2 luglio 2014 09:02
Air Dolomiti ha organizzato a Verona il primo Charter Open Day al quale hanno partecipato 44 persone di 37 aziende diverse provenienti da Inghilterra, Germania, Israele, Francia, Spagna e naturalmente Italia. La compagnia ha aperto le porte ai vari operatori charter «per far conoscere i processi operativi interni e per rafforzare la propria posizione come una delle compagnie aeree charter in Italia, con altissimi standard di qualità e puntualità – spiega una nota Air Dolomiti -. Uno degli obiettivi dell’open day è stato di creare e condividere future operazioni charter, sviluppando la possibilità di charter Incoming verso l’Italia dai paesi esteri». I reparti interessati dall’attività charter e il numeroso personale della compagnia coinvolto, hanno presentato il loro lavoro presso il Training Center di Via Torricelli, per poi proseguire la piacevole giornata alla scoperta del mondo Air Dolomiti con una visita agli uffici di Via Paolo Bembo (sede operativa della compagnia) e ad un aeromobile di ultimissima generazione Embraer 195.
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[post_content] => Il gruppo Tui ha rivisto al ribasso le previsioni di utile operativo per l'anno fiscale 2026, una decisione dettata dall'incertezza geopolitica e dall'impatto diretto del conflitto in Iran sulla domanda di viaggi. Sebbene la società abbia conseguito risultati solidi nel secondo trimestre dell'anno fiscale, superando i dati dell'anno precedente, le tensioni in Medio Oriente hanno costretto il management ad adottare un approccio più prudente per l'intero anno.
In questo contesto, la società ha rivisto le proprie stime per l'intero anno. Tui, come riporta Hosteltur, prevede ora di chiudere il 2026 con un utile operativo rettificato compreso tra 1,1 e 1,4 miliardi di euro, rispetto alla precedente previsione di crescita tra il 7% e il 10% rispetto all'anno precedente. La società dichiara inoltre che il suo obiettivo è quello di avvicinarsi al livello del 2025, quando realizzò un utile di 1,413 miliardi di euro, e ha temporaneamente sospeso le previsioni di fatturato fino a quando le condizioni di mercato non si saranno stabilizzate.
L'aggiornamento veicola un duplice messaggio. Da un lato, Tui riconosce che il prolungato conflitto in Medio Oriente ha ridotto la visibilità a breve termine e accresciuto la cautela dei consumatori. Dall'altro, sottolinea di continuare a registrare un miglioramento operativo nella prima metà dell'anno e di mantenere una solida posizione finanziaria per affrontare un contesto più volatile.
L'impatto della crisi
L'impatto della crisi si è fatto sentire in modo particolarmente forte a marzo. In seguito all'inizio del conflitto alla fine di febbraio, Tui ha rimpatriato circa 10.000 clienti, tra cui circa 5.000 passeggeri delle navi da crociera Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5 , nonché altri 5.000 viaggiatori provenienti da mercati europei. Sono stati rimpatriati anche 1.500 membri dell'equipaggio, in un'operazione che rappresenta una parte significativa dei costi straordinari sostenuti dal gruppo.
La guerra ha avuto un impatto diretto anche sul settore delle crociere nella regione. A causa delle ostilità, le navi Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5 sono rimaste nei porti di Abu Dhabi e Doha, cancellando tutti i loro itinerari fino a metà maggio 2026. Tui ha comunicato che entrambe le navi sono riuscite a lasciare il golfo Persico in sicurezza il 19 aprile e inizieranno la loro stagione estiva nel Mediterraneo a partire da metà maggio.
Nonostante ciò, la compagnia sta trasmettendo un messaggio di maggiore fiducia nel resto del segmento crocieristico. Tui sostiene che l'attività del resto della sua flotta Tui Cruises e Marella Cruises continua a mostrare un solido contesto di prenotazioni, a seguito di una campagna di vendita particolarmente positiva all'inizio dell'anno.
Nei settori mercati + compagnie qeree e hotel & resort, il gruppo sta rilevando uno spostamento parziale della domanda dal Mediterraneo orientale al Mediterraneo occidentale. L'azienda osserva inoltre che i clienti prenotano più a ridosso della data di partenza, una tendenza che riduce la visibilità delle vendite durante l'alta stagione estiva.
Al 19 aprile 2026, le prenotazioni di mercati + compagnie aeree per l'estate erano inferiori del 7% rispetto all'anno precedente, mentre anche il tasso di occupazione alberghiera per la seconda metà dell'anno era inferiore del 7% . Tui attribuisce questa tendenza principalmente all'impatto del conflitto Iran-Contra su Turchia, Cipro ed Egitto, nonché alle ripercussioni dell'uragano nei Caraibi. Ciononostante, l'azienda sottolinea di mantenere un certo margine di manovra grazie al proprio bilancio e alla strategia di trasformazione. Tui aggiunge di essersi assicurata l'83% del proprio fabbisogno di carburante per l'estate del 2026 e il 62% per l'inverno 2026/27.
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AMI Assistance chiude l’esercizio 2025 con risultati straordinari. L’azienda ha registrato un incremento dei ricavi superiore al 50% rispetto all'anno precedente, confermando un trend di espansione verticale che prosegue ininterrotto da un quadriennio: dopo il +20% del 2022, il +50% del 2023 e il +40% del 2024, il dato del 2025 sancisce definitivamente la solidità del modello di business del gruppo.
“Siamo estremamente soddisfatti dei traguardi raggiunti nel corso dell’ultimo anno, risultati che si sono dimostrati pienamente in linea con le nostre previsioni di budget”, ha commentato Massimo Borelli, responsabile commerciale Area Nord Ovest di AMI Assistance. “Questi numeri rappresentano l’ulteriore dimostrazione tangibile della continuità e della forza del nostro percorso di crescita. Non si tratta di un exploit isolato, ma del frutto di una strategia di lungo periodo che premia la nostra visione del mercato”.
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Il motore principale della performance 2025 si conferma essere Amitravel, la polizza collettiva modulare sviluppata su misura per le esigenze di tour operator e agenzie di viaggio che gestiscono l'organizzazione in proprio. “Il mercato sta continuando a premiare la nostra scelta di investire nel costante affinamento di Amitravel”, prosegue Giuseppe Maria Cicconi, responsabile commerciale Area Nord Est di AMI Assistance. “Oggi è uno dei prodotti più apprezzati della categoria grazie a una straordinaria completezza di garanzie e a una procedura di emissione semplificata. Il suo successo testimonia una tendenza molto chiara: le realtà che scelgono la disintermediazione cercano prodotti assicurativi specifici, flessibili e ad alto valore aggiunto”.
Oltre alla solidità dei prodotti tradizionali, AMI Assistance ha saputo intercettare l'evoluzione dei bisogni del viaggiatore moderno attraverso l'integrazione di servizi digitali d'avanguardia. Un fattore determinante è stato il successo dell’app DOC24, inclusa in tutte le polizze offerte dalla società, che garantisce assistenza medica e consulenza h24 in tutto il mondo tramite smartphone, laptop o tablet.
Guardando al futuro prossimo, l'azienda non intende fermarsi. “Stiamo già lavorando a importanti novità per il 2026”, conclude Borelli. “Tra queste, una nuova polizza dedicata alla cancellazione volo, una soluzione sempre più richiesta dai clienti che organizzano i propri viaggi in autonomia e che necessitano di tutele certe a fronte delle incertezze del trasporto aereo attuale”.
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[post_content] => Il rallentamento nei flussi turistici internazionali diretti verso l’Italia, e il progressivo congelamento delle prenotazioni per la stagione primaverile ed estiva: questi i primi effetti del conflitto in Medio Oriente sul sistema ricettivo nazionale. Il quadro che emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi, su un campione di aziende associate, delinea un impatto asimmetrico che colpisce in particolare le Città d’Arte e il segmento lusso, dove è forte la componente del mercato internazionale. L'analisi evidenzia una contrazione delle prenotazioni extra-UE, con il 62% degli operatori che segnala una diminuzione della domanda e un contestuale incremento delle cancellazioni.
L’analisi dei dati evidenzia l’impatto sul comparto lusso, dove la dipendenza dai mercati a lungo raggio è più forte. In particolare, il 67% delle strutture 5 stelle e il 65% di quelle 4 stelle denunciano un aumento delle cancellazioni da mercati extra-UE. Venezia, Roma e Firenze risentono della forte esposizione verso i mercati del Medio Oriente — Israele, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Kuwait — e dell’Asia, con Cina e Giappone in testa.
Osservando il dettaglio di alcune destinazioni, Torino e Venezia mostrano i primi cali delle prenotazioni, che interessano rispettivamente l’80% e il 73% delle strutture intervistate. Diversa la situazione di Milano, dove la componente business funge da parziale ammortizzatore, pur senza restare immune al trend negativo. Anche sul fronte delle cancellazioni, Venezia e Roma registrano i primi aumenti legati alla clientela extra-UE, che interessano rispettivamente il 93% e l’80% delle strutture campionate, seguite da Milano con il 76%.
Temporaneo rallentamento
“In questa fase stiamo osservando un temporaneo rallentamento, con una parte della domanda che tende a rinviare le decisioni di viaggio e un mercato che si conferma più prudente, anche nelle dinamiche di prenotazione”, dichiara Confindustria Alberghi. “È però ancora presto per valutare con precisione quali potranno essere gli effetti sulle prossime settimane e sull’andamento della stagione, perché l’evoluzione della situazione resta incerta. Proprio per questo è importante mantenere uno sguardo realistico ma equilibrato: l’Italia continua a essere una destinazione solida e attrattiva, ma sarà necessario monitorare con attenzione l’andamento delle prenotazioni per comprendere meglio gli sviluppi futuri”.
Il quadro logistico globale appare oggi fortemente compromesso: come emerge dalle recenti analisi del World Travel & Tourism Council (WTTC), la cancellazione di oltre 43.000 voli e le pesanti restrizioni agli spazi aerei hanno innescato un’impennata dei costi operativi e delle tariffe, con riflessi critici sulla programmazione dei viaggi per la stagione pasquale ed estiva. Secondo le stime attuali dell'organismo internazionale, l’instabilità in Medio Oriente rischia di bruciare ogni giorno 600 milioni di euro a livello globale, colpendo duramente l'intera catena del valore del turismo. In questo scenario, sebbene il mercato domestico mostri una tenuta relativa con un incremento delle cancellazioni limitato al 12%, la contrazione dei flussi internazionali pone seri dubbi sulla redditività delle strutture nel breve-medio periodo.
Confindustria Alberghi sottolinea come l’incertezza attuale stia portando a un congelamento delle prenotazioni. La criticità non riguarda solo il Medio Oriente, ma si estende anche ad altri mercati chiave come l’Australia, l’Iran e, in misura minore, gli USA, che iniziano a dare segni di contrazione. L’aumento dei costi dei voli, infatti, funge da ulteriore deterrente: i lunghi viaggi verso l’Europa diventano così meno accessibili. Un contesto complesso che l’Associazione continuerà a monitorare con attenzione per valutarne gli effetti sul settore alberghiero.
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La quotazione in Borsa si avvicina e la conferma viene dallo stesso presidente e a.d. di Alpitour World, Gabriele Burgio, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera sottolinea come, dopo l’aumento della partecipazione nel capitale di Alpitour messo a segno da Tip, la Borsa sia diventata «uno sviluppo naturale. Stiamo ragionando e stiamo studiando: quando arriveremo a 200 milioni di Ebitda avremo la dimensione giusta».
Malgrado la delicata situazione geopolitica, i tempi sono maturi: la corsa verso Piazza Affari è stata accelerata dai brillanti risultati conseguiti negli anni, culminati nell’ultimo bilancio, quello relativo all’anno finanziario 2024-25, che ha portato nelle casse del gruppo ricavi per quasi 2,3 miliardi di euro, in crescita del 9,8% sull’anno precedente e un utile pari a 75,4 milioni, in aumento del 41%.
«Per il futuro, potremmo replicare il nostro modello in altri Paesi oppure rafforzare la nostra presenza in Italia. Personalmente, propenderei per la seconda ipotesi, in modo da consolidare il nostro ruolo di interlocutore per gli italiani che vogliono viaggiare all’estero e per gli stranieri che vogliono venire in Italia”, che attualmente procurano quasi il 20% del fatturato totale.
Cambiamento strutturale
Il manager evidenzia poi un cambiamento strutturale che sta interessando il turismo: «Oggi i viaggi non sono più un consumo discrezionale, ma quasi essenziale» ha spiegato Burgio. Si tratta di un trend emergente, che Alpitour World soddisfa con una potenza di 27 hotel e 18 aerei, che procura in un anno qualcosa come 3,3 milioni di turisti-clienti.
«Abbiamo più di 1.000 clienti che fanno oltre otto viaggi all’anno con noi e oltre 3.000 che ne fanno più di cinque» spiega Burgio. Un flusso che né inflazione, né guerre, né aumento dei prezzi riusciranno a bloccare. “Fino a prima della guerra le previsioni sul 2026 erano rosee ed eravamo ampiamente sopra le attese per l’anno”. E anche in uno scenario complesso come quello attuale, la capacità di offrire tante soluzioni in aree del mondo differenti, potendo contare su una compagnia aerea di proprietà e su un gruppo alberghiero, può fare la differenza. “L’Egitto sta crescendo moltissimo, così come l’Italia, con gli hotel che stanno registrando prenotazioni in aumento del 27%. Per contro, l’interesse sugli Stati Uniti è un po’ calato e Cuba è praticamente chiusa”.
Sulla situazione attuale, Burgio prende tempo: la stagione forte nelle località interessate dal conflitto «era ormai agli sgoccioli perchè sta arrivando il caldo. Ovviamente, i conflitti generano paura e, quindi, spingono a rinviare la prenotazione delle vacanze». Il fatto però di proporre tante destinazioni diverse «ci rende meno esposti agli choc geopolitici: lo dimostra il fatto che in questi anni di permacrisi i nostri risultati sono sempre cresciuti».
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Lo scorso esercizio si è chiuso con 11,1 milioni di passeggeri, +3,4% sul 2024. Il Marconi si conferma settimo scalo nazionale per numero di viaggiatori, quarto nel settore cargo. I ricavi ammontano a 181,4 milioni(+9,2%), mentre il margine operativo lordo registra una lieve flessione rispetto al 2024, da 55,1 a 54,5 milioni, andamento legato ai lavori (che hanno in parte condizionato il traffico estivo) e ai costi di gestione dei cantieri. Cresce, invece, l’utile consolidato: 24,8 milioni di euro, contro i 24,4 milioni del 2024.
«La domanda di mobilità aerea ha continuato a dimostrarsi resiliente e lo scalo ha saputo accompagnare questa crescita con un importante piano di investimenti - ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna -: nel corso dell’anno abbiamo realizzato interventi infrastrutturali e tecnologici per oltre 50 milioni di euro, finalizzati ad aumentare progressivamente la capacità dello scalo, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare la qualità dei servizi ai passeggeri. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e incertezze, continuiamo a concentrarci sull’attuazione del nostro piano di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura di riferimento di un territorio ampio i cui confini superano ampiamente quelli della nostra Regione».
Aumenta di fatto la preoccupazione per la situazione geopolitica che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul trasporto aereo. «L’attacco all’Iran potrebbe incidere sulla domanda e sull’operatività del settore - si legge da una nota della società -. In termini di connettività diretta, l’esposizione del gruppo agli effetti della guerra in Medio Oriente è limitata, circa il 2% del traffico, e si concentra prevalentemente su collegamenti da e per Dubai, con riflessi anche sull’attività cargo. L’entità di tali impatti, anche indiretti, sulla domanda, derivanti da possibili incrementi dei prezzi dei biglietti aerei e da una possibile ripresa dell’inflazione, dipenderà dalla durata delle tensioni e da possibili ulteriori escalation».
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[post_content] => La linea Active di Kel 12 si presta perfettamente a un ponte lungo di primavera. Due gli esempi di itinerari proposti, uno in Marocco e uno in Italia, costruiti per viaggiare con consapevolezza e un ritmo che facilita l’incontro con paesaggi e culture locali.
La linea Active di Kel 12 promuove un turismo consapevole e si affida a professionisti che ne rendono possibile la qualità: guide ambientali escursionistiche, accompagnatori turistici e specialisti di mountain biking, spesso anche ideatori dei percorsi. Accompagnano i viaggiatori in esperienze autentiche e sostenibili, dove l’attività outdoor si integra con la componente culturale degli itinerari Kel 12 e le sistemazioni offrono un contatto più diretto con i territori e con le persone che li abitano.
Il Marocco in bici
L’itinerario parte nel cuore di Marrakech, a pochi passi da Jemaa el-Fnaa, con un briefing di introduzione al tour e cena nella medina, per entrare in città senza viverla di corsa. Il giorno successivo si lascia Marrakech in van e si sale tra tornanti e villaggi fino al passo del Tizi n’Tichka, dove inizia la pedalata: strade isolate e una lunga discesa verso Telouet, nella valle del Grande Atlante. Qui sono previste la visita della kasbah, residenza del pascià El Glaoui, e delle miniere di sale nei dintorni; si prosegue poi fino ad Aït Ben Haddou per la visita della kasbah, resa nota anche da famosi set cinematografici. La giornata alterna van e bici (60 km in bicicletta, difficoltà bassa), mantenendo continuità senza forzare il ritmo.
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Il tratto che definisce maggiormente il carattere Active del viaggio in Marocco è la traversata tra le gole: dalle gole del Dadès si percorre una pista sterrata in un ambiente isolato, abitato da nomadi, e si raggiungono le gole del Todra lungo un’antica via di collegamento utilizzata in passato dai berberi, indicata come percorso “da gola a gola”. La parte finale porta verso il Jbel Saghro nell’Anti Atlante, attraversa Alnif e Tazarine e rientra in direzione della valle del Drâa; ad Alnif è prevista la possibilità di visitare un’antica kasbah con sotterranei e palme, prima della notte a N’kob in riad. Il rientro a Marrakech avviene in van attraversando la “montagna rossa” del Saghro fino alla valle del Drâa, con visita ad Agdez e alla kasbah di Tamnougalt.
Trekking a Capraia
L’arcipelago toscano si trova tra Mar Tirreno e Mar Ligure e riunisce isole dai paesaggi diversi; Capraia viene descritta come la più selvaggia, anche perché le strade asfaltate si limitano a poche centinaia di metri. Dopo l’arrivo in traghetto da Livorno, si percorre il “sentiero perduto dello Zenobito”, indicato come una delle vie più antiche e già riportata in una cartina del 1843, fino alla Torre dello Zenobito. Da qui si sale alla vetta del monte Arpagna, dove si trova il semaforo marittimo dismesso e si apre la vista sul canale di Corsica. Il rientro attraversa la macchia mediterranea sul versante sud-ovest fino al paese, con possibilità di bagno a Cala del Ceppo. La cena è prevista in un ristorante di pesce, in continuità con l’idea di soggiorno legato al luogo. Il programma si completa con un secondo trekking sul monte Penne e sul monte Castello, includendo il passaggio all’ex carcere, pranzo al sacco allo Stagnone e rientro in traghetto nel secondo pomeriggio. In questo itinerario la componente gastronomica fa parte del racconto del territorio.
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[post_content] => Aruba, estensione ideale a conclusione di un viaggio in Europa del Nord, Sudamerica o Stati Uniti: l'isola caraibica si ritaglia un ruolo da protagonista come complemento strategico degli itinerari long haul grazie ai collegamenti diretti da Amsterdam e dai principali hub americani e sudamericani.
Ma anche in virtù di proposte sempre meno convenzionali, pensate per viaggiatori alla ricerca di autenticità e originalità.
Qualche esempio? Partendo dall'Europa si può spaziare dall'arte medievale al paradiso tropicale: una combinazione inaspettata nasce dall'equilibrio perfetto tra mente e corpo, unendo la densità culturale dell’Europa del Nord alla luce tersa dei Caraibi meridionali. Il viaggio segue le tracce della tradizione neerlandese che si snoda tra i canali di Amsterdam, le ceramiche di Delft e le città medievali delle Fiandre. È un dialogo cromatico continuo che conduce dalle sfumature delle piazze antiche all'incredibile azzurro di Eagle Beach o Mangel Halto, fino ai toni pastello di Oranjestad e alla vivacità artistica di San Nicolas.
E ancora: un filo sottile unisce Sudamerica e Aruba, fatto soprattutto di un’idea di accoglienza che mette al centro la relazione umana e itinerari che dialogano senza perdere profondità. In Colombia il viaggio segue la leggenda dell’El Dorado, attraversando la Cattedrale di Sale di Zipaquirá, le colline del Triangolo del Caffè e Cartagena de Indias, quintessenza dell’eredità coloniale. L’approdo ad Aruba è un’evoluzione: architetture dalle tonalità delicate, l’ordine armonioso delle sue strade, il mosaico culturale composto da oltre cento nazionalità diverse raccontano un’isola plasmata dall’incontro.
Allo stesso modo, l’Argentina trova ad Aruba il proprio contrappunto ideale: dai boulevard di Buenos Aires agli orizzonti smisurati della Patagonia, l’isola interviene come una sospensione gentile: un luogo dove lasciarsi avvolgere dal sole e dalla calorosa ospitalità di una popolazione capace di comunicare in oltre cinque lingue. L’intensità sudamericana si distende nella serenità caraibica, con un vantaggio logistico significativo per chi arriva dall’Argentina: l’ingresso ad Aruba non richiede il vaccino contro la febbre gialla, semplificando ulteriormente il viaggio.
Infine, dagli Stati Uniti il viaggio segue il ritmo della musica, attraversando il cuore del Deep South, tra Memphis, Nashville e New Orleans, dove il blues, il country e il jazz sono vere e proprie identità profonde. A questo crescendo sonoro risponde Aruba con un controcanto diverso ma sempre perfetto: al fruscio costante degli alisei e al ritmo ipnotico delle onde si intrecciano le sonorità della tumba e del dande, che animano il Carnevale e il periodo natalizio, e l’eco festosa del calypso.
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[post_content] => La privatizzazione parziale di Tap Air Portugal è entrata nella sua fase decisiva dopo aver superato l'ultimo ostacolo politico. L'11 febbraio si è conclusa la revisione parlamentare del decreto che regola la prima fase della vendita del capitale della compagnia aerea e dei suoi principali asset operativi, aprendo la strada al proseguimento dell'operazione.
Il decreto consente la vendita fino al 44,9% del capitale in questa prima fase, entro il limite massimo autorizzato del 49,9%, con il 5% riservato ai dipendenti.
L'obiettivo è raccogliere almeno 700 milioni di euro per questo pacchetto azionario e ha fissato il 2 aprile come termine ultimo per la ricezione di offerte non vincolanti. L'operazione è gestita tramite Parpública, la holding statale portoghese, che ha confermato di aver ricevuto tre manifestazioni di interesse da parte di importanti gruppi europei: IAG, Lufthansa e Air France-KLM. Il ministro delle infrastrutture ha indicato che l'intenzione è di selezionare l'offerente vincente prima dell'estate.
I vettori
In primo luogo, IAG ha pubblicamente espresso il suo interesse strategico in Tap e il suo ceo, Luis Gallego, ha indicato che l'obiettivo a medio termine è quello di ottenere il pieno controllo. Il gruppo propone un modello di "doppio hub" tra Lisbona e Madrid, con particolare attenzione alle rotte verso il Brasile e l'Africa, pur mantenendo l'indipendenza operativa della compagnia portoghese.
Nel caso di Lufthansa, si presenta come un partner industriale con esperienza nell'integrazione delle compagnie aeree nazionali nella propria struttura. Il suo ceo, Carsten Spohr, ha evidenziato il track record del gruppo con aziende come Swiss e Austrian e, secondo diverse fonti, ha preso in considerazione una quota iniziale di circa il 19,9%.
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I dati raccolti in Valtellina nel 2024 contano 1.290.000 arrivi turistici con oltre 4mln di pernottamenti, che indicano una capacità ricettiva estremamente importante, che negli ultimi 10 anni è cresciuta soprattutto nel settore extralberghiero. «In tutta la provincia di Sondrio ci sono 378 alberghi e 5.582 tra b&b e appartamenti per vacanze per un totale di circa 54mila letti. - prosegue Grazioli - Nel 2024 i turisti si sono fermati in media per 3,31 giorni ed erano per il 58,5% italiani e per il 41,5% di provenienza internazionale. La Valtellina è una terra ricca di natura, con il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco delle Orobie Valtellinesi e 7 Riserve Naturali.
È una Winter Destination, nota per i 450km di piste di discesa per lo sci alpino, tra cui la mitica pista dello Stelvio a Bormio, la pista del Baradello all’Aprica - la pista illuminata più lunga e facile d’Europa - e la Deborah Compagnoni in Valfurva - disegnata dalla campionessa, che è nata proprio a Santa Caterina». La regione offre la magia della vita all’aria aperta ed è nata turisticamente grazie alle sue montagne più elevate: il “colmo” del Bernina - il punto più alto raggiunto dal Trenino Rosso - il monte Disgrazia e il Gran Zebrù, in Alta Valtellina, provincia di Sondrio.
Nuovi sport e attività per vivere la montagna
Proprio per celebrare lo sci la regione ha ospitato alcune competizioni delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. «Oltre allo sci alpino è l’anno dello sci d’alpinismo, che permette di percorrere in libertà tutta la montagna, arrivando in destinazioni come Teglio, dove sperimentare anche le slitte trainate dai cani e l’arrampicata sul ghiaccio, oppure raggiungendo Livigno dove spostarsi con la fatbike: una mountain bike con i copertoni molto larghi che va sulla neve. - continua Grazioli - Naturalmente la Valtellina è anche Summer Destination: già negli anni ‘30 si praticava l’alpinismo nei mesi caldi.
Oggi si possono scoprire le grandi vie dell'hiking, come il sentiero Roma in Val Masino, o gli 8 livelli dell’Alta Via della Valmalenco che si prolunga per 110km da percorrere anche in una settimana, fermandosi ogni notte in un rifugio diverso». L’offerta in Valtellina è diventata molto ampia e vengono proposte ai visitatori anche la terza e la quarta stagione da vivere sulla “mezza montagna”, ovvero tra i 300 e i 1000m, un’area attraversata per circa 70km dalla Strada del Vino e dalla Via dei Terrazzamenti, un luogo dove l'enogastronomia diventa parte del paesaggio.
In queste “nuove” stagioni è importante il cicloturismo, un segmento di mercato che stiamo incrementando per ampliare la nostra offerta. In Valtellina si possono vivere anche momenti di relax (grazie alle terme di fama internazionale di Bormio e Qc Terme) e di cultura, con i palazzi storici, i piccoli villaggi, il Parco delle incisioni rupestri a Grosio (patrimonio mondiale dell’Unesco), il Trenino Rosso e l'arte dei muretti a secco (patrimonio mondiale immateriale dell'umanità). Abbiamo anche realizzato un’importante sinergia con il Lago di Como, -conclude - che termina a Colico, in Valtellina. Grazie a una partenariato promozionale metteremo in evidenza la bellezza del Lago di Como, che è una via per arrivare nella nostra regione».
Tra gli sponsor dei Giochi Invernali Milano Cortina anche il Distretto agroalimentare di qualità della Valtellina. «Il Distretto rappresenta tutti i prodotti dop e igp della provincia di Sondrio: dalla Bresaola al Bitto e al Casera, alle mele, i pizzoccheri e i vini. - conclude Marco Chiapparini, coordinatore del Distretto - Questi prodotti raccontano la Valtellina in termini agroalimentari e le filiere di produzione.
Le Olimpiadi sono un'importante vetrina per la cultura enogastronomica della regione: ci offrono la possibilità di raccontare il territorio sotto l'aspetto agroalimentare e con una connotazione territoriale. I vitigni vengono coltivati lungo i terrazzamenti sul lato nord della valle e hanno anche una valenza sociale e antropologica. I formaggi raccontano il delicato equilibrio degli alpeggi e la transumanza. È un mondo che richiede tanta dedizione e le Olimpiadi, che sono l'emblema di quell’impegno che è lo sport, ben rappresentano la fatica che comporta la produzione agroalimentare in una valle come la Valtellina, un territorio connesso con la natura, ma non sempre facile».
Chiara Ambrosioni
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Partendo dall'Europa si può spaziare dall'arte medievale al paradiso tropicale: una combinazione inaspettata nasce dall'equilibrio perfetto tra mente e corpo, unendo la densità culturale dell’Europa del Nord alla luce tersa dei Caraibi meridionali. Il viaggio segue le tracce della tradizione neerlandese che si snoda tra i canali di Amsterdam, le ceramiche di Delft e le città medievali delle Fiandre. È un dialogo cromatico continuo che conduce dalle sfumature delle piazze antiche all'incredibile azzurro di Eagle Beach o Mangel Halto, fino ai toni pastello di Oranjestad e alla vivacità artistica di San Nicolas. \r\nE ancora: un filo sottile unisce Sudamerica e Aruba, fatto soprattutto di un’idea di accoglienza che mette al centro la relazione umana e itinerari che dialogano senza perdere profondità. 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A questo crescendo sonoro risponde Aruba con un controcanto diverso ma sempre perfetto: al fruscio costante degli alisei e al ritmo ipnotico delle onde si intrecciano le sonorità della tumba e del dande, che animano il Carnevale e il periodo natalizio, e l’eco festosa del calypso.","post_title":"Aruba: prosecuzione ideale di un viaggio long haul da Europa, Sudamerica o Usa","post_date":"2026-02-18T13:52:29+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1771422749000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"507709","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La privatizzazione parziale di Tap Air Portugal è entrata nella sua fase decisiva dopo aver superato l'ultimo ostacolo politico. 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La Valtellina è una terra ricca di natura, con il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco delle Orobie Valtellinesi e 7 Riserve Naturali.\r\n\r\nÈ una Winter Destination, nota per i 450km di piste di discesa per lo sci alpino, tra cui la mitica pista dello Stelvio a Bormio, la pista del Baradello all’Aprica - la pista illuminata più lunga e facile d’Europa - e la Deborah Compagnoni in Valfurva - disegnata dalla campionessa, che è nata proprio a Santa Caterina». 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