24 maggio 2017 14:25
Dopo il successo dello scorso anno, Villaggi Bravo replica il concorso fotografico #PointOfYou: è partita infatti il 15 maggio la seconda edizione del contest, questa volta al fianco di Nikon, azienda leader mondiale nel campo della fotografia digitale, distribuita in Italia da Nital S.p.A. da oltre 25 anni. Il concorso durerà fino al 18 settembre e darà nuovamente la possibilità a chiunque di essere protagonista, condividendo uno o più scatti delle proprie vacanze nel portale apposito. Il contest #PointOfYou, ideato dall’agenzia digitale Reload del Gruppo Comunico, è rientrato tra i tre finalisti in lizza per il premio Interactive Key Award, uno dei più importanti riconoscimenti per il digital marketing a livello nazionale. È promosso dal gruppo editoriale Media Key, che ogni anno ricerca progetti creativi e innovativi nella comunicazione online: quest’anno sono arrivate 250 proposte e, dopo diverse fasi di scrematura, il 18 maggio scorso i giudici hanno premiato con il secondo posto l’idea di #PointOfYou. La premiazione del concorso di Villaggi Bravo riconferma anche l’originalità dell’iniziativa, estremamente apprezzata dagli utenti che, durante la prima edizione, hanno caricato circa 1.300 fotografie. La nuova edizione avrà la medesima meccanica e premierà sia coloro che caricheranno uno o più contenuti, sia coloro che esprimeranno delle preferenze sugli scatti. Nikon metterà in palio diversi premi: la reflex
digitale Nikon D7200, comprensiva di obiettivo Nikkor e memory card Lexar, la compatta subacquea Coolpix W100 e la nuova action camera Nikon KeyMission360, in grado di realizzare video a 360 gradi.
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[post_content] => Il 3 luglio e il 3 settembre 2026, il maniero della Bassa Bresciana si anima con un’esperienza teatralizzata, tra spiriti dispettosi, misteri e la leggendaria Dama Bianca.
La vita segreta del Castello... in notturna venerdì 3 luglio e giovedì 3 settembre 2026, alle 20:30, non è una visita guidata come le altre, ma un'esperienza che cammina sul filo tra la storia e il brivido, tra la meraviglia e il divertimento.
La cucina quattro-cinquecentesca, la biblioteca, le sale nobiliari del Castello vengono rivelate dalla luce tremante di un lume di candela, che proietta ombre lunghe e deformi sulle pareti come se cercasse di raccontare qualcosa prima che qualcuno glielo impedisca.
La guida non è sola: ci sono tre presenze, spiriti dispettosi, anime irrequiete, che hanno deciso di sabotare la serata con apparizioni improvvise, scherzi nell'oscurità, interferenze al momento sbagliato. La conduzione della visita diventa un'impresa eroica e perduta, finché, ad un certo punto, la pazienza finisce e la guida, travolta dall'esasperazione, si sfoga in colorite espressioni in dialetto bresciano.
Tra risate nel buio e momenti misteriosi, le meraviglie del Castello si svelano una dopo l'altra: i soffitti affrescati con i motivi della famiglia Martinengo, la sala da pranzo di gusto ottocentesco, gli ambienti che rivelano le opere d’arte del pittore Giacomo Ceruti, esposte in riproduzioni fotografiche ad altissima risoluzione.
E quando ci si avvicina allo scalone d'onore, il silenzio torna a pesare, denso e improvviso, perché è qui che si aspetta — o forse si teme — il passaggio di Biancamaria Martinengo: la Dama Bianca, figura eterea che da secoli percorre i corridoi del maniero stringendo al petto un libro dorato colmo di segreti mai rivelati. Un'apparizione che nessuno dimentica facilmente.
L'evento è esclusivo, i posti limitati. Il ritrovo è al ponte levatoio alle 20:30 per il ritiro dei biglietti, il viaggio comincia alle 20:45 in punto e dura un'ora e mezza. Il biglietto è unico, al costo di 20 euro a persona ed è aperto a chi abbia almeno 10 anni e un animo disposto all'imprevisto.
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[post_content] => Svizzera Turismo ha lanciato il nuovo spot con i due brand ambassador in Italia, Michelle Hunziker e Yann Sommer: un ritorno all’infanzia e ai luoghi della memoria che plasmano la propria identità.
Si tratta proprio di un viaggio nei luoghi del cuore che hanno contribuito a plasmare “chi sono veramente”. Nati e cresciuti in Svizzera, i due brand ambassador di Svizzera Turismo riconoscono quanto sia stato fondamentale crescere in contesti dove è possibile fare attività all’aria aperta, respirare aria buona e vivere senza la frenesia delle grandi metropoli. La Svizzera rappresenta, così, un ritorno alle origini e un invito a intraprendere il medesimo viaggio.
Lo spot mostra, infatti, una Svizzera autentica e sorprendente, una meta di vacanze per rigenerarsi sia che si scelga una destinazione di montagna o una delle città a misura d’uomo.
Interlaken è al centro di tutto. Tra due laghi, come dice il nome stesso, ma anche di fronte alla più spettacolare e conosciuta triade di montagne dell’Oberland Bernese (Eiger, Mönch, Jungfrau), snodo cruciale per molti dei celebri treni svizzeri di montagna e per secoli cuore della dolcevita elvetica. Situata a 586 metri di quota al centro di un’ideale otto che unisce il lago di Thun con quello di Brienz, Interlaken si sviluppa lungo entrambe le sponde del fiume Aare con costruzioni in legno e di più moderna concezione che ben si armonizzano con la natura circostante. Il lago di Brienz si distende a est di Interlaken: stretto al punto da sembrare un ampliamento della valle dell’Aare è anch’esso ricco di luoghi di grande fascino che invitano alla sosta.
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[post_content] => L’estate del 2026 tra Cogne e Aymavilles è un viaggio attraverso paesaggi, culture e realtà locali, unite da una profonda relazione con il territorio; tra incontri, spettacoli e momenti conviviali.
«Proponiamo una serie di eventi ormai classici, come l’appena conclusa manifestazione Cantine Gourmet, apertura di una stagione estiva che si concluderà il 26 e 27 settembre con la Devétéya de Cogne, la tradizionale discesa delle mandrie dagli alpeggi -. afferma Elisabetta Allera, presidente del Consorzio Operatori Turistici di Cogne - Tra questi due momenti vengono organizzate una serie di iniziative strettamente legate al nostro territorio, alle passioni, tradizioni e cultura degli abitanti di Cogne».
Momenti legati ai diversi attori del territorio come il Parco Nazionale del Gran Paradiso, le associazioni locali e tanti giovani entusiasti di dare nuova vita alle tradizioni antiche. Perché Cogne custodisce un patrimonio naturale e culturale che comprende il meraviglioso prato di Sant’Orso, gli antichi villaggi, il Giardino Botanico dedicato alla conservazione e alla valorizzazione della flora di montagna con oltre 1000 specie diverse e le storiche miniere di magnetite, tra le più importanti d’Europa e oggi visitabili attraverso il Parco Minerario, memoria della vocazione antica del territorio.
C’è un grande coinvolgimento, che permette al turista che trascorre alcuni giorni a Cogne di scoprire la nostra storia e essere coinvolto in momenti come la tradizionale Veillà serale di Gimillan, che in passato si faceva nelle case d’inverno: quando le famiglie si riunivano per fare i lavori propedeutici all’estate, come preparare gli attrezzi agricoli o intrecciare il pizzo … consuetudini autentiche che oggi vogliamo tutelare».
Uno dei fili conduttori della stagione sarà la musica, protagonista di un ideale percorso che collega il fondovalle alle quote più alte del Gran Paradiso. MusiCogne (15/19 luglio) e L’Ento Festival di Aymavilles (31 luglio/2 agosto) rappresentano due anime complementari di uno stesso racconto: rassegne capaci di valorizzare il territorio attraverso il dialogo tra artisti, paesaggi, tradizioni e nuove contaminazioni culturali.
Tra gli eventi più importanti il Gran Paradiso Film Festival sarà protagonista indiscusso a Cogne dal 27 luglio. Tema della 29ª edizione dello storico appuntamento dedicato al cinema naturalistico e ambientale sarà “Dominio e coesistenza”, dove verrà indagato il delicato equilibrio tra conflitto e collaborazione, tra controllo e libertà nel mondo naturale e nelle società umane.
«Per organizzare una stagione ricca di eventi e di incontri quest’anno è nata una collaborazione tra il Comune di Aymavilles e quello di Cogne, due realtà legate in ogni circostanza. - sottolinea Daniel Tazzara, vicesindaco del Comune di Aymavilles - Siamo due località completamente diverse: Cogne è più turistica, ma Aymavilles è la porta d'accesso alla Valle di Cogne e al Gran Paradiso, e vuole raccontarsi attraverso una serie di eventi che partono dalla valorizzazione della nostra identità culturale e del nostro patrimonio storico.
In primo piano, quindi, il suggestivo Castello di Aymavilles, con le sue quattro torri e le eleganti facciate candide, lo straordinario ponte-acquedotto romano di Pont d’Aël - capolavoro di ingegneria del I secolo a.C. - e la millenaria cripta di Saint-Léger. E poi la musica e con l’Ento Festival. Cerchiamo anche di valorizzare la radicata tradizione vitivinicola - che rende Aymavilles una delle realtà più rappresentative dell’enoturismo valdostano - e tutte le frazioni dell’intera valle, che saranno protagonisti dell’estate raccontando, ciascuno, la propria storia, anche nell’enogastronomia.
Il calendario degli eventi della stagione sarà aperto a residenti e visitatori». Come ha sottolineato Filippo Gerard, vicesindaco di Cogne: «E’ nato un importante gemellaggio tra la potenzialità di Cogne e le bellezze di Aymavilles, dal punto di vista storico, musicale, enologico e gastronomico. Il passaggio di viaggiatori è davvero importante sulla strada che collega i due centri e, spesso, non se ne conoscono le potenzialità»
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => L’estate 2026 sarà l’anno delle vacanze al lago. È ciò che emerge dai risultati dell’indagine congiunturale condotta da Questlab per conto di Faita Federcamping su un campione rappresentativo di circa 200 campeggi e villaggi turistici in Italia, che registrano dati sostanzialmente stabili rispetto al 2025 dopo anni di significativa e costante crescita. Attualmente, sono tedeschi e italiani a guidare le prenotazioni, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e austriaci. Tra le altre provenienze, vengono segnalate Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Paesi Scandinavi.
La destinazione che registra un aumento delle prenotazioni dall’estero e una sostanziale stabilità di quelle italiane rispetto all’estate 2025 è proprio il lago, soprattutto al nord, dal Garda all’Iseo, fino al lago di Como, con una incidenza di nuova clientela superiore rispetto a quella che ha già frequentato le strutture intervistate. La proiezione a fine stagione è per una crescita media di circa il +2,6% degli arrivi di turisti nei campeggi e villaggi delle località lacuali, del +0,9% delle presenze e del +1,6% del fatturato.
Miglior andamento
Guardando alle aree geografiche, sono il Nord Est insieme al Sud e alle Isole quelle che evidenziano il migliore andamento delle prenotazioni 2026 a livello nazionale, con una minima flessione rispetto all’estate 2025, soprattutto di quelle straniere. La proiezione a fine stagione risulta, invece, leggermente più ottimista per le imprese del Mezzogiorno sul fronte degli arrivi, mentre pressoché allineata a quella dei campeggi e villaggi del Nord Est per gli altri indicatori.
“Il 2026 si sta delineando come l’anno dei laghi al Nord, della stabilità dei dati positivi degli anni precedenti al Centro e al Sud, del turismo di prossimità in tutta Italia, dettato anche dalla situazione di incertezza geopolitica – spiega Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping e vicepresidente Confturismo-Confcommercio – L’ultimo ponte di giugno ha inaugurato un trend in decisa crescita rispetto al 2025 in tutte le località, segno che gli investimenti effettuati soprattutto dalle strutture di media-grande dimensione in termini di sostenibilità a tutto campo, e di qualità dei servizi, ripagano”.
Lo scorso anno l’open air a chiusura di stagione aveva fatto complessivamente registrare nelle circa 2600 aziende del settore che offrono quotidianamente 1,3 milioni di posti letto, oltre 11,2 milioni di arrivi per poco meno di 74 mln di presenze, con una media di soggiorno pari a 6,6 notti per ospite, per un fatturato complessivo di oltre 8 miliardi di euro, indotto compreso.
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[post_content] => Non è del tutto chiaro se una recensione positiva da parte di uno youtuber migliori l'immagine di una compagnia aerea, ma le compagnie aeree ritengono che una recensione negativa possa essere molto dannosa, quindi sempre più compagnie stanno limitando severamente le riprese a bordo.
Per cui British Airways ha modificato le condizioni dei suoi biglietti per vietare le riprese o le fotografie del personale di cabina senza esplicita autorizzazione. I video in diretta sono ora vietati in modo permanente.
Qantas, Klm e Virgin impongono già gli stessi requisiti, sebbene, in realtà, non siano queste compagnie aeree a subire le critiche più severe, a volte feroci, da parte degli youtuber. La questione si fa delicata quando il personale di bordo viene filmato e può essere identificato. La motivazione addotta è la protezione dei dati.
Negli Stati Uniti, tuttavia, le restrizioni sono minime.
Emirates ha le politiche più rigide, con il rischio di reclusione. Kuwait Airlines, ad esempio, denuncia i trasgressori alla polizia, che agisce con estrema severità.
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[post_content] => Wizz Air avanza su Bologna dove già oggi, con una quota di mercato dell’11,3%, è oggi il secondo vettore del Marconi. Grande novità è il prossimo lancio della rotta domestica Palermo-Bologna, che prenderà il via il 1° agosto con 11 frequenze settimanali e fino a due voli al giorno. Il collegamento sarà servito da un Airbus A321neo.
La low cost ha lanciato due nuove rotte da e per Bologna per la stagione estiva 2026: alla rotta Bologna-Palermo, infatti, si aggiunge anche quella dal capoluogo emiliano alla città rumena di Suceava, già avviata a dicembre 2025 con 3 frequenze settimanali.
Per la stagione estiva in corso, Wizz Air ha messo in vendita dall’aeroporto di Bologna 939.000 posti, in crescita del 20% rispetto all’estate 2025, con un totale di 12 collegamenti domestici e internazionali verso 6 Paesi. La programmazione estiva raggiungerà inoltre 76 frequenze settimanali.
In quasi 18 anni di attività a Bologna, Wizz Air ha trasportato 8,3 milioni di passeggeri, mettendo a disposizione oltre 9,2 milioni di posti. La crescita proseguirà anche nel 2026, anno per il quale il vettore prevede di raggiungere una capacità complessiva di 1,5 milioni di posti, in aumento del 18% rispetto al 2025.
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[post_content] => Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.
Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Creta, da sempre crocevia di civiltà, oggi unisce a questa eredità una proposta enogastronomica raffinata e un’offerta balneare capace di soddisfare ogni tipo di viaggiatore, il tutto a poco più di due ore di volo dall’Italia. Eppure il suo potenziale resta ancora largamente inespresso sul mercato italiano: una considerazione che vale la pena fare proprio alla vigilia di un’estate in cui il trade ha tutti gli strumenti per spingere con decisione sulla destinazione.
easyJet conferma infatti il proprio impegno sulla Grecia e su Creta in particolare: oggi la compagnia raggiunge l’isola da Milano Malpensa e Napoli, con voli diretti su entrambi gli scali, Heraklion e Chania, e tariffe che restano accessibili anche nei mesi centrali dell’estate. Un network che, insieme alla rete più ampia sulla Grecia, rende la destinazione facilmente raggiungibile e flessibile da programmare.
Il 2025 ha portato per l’isola una novità di rilievo: i Centri Palaziali Minoici di Creta sono infatti entrati a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Il sito seriale comprende sei aree archeologiche e il palazzo di Cnosso, il più noto, accoglie circa un milione di visitatori ogni anno. Proprio per la complessità storica e simbolica del sito — che grazie alla componente mitologica affascina molto le famiglie con bambini — la visita guidata fa la differenza, trasformando un percorso archeologico in un racconto coinvolgente. Il museo archeologico di Heraklion, visitabile in circa un’ora e venti minuti, completa la proposta culturale, gratuita per gli under 25.
Tradizioni da scoprire
Ma l’identità cretese è un patrimonio vivo che si rinnova nelle tradizioni popolari, protagoniste di rievocazioni e festival organizzati nei centri storici dell’isola, da Heraklion ai villaggi dell’entroterra. Tra questi, Archanes merita una menzione speciale, perché custodisce una cooperativa di sette donne che da vent’anni tramanda le ricette centenarie della tradizione cretese nella loro forma più autentica e apre la sua cucina a chiunque desideri un’esperienza immersiva.
Non lontano da qui si trova anche Moinoterra, una delle circa quaranta cantine cretesi — quasi tutte con proposte di degustazione — che si concentra sull’esperienza boutique e sul racconto dei vitigni autoctoni, con percorsi pensati anche per persone con disabilità motorie e sensoriali.
Non manca una proposta gastronomica all’altezza, con una concentrazione di taverne capaci di unire un ambiente semplice e genuino a una cucina locale di qualità, economica e sempre accompagnata da un’accoglienza che mette a proprio agio il visitatore.
Anche il mare merita un posto di rilievo nella programmazione: Heraklion resta il punto di partenza ideale ma — trattandosi di un’isola estesa — bisogna mettere in conto spostamenti in auto per raggiungere le località costiere più interessanti, dalla vicina Bali alla rinomata Balos, una delle spiagge più fotografate della Grecia, ma anche Rhethymno, Elafonissi e Chania. Un ventaglio che spazia da arenili attrezzati (e spesso attenti all’accessibilità) e facilmente raggiungibili, a baie più isolate, ideali per chi cerca un mare ancora autentico.
Perchè Creta è un’isola che si rivela per gradi, tra archeologia, tavola e costa — e che non a caso conquista i viaggiatori al punto da farli tornare più volte.
(Micol Rossi)
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Il Montenegro è una delle destinazioni emergenti d’Europa, capace di offrire in un territorio di appena 13.800 chilometri quadrati una straordinaria varietà di paesaggi e attrazioni. Con 290 chilometri di costa adriatica, montagne che superano i 2.500 metri e foreste primordiali, il Paese si presta a essere visitato in ogni stagione, anche se primavera ed estate rappresentano i momenti ideali per scoprirne le bellezze. Grazie ai collegamenti aerei con l’Italia e ai traghetti che collegano la costa montenegrina ad Ancona e Bari, raggiungerlo è semplice.
Il viaggio prende avvio da Bar, principale porto del Montenegro meridionale. Oltre al suo ruolo strategico, la città custodisce alcuni dei simboli più importanti del Paese, come la Stara Maslina, considerata uno degli ulivi più antichi d’Europa. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Stari Bar, antica città fortificata che conserva testimonianze delle dominazioni illirica, romana, veneziana e ottomana. Poco distante si estende il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, celebre per le sue zone umide, le escursioni in barca, il birdwatching e le spettacolari distese di ninfee.
Proseguendo lungo la costa si incontrano spiagge, promontori e villaggi di pescatori fino a raggiungere Sveti Stefan, uno dei luoghi più iconici del Montenegro. L’antico borgo fortificato costruito su un isolotto roccioso fu trasformato negli anni Cinquanta in un esclusivo complesso alberghiero e successivamente rilanciato come destinazione di lusso. Poco oltre si trova Budva, considerata la capitale turistica del Paese. Il suo centro storico racchiuso dalle mura medievali conserva vicoli in pietra, piazze e chiese di influenza veneziana. Tra i luoghi più rappresentativi figurano la Cittadella, la Chiesa della Santissima Trinità e il Museo Civico, mentre il lungomare si anima al tramonto con ristoranti, wine bar, locali e casinò.
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Il viaggio continua verso le Bocche di Cattaro, una profonda insenatura che rappresenta uno degli scenari più spettacolari dell’Adriatico. Qui sorge Kotor, patrimonio mondiale UNESCO e autentico gioiello veneziano. Le sue mura si sviluppano per oltre quattro chilometri lungo la montagna e racchiudono un centro storico dove si intrecciano le testimonianze delle diverse dominazioni. La Cattedrale di San Trifone, la Chiesa di San Luca, la Piazza delle Armi e la Torre dell’Orologio raccontano secoli di storia, mentre la Fortezza di San Giovanni offre una vista panoramica sulle Bocche di Cattaro.
Sulla sponda opposta della baia, a Tivat, si scopre il volto più moderno e internazionale del Montenegro. Porto Montenegro ospita superyacht, hotel di lusso, residenze esclusive, boutique, gallerie d’arte, beach club e ristoranti gourmet. Nelle vicinanze, il resort One&Only Portonovi contribuisce a rafforzare l’offerta dedicata all’ospitalità di alta gamma.
Lasciata la costa, una strada panoramica conduce verso il massiccio del Lovćen attraverso una serie di tornanti che regalano ampie vedute sulle Bocche di Cattaro. A collegare la baia alle montagne è la moderna funivia Kotor-Lovćen. Si raggiunge così Cetinje, antica capitale reale e cuore storico del Paese, dove si trovano il Monastero di Cetinje e il Palazzo Reale di Re Nicola I Petrović, oggi trasformato in museo. Poco distante sorge Njeguši, villaggio noto per la produzione del tradizionale njeguški pršut.
L’itinerario si conclude a Podgorica, capitale del Montenegro. Ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città alterna edifici moderni e quartieri residenziali al nucleo storico di Stara Varoš, caratterizzato da moschee, viuzze e testimonianze del periodo ottomano. Nei pressi dell’aeroporto si estende infine Ćemovsko Polje, uno dei più grandi vigneti continui d’Europa, dove nasce il Vranac, vino simbolo dell’enologia montenegrina.
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Poco distante si estende il Lago di Scutari, il più grande dei Balcani, celebre per le sue zone umide, le escursioni in barca, il birdwatching e le spettacolari distese di ninfee.\r\nProseguendo lungo la costa si incontrano spiagge, promontori e villaggi di pescatori fino a raggiungere Sveti Stefan, uno dei luoghi più iconici del Montenegro. L’antico borgo fortificato costruito su un isolotto roccioso fu trasformato negli anni Cinquanta in un esclusivo complesso alberghiero e successivamente rilanciato come destinazione di lusso. Poco oltre si trova Budva, considerata la capitale turistica del Paese. Il suo centro storico racchiuso dalle mura medievali conserva vicoli in pietra, piazze e chiese di influenza veneziana. 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Porto Montenegro ospita superyacht, hotel di lusso, residenze esclusive, boutique, gallerie d’arte, beach club e ristoranti gourmet. Nelle vicinanze, il resort One&Only Portonovi contribuisce a rafforzare l’offerta dedicata all’ospitalità di alta gamma.\r\nLasciata la costa, una strada panoramica conduce verso il massiccio del Lovćen attraverso una serie di tornanti che regalano ampie vedute sulle Bocche di Cattaro. A collegare la baia alle montagne è la moderna funivia Kotor-Lovćen. Si raggiunge così Cetinje, antica capitale reale e cuore storico del Paese, dove si trovano il Monastero di Cetinje e il Palazzo Reale di Re Nicola I Petrović, oggi trasformato in museo. Poco distante sorge Njeguši, villaggio noto per la produzione del tradizionale njeguški pršut.\r\nL’itinerario si conclude a Podgorica, capitale del Montenegro. Ricostruita quasi interamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la città alterna edifici moderni e quartieri residenziali al nucleo storico di Stara Varoš, caratterizzato da moschee, viuzze e testimonianze del periodo ottomano. Nei pressi dell’aeroporto si estende infine Ćemovsko Polje, uno dei più grandi vigneti continui d’Europa, dove nasce il Vranac, vino simbolo dell’enologia montenegrina.\r\n\r\nScopri di più","post_title":"Montenegro, l’ultima grande sorpresa dell’Adriatico. Il Reportage.","post_date":"2026-06-19T11:31:45+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":["montenegro","reportage"],"post_tag_name":["montenegro","Reportage"]},"sort":[1781868705000]}]}}