27 June 2026

Stea, Nicolaus: confermiamo tutti i contratti già attivi nel 2020

“La situazione incerta che stiamo ancora vivendo ci costringe a navigare a vista, ma sono contento di annunciare che anche per quest’anno abbiamo mantenuto i contratti già in essere per il 2020“. E’ un Gaetano Stea tutto sommato soddisfatto quello che ci racconta le strategie per l’estate del gruppo Nicolaus. I programmi  si concentreranno per forza di cose sul mare Italia, senza tuttavia tralasciare qualsiasi opportunità si possa eventualmente aprire per vendere anche il medio raggio: “Le conferme che abbiamo ottenuto – ci tiene comunque a precisare il direttore prodotto dell’operatore pugliese – sono state rese unicamente possibili dal rapporto di collaborazione e fiducia che si è instaurato con i gestori e proprietari alberghieri, nel corso di tanti anni di attività nel settore turistico”

E nuove sinergie nascono continuamente: «La più recente è quella con Aeroviaggi che ha già portato al lancio sul mercato del Valtur Sicilia Brucoli Village e del sardo Nicolaus Club Del Golfo. Mi piace inoltre citare anche il ritorno in programmazione dell’eccellente Nicolaus Club Orosei Beach, gestito da Iti Marina sempre in Sardegna. Ma queste  non saranno, con ogni probabilità, le uniche novità dell’anno. Noi di Nicolaus siamo infatti riconosciuti sul mercato come un’organizzazione seria, solida, strutturata e attenta alle necessità degli albergatori. Avendo una società di gestione all’interno del gruppo conosciamo per di più molto bene tutti gli aspetti dell’ospitalità e li coniughiamo alla perfezione con le dinamiche di un tour operator moderno”.

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Anche se mantenere hotel di lusso richiede sicuramente un grande impegno, a cominciare dal costo del personale (all’Anantara Convento Amalfi, ad esempio, in una struttura di 52 camere lavorano 180 membri dello staff), c’è ancora ampio spazio di crescita per un segmento che, almeno in Italia, fino a qualche anno fa non era così sfruttato». E la ricchezza e varietà del nostro patrimonio e la presenza di innumerevoli siti Unesco rappresentano un importante valore aggiunto, in grado di attrarre la clientela high level.\r\n\r\n«Certo – ammette Gilardi – non può essere solo lusso, ma in questo momento si tratta di un segmento che catalizza l’attenzione del mercato e che ci consente di lavorare non solo sulle strutture ma anche sulle esperienze a contatto con il territorio».\r\nIl trend del mercato\r\nIn linea generale, Gilardi osserva un mercato «schizofrenico, con una booking window molto ristretta rispetto al passato. Questo trend riguarda anche i segmenti corporate e Mice, con le aziende che spesso dedicano all’ultimo minuto un budget ai viaggi».\r\nItalia in crescita\r\nL’andamento del nostro mercato è comunque positivo: «Quello italiano è fra i bacini internazionali che si stanno muovendo meglio»  malgrado la difficile congiuntura geopolitica. «Nel primo semestre dell’anno l’adr è cresciuto in media del 6%, ovviamente trainato da alcune località come la Sicilia, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Ottimi numeri anche su Napoli, Venezia, Torino. Meno bene Milano, che ha registrato valori un po’ più bassi rispetto al prezzo medio. A spingere i numeri sicuramente i grandi eventi, come la Biennale di Venezia o le Olimpiadi invernali».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, il piano di espansione continua: «A fine anno dovremmo raggiungere le 63 strutture in Italia, per arrivare entro il 2030 a toccare la soglia delle cento. 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