13 May 2026

Prosegue la programmazione gruppi Maldindia; accompagnatore d’eccezione il fondatore Di Nardo

Anche per il 2023 il to Maldindia punta sui viaggi di gruppo accompagnati da Pierpaolo Di Nardo. “Nella ripartenza del 2022 si sono rivelati il nostro punto di forza – spiega il fondatore del to milanese -. Ci abbiamo messo la faccia e siamo stati premiati, perché chi torna a viaggiare ha bisogno di garanzie forti. Ho deciso perciò di accompagnare personalmente i nostri clienti per le strade del mondo, disegnando tour fuori rotta con servizi esclusivi e mettendo a disposizione dei viaggiatori le mie esperienze, i miei racconti di viaggio e i miei luoghi del cuore”.

Viaggi classici e inconsueti, per piccoli gruppi di massimo 14 persone, con servizi selezionati e ovviamente accompagnatore dall’Italia. I prossimi itinerari includono in India del Sud (25 novembre 2022), Rajasthan – festival di Jaisalmer (31 gennaio 2023), Sri Lanka (3 marzo 2023), Nepal e Bhutan – festival di Paro (30 marzo 2023) e Armenia (3 giugno 2023). “Oltre alla programmazione gruppi per il 2023 – continua Di Nardo – ci sono tutti i viaggi studiati su misura per individuali (il nostro core business), che per Capodanno in India sono già sold-out da tempo: la ripartenza quindi c’è; speriamo duri nel tempo”.

 

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Ed è qui che il viaggiatore italiano — giovane (50% tra i 25 e i 34 anni), con soggiorno lungo e propensione per i pacchetti — si sovrappone naturalmente a questa segmentazione. Le destinazioni da sviluppare sono quelle ancora fuori dai radar: Áncash, regione andina premiata ai Tourise Awards, con i trekking di Huayhuash e Santa Cruz tra le cime più alte delle Ande; il nord del paese, con i siti Chachapoyas accessibili dall’Amazonas; e Lima stessa, troppo spesso ridotta a scalo di transito. La capitale viene proposta come destinazione autonoma, con quartieri distinti, un’offerta gastronomica a più livelli e una densità culturale paragonabile alle grandi capitali del continente. Conservazione e partecipazione Il 18% del territorio è protetto, con 77 aree naturali che regolano ma non escludono il turismo. Il paese rappresenta l’80% delle zone ecologiche mondiali. L’esempio emblematico è quello di Loreto, nell’Amazzonia: una comunità locale ha recuperato 500 ettari sottratti al disboscamento illegale avviando attività di ricezione turistica, e oggi i visitatori partecipano direttamente al rilascio di tartarughe taricaya nel fiume. Il turismo, in questo modello, non è solo un’industria economica ma uno strumento di preservazione attiva. «Dobbiamo passare dallo storytelling allo storydoing», ha concluso Llosa. 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