28 March 2026

Famtrip in Messico con I Viaggi del Delfino e Alitalia

È stato un successo il famtour organizzato da I Viaggi del Delfino in collaborazione con Alitalia, per far toccare con mano agli agenti di viaggio il calore dell’ospitalità messicana, che il terremoto di Città del Messico dello scorso settembre non ha minimamente scalfito. Obiettivo dell’educational era, infatti, mostrare come la destinazione, da sempre una delle più vendute dal tour operator napoletano, non abbia subito alcuna battuta d’arresto e si presenti al mercato con tutte le strutture ricettive aperte e perfettamente operative. Prima tappa del tour, grazie al volo diretto Az da Roma, è stata Città del Messico, con visite alla celebre basilica di Nostra Signora di Guadalupe e alle rovine di Teotihuacan, il sito archeologico più visitato del Paese. Un volo interno ha portato poi il gruppo a Merida, capitale dello Yucatán, da cui è partita la visita per il sito archeologico Maya di Uxmal. Dopo la città coloniale di Campeche, si è giunti nel Chiapas per un’immersione totale nella spiritualità del sito archeologico di Palenque, completamente immerso nella giungla e nelle bellezze naturali delle cascate di Agua Azul. Gli agenti hanno quindi raggiunto San Cristobal de las Casas, dinamica cittadina arroccata tra le montagne della Sierra Madre. «Dopo il terremoto di settembre era fondamentale che gli agenti vedessero con i propri occhi qual è la reale situazione in Messico – spiega la presidente Ivana Di Stasio – un Paese sicuro, che ha molto da offrire a tutti i target di clientela».

A partire con il tour operator sono stati i vincitori del contest “Non è la fine del mondo?”, che ha premiato le dieci agenzie che al 16 ottobre hanno venduto più pacchetti di viaggio (volo+soggiorno) con Alitalia per il Nord America (New York, Miami, Los Angeles, Boston, Toronto, Havana e Città del Messico). «Ringraziamo Alitalia per aver voluto sostenere questa iniziativa così importante per noi: non c’è alcun motivo in questo momento per non continuare e vendere il Messico. Come operatori  – conclude Di Stasio – abbiamo il dovere di non cedere all’onda emotiva continuando a sostenere una destinazione amica, sicura e stabile”.

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