4 giugno 2018 10:25
Ryanair apre due nuove rotte estive da Crotone per Milano Bergamo e Pisa. Da questo mese di giugno, la rotta Crotone – Milano Bergamo, viene operata con frequenza giornaliera, mentre la rotta Crotone – Pisa sarà operata con tre voli a settimana durante il periodo estivo di alta stagione. «Per festeggiare, stiamo mettendo in vendita posti a partire da 21,99 euro per viaggiare ad agosto – afferma John F. Alborante, sales & marketing manager Italia della low cost – prenotabili entro la mezzanotte di venerdì 8 giugno».
«Il ritorno di Ryanair a Crotone è segno tangibile della stretta collaborazione tra Sacal e il vettore irlandese – aggiunge Arturo De Felice, presidente di Sacal -. I collegamenti con Bergamo e Pisa sono una risposta concreta alle giuste esigenze rappresentate dall’utenza crotonese, ma anche di coloro che desiderano visitare le bellezze della costa jonica calabrese. Il mio augurio è che Ryanair possa diventare volano di sviluppo del territorio crotonese così come già avvenuto per l’aeroporto di Lamezia Terme».
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[post_content] => Vale oltre 400 miliardi di euro, coinvolge più di 100 milioni di cittadini europei e sostiene circa 9 milioni di posti di lavoro. Il turismo accessibile si conferma uno dei comparti più dinamici dell'economia turistica europea e una leva strategica per la competitività delle destinazioni, la qualità dei servizi e la piena partecipazione delle persone alla vita sociale.
Si è discusso di queste tematiche a Genova nel corso del Convegno internazionale "Destinazioni Turistiche Inclusive e Smart: Strategie per l'innovazione", promosso da Enat (European Network for Accessible Tourism), AccessibleEU e Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
L'evento ha riunito rappresentanti della Commissione Europea, di UN Tourism - Organizzazione delle Nazioni Unite per il turismo, del Ministero del turismo, del Ministero per le disabilità, della regione Liguria, del comune di Genova, delle European Capitals of tourism, del mondo associativo, accademico e imprenditoriale, con l'obiettivo di rafforzare il dialogo internazionale sul ruolo dell'accessibilità come fattore di innovazione, sostenibilità e sviluppo economico.
Nel corso dei lavori è emersa la necessità di accelerare gli investimenti in accessibilità, mobilità inclusiva, innovazione digitale, formazione degli operatori e accessibilità del patrimonio culturale, favorendo la diffusione di modelli condivisi a livello europeo e di strategie integrate per la costruzione di destinazioni sempre più inclusive.
Il 2026 segna il ventesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, che riconosce la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e ricreativa come un diritto fondamentale da garantire a tutte le persone.
«Il Ministero del Turismo ha avviato iniziative concrete, tra cui la sottoscrizione di un Fondo interministeriale da 50 milioni destinato alle Regioni - spiega il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi in un messaggio inviato ai promotori e partecipanti dell’evento - per sostenere progetti di turismo accessibile, migliorare i servizi e promuovere tirocini e percorsi formativi in favore dell’accoglienza delle persone con disabilità. Una collaborazione stabile tra istituzioni, territori, operatori e Associazione del Terzo settore, potrà aiutarci a d affrontare meglio i bisogni delle persone».
«Nella Riforma della disabilità diamo spazio al diritto delle persone con disabilità – aggiunge il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli nel videomessaggio inviato all’evento - a fruire come tutti i cittadini di spiagge, mare, montagna, percorsi, culture. Lavoriamoci tutti insieme: istituzioni nazionali e territoriali, mondo privato, servizi turistici, Terzo Settore, anche per fornire le corrette informazioni e conoscenze che rendano accessibile una meta».
Particolare attenzione è stata dedicata alle migliori pratiche europee nel campo delle destinazioni turistiche accessibili e smart. Le esperienze presentate hanno evidenziato come l'accessibilità rappresenti oggi un elemento strategico per migliorare la qualità dell'esperienza turistica, ampliare la platea dei visitatori, favorire la destagionalizzazione e rafforzare la competitività dei territori. Un approccio che conferma come l'accessibilità non sia un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di generare sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale.
«Le destinazioni turistiche più innovative - commenta Anna Grazia Laura, presidente di ENAT – European Network for Accessible Tourism, la principale rete europea dedicata alla promozione del turismo accessibile - sono quelle che riescono a integrare l'accessibilità nella pianificazione, nei servizi e nell'esperienza dei visitatori. Il confronto internazionale promosso a Genova dimostra quanto sia importante mettere in rete competenze, esperienze e buone pratiche per accelerare il cambiamento e costruire un turismo realmente inclusivo per tutti».
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[post_content] => Il Waldorf Astoria London - Admiralty Arch ha aperto le prenotazioni per i soggiorni a partire dal 1° marzo, con disponibilità anticipata in vista dell'inaugurazione autunnale dell'hotel. Come riporta Travel Weekly, l'hotel occupa l'Admiralty Arch, monumento cittadino situato di fronte a Buckingham Palace, ed è classificato fra le strutture di interesse architettonico o storico nel Regno Unito. Attualmente, l'hotel è oggetto di un ampio restauro.
Una storia antica
L'Admiralty Arch fu commissionato da re Edoardo VII in memoria della regina Vittoria e inaugurato nel 1912. Fu costruito come quartier generale della Royal Navy britannica. L'hotel comrpenderà 114 alloggi e residenze per gli ospiti.
I nomi delle residenze e delle suite esclusive faranno riferimento alla storia e al patrimonio navale di Admiralty Arch, tra cui la Nelson Suite, intitolata al comandante navale Horatio Nelson; la St. James's Residence e la Victory Residence, che prende il nome dalla Hms Victory, la più antica nave da guerra ancora in servizio al mondo.
La struttura ospiterà due ristoranti, uno guidato dallo chef Daniel Boulud e l'altro dalla chef Clare Smyth. Insieme, i due chef vantano un totale di otto stelle Michelin nei loro rispettivi ristoranti. Il ristorante di Smyth, Coreus, si concentrerà su frutti di mare provenienti da fonti sostenibili, prodotti britannici e ingredienti di stagione. Il Cafe Boulud, situato sul tetto dell'hotel, offrirà servizio di ristorazione per tutto il giorno e una vista su St James's Park e Buckingham Palace. Smyth introdurrà anche Whiskey & Seaweed, un bar che proporrà una selezione di whisky britannici.
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[post_content] => Una situazione «articolata». Questa la definizione data a caldo dal direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci, chiamato ancora una volta a confrontarsi con uno scenario delicato e in costante evoluzione.
«A oggi, i dati sulle partenze dei primi sei mesi del 2026 indicano un calo globale nell’ordine del 7% - spiega il manager -. Un risultato meno negativo del previsto, specie considerando che quest’anno non abbiamo potuto beneficiare dei ponti del “ferraprile”».
L’anno era partito nel migliore dei modi, «con un +20% registrato in gennaio. Anche i mesi successivi tuttavia, per certi versi in modo inaspettato, hanno tenuto botta». Gli obiettivi preventivati a inizio anno andranno ritarati in base alla portata dell'atteso “effetto rimbalzo” a crisi conclusa. «Abbiamo già superato il break even. Una previsione ottimistica indica un -15% globale sul partito 2026, ovviamente variabile in base ai diversi marchi parte del consorzio».
Il trend dell'estate
Intanto però bisogna fare i conti con la prossima estate. «Il mercato italiano si sta muovendo in modo molto prudente sulle prenotazioni estive. Stiamo registrando un forte rallentamento su luglio e agosto e l’obiettivo è ormai puntato su una ripartenza da settembre in poi». Se la guerra è sicuramente l’evento cruciale di questo periodo, il forte calo registrato nelle prenotazioni «è un problema tutto italiano. L’informazione allarmistica genera paura nel cliente finale. Paura di non riuscire a rientrare nei tempi previsti, non timore legato alla sicurezza – precisa Peci -. Anche perché sono moltissime – la maggior parte – le mete che non risentono in alcun modo dei problemi legati al conflitto».
Fra le destinazioni che continuano a essere richieste, in primo piano Cina, Giappone, Nord Europa e Sudamerica. «Il Nordafrica, con Egitto, Marocco e Tunisia, continua a tenere. In particolare, il Marocco sta crescendo rispetto all’anno scorso». Bene anche il Canada, mentre gli Stati Uniti continuano a registrare una flessione del 18% circa, frutto di una sorta di “antipatia” verso la destinazione manifestata dai clienti italiani già ben prima dello scoppio del conflitto. «La crisi oltre al Medio Oriente tocca purtroppo anche mete come India e Indocina, che nulla hanno a che vedere con la guerra».
Investimenti costanti
Ancora una volta, è il momento di «tenere i nervi ben saldi» e concentrarsi sulle attività che possano favorire la ripartenza quando, inevitabilmente, si verificherà l’atteso “effetto rimbalzo”. «In Quality Group continuiamo a investire sulla formazione, sia del personale sia dei nostri partner agenzie di viaggio. Proseguiamo inoltre lungo la via dell’innovazione del prodotto e dello sviluppo tecnologico».
Velocità di risposta, elasticità e capacità di gestire al meglio le criticità si riconfermano i driver fondamentali per traghettare oltre la crisi. «Il fatturato tiene e in questa fase c’è un’elevata percentuale di concretizzazione dei preventivi richiesti. Chi entra in agenzia vuole realmente partire e tendenzialmente mira a concludere l’acquisto del viaggio».
Il nuovo scenario
Sarà comunque necessario confrontarsi con uno scenario nuovo: «L’aumento dei costi energetici inevitabilmente va a influire sul prezzo dei voli. Finita la fase critica, si potrebbe assistere a un ridimensionamento dei costi, anche se ritengo che, come ogni crisi, anche quella attuale determinerà nuovi equilibri difficilmente modificabili».
Grande è lo sforzo per mantenere prezzi ragionevoli senza scaricare i rincari sul consumatore. «Specie quando il calo della domanda estiva degli italiani crea problemi nei rapporti con i fornitori, che continuano a ricevere prenotazioni e a bloccare allotment per i viaggiatori provenienti dagli altri mercati internazionali».
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[post_content] => Il maggio in arrivo sarà un nuovo mese di scioperi, con addirittura tre stop generali (1, 15-16 e 29 maggio) e diverse mobilitazioni nazionali che coinvolgeranno soprattutto i settori della scuola e dei trasporti.
Si comincia il 1 maggio, con uno sciopero che interesserà tutte le categorie pubbliche e private, con l'esclusione di trasporti e scuola. Il secondo sciopero generale è in programma dal 15 al 16 maggio: per 48 ore si fermeranno i lavoratori coinvolti del pubblico impiego, dei ministeri, delle scuole di ogni ordine e grado, di università, sanità, marittimi, ferrovie, metalmeccanici, partite Iva, benzinai, agricoltori e associazioni.
Il terzo sciopero generale del mese, indetto da Usi Cit, Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas e con l'adesione di Usi 1912, arriverà il 29 maggio.
Per chi viaggia in treno, le giornate da segnare in calendario sono a fine mese: lo sciopero è previsto infatti dalle ore 21 del 28 e fino alle 21 del 29 maggio. Sulle autostrade, invece, la protesta inizia alle ore 22 del 28 maggio per terminare alle ore 22 del 29.
L'11 maggio sarà la giornata complicata per il trasporto aereo
E se il 7 maggio è in programma lo sciopero nazionale del trasporto marittimo (dalle ore 00.00 alle ore 23.59), l'11 maggio sarà invece la giornata 'nera' del trasporto aereo: in questa data è in programma non solo lo sciopero unitario e nazionale di easyJet, dalle ore 10 alle 18, ma anche una serie di proteste articolate a livello locale, in diversi settori, che rischiano di mandare in tilt il trasporto aereo. A fermarsi saranno infatti anche i dipendenti delle società di servizi e sicurezza aeroportuale a Cagliari, di Enav a Roma e Napoli, di Adr Security a Fiumicino e delle società di handling a Palermo.
Il trasporto pubblico locale sarà interessato invece da una serie di proteste articolate territorialmente lungo tutto il mese.
[post_title] => Maggio segnato dagli scioperi: le date più calde per treni e aerei
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[post_content] => A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.
«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.
Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.
Siamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.
Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».
Non c'è spazio per il solisti
«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.
O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.
Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.
Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».
Riflessione sulla categoria
«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a "vederci" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».
L'attività di Idee per Viaggiare
«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.
Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.
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[post_content] => Cresce l'offerta FlixBus in vista del periodo pasquale: da ieri, 30 marzo, la società opera oltre 10.000 corse al giorno fra più di 300 città, focalizzandosi sulle rotte per l’estero e gli aeroporti ma anche sui piccoli centri del territorio nazionale.
Proprio da fine marzo Flixbus allarga il network internazionale, collegando dall’Italia ancora più destinazioni in 15 Paesi europei: Parigi, Amsterdam, Barcellona, Berlino, Praga e Budapest sono raggiungibili da Milano, primo snodo internazionale del Paese, in una notte o poco più. Ma sono tanti i collegamenti che partono anche da Torino e Genova — verso città come Parigi, Lione o Marsiglia —, da Venezia — verso capitali come Vienna, Praga o Budapest — o da Bologna, Firenze e Roma — verso città come Monaco di Baviera. La rete europea di FlixBus si spinge fino a sud, con tratte che collegano senza cambi Napoli con Parigi o Bari con Zurigo.
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[post_content] => Agenzie e crisi. La crisi in Medio Oriente colpisce il turismo organizzato e presenta già un conto pesante per le agenzie di viaggio italiane. Secondo un’analisi realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi su un campione di 681 agenzie, dall’inizio delle ostilità a oggi si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico complessivo che, nelle prime settimane, raggiunge già quasi 100 milioni di euro.
Nelle prime tre settimane si stimano oltre 3.800 prenotazioni cancellate e circa 3.300 richieste di cambio destinazione.
L’impatto economico non riguarda soltanto il calo del fatturato, ma anche i maggiori oneri operativi affrontati dalle imprese. Sebbene il 58,5% delle agenzie di viaggi dichiari di non aver sostenuto costi diretti extra per la riprotezione dei clienti, il 41,5% ha dovuto farsi carico di esborsi aggiuntivi per ricollocare i clienti verso mete alternative.
La stima di quasi 100 milioni di euro comprende infatti il valore dei rimborsi dei pacchetti, la perdita delle commissioni, le eventuali penali trattenute dai fornitori e l’aumento del carico di lavoro necessario per gestire modifiche, annullamenti e pratiche di assistenza. La perdita media per punto vendita è stimata in oltre 14mila euro nelle prime tre settimane.
Quadro complesso
“Il quadro resta in evoluzione e potrebbe aggravarsi ulteriormente in caso di prosecuzione del conflitto e di un eventuale rialzo delle tariffe aeree”, commenta il presidente di Assoviaggi Gianni Rebecchi. “Per il turismo organizzato si tratta di una fase particolarmente delicata: i costi operativi della crisi sono stati rilevanti, e le previsioni a breve degli operatori sono negative.
C’è bisogno di un intervento pubblico articolato su due piani: misure emergenziali, da attivare con urgenza per salvaguardare la continuità delle imprese, e interventi strutturali per correggere squilibri che questa crisi sta rendendo ancora più evidenti; in particolare, la Direttiva Europea sui pacchetti turistici risulta non sostenibile, poiché trasferisce integralmente sulle imprese del turismo organizzato gli effetti economici di eventi eccezionali quali conflitti armati, calamità naturali o pandemie.
È necessario distinguere tra la tutela del viaggiatore in condizioni di operatività ordinaria e la gestione del rischio in presenza di eventi straordinari: in questi casi, l’impianto normativo non può prevedere che l’intero onere ricada esclusivamente sugli operatori, senza meccanismi di compensazione o condivisione del rischio.”
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La Turchia ha varato un programma governativo su scala nazionale per la tutela del patrimonio culturale nell'era dell'intelligenza artificiale: si tratta di una prima mondiale, che ha fornito ad oltre 600.000 manufatti custoditi nelle collezioni statali un'identità digitale unica, invisibile e inviolabile, basata su un metodo di marcatura chimica specializzata che si comporta esattamente come il dna di un organismo vivente, identificando ogni oggetto in modo assoluto e irripetibile.
Il Ministero della Cultura e del Turismo evidenzia come nessun altro governo ha mai applicato questo sistema su base nazionale, integrandolo con una piattaforma di intelligenza artificiale centralizzata e un registro statale che abbraccia musei pubblici, privati e collezionisti autorizzati.
Quasi tutti i pezzi esposti nei musei e conservati nei depositi sono già stati trattati, e il suo impatto ridisegna le regole del gioco per l'intero mercato internazionale dell'arte e dell'archeologia
Il sistema di sicurezza ruota attorno a TraceArt, una piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata per monitorare in tempo reale case d'asta, marketplace online e social media a livello globale, scandagliando ogni giorno milioni di immagini e annunci alla ricerca di oggetti di presunta origine turca che non dovrebbero trovarsi sul mercato. Il sistema non si limita a cercare corrispondenze esatte, ma sfrutta algoritmi di computer vision capaci di riconoscere pattern stilistici, microfratture e texture dei materiali, confrontandoli istantaneamente con i modelli digitali archiviati nel Mues, il sistema nazionale di inventario museale che rappresenta la spina dorsale dell'intera infrastruttura.
Mehmet Nuri Ersoy, ministro della Cultura e del Turismo della Turchia, ha dichiarato che queste applicazioni hanno elevato la sicurezza dei manufatti conservati nei musei turchi al più alto livello mondiale, segnando al contempo progressi decisivi nella lotta alla contraffazione. L'obiettivo dichiarato è quello di allargare il sistema all'intero patrimonio nazionale, composto da oltre 2,8 milioni di manufatti, entro il 2028, trasformando definitivamente la Turchia nel primo benchmark governativo globale per la sicurezza culturale nell'era digitale, in un momento storico in cui arte, scienza e intelligenza artificiale smettono di essere mondi separati e diventano, insieme, i custodi della memoria collettiva dell'umanità.
[post_title] => La Turchia traccia il patrimonio storico: identità digitale per oltre 600.000 reperti
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Una nuova filosofia, improntata a un concetto di “Longevity Everyday” che porti beneficio non solo durante la permanenza in hotel, ma che allunghi i suoi effetti positivi anche successivamente: il gruppo Accor prosegue lungo una rotta già tracciata. A parlarne è Jean-Ives Minet, global president midscale & economy brands di Accor, che in un’intervista rilasciata a Travel Quotidiano precisa la nuova linea guida che interesserà Novotel.
«Quello della “longevity” non è solo un trend, ma un vero e proprio business. In un’epoca in cui l’età media della popolazione si è notevolmente alzata, è importante prestare attenzione non solo e non tanto all’allungamento della vita ma alla sua qualità. In questo anche Novotel assume un ruolo preciso: il nostro compito è quello di lavorare lungo quattro direttrici, tanto semplici quanto fondamentali, riassumibili nel miglioramento di “eat, sleep, meet and move”. Si tratta di applicare il concetto di longevity e di well being a tutti gli aspetti della vita e ogni giorno ».
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La strategia globale
Venendo alla strategia globale del gruppo Accor in Europa, Minet spiega come si concentri «sul rafforzamento della leadership nei mercati chiave come il Regno Unito, ma anche Francia e Germania, espandendosi al contempo in paesi ad alto potenziale di crescita come il Mediterraneo e l'Europa orientale. Continueremo a modernizzare e armonizzare la nostra rete, ampliando al contempo l'offerta di esperienze nei settori f&b, benessere e soggiorni di lunga durata. L'Italia rappresenta un mercato importante per il gruppo, con un crescente interesse da parte dei proprietari che entrano a far parte della rete Accor in diversi segmenti. Puntiamo a consolidare la nostra presenza nelle principali città di transito come Milano, Roma, Firenze e Venezia, esplorando al contempo destinazioni secondarie ad alto potenziale, sempre più attraenti per i viaggiatori internazionali».
I trend del 2026
«Le tendenze di viaggio più interessanti di quest'anno rivelano un cambiamento profondo: viaggiare non significa più solo collezionare timbri sul passaporto. Significa vivere momenti significativi, connessioni durature ed esperienze che cambiano sia chi viaggia che i luoghi visitati. Quattro i cambiamenti chiave: crescono i viaggi fuori stagione e i viaggiatori di ogni fascia di spesa esigono un ritorno autentico da ogni dollaro speso, cercando esperienze che favoriscano un cambiamento positivo per le destinazioni. Inoltre, le persone desiderano essere e sentirsi parte di un progetto. Infine, si ricercano momenti di benessere quotidiani e sostenibili, che sostituiscono i ritiri estremi. E questa è esattamente la nostra strategia per Novotel con Longevity Everyday».
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Tra queste rotte, vi sono quelle da Fiumicino verso Livorno e Benevento, da Orio al Serio verso Reggio Emilia e Treviso o da Catania Fontanarossa verso Enna e Agrigento.\r\n\r\n Oltre alle grandi rotte nazionali l’operatore rafforza il servizio verso le località di medie e piccole dimensioni lontane dalle aree urbane, più difficilmente raggiungibili con la ferrovia o del tutto prive di collegamenti via treno.\r\n\r\nQuesto riguarda sia mete turistiche note - come Alberobello, che dal 30 marzo sarà collegata con Roma e Napoli sette giorni su sette, o Cortina d’Ampezzo, dove sale la frequenza delle tratte con Milano - sia luoghi meno iconici ma ugualmente degni di nota - come Sulmona in Abruzzo, ora raggiungibile anche da Firenze, o Monselice in Veneto, con 12 tratte settimanali da Bologna e Firenze.\r\n\r\n ","post_title":"Flixbus amplia i servizi per le festività pasquali: oltre 10.000 corse giornaliere fra 300 città","post_date":"2026-03-31T12:25:46+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1774959946000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510873","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Agenzie e crisi. 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