5 febbraio 2025 10:01
Creo travel celebra il terzo anniversario degli Happy Hour by creo, appuntamenti dedicati agli agenti di viaggio in diverse città italiane che uniscono il piacere della scoperta alla convivialità di drink ispirati alle destinazioni proposte. Lanciato tre anni fa, grazie al connubio tra formazione e intrattenimento, il format del tour operator pesarese è diventato un’occasione per scoprire nuove mete in un contesto informale e coinvolgente.
Proprio in questa direzione, il 2025 si è aperto con la prima serata a Ferrara lo scorso 15 gennaio, segnando l’inizio di un viaggio che toccherà diverse città italiane nel corso dell’anno commerciale. Il riscontro è stato positivo: nelle prime quattro tappe, 146 agenti di viaggio hanno partecipato agli incontri. Fondamentale è stato anche il contributo dei partner commerciali Air Canada, Sandals & Beaches Resorts, Ente del turismo di Aruba, Air Tahiti Nui e Tahiti Tourisme.
A caratterizzare ogni serata è l’abbinamento tra destinazione e gusto: per ogni meta presentata viene creato un cocktail tematico, studiato per evocare atmosfere, sapori e suggestioni dei luoghi raccontati dai product manager creo. Il tutto è accompagnato da coreografie di ballerine che eseguono danze tradizionali, offrendo agli ospiti un assaggio autentico della cultura locale. Il format non è solo un’opportunità per approfondire mete e prodotti, ma anche un’occasione per creare connessioni e favorire il confronto tra agenti di viaggio e professionisti del settore.
Gli Happy Hour by creo proseguiranno nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti: il tour farà tappa a Pistoia il 26 febbraio, Milano il 27 febbraio e a Cattolica il 5 marzo, dove altri partner commerciali accompagneranno gli agenti di viaggio alla scoperta di nuove destinazioni e proposte.
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Agenzie di viaggio pugliesi al centro dell'evento organizzato da Azemar presso il Bra Hotel nel cuore di Bari. Durante la serata è stato presentato il "gioiello" del t.o. a Zanzibar, Bawe Island, inaugurato a luglio 2024. A fare gli onori di casa insieme al titolare di Azemar, Alessandro Azzola, anche il key account Loris Giusti e Maila Lattanzio, area sales Puglia e Basilicata.
One island, one resort
Bawe Island è il primo "one island, one resort" di questo genere realizzato a Zanzibar e nasce con l'obiettivo di offrire in un ambiente di totale privacy un mare e spiagge incontaminate, riservate esclusivamente alla clientela di Azemar.
L’isola è molto grande, circa 30 ettari, e la struttura dispone di sole 70 camere inserite in un contesto naturale unico. Bawe è situata a soli 15 minuti di barca da Stone Town, garantendo così la possibilità di associare il relax sulla spiaggia alle escursioni nella parte antica della capitale dell’isola.
Bawe non è che l’ultimo tassello di un piano di espansione che procede su più fronti. L'attività di tour operator sull’Oceano indiano prosegue in parallelo a quella di gestore dei resort parte della ‘The Cocoon Collection’, il brand che racchiude le sei proprietà di Azemar alle Maldive e a Zanzibar. Il costante ampliamento dell'offerta risponde alla volontà di accontentare l'elevata percentuale di repeater che, anno dopo anno, torna a scegliere i resort proposti da Azemar.
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[post_content] => Tutto pronto per l'avvio domani, martedì 19 maggio, del roadshow di Anguilla, organizzato dall’Ufficio del turismo: il primo appuntamento farà tappa a Brescia, al ristorante Carlo Magno.
Il secondo giorno, 20 maggio, il roadshow si trasferirà a Vicenza, da Remo nella Villa dell’eroe vicentino Domenico Cariolato. L’ultimo giorno, 21 maggio, appuntamento in Piemonte, a Torino, al ristorante Esperia nello storico edificio della Società Canottieri Esperia.
Insieme ai rappresentanti dell’ufficio del turismo di Anguilla, saranno presenti i rappresentanti di alcuni dei resort più conosciuti dell’isola come il Carimar Beach Club, lo Shoal Bay Villas e lo Zemi Beach House che avranno il piacere di descrivere agli agenti di viaggio, nei minimi dettagli le loro strutture.
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L’identikit del turista italiano in Repubblica Ceca è cambiato: l’83% di chi ha già visitato il Paese desidera ritornarvi per esplorare destinazioni alternative oltre alla classica città di Praga. Questo dato record sta trasformando radicalmente la programmazione dei tour operator, evolvendo l’offerta da un modello mono-prodotto incentrato sulla capitale a una costellazione di esperienze regionali.
In occasione del Premio Stampa Adutei, Luboš Rosenberg, direttore per l’Italia di Czech Tourism, traccia la nuova rotta: «La strategia promozionale si concentra su due obiettivi operativi, estendere i giorni di permanenza media e proporre circuiti regionali». Per massimizzare l’efficacia degli investimenti, l’ente ha scelto di focalizzare il budget sul patrimonio storico-culturale e sulla gastronomia, intercettando una domanda in forte crescita. I flussi turistici del primo trimestre hanno infatti già registrato un +2% rispetto all’anno record precedente.
Siti Unesco al centro
«Con una superficie complessiva simile a quella della Lombardia, la Repubblica Ceca garantisce spostamenti rapidi e logistica semplificata, offrendo al contempo una densità monumentale unica. Se consideriamo i chilometri quadrati, la quantità dei siti Unesco a chilometro quadro, il primo Paese al mondo è la Repubblica Ceca», afferma Rosenberg.
Tra le nicchie tematiche ad alto potenziale per il target italiano figurano la cultura della coltivazione del luppolo a nord di Praga – base della storica birra Pilsner Urquell e recentemente inserita nella lista Unesco – e l’antica maestria del cristallo di Boemia, promossa attraverso itinerari dedicati come la “Via del vetro”. Proporre la Repubblica Ceca oggi significa strutturare cataloghi che offrano un’esperienza diffusa, combinando eccellenze gastronomiche, castelli, borghi e tradizioni autentiche a breve distanza dalla capitale e sull’intero territorio ceco.
La politica messa in atto da Czech Tourism sta sortendo effetti positivi: nel primo trimestre del 2026 i numeri – in parte favoriti anche dai viaggi di istruzione – sono in crescita. Un bel presupposto dal quale partire per migliorare ulteriormente i risultati del 2025, quando si erano registrati un milione 200 mila pernottamenti italiani (un milione e mezzo considerando anche quelli in b&b).
(Anna Morrone)
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[post_content] => Caribe Bay, il parco a tema acquatico di Jesolo, a due passi da Venezia, prima dell’avvio di stagione, registra un incremento delle prenotazioni di pacchetti Parco+Hotel del 50% sul 2025, con un’ottima risposta non solo dall’Italia, ma anche da Austria, Germania, Slovenia e Ungheria.
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[post_content] => Alpitour World ha condotto nell'ultimo mese un'indagine coinvolgendo oltre 5.700 agenti di viaggio, che si sono confrontati sull'andamento del mercato. Con un tasso di risposta pari al 21% raccolto in sole 48 ore, l’iniziativa conferma una partecipazione attiva e diffusa della rete distributiva.
Dalla survey emerge che il 63% delle agenzie segnala un livello di preoccupazione significativo rispetto all’attuale contesto di mercato. Parallelamente, l’84% dichiara un calo delle vendite, registrato nelle ultime settimane, riconducibile principalmente a un atteggiamento attendista del cliente, a una crescente sensibilità al prezzo e a fattori legati alle destinazioni. Allo stesso tempo, il sentiment sul futuro resta aperto: il 49% dichiara di non avere una visione chiara dei prossimi mesi o di aspettarsi un possibile peggioramento, mentre il 28% crede in un miglioramento.
Nuovi driver di scelta: sicurezza, flessibilità e tutela economica. L’analisi evidenzia infatti come le priorità del cliente finale stiano evolvendo. Tra le principali preoccupazioni emergono il rischio di non partire e non poter ottenere rimborsi (37%); possibili adeguamenti carburante (34%); il timore di rimanere bloccati in destinazione (15%); la possibilità di non partire pur sapendo di poter ottenere rimborsi (14%).
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[post_content] => Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour e presidente di Astoi, interviene dal suo profilo Linkedin sul tema dei rischi da contagio di hantavirus. Riportiamo fedelmente la sua interessante riflessione.
«Leggo un’intervista con tanto di video sul Corriere della Sera del prof. Fabrizio Pregliasco che ci spiega come il rischio di contagio da virus (di ogni virus in realtà, tanto che fa riferimento anche all’influenza, sebbene in questo periodo chiunque pensi all’hantavirus e non certo al morbillo) su una nave da crociera sia maggiore che in altri ambienti, complici “i rapporti interumani troppo stringenti”.
Insomma, gli assembramenti. Ricorda qualcosa? Arriva a dire che “in vacanza il livello di guardia rispetto ai comportamenti e all’igiene personale si abbassi” e che pertanto i rischi aumentino. Lo ammetto; ho dovuto riascoltare il video perché ho fatto fatica a credere a quello che stavo ascoltando. Quindi, se è vero quanto dice (e non ho motivo di dubitarne), meglio evitare di prendere un treno, un aereo, di andare in un albergo o allo stadio, di bere un aperitivo in un locale affollato, di andare a teatro o a una mostra. Mi ricorda qualcosa che si vede non ha insegnato nulla. E che fanno i media? Ci si tuffano a pesce. Aspettiamoci i virologi in tv, per conquistare un momento di popolarità al quale evidentemente ambiscono; aspettiamoci raccomandazioni e consigli, precauzioni e linee di condotta».
Chi pagherà le conseguenze?
«Il turismo - prosegue il manager nel suo post Linkedin -, come sempre, ne pagherà le conseguenze senza che nessuno possa rendersi conto dei danni che fa per quello che dice o per quello che fa dire nei propri spazi media perché i media, mi spiace dirlo, sono i megafoni di queste notizie allarmistiche. La cosa curiosa è che alla fine di quei lunghi sproloqui sui rischi e sui contagi tutti convergono nel dire che questo non è un virus che possa diffondersi facilmente e che il rischio di contagio sia bassissimo. E allora perché tanta enfasi?
«Vado oltre, tanto ormai vale tutto. Bisognerebbe chiedere all’Agcom di aprire un’indagine sulla correttezza dei contenuti editoriali e le modalità di informazione, perché i media sono tenuti a garantirne la qualità a tutela del consumatore. Si parla di salute, si potrebbe obiettare, ma non è così; si tratta di aumentare la gravità di una notizia per accrescere l’audience o i click che è quello che vendono i media.
«Quindi se l’informazione non è corretta, chi ci ripagherà di tutti i danni procurati? Mi dice un caro collega che lavora nel mondo delle crociere che alcuni clienti hanno cancellato crociere in partenza ad ottobre; molti tour operator che programmano le Canarie hanno ricevuto decine di cancellazioni su Tenerife. Io credo che l’unico vaccino che non verrà mai trovato sia quello contro uno dei virus più diffusi e più contagiosi del genere umano.
Allego link del Corriere per chi vuole soffrire fino in fondo».
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The Countryside of Philadelphia si posiziona come naturale estensione degli itinerari su Philadelphia e sulla East Coast, con un’offerta adatta a famiglie, coppie, honeymooner, piccoli gruppi e viaggiatori interessati a natura, shopping, cultura e food experience. La destinazione si trova a meno di un’ora di auto dal Philadelphia International Airport ed è collegata alla città anche da linee ferroviarie, pur mantenendo l’auto come soluzione consigliata per esplorare le strade secondarie e le diverse tappe del territorio.
«Philadelphia offre storia, arte, cultura ed esperienze culinarie che proseguono naturalmente nel Countryside », ha raccontato Greg Edevane, Director of Global Development di The Countryside of Philadelphia. «È una destinazione adatta a famiglie, single, coppie e honeymooner, proprio perché offre una gamma molto ampia di esperienze».
Il mercato italiano rappresenta un segmento interessante per l’area: nel 2024 ha costituito il 4% della visitation internazionale di Chester County, con una spesa media per visitatore di 783 dollari, in crescita del 3,2% rispetto al 2023. Il Countryside intercetta il 10,8% della visitation italiana nell’area di Philadelphia e il 9,8% della relativa spesa. Il viaggiatore italiano tende a muoversi in gruppi leggermente più ampi della media, viaggia principalmente per leisure e privilegia attività come shopping, sightseeing e visite ai parchi nazionali.
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(Alessandra Favaro)
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Il fondatore di Viking, Torstein Hagen, si dimetterà dalla carica di ceo. Secondo quanto riportato da TravelWeekly, Hagen, che ha fondato Viking nel 1997 e ha guidato l'azienda fino a farla diventare una più grande compagnia di crociere fluviali, assumerà la carica di presidente esecutivo e continuerà a ricoprire il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di Viking.
Il nuovo ceo
Il consiglio di amministrazione ha promosso Leah Talactac, presidente e direttrice finanziaria, al ruolo di amministratore delegato. Linh Banh, vicepresidente esecutiva per le finanze, succederà a Talactac come direttrice finanziaria.
Talactac è entrata a far parte di Viking nel 2006 ed è stata un membro chiave del team dirigenziale. Insieme a Hagen, ha guidato l'offerta pubblica iniziale di Viking nel 2024 ed è stata nominata presidente nel gennaio 2025 .
Hagen si concentrerà sulla strategia aziendale a lungo termine, supportando Talactac nel suo nuovo ruolo. Il ceo uscente ha detto che lui e il consiglio di amministrazione hanno «piena fiducia nella sua capacità di guidare Viking con la stessa continuità, disciplina e visione che ci hanno guidato sin dalla fondazione della compagnia. Questo cambio di leadership riflette la solidità e la competenza del team dirigenziale di Viking e la pianificazione della successione che abbiamo sviluppato nel corso di molti anni».
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[post_content] => Tui sta iniziando ad assorbire l'impatto della guerra in Iran, sebbene il colpo non abbia intaccato i suoi risultati finanziari. Il gruppo ha chiuso il primo semestre dell'esercizio con una perdita operativa rettificata di 111 milioni di euro, in miglioramento di 45 milioni di euro rispetto all'anno precedente nonostante i costi straordinari causati dal conflitto in Medio Oriente e dall'uragano Melissa in Giamaica. La Spagna, con le isole Baleari e le Canarie in testa, è tra le destinazioni estive più gettonate.
Secondo Hosteltur, la società aveva già rivisto al ribasso le proprie previsioni ad aprile, stimando l'impatto della guerra in Iran in 40 milioni di euro. Ora, Tui conferma che tale effetto si è fatto sentire nei bilanci, ma anche di essere riuscita a compensarlo parzialmente grazie alla performance del resto della sua attività.
I dati
Tui ha registrato una perdita operativa rettificata di 188 milioni di euro nel secondo trimestre dell'esercizio, rispetto a una perdita di 206,8 milioni di euro nello stesso periodo dell'anno precedente. Questo miglioramento si è verificato nonostante oneri straordinari per 45 milioni di euro, di cui 40 milioni di euro direttamente correlati al conflitto e 5 milioni di euro all'uragano Melissa in Giamaica. La crisi geopolitica ha influenzato prenotazioni, crociere e attività operative, ma non ha impedito a Tui di migliorare i propri risultati rispetto all'anno precedente.
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In questo contesto, la Spagna, comprese le isole Baleari e le Canarie, si conferma tra le destinazioni estive più gettonate, insieme alla Grecia.
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