28 March 2026

Thomas Cook accusa il colpo: Grecia e Tunisia impatteranno per 25 milioni di sterline

Peter-Fankhause_Thomas CookThomas Cook stima a fine anno profitti ridotti di almeno 25 milioni di sterline per l’impatto dell’attentato in Tunisia e della crisi  greca, con migliaia di cancellazioni e, nel caso della Tunisia, circa 15mila rimpatri in emergenza su una sessantina di voli. Per ora la terza comunicazione trimestrale dell’esercizio diffusa dal gruppo britannico riporta  profitti operativi migliorati a 30milioni di sterline, malgrado tutto in progresso. Ma ha sofferto la capitalizzazione del gruppo, il cui titolo ha perso il 13% del valore subito dopo la tragedia tunisina.

Resta comunque positivo il ceo Peter Fankhauser, che stima per fine anno ancora un progresso sull’esercizio 2014/15, fiducioso in una qualche ripresa della Tunisia nei prossimi mesi, e nella tendenza positiva delle vendite: a fine trimestre, concluso il 30 giugno, era già venduto il 78% dell’intera offerta estiva. In dettaglio il trimestre aprile –giugno ha  portato a Thomas Cook ricavi lordi per un totale di 1,95 miliardi di sterline, le perdite nette consolidate sono state ridotte a 44 milioni contro gli 81 milioni del terzo trimestre 2014. EBIT in progresso del 7% fino a 40 milioni, trainato dall’upgrading qualitativo del prodotto e dalla crescita della capacità offerta online. La revisione della struttura dei costi ha consentito di compensare la minor domanda in Francia (meno 15% soprattutto per la Tunisia) e la pressione sui margini in Germania; molto bene la Scandinavia con EBIT in progresso di 4 milioni, grazie a risparmi sul volato.

Inoltre Thomas Cook in questi giorni registra booking estivi aumentati del 2% rispetto a un anno fa, a prezzi inferiori del 2% in media, soprattutto per l’alta incidenza delle vendite solo volo. Vendite in calo del 3% in Europa continentale e tuttavia in recupero rispetto al 2014 soprattutto grazie al late booking tedesco. Più 8% il risultato del vettore Condor, grazie ad aumento dell’offerta e migliore occupazione.

Infine la Grecia: domanda robusta da Thomas Cook prima della crisi, e ottimo recupero dopo il primo accordo con i creditori europei. Ma le offerte commerciali necessarie sotto data costeranno al gruppo almeno 5 milioni di profitti mancati.

 

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