8 luglio 2025 10:25

Da sinistra, Pietro Rossini e Roberto Minardi
Pietro Rossini è il nuovo area manager per il Nord Italia di King Holidays, che avrà il compito di presidiare commercialmente le regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto, oltre alla Svizzera.
Rossini, basato a Milano, riporterà direttamente a Roberto Minardi, direttore commerciale del tour operator e avrà anche l’obiettivo di potenziare ulteriormente la presenza del to nel Nord Italia attraverso il reclutamento e il coordinamento di una rete ampliata di promotori commerciali.
Con un’esperienza trentennale nel settore turistico, Rossini ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità commerciale presso Carlson Wagonlit, American Express, Kuoni Gastaldi Tours, Bluvacanze–Blunet, Alidays e, più recentemente, presso Going Tour Operator (Gruppo Msc).
“L’arrivo di Pietro Rossini ci consente di rafforzare il presidio su un’area ad altissimo potenziale, in cui il rapporto con le agenzie di viaggio richiede un approccio solido, professionale e strutturato. I primi risultati dell’anno confermano trend di crescita significativi su tutte le principali linee di prodotto, a dimostrazione della solidità del nostro impianto commerciale e della centralità del Nord Italia nella nostra strategia di sviluppo”, dichiara Minardi.
Offerta diversificata. Cina in arrivo
Le proposte firmate King Holidays oggi puntano su modelli di prodotto sempre più segmentati e su una programmazione attenta all’evoluzione della domanda. Sul corto raggio, l’Europa registra un incremento del 25% su destinazioni già consolidate come Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Finlandia, Svezia, Polonia, Cipro, Malta, Norvegia e Irlanda.
Il medio raggio cresce del 28%, trainato da partenze speciali e garantite verso Turchia, Egitto, Tunisia, Marocco, Emirati Arabi, Qatar, Oman e Giordania. Particolarmente rilevante anche il contributo del lungo raggio, potenziato dal successo del format Partinsieme, un prodotto esclusivo King Holidays che propone itinerari in piccoli gruppi e una selezione curata di esperienze condivise ad alto contenuto culturale, pensato per un pubblico esigente che ricerca comfort, socialità e autenticità senza rinunciare alla libertà di movimento. Tra le destinazioni più performanti: Thailandia, Vietnam, Cambogia e Sri Lanka. A breve, sarà introdotta anche la destinazione Cina, a conferma di una programmazione in costante evoluzione.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
Ampio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».
Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
Una visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».
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[post_content] => Per anni, Amsterdam aveva preso in considerazione l'idea di spostare il suo terminal crociere lontano dal centro città. Ora, la città potrebbe invece vietare del tutto le crociere oceaniche.
Come riporta TravelWeekly, il governo di Amsterdam ha annunciato a fine gennaio che starebbe valutando la possibilità di porre fine alle crociere oceaniche entro il 2035. Il costo del trasferimento del terminal, pari a circa 100 milioni di dollari, sarebbe infatti proibitivo.
Lo studio sul nuovo terminal
Uno studio di fattibilità per lo sviluppo di un nuovo terminal ha evidenziato la presenza di "incertezze finanziarie" e preoccupazioni in materia di sostenibilità, che il vicesindaco Hester van Buren ha dichiarato essere state ritenute «indesiderabili» dai funzionari della città. «Diamo priorità alla sostenibilità e alla vivibilità - ha affermato -. Tutto ciò significa che nei prossimi mesi valuteremo con maggiore attenzione l'opzione di porre fine alle crociere marittime ad Amsterdam entro il 2035».
Un portavoce della Clia ha affermato che l'organizzazione è a conoscenza della discussione in corso ad Amsterdam. «Questo fa parte di un dialogo in corso ed è importante sottolineare che le operazioni e gli itinerari delle crociere proseguono come previsto - ha affermato il portavoce -. Il porto e il terminal continuano un dialogo costruttivo con la città e Clia sostiene la loro leadership in quanto partner preziosi».
Lo studio di fattibilità del progetto, recentemente completato, ha stabilito che l'unica posizione adatta sarebbe l'area di Westerhoofd, dove attualmente attraccano alcune navi fluviali. Lo studio ha rilevato che per completare il trasferimento del terminal entro il 2035, i lavori avrebbero dovuto iniziare a breve.
La città stima tuttavia che la perdita del settore crocieristico significherebbe una perdita di circa 55 milioni di dollari di entrate fiscali nell'arco di 30 anni.
Intanto, Amsterdam ha imposto un limite massimo di 100 crociere per le navi oceaniche a partire da quest'anno. La città ha inoltre adottato misure per limitare i viaggi aerei, lo sviluppo alberghiero e gli scali delle crociere fluviali. I tagli agli scali delle crociere fluviali inizieranno quest'anno con una riduzione del 10%. La città ha poi limitato la costruzione di hotel con una politica del 2024 che consente la costruzione di un nuovo hotel solo se un altro chiude.
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[post_content] => Volonline Group accelera nella sua strategia di sviluppo internazionale. Fa i punti fermi che indirizzeranno la crescita, il potenziamento del prodotto hotel diretto. Grazie al lavoro sinergico di Gianni Galli, che da febbraio scorso è al timone del ufficio prodotto del broker alberghiero eHotelXml, e dei responsabili delle singole business unit di Volonline Group, il gruppo ha contrattualizzato e connesso direttamente numerose catene alberghiere internazionali e migliaia di singoli hotel. Questa operazione ha permesso uno sviluppo rapidissimo dell’offerta, che oggi vanta oltre a un ampio prodotto (+800.000 hotel in tutto il mondo) di dmc, wholesaler e partner strategici, ma soprattutto oggi può contare su più di 23.500 hotel in contrattazione diretta a livello internazionale.
«eHotelXml si conferma un motore della distribuzione multicanale tramite wholesaler, ota, oto, banche letti, tour operator e dmc a livello globale. I numeri testimoniano il successo di questa visione: per quanto riguarda la presenza internazionale, l’attività di vendita si svolge in 27 paesi, tramite più di 160 clienti ed è pari a oltre l’'11% del fatturato di Volonline Group» dichiara Luca Adami.
Tra le destinazioni più vendute, Stati Uniti, Giappone, Italia, Emirati Arabi e Spagna. Per il 2026, l’attività di consolidamento internazionale si espanderà ulteriormente includendo la biglietteria con logicaPoint of Sales e il consolidamento legato ai tour.
Nel retail straniero
Inoltre, il 2026 segna l’ingresso ufficiale di Volonline Group nel mercato retail estero. Le aree individuate per il presidio commerciale sono i Balcani (con focus su Albania, Kosovo e Azerbaijan) e la Spagna. Per supportare questa espansione, il team commerciale internazionale, guidato da Francesco Catalano, si è recentemente arricchito di figure di grande esperienza come Andi Iole, professionista proveniente da una lunga collaborazione con EasyMarket, per il mercato balcanico, e di Stefano Colombo, attraverso il gsa Abanico, dedicato al mercato spagnolo.
Per sostenere lo sviluppo internazionale, Volonline Group sarà presente nelle principali fiere di settore nei prossimi mesi; oltre a Fitur, da poco conclusasi a Madrid, il gruppo sarà a Satte (Nuova Delhi), Itb (Berlino) e Wtm (San Paolo).
«La spinta all’internazionalizzazione non risponde solo a logiche commerciali, ma è parte integrante dello sviluppo strategico del gruppo. Molti degli strumenti innovativi proposti alle agenzie e lo stesso modello di business verticale di Volonline Group si ispirano ai modelli di successo presenti nei mercati esteri più evoluti, puntando a una costante innovazione di processo e di prodotto” aggiunge Luigi Deli, founder & cEO del gruppo.
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[post_content] => Four Seasons Hotels and Resorts ha iniziato la commercializzazione del suo primo hotel a Venezia, che aprirà ufficialmente la prossima estate come Danieli, A Four Seasons Hotel, Venice. L'hotel, uno dei simboli della città, accoglierà gli ospiti il 26 agosto 2026, dopo un'ambiziosa ristrutturazione e un riposizionamento nel segmento del lusso.
Situato di fronte alla laguna, sulla Riva degli Schiavoni e a pochi metri da piazza San Marco, l'ex Hotel Danieli si sta integrando nel portafoglio italiano del gruppo, come riportato da Hosteltur.
L'hotel occupa tre palazzi storici interconnessi (Palazzo Dandolo del XV secolo, Palazzo Casa Nuova del XIX secolo e Palazzo Danieli Excelsior del XX secolo) ed è stato oggetto di una profonda ristrutturazione guidata dal designer francese Pierre-Yves Rochon.
«Venezia è da tempo una città che desideravamo accogliere nel nostro crescente portfolio di esperienze di lusso e, con profonda stima per il suo posto nella storia e immenso entusiasmo per ciò che il futuro ci riserva, stiamo aprendo un nuovo capitolo per il leggendario hotel Danieli» ha affermato Adrian Messerli , presidente delle operazioni alberghiere per Europa, Medio Oriente e Africa.
Il nuovo hotel
All'apertura, l'hotel disporrà di 120 camere e suite, molte delle quali con vista diretta sulla laguna, e sarà in grado di ospitare famiglie con camere comunicanti. L'hotel sarà gestito da Christian Zandonella, che vanta una precedente esperienza in destinazioni come Roma e Capri.
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In una seconda fase, prevista per la fine del 2026, verrà inaugurata la Danieli Spa, dotata di area benessere, sauna e hammam. Nel 2027, l'hotel aggiungerà 56 nuove camere e suite, portando la capacità ricettiva totale a 176 unità abitative. Con questa apertura, Four Seasons consolida la sua espansione in Italia, dove è già presente a Milano, Firenze e Taormina (Sicilia), e sta preparando nuovi progetti, tra cui un resort in Puglia.
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[post_content] => American Airlines potrebbe essere la prima compagnia aerea statunitense a riprendere i collegamenti aerei passeggeri verso il Venezuela, in seguito alla direttiva dell'amministrazione Trump di riaprire lo spazio aereo del Paese ai voli commerciali.
Il vettore con sede a Fort Worth, ripreso da Flight Global, ha spiegato che «prevede di riprendere il servizio giornaliero non appena ci sarà l'approvazione del governo» e delle autorizzazioni di sicurezza.
«Abbiamo più di 30 anni di storia nel collegare il Venezuela agli Stati Uniti e siamo pronti a rinnovare questo rapporto» ha dichiarato Nat Pieper, direttore commerciale della compagnia aerea..
American non specifica quali città intende collegare con il rinnovato collegamento verso il Venezuela, promettendo di «condividere ulteriori dettagli» nei prossimi mesi. In particolare, American mantiene un importante hub all'aeroporto internazionale di Miami.
Il 3 gennaio è stato emesso un Notam di emergenza che vietava agli aerei civili statunitensi di volare nello spazio aereo venezuelano in vista dell'operazione militare della Casa Bianca volta alla cattura di Maduro a Caracas. Il divieto è durato circa 24 ore e ha causato gravi disagi ai voli commerciali in tutto il Caraibi.
Secondo quanto riportato dall'Associated Press, ora, a distanza di neppure un mese, il presidente Usa Donald Trump ha ordinato al segretario ai Trasporti Sean Duffy di riaprire lo spazio aereo venezuelano,
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[post_content] => Busitalia Veneto accelera lungo il percorso di rinnovamento del parco mezzi e di riduzione dell’impatto ambientale del trasporto pubblico locale. Sono stati infatti presentati ieri a Padova i nuovi mezzi, parte del lotto di 22 autobus extraurbani da 18 metri prodotti da Man, entrati in servizio nel novembre 2025, in anticipo rispetto alle tempistiche contrattuali.
Si tratta di veicoli di grande capacità, particolarmente efficaci sulle tratte extraurbane caratterizzate da elevato pendolarismo, in quanto ogni autobus può accogliere fino a 118 passeggeri.
I mezzi rientrano in una fornitura complessiva di 36 veicoli di questa tipologia acquistati grazie ai finanziamenti del Psnms - DM 81/21, Linea Regioni I e II quinquennio. L’investimento per i primi 22 mezzi ammonta a 9,7 milioni di euro, di cui l’80% coperto da fondi pubblici.
L’arrivo di questi autobus consolida ulteriormente l’impegno di Busitalia Veneto per una mobilità sostenibile: nella sola area di Padova sono oggi già operativi 56 autobus elettrici, con un incremento ulteriore della flotta ecologica già programmato nel prossimo futuro.
Entro l’estate 2026 entreranno infatti in esercizio altri 14 autobus da 18 metri a gas naturale, cui si aggiungeranno 5 autobus da 15 metri e 1 autobus da 12 metri a trazione ibrida.
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«Questo investimento conferma l’impegno di Busitalia nell’accompagnare i territori in un percorso di crescita responsabile, attraverso scelte concrete orientate al lungo periodo. Il trasporto pubblico rappresenta infatti una leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per il miglioramento della qualità della vita delle comunità che serviamo» ha commentato il presidente di Busitalia, Flavio Nogara.
«I nuovi autobus alimentati a gas naturale, già operativi su diverse linee extraurbane a forte domanda, si integrano in una flotta che oggi comprende anche 56 bus elettrici in servizio a Padova, rafforzando l’impegno di Busitalia Veneto verso una mobilità sempre più moderna, sostenibile ed efficiente» ha aggiunto l’amministratore delegato e direttore Ggenerale di Busitalia Veneto, Gino Colella.
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[post_content] => Air India ha ordinato altri 30 Boeing 737 Max, ampliando il proprio portafoglio ordini Boeing a quasi 200 aeromobili tra la famiglia di velivoli a corridoio singolo e quella di aeromobili a fusoliera larga.
La compagnia aerea ha finalizzato questo mese l'acquisto incrementale di 20 B737-8, mentre un ordine per 10 aeromobili 737-10 non era stato precedentemente identificato sul sito web ordini e consegne di Boeing. Entrambi gli acquisti hanno esercitato opzioni esistenti, poiché Air India, in linea con l'ampliamento del network di rotte del vettore indiano destinato a soddisfare la crescente domanda di viaggi.
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Con l'ampliamento della flotta e del network Air India, le previsioni di Boeing sul mercato commerciale indicano che la regione indiana e sudasiatica avrà bisogno di quasi 3.300 nuovi aeromobili nei prossimi due decenni, di cui il 90% saranno jet a corridoio singolo come il 737 Max.
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Dopo un 2025 con un aprile anomalo che aveva influenzato le date di prenotazione e i periodi di vacanza, stiamo tornando ai trend abituali. Lo conferma il managing director di Naar, Luca Battifora: «Per l'inverno, la domanda si è concentrata su Oceano Indiano, Emirati, Thailandia, East Africa e sulle cosiddette “main cities” quali New York, Chicago, Miami e Singapore. Per primavera ed estate, domina invece la richiesta di viaggi itineranti, magari con alcuni giorni di mare nella parte conclusiva».
Per quanto ci riguarda le destinazioni, «aspettiamo le crescite più rilevanti in termini percentuali dalla Cina, che offre un nuovo e qualitativo standard di prodotto con ottimo rapporto qualità prezzo, dall'Indonesia per chi in estate cerca cultura, paesaggi e mare con elevati standard alberghieri, dal Brasile se guardiamo ad ovest per una destinazione sia itinerante che mare, dalla Tanzania con i combinati safari + Zanzibar e dall'Europa come viene interpretata in Naar ovvero totalmente Bespoke. In termini di volumi complessivi, gli Stati Uniti restano la nostra prima destinazione, seppur sotto stretta osservazione per l’instabilità generata dalla politica interna. Seconda destinazione per fatturato il Giappone, che continua a godere di un’altissima domanda, e a seguire Maldive, Thailandia, Messico e area pacifico con Polinesia, Australiae Nuova Zelanda».
Gli investimenti in pipeline
«Escludendo lo sviluppo delle sedi estere Naar in Europa che è il principale investimento aziendale, sul mercato Italia continuiamo ad investire sull’oceano Indiano, in particolare sulle Maldive e sull’area Sudamerica, in primis Brasile ma anche Perù, Argentina e Colombia. Inoltre con il 2026 apriamo alla Corea del Sud, con diverse proposte anche combinate con il Giappone».
Momento delicato invece per gli Usa: «Vediamo che il mercato italiano si dimostra meno “emotivo” rispetto ad altri mercati in Europa, ma ciò nonostante nel 2025 abbiamo subito una flessione generale che in Naar si è attestata al 10%; la domanda sul 2026 c’è , gli Stati Uniti restano una delle mete preferite dalla clientela italiana ma è presto per fare qualsiasi stima: l’auspicio è di mantenere i volumi dell’anno passato per tornare a crescere dal 2027».
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[post_content] => Capire come viaggeremo domani significa osservare come viaggia oggi la Generazione Z. Digitale, personalizzata, sostenibile, relazionale: più che un target, la Gen Z è un laboratorio vivo del turismo che verrà.
Ed è proprio questo cambio di prospettiva a essere al centro di BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi. Grazie a un nuovo concept che parte non dal prodotto, ma dalle persone. Dai Travel Makers: chi il viaggio lo immagina, lo progetta, lo racconta e lo vive.
Contenuti al centro per costruire un’offerta davvero autentica
Nel Travel Makers Fest, l’innovativo format di incontri al cuore della manifestazione, il focus generazionale diventa una chiave di lettura trasversale per interpretare l’evoluzione della domanda, dei linguaggi e dei modelli di relazione nel turismo. Incontri come Generazione Z: il viaggio che cambia le regole analizzano come stiano evolvendo motivazioni e canali, mentre la presentazione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours offre agli operatori strumenti concreti.
La riscoperta del turismo organizzato, reinterpretato in chiave di autenticità e personalizzazione, è un’altra delle tendenze tra i viaggiatori Gen Z. Un’evoluzione che trova spazio nel talk Perché il turismo organizzato crea valore per tutta la filiera del turismo, dedicato a modelli capaci di coniugare esperienza, sicurezza e qualità.
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BIT 2026 si conferma anticipatore e interprete degli hot topic del mercato
Lo scenario conferma la portata strutturale del fenomeno. Secondo Morning Consult Pro, il 52% dei Gen Z è composto da viaggiatori frequenti, con almeno tre viaggi leisure nell’ultimo anno. La tecnologia è un abilitatore chiave: il 72% utilizza strumenti AI per pianificare itinerari e confrontare offerte, come evidenziato dallo Skyscanner Travel Trends Report 2026. Inoltre, l’ispirazione nasce sempre più dai contenuti visivi: oltre il 50% scopre le destinazioni sui social media, mentre l’81% dei viaggiatori Gen Z e Millennial sceglie mete viste in film e serie TV, secondo l’Expedia Group Unpack ’26.
Dal fenomeno destination dupe (versioni simili ma alternative a destinazioni iconiche) con Salerno, indicata da Skyscanner tra le mete di tendenza globali complementare alla Costiera Amalfitana, fino al set-jetting – la versione più trendy del cineturismo – che valorizza territori come Puglia e Basilicata, fino al ritorno dei viaggi di gruppo e del turismo organizzato, la Gen Z sta già ridisegnando la mappa del viaggio. BIT 2026 ne intercetta i segnali e li mette in connessione, confermandosi come la piattaforma dove analizzare e comprendere il cambiamento generazionale per trasformarlo in valore per tutta la filiera.
L’appuntamento con BIT 2026 è a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.
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Incontri come Generazione Z: il viaggio che cambia le regole analizzano come stiano evolvendo motivazioni e canali, mentre la presentazione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours offre agli operatori strumenti concreti. \r\n\r\nLa riscoperta del turismo organizzato, reinterpretato in chiave di autenticità e personalizzazione, è un’altra delle tendenze tra i viaggiatori Gen Z. Un’evoluzione che trova spazio nel talk Perché il turismo organizzato crea valore per tutta la filiera del turismo, dedicato a modelli capaci di coniugare esperienza, sicurezza e qualità.\r\n\r\nAccanto ai contenuti, il percorso espositivo traduce queste riflessioni in soluzioni e proposte di mercato. 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