna e Sicilia, dove la continuità dei collegamenti aerei è decisiva per turismo e mobilità. In caso di carenza prolungata, le compagnie potrebbero tagliare soprattutto: voli verso isole e località balneari, tratte più lunghe, collegamenti con l’Asia, frequenze multiple sulle rotte già molto servite. Anche una rapida riapertura dello Stretto non garantirebbe il ritorno immediato alla normalità: la ricostruzione della catena logistica richiederebbe settimane, se non mesi.
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La situazione sul fronte outoing sta vivendo un momento di fermo, in attesa della fine di un conflitto che ogni giorno si fa più pesante. Lo conferma anche Luca Manchi, titolare di Karisma TravelNet, che programma diverse destinazioni in tutto il mondo: «Al momento la situazione è ancora in una fase di stallo. Non registriamo trend che facciano presagire un netto spostamento dei flussi verso le Americhe. Questo anche perché, soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti, non c'è mai stata una vera e propria ripresa, complice il lungo periodo di flessione legato ai Mondiali di calcio. Detto questo, va da sé che le nuove dinamiche della domanda stiano naturalmente spostando l'ago della bilancia verso ovest».
Intanto, Karisma TravelNet è impegnato nella gestione delle pratiche e delle cancellazioni. «Il nostro sforzo principale è attualmente concentrato sul contenimento delle numerose richieste di cancellazione. Queste riguardano spesso destinazioni di per sé sicure, ma che geograficamente richiedono il sorvolo di aree di conflitto».
Il nodo voli
Anche sul fronte dei collegamenti aerei la situazione è complessa. «Non ritengo che il caro voli sia l'elemento determinante che in questo momento condiziona il booking. Al contrario, gli adeguamenti tariffari applicati sulle pratiche già confermate stanno generando un diffuso malumore tra i clienti. Come spesso accade, adv e t.o. si ritrovano in trincea a gestire queste criticità in prima persona, una dinamica che purtroppo dobbiamo accettare».
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