27 June 2026

Scoprire il Perù con Earth: dalla Señora de Cao a Macchu Picchu sulle vie dell’archeologia

Il Perù è una destinazione ricca di bellezza naturale, culturale e archeologica. Adatta a tutti. I turisti italiani amano il Perù. «Nel 2019 sono stati 70 mila – sottolinea Romina Marchese di PromPerù – Poi è arrivata la pandemia. Negli anni successivi è ripresa la crescita. Nel 2024 siamo arrivati a un livello del 24% ancora inferiore ai numeri pre-Covid, ma registrando un incoraggiante aumento del 49% degli arrivi, con 55 mila turisti italiani che hanno scelto il Perù come meta della loro vacanza. Nel 2025 prevediamo una crescita ulteriore del 20% e contiamo di raggiungere le cifre pre-pandemia nel 2026».

Il turista post-Covid vuole incontrare culture e tradizioni diverse dalla propria ed è molto attento ai pilastri della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il to Earth Cultura e Natura risponde a queste esigenze proponendo il viaggio come strumento di conoscenza e dialogo tra culture, un modo per comprendere il mondo e accompagnare il viaggiatore alla scoperta del Perù. «Desideriamo rivelare la storia di questo paese meraviglioso – sottolinea Isabella Pillolo, product manager di Earth Viaggi -: oltre alle destinazioni del Sud come Machu Picchu (le più visitate e che noi proponiamo in modo diversificato), è affascinante scoprire il Nord del paese con la ruta Moche: un percorso che costeggia il mare, da seguire in un itinerario di almeno quattro giorni tra Trujillo e Chiclayo. È un museo a cielo aperto: se a Cusco i conquistadores spagnoli portarono tutto alla luce, non trovarono però le testimonianze della cultura Moche, che al loro arrivo erano già state coperte dal passare del tempo. Siti meravigliosi stanno venendo alla luce in questi anni, uno dopo l’altro, proprio lungo la Ruta Moche».

Il Perù si rivela quindi al viaggiatore grazie alla narrazione unica Dai Moche agli Inca. Un viaggio nell’archeologia peruviana, di cui è protagonista Régulo Franco Jordán, archeologo di fama internazionale, direttore del sito di Machu Picchu fino all’ottobre del 2024 e scopritore della tomba della Señora de Cao: «Il Perù racconta una storia importante ancor prima degli Incas. Lungo la costa nord-est del paese sono stati fatti ritrovamenti di oltre 14 mila anni fa. Proprio qui, negli oltre mille chilometri tra Nepeña e Piura, tra il 250 e l’800 d.C si sviluppò la civiltà Moche. Era pacifica, evoluta in tutti campi, dalla tecnologia idraulica alla costruzione delle piramidi, e viveva di pesca e agricoltura, seguendo ritmi sostenibili. Nel 1987 l’archeologo Walter Alva portò alla luce la ricca tomba reale precolombiana del Señor de Sipán. Dopo questa preziosa sepoltura abbiamo scoperto altre tombe in diversi siti della costa nord, oltre a diverse piramidi come la Huaca del Sol e della Luna, nonché il complesso del Brujo e Sipán».

La tomba della Señora de Cao, scoperta dall’archeologo Jordán nel 2006, si trova 60 chilometri a nord di Trujillo, nel complesso archeologico di El Brujo. È l’unica mummia rinvenuta di una donna tanto potente. «Il processo di apertura del fardo, il corredo funebre, ha rivelato numerosi oggetti cerimoniali: diademi, corone, collane, orecchini e anelli da naso in oro, argento e pietre preziose. Per i Moche l’oro rappresentava il sudore del sole, mentre l’argento erano le lacrime della luna. Sono stati aperti 27 involucri per arrivare al corpo della Señora. Era alta 1,48 metri, morì di parto tra i 25 e i 30 anni e indossava una maschera d’oro per affrontare il lungo viaggio nel mondo dei morti. Presentava dei tatuaggi di serpenti, simbolo di fecondità. Oggi è esposta con il suo corredo nell’innovativo museo Cao, costruito nel distretto di Magdalena de Cao».

Il professor Jordán ha realizzato importanti ricerche archeologiche anche a Machu Picchu, definendo dei circuiti di visita che hanno lo scopo di proteggere le aree del sito più gravate dal passaggio dei 5 mila ospiti quotidiani. Jordán racconta con entusiasmo il suo nuovo progetto: «Grazie ai 30 anni di ricerche di un archeologo palestinese nella valle Sacra degli Incas, nella regione di Cusco, sono state identificate le caverne di Pitusiray dove, secondo le ricerche suffragate da antichi miti, ebbe inizio la civiltà incaica. È possibile che proprio qui si trovi il tesoro che gli Incas nascosero ai conquistadores spagnoli. Ho in programma di realizzare uno studio geofisico delle caverne per ritrovare il tesoro e, con esso, tante informazioni sulla storia di questo popolo. Sarà una scoperta di portata mondiale».

Acquista quindi un fascino ancora maggiore il progetto di Earth Cultura e Natura: «Promuoviamo un turismo archeologico lungo la Ruta Moche, luogo di grandi rinvenimenti archeologici, ma anche terra ricca di diversità, con splendidi paesaggi affacciati sul mare dove vivere appassionanti esperienze. Il clima è favorevole e il terreno pianeggiante, con spiagge e boschi – conclude Isabella Pillolo -. Presentiamo alle adv e agli operatori un viaggio tra storia e archeologia con partenza speciale a giugno. L’itinerario esclusivo Dai Moche agli Inca rivelerà i luoghi simbolo delle civiltà precolombiane attraverso gli occhi di esperti. Il viaggio del prossimo giugno sarà infatti accompagnato dell’archeologa Jenny Alva, profonda conoscitrice della cultura Moche e del patrimonio archeologico del Perù».

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Per soggiorni brevi, il valore medio pratica si attesta tra 12 e 15 mila euro, mentre per viaggi più lunghi, di norma della durata di due settimane circa, si colloca tra 35 e 45 mila euro.","post_title":"Ag Boutique Journey: passeggeri e volumi a +35% sul 2025","post_date":"2026-06-22T14:09:35+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1782137375000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517100","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_517101\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Marco Peci[/caption]\r\nQuality Group mantiene dritta la barra. In un contesto segnato dagli effetti del conflitto nel Golfo e da una domanda condizionata da una forte variabilità, l’outgoing registra una flessione del 6,8% rispetto al 2025, che si riduce al -4,5% considerando anche l’incoming. La progressiva normalizzazione dei conti attesa per la stagione autunno-inverno rappresenta però un segnale concreto della resilienza del gruppo e della sua capacità di reagire con rapidità alle oscillazioni del mercato.\r\n\r\nLe attese\r\nIn una fase caratterizzata da forte attenzione mediatica, alcune criticità circoscritte o solo paventate hanno contribuito ad alimentare un clima di prudenza, estendendo gli effetti negativi di una crisi regionale anche a destinazioni non direttamente coinvolte.  Si tratta tuttavia di criticità che Quality Group ha affrontato con pragmatismo grazie ad un ampio portafoglio di prodotti e a un consolidato posizionamento sul mercato. In questo scenario, un ulteriore impulso alle vendite arriverà tra fine giugno e inizio settembre con l’uscita dei nuovi cataloghi dei brand di Quality Group, cui seguiranno i lanci previsti a metà novembre, insieme alla conferma e alla prosecuzione, anche durante l’estate, delle attività formative dedicate al trade.\r\n«Siamo ancora nella fase iniziale di rilancio - spiega Marco Peci, direttore commerciale e marketing di Quality Group - ma già nelle prossime settimane, con una stabilizzazione del quadro geopolitico, ci aspettiamo un'accelerazione. Al momento le prenotazioni sono in calo del 7% per i mesi a venire, naturalmente con ampie differenze tra destinazione e destinazione. Alcune aree restano in sofferenza — Stati Uniti, India, alcune destinazioni africane. Bene, invece, l'Oriente oltre il Golfo e dunque Giappone, Cina e Indocina, altrettanto bene il Centro-Sudamerica, l'Europa, l'Italia e, tutto sommato, anche l'Africa del Nord».\r\n«Dietro la normalizzazione delle vendite - prosegue Marco Peci - va colto il lavoro certosino e quotidiano dei nostri addetti al booking e all’operativo. Elasticità, competenza e capacità di fornire un quadro realistico della situazione emergono come le tre virtù di chi come noi conosce a fondo le destinazioni offerte. Il fatto che le prenotazioni siano ora in equilibrio, fra un 50% di viaggi organizzati e un 50% di viaggi individuali, evidenzia la fiducia e l’ampio raggio della domanda che ci viene sottoposta. 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