26 October 2021

Ad Alitalia 3,7 miliardi di euro. Bene, e per gli altri quanti soldi ci sono?

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Come si dice: le vie del signore sono infinite (uso la lettera minuscola per non confondere il sacro con il profano). La rimodelliamo così: le vie dell’Alitalia sono infinite. Non che, a livello di ragionamento economico-antiliberista, la nazionalizzazione, o seminazionalizzanione del vettore, possa dispiacere. Diciamo che in tempi di Covid19, anche le linee aeree che fino a due mesi fa guardavano all’Alitalia dall’alto in basso non stanno facendo altro che “pietire” aiuti ai governo (dopo aver macinato utili folli in questi anni di boom del trasporto aereo. A questo punto una domandina: Dove sono finiti gli utili stratosferici di Lufthansa, British e compagnia bella?). 

Non è che non ci piaccia la procedura che si sta avviando per Alitalia. Non ci piace la protervia. Per cui al vettore nazionale vengono allocati circa 3,7 miliardi di euro, e agli altri solo le briciole. Infatti se uno si studia le carte capisce che una buona fetta del decreto Rilancio Italia entrerà nelle tasche della compagnia. Gli altri? Be’ si arrangino! Ci sono migliaia di agenzie di viaggio sull’orlo del fallimento (oltre che su quello di una crisi di nervi), ci sono tour operator che stanno lavorando per un riordino totale delle proprie competenze interne ed esterne, esiste un mondo complesso intorno al turismo, e non è fatto solo di Alitalia. Portiamo i turisti in Italia, ma poi le guide sono decimate, gli operatori lavorano con quel che possono, il sistema continua a fare acqua. Inoltre altri 150-200 milioni serviranno a sostenere le altre linee aeree che operano in Italia. 

Il governo scommette su Alitalia e fa bene. Deve allargare la propria visione.  Non solo di Alitalia vive il turismo in Italia. Qualcuno riesce a far capire questa idea semplice semplice al governo?

Giuseppe Aloe

 

 




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