31 marzo 2026 12:42
A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.
«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese – comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.
Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.
Siamo, semplicemente, importanti, ma c’è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l’acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.
Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l’altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall’altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».
Non c’è spazio per il solisti
«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità – prosegue Curzi – ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c’è spazio per i solisti quando l’intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l’intera filiera.
O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.
Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C’è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C’è una differenza sostanziale tra l’ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l’applicare rincari sproporzionati approfittando dell’assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l’amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.
Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell’emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».
Riflessione sulla categoria
«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a “vederci” oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».
L’attività di Idee per Viaggiare
«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l’operatività su tre team distinti: uno per l’emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.
Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.
Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l’imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l’incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un’occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».
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L’iniziativa, svoltasi dal 9 al 14 maggio 2025, ha permesso di consolidare le relazioni commerciali e istituzionali tra Italia e Croazia: «Sono due paesi che condividono una tradizione turistica profonda - spiega Viviana Vukelić, direttrice dell’Ente del Turismo Croato in Italia, evidenziando il valore della collaborazione -. Questa esperienza è solo l’inizio di un percorso comune per valorizzare al meglio le bellezze croate, che vanno ben oltre il mare cristallino». L'ente sta infatti focalizzando i suoi impegni sulla promozione di una destinazione a tutto tondo, tra natura, gastronomia, cultura, arte, cicloturismo e sport».
La scelta della Dalmazia centrale, in questo contesto, non è stata casuale. «È una regione che può offrire molto a diversi segmenti di mercato e che gravita verso il centro-sud Italia» – spiega Vukelić –. Qui sono stati recentemente fatti importanti investimenti turistici, creando esperienze uniche e autentiche che molti agenti italiani ancora non conoscevano e che sono molto fiera di poter portare alla loro attenzione».
A rafforzare il messaggio arriva anche Rosario Piscitelli, responsabile commerciale Snav, che sottolinea l’importanza del traghetto come mezzo comodo e flessibile: «Viaggiare in nave consente di portare con sé l’auto, più bagagli e anche gli animali domestici, grazie alle cabine pet-friendly, sempre più richieste. È un modo di viaggiare pratico e rilassato, perfettamente in linea con il desiderio di libertà dei nostri clienti». La collaborazione con l’ente croato non è episodica: «Lavoriamo insieme da anni, con campagne coordinate che mettono in risalto le diverse anime della Croazia - prosegue Piscitelli -. Durante i mesi di alta stagione, in particolare luglio e agosto, abbiamo previsto frequenze quotidiane per agevolare partenze comode sia di giorno che di sera. L’andamento delle prenotazioni è incoraggiante e conferma il grande interesse per la Croazia: siamo attualmente l’unico vettore a garantire una presenza costante su questa tratta».
La comunicazione, come sempre, gioca un ruolo chiave: «Stiamo lavorando con RTL 102.5 su una campagna nazionale – anticipa Piscitelli insieme a Vukelić – che racconta la Croazia attraverso video e audio emozionali, valorizzando i porti, le marine, le esperienze gastronomiche e paesaggistiche. Vogliamo trasmettere un’idea di vacanza solare, rilassata, accessibile».
Giuseppe Ciminnisi, presidente nazionale Fiavet, ha ribadito la qualità della destinazione come tratto distintivo: «La Croazia ci accoglie con strutture impeccabili, verde curato e ospitalità autentica. È una destinazione versatile e affascinante, che offre servizi e standard superiori». Ricorda inoltre come l’apertura di Fiavet verso questa meta sia iniziata nel 2019 con un viaggio a Zagabria e proseguita con numerose collaborazioni: «Conoscere una destinazione in profondità è fondamentale per gli agenti: permette di proporla meglio, con maggiore consapevolezza».
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Nel corso dell'incontro istituzionale tenutosi presso il rooftop dell’hotel Cornaro a Spalato, oltre alla padrona di casa Ivana Klarić, erano presenti Ivana Vladović, direttrice dell’Ente del turismo della Dalmazia centrale, e Alijana Vukšić, direttrice dell’Ente turistico della città di Spalato. Un’occasione importante per confrontarsi, rilanciare nuove sinergie e celebrare i numeri incoraggianti del turismo croato: nel 2024, infatti, sono stati registrati 21,3 milioni di arrivi e 108,7 milioni di pernottamenti. Di questi, 103,3 milioni sono stati registrati nelle località marittime, mentre le zone continentali hanno accolto oltre 2,7 milioni di pernottamenti, registrando una crescita del 5%. Zagabria, in particolare, ha raggiunto 2,7 milioni di pernottamenti (+6% rispetto al 2023), a conferma di una strategia sempre più efficace nel posizionamento premium e diversificato dell’offerta turistica croata.
Durante l'incontro, Stefano Corbari, presidente Fiavet Lazio, ha sottolineato come la cura, la pulizia e la qualità diffusa di strutture e servizi della Regione siano evidenti, un valore aggiunto decisivo per i clienti delle agenzie di viaggio». Giuseppe Scanu, presidente Fiavet Campania, ha aggiunto: «Da sempre noi campani siamo grandi frequentatori della Dalmazia, ma questo viaggio ci ha regalato itinerari originali e particolari, mostrandoci una regione ricca di nuovi spunti e attrattive sorprendenti». Luana De Angelis, vicepresidente Fiavet nazionale, ha concluso: «La Croazia che abbiamo conosciuto durante questo viaggio è diversa, sorprendente, con standard di qualità molto elevati. Ora dobbiamo saper spiegare ai nostri clienti che una tariffa più alta corrisponde effettivamente a un’offerta nettamente superiore».
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Dalmazia Centale
La Dalmazia centrale, cuore pulsante della Croazia, ha offerto al gruppo di agenti luoghi iconici e autentici. Dal fascino della storica fortezza di Kamičak a Sinj al panorama mozzafiato dello Skywalk nel parco naturale di Biokovo, dalle famose acque turchesi della spiaggia Zlatni Rat (Punta d’Oro) sull’isola di Brač, fino ai misteriosi e affascinanti laghi Rosso e Blu di Imotski. Emozionante anche la visita al museo dell’olio a Škrip, dove storia e tradizione si fondono in un racconto sensoriale unico. Makarska, con il suo vivace porto, le stradine animate da ristoranti tipici e caffè, e hotel moderni e accoglienti come il Dalmacija Places Hotel, ha offerto momenti di relax autentici e viste indimenticabili sul mare cristallino.
Questa terra, dove montagne e mare dialogano continuamente, dove i profumi di pini, salsedine e vitigni inebriano l'aria e dove la storia millenaria si intreccia con esperienze gastronomiche e culturali uniche, si conferma una meta privilegiata per chi cerca autenticità e qualità. Un luogo che, attraverso le sinergie con gli operatori turistici italiani, guarda a un futuro in cui accoglienza e identità diventano motore di sviluppo consapevole e duraturo.
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Quest'anno la Croazia partecipa per la prima volta alla Btm di Bari, in calendario dal prossimo 26 febbraio, con la partecipazione di cinque partner.
Numerose le novità e le attrazioni che la destinazione porterà in primo piano per il 2025 allo stand 77T nel Villaggio T-Trade: qui saranno presenti anche l'ente per il turismo della Regione di Zadar, l'ente per il turismo della Regione Spalatino-Dalmata, l'ente per il turismo della Regione di Dubrovnik e Neretva insieme all’ente turistico della città di Dubrovnik e la compagnia di navigazione nazionale Jadrolinija.
La Croazia ha archiviato il 2024 con 21,3 milioni di arrivi e 108,7 milioni di pernottamenti, numeri che rappresentano una crescita del 4% negli arrivi e dell'1% nei pernottamenti rispetto al 2023. Di questi, 103,3 milioni di pernottamenti sono stati registrati nelle località marittime, cioè l'1% in più rispetto al 2023, mentre oltre 2,7 milioni di pernottamenti sono stati registrati nelle zone continentali, pari ad un aumento del 5%; 2,7 milioni sono infine stati i pernottamenti concentrati nella capitala croata, Zagabria, che segnano quindi un aumento del 6% rispetto al 2023.
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