Azemar punta sul catalogo annuale
3 settembre 2007 11:20
E’ Azemar il primo t.o. a mettere in distribuzione un nuovo catalogo a validità annuale: lo fa con "Oceno Indiano", un prodotto che permetterà al banconista di vendere con largo anticipo. In 300 pagine il catalogo si arricchisce di offerte dettagliate: 12 le strutture upper-class alle Maldive, con collegamenti per Malè serviti dal vettore Eurofly dagli scali di Bologna, Malpensa e Fiumicino; proposte innovative su Zanzibar come il Beyt al Chay; tour combinati in Tanzania. Su Mauritius la new entry è il Preskil Beach Resort, da dicembre un’esclusiva di Azemar. L’offerta inoltre prevede long week-end a Dubai, dodici strutture alle Seychelles e la riconferma dello Sri Lanka, con soggiorni mare al Dickwella Resort.
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Nel settore crocieristico gli investimenti in direzione della sostenibilità sono in aumento. A confermarlo è l'Environmental Technologies and Practices 2026 di Clia, rapporto annuale che monitora l’adozione di tecnologie e pratiche ambientali sulle navi da crociera. Le navi predisposte per collegarsi alla rete elettrica di terra sono più che triplicate dal 2018, passando da 55 a 193, pari al 65% della flotta. Purtroppo, nel mondo solo 41 porti , meno del 3%, dispongono di almeno una banchina elettrificata.
Contemporaneamente le navi dotate di motori multi-fuel, in grado di utilizzare combustibili convenzionali e carburanti a basse o zero emissioni, sono passate da una nel 2018 a 30 nel 2026, con la previsione di arrivare a 56 nel 2030 e 69 nel 2039. Infine, le emissioni medie di CO₂ per nave da crociera nel mondo sono diminuite dell’11% e il consumo medio di carburante del 10,6%. In Europa, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza marittima, tra il 2018 e il 2025 il consumo medio di carburante per nave è diminuito del 18,5% e le emissioni medie di CO₂ del 19,4%.
«Da anni le compagnie stanno investendo in nuovi combustibili, motori multi-fuel e tante altre tecnologie e innovazioni che hanno già reso e renderanno in futuro la flotta crocieristica sempre più efficiente e sostenibile - ha dichiarato il presidente di Clia Bud Darr -. Le compagnie stanno facendo la loro parte nel perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione, nella riduzione delle emissioni e nell’utilizzo di nuove fonti energetiche, ma perché quegli investimenti siano efficaci occorre collaborazione tra governi, porti e tutti i soggetti del comparto energetico affinché nuovi combustibili rinnovabili e puliti siano disponibili su larga scala, in sicurezza e a prezzi competitivi, sostenuti da adeguate infrastrutture».
I numeri
L’attuale flotta crocieristica delle 45 compagnie aderenti a Clia è di 327 navi e circa 692mila posti letto, oltre il 95% della capacità mondiale. Il 72% è costituito da navi di piccola o media dimensione (meno di 3mila posti letto) e la ripartizione resta relativamente equilibrata fino al 2039, ultimo anno di riferimento dell’attuale portafoglio ordini.
In questo scenario, le navi dotate di motori in grado di passare dai combustibili convenzionali a quelli a zero e quasi zero emissioni sono cresciute da una sola nel 2018 alle 30 di oggi. Secondo il portafoglio ordini saranno 56 entro il 2030 e 69 entro il 2039, ossia le 30 attuali più le 39 già programmate per la consegna.
Secondo i dati Imo, le emissioni medie di CO₂ per nave da crociera sono diminuite dell’11% e il consumo medio di carburante del 10,6%. In Europa, per l’Agenzia europea per la sicurezza marittima, tra il 2018 e il 2025 il consumo medio di carburante per nave è diminuito del 18,5% e le emissioni medie di CO₂ del 19,4%
Le navi in grado di spegnere i motori in porto e collegarsi alla rete elettrica di terra sono più che triplicate dal 2018, passando da 55 a 193 unità (il 65% delle navi e il 72,5% della capacità). Tale cifra arriverà a 279 unità nel 2039 (74% delle navi e 82% della capacità). Attualmente solo 41 porti nel mondo, meno del 3%, dispongono di almeno una banchina elettrificata, mentre il pacchetto europeo "Fit for 55" impone l’Ops ai principali porti del Continente entro il 2030.
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[post_content] => Air France “molto soddisfatta” della stagione estiva, che ha registrato volumi record di passeggeri all’aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle: lo spiega Nadia Azalé, direttore generale del vettore per il mercato francese, in occasione dell'Iftm.
Durante l’estate, Air France ha gestito quasi 123.000 passeggeri al giorno all’aeroporto Charles de Gaulle, con un picco di 130.000 passeggeri registrato il 28 giugno.
«La Tanzania sta diventando una delle principali destinazioni turistiche», ha affermato Azalé, sottolineando anche la forte crescita registrata verso il Portogallo e il Nord Europa.
Buona performance anche per il traffico nordamericano, rimasto solido nonostante l’attuale contesto geopolitico. «Serviamo 19 destinazioni solo negli Stati Uniti», ha aggiunto.
Il network della compagnia ha visto collegate 170 destinazioni per tutta l’estate, nonostante le interruzioni legate alla situazione in Medio Oriente. Il Nord America è stato al centro dello sviluppo del network: il vettore ha lanciato il collegamento per Las Vegas, mentre quello per New York continua a crescere, con l’aggiunta di un secondo volo giornaliero per Newark. La compagnia opera ora 11 voli giornalieri tra Parigi e New York (Jfk e Newark). Anche il servizio per Orlando è stato esteso a frequenza giornaliera.
Le novità dell'operativo per la winter alle porte vedono l'estensione del servizio per Punta Cana dal 29 marzo al 1° maggio, coprendo il periodo delle vacanze scolastiche francesi. Air France opererà inoltre due voli settimanali per Malé, alle Maldive, dal 18 dicembre all’8 marzo, mentre Phuket sarà servita da tre voli settimanali diretti.
Per quanto riguarda il network europeo, l’apertura del servizio per Londra Gatwick dovrebbe soddisfare sia il traffico turistico che quello d’affari, ha spiegato Nadia Azalé.
Più voli anche verso i Caraibi: dall’11 dicembre, lancerà un servizio Pointe-à-Pitre–Panama City, con orari studiati per facilitare i collegamenti da Fort-de-France e Cayenne verso destinazioni in tutta la regione. Dal 1° febbraio 2027, un Airbus A350 opererà su Saint Martin, portando le più recenti cabine premium della compagnia aerea nella destinazione dei Caraibi francesi.
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[post_content] => La stagione invernale 2026-27 dell'aeroporto internazionale dell'Umbria conferma tutte le rotte Ryanair operate nella scorsa winter, oltre al collegamento Wizz Air per Tirana.
Parallelamente, come riferisce l'Ansa, riprendendo una nota della società di gestione, Sase e Ryanair stanno lavorando di concerto al rinnovo del contratto quinquennale, previsto per la prima metà del 2027, e alla definizione di tutti i potenziali scenari di sviluppo del traffico dello scalo umbro.
Nel quadro della crescita improvvisa ed elevata del prezzo del carburante per aviazione - prosegue la nota di Sase - le compagnie aeree stanno riconsiderando tratte e frequenze del loro network nel periodo invernale.
Anche Ryanair deve affrontare questa congiuntura negativa, ma in questo contesto ha previsto per l'aeroporto di Perugia solo una limitata rimodulazione di alcune frequenze, concentrata in particolare sul collegamento con Palermo. Nel mese di gennaio la rotta sarà operata con tre voli settimanali, mentre nei restanti mesi invernali saranno previste quattro frequenze, con un incremento a cinque in occasione delle festività di Natale e Capodanno.
Sulla base delle attuali proiezioni, la contrazione del traffico complessivo della stagione invernale, operativa da fine ottobre a fine marzo, è stimata intorno al 3%. Per quanto riguarda invece la "Summer 2027", la programmazione estiva del network Ryanair è ancora in fase di definizione.
Ryanair - sottolinea Sase - rappresenta per l'aeroporto dell'Umbria un interlocutore centrale, nell'ambito di un rapporto consolidato da circa vent'anni. Sul piano economico e commerciale sono attualmente in corso le interlocuzioni per il rinnovo dell'accordo tra la compagnia e Sase, attraverso il quale saranno definiti i possibili scenari di sviluppo per i prossimi anni.
Intanto, il 2026 si avvia intanto verso un nuovo record annuale di traffico. Grazie anche alla programmazione prevista per gli ultimi mesi dell'anno, la stima attuale indica una chiusura intorno ai 640.000 passeggeri, consolidando lo scalo di Perugia su una dimensione di traffico ormai ben superiore alla soglia dei 500 mila passeggeri annui
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L'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze ha celebrato ieri il suo 40esimo compleanno. Era infatti il 15 settembre 1986, ricorda la società di gestione Toscana Aeroporti, quando alle 7:10 decollava per Milano Linate il volo BM963 di Ati, vettore regionale di Alitalia.
Il collegamento segnò la ripresa definitiva dei servizi di linea dallo scalo fiorentino e l'inizio dello sviluppo ininterrotto del traffico aereo arrivato fino ad oggi, dopo i pochi voli operati in modo discontinuo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 del secolo scorso. Nella stessa giornata del 15 settembre partì anche il volo Ati per Milano Malpensa, quindi l'1 ottobre il collegamento Ati con Roma Fiumicino, completando il ritorno a Firenze del vettore di bandiera italiano con voli dai suoi tre principali scali nazionali.
Primi collegamenti internazionali nel marzo 1987, con il Firenze-Parigi operato da Air France tramite la Europe Air/Brit Air con turboelica Saab 340, segnando l'inizio di una rotta consolidatasi negli anni come la direttrice più trafficata dello scalo fiorentino e della Toscana, quindi nello stesso anno si aggiunsero le rotte per Bastia, Monaco, Lugano e il primo volo per la Sardegna (Olbia).
Nel 1991 arriva il primo collegamento con Londra effettuato da Air Uk. Un'ulteriore spinta dal 2013 in avanti quando prima Vueling, poi Air Dolomiti e infine Volotea, scelgono Firenze come propria base.
All'evoluzione di voli e vettori ha fatto riscontro la crescita costante dei passeggeri, con gli alti e bassi per le svariate vicende internazionali che negli anni hanno influenzato anche questo settore: dopo i 21.034 passeggeri trasportati sui tre voli nazionali tra settembre e dicembre 1986, il primo anno di piena operatività, nel 1987, furono raggiunti i 71.208 passeggeri, quindi furono superati i 500.000 passeggeri nel 1994, il primo milione nel 1997, i due milioni nel 2014, i tre milioni nel 2023, fino all'obiettivo previsto nel 2026 dei 4 milioni.
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Kuda tour operator rafforza e rinnova la propria organizzazione interna in vista delle importanti sfide che lo attendono nel futuro. L'ultima notizia riguarda la nomina di Silvia Massari a nuova senior key account.
La strategia futura
Con oltre 20 anni di esperienza nel turismo premium e nell’hospitality di lusso, Massari porta in Kuda un solido expertise in sales, marketing, business development e comunicazione. Nel suo percorso ha sviluppato strategie di marketing e posizionamento del brand, partnership con agenzie di viaggio, dmc e realtà del mondo luxury, oltre a importanti attività di pubbliche relazioni e comunicazione digitale.
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[post_content] => Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un'analisi approfondita: l'Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai - nonostante le turbolenze dell'ultimo periodo - resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.
La domanda italiana verso l'Asia torna a crescere
Il 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall'ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall'Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull'anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall'onda lunga di Expo Osaka 2025.
I primi mesi del 2026 confermano l'interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l'Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni.
Giappone - Tokyo e il Kansai guidano le ricerche
Tokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita - più periferico - diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall'Italia con voli in connessione.
Accanto alla capitale, la regione del Kansai - Osaka, Kyoto, Nara - si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l'effetto promozionale dell'Expo 2025 che ha consolidato l'aeroporto di Kansai come porta d'accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città.
Voli Giappone: come si muove il mercato italiano
Il mercato dei voli Giappone dall'Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l'offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub - tra cui Turkish Airlines, che collega l'Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka - restano un'opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto.
Milano e Roma - due bacini con esigenze diverse
I due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza.
Voli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento
Da Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un'alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita.
Voli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure
Da Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente.
Dubai - hub e destinazione allo stesso tempo
Dubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell'area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027.
Il 2026 è stato infatti un anno complesso per l'aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo - annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio - ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi.
Voli Roma Dubai e il traffico in transito
Sulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai - dal subcontinente indiano all'Africa orientale - e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione.
Il ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano
L'aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l'Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un'unica connessione.
Per chi organizza i propri voli per il Giappone dall'Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito - come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul.
Cosa aspettarsi nella stagione invernale
In vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l'autunno e l'inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l'avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo.
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Milano rilancia il dialogo tra fashion e turismo d'eccellenza attraverso la nascita di White Resort World, la nuova piattaforma esclusiva firmata da White e Allumeuse. L'iniziativa rappresenta un inedito punto d'incontro tra moda, ospitalità e lusso contemporaneo, pensato per connettere una selezione curata di fashion brand con i principali protagonisti dell'hospitality internazionale.
Un'evoluzione strategica evidenziata da Debora Massari, assessore al Turismo e Moda della Regione Lombardia. Secondo l'assessore, «moda, design e turismo contribuiscono tutti a raccontare un territorio». Massari ha sottolineato l'importanza del connubio con il mondo dei resort e dell'ospitalità inserito da White evidenziando che l'attrattività della Lombardia risiede proprio nella capacità di collegare le eccellenze: «quando una persona arriva nella nostra regione incontra il modo in cui lo accogliamo, il design dei nostri luoghi, la moda e la ristorazione».
L'obiettivo
L'obiettivo della sinergia è far sì che l'incontro con i buyer internazionali si traduca in ordini e sviluppo di nuovi mercati. I vertici di White guidano questa transizione verso una dimensione globale e multisettoriale. Massimiliano Bizzi, fondatore di White, ha annunciato per l'imminente edizione un incremento del 24% degli espositori rispetto a settembre 2025, con una quota di brand esteri che raggiunge il 53%. Bizzi ha evidenziato come l'area "On The Beach", dedicata al segmento resort e lifestyle, si espanderà grazie alla partnership con BolognaFiere assecondando il bisogno strutturale delle aziende di internazionalizzarsi.
Brenda Bellei, amministratore delegato di White, ha rimarcato il potenziamento delle attività strategiche di incoming, che quest'anno, grazie al supporto di Ice e del network, permetteranno di portare a Milano circa 300 compratori eccellenti e operatori chiave da tutto il mondo.
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Wizz Air aprirà una nuova rotta da Trieste diretta a Priština, che andrà a rafforzare la connettività internazionale dello scalo friulano nonché ad aprire una porta tra la regione e il Kosovo.
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“Con il nuovo collegamento tra Trieste e Priština, rafforziamo ulteriormente la nostra presenza in Friuli-Venezia Giulia e ampliamo le opportunità di viaggio tra il Nord-Est italiano e i Balcani, dove siamo già presenti con il collegamento per Tirana" afferma Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager della low cost.
"Le nuove connessioni, con la capitale del Kosovo e con Napoli già a partire dalla stagione invernale, confermano il rafforzamento della partnership tra Wizz Air e Trieste Airport e consentono di offrire ai nostri passeggeri un network sempre più ampio e attrattivo" aggiunge Fabio Gallo, Amministratore Delegato di Trieste Airport.
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[post_content] => Decolla un nuovo progetto, nato dall’esperienza dell’imprenditore turistico Fabio Festa, che ha scelto il Salento per dar nuova vita alla Tenuta Tumi Resort, a Lido Marini, sulla costa ionica salentina. Una struttura che, attraverso la nuova gestione, punta a rafforzare il proprio posizionamento sul mercato turistico e a proporre un modello di soggiorno capace di mettere insieme accoglienza, servizi, mare e conoscenza del territorio.
«Il Salento rappresenta per noi una nuova sfida e, allo stesso tempo, una grande opportunità – spiega Festa –. Abbiamo scelto di investire su una destinazione che ha un enorme potenziale turistico e sulla quale vogliamo costruire un progetto serio, attraverso una gestione attenta, una programmazione precisa e una particolare cura dell’esperienza dell’ospite».
Il resort
Il contesto naturalistico nel quale si trova inserita la struttura è molto gradevole e si sviluppa intorno a un ampio giardino con palme e ulivi secolari. A disposizione c’è una piscina esterna destinata ad adulti e bambini, attrezzata con lettini, sdraio e ombrelloni, oltre a bar a bordo piscina, cabine e docce. Per gli amanti dl running o delle camminate, il fiore all’occhiello è costituito da una pista pedonale e ciclabile che può essere utilizzata per passeggiate, jogging e attività all’aperto.
Il resort dispone di 23 appartamenti e suite, con diverse soluzioni abitative. Gli alloggi, dotati di aria condizionata e di balcone o terrazzo, possono ospitare da 3 fino a 8 persone. Il progetto non sarebbe completo senza la possibilità di trascorrere giornate al mare, su un tratto di costa particolarmente piacevole. Tra i servizi previsti per gli ospiti c’è infatti il servizio spiaggia presso il lido Bora Bora di Torre San Giovanni. L’obiettivo è creare una continuità tra la struttura ricettiva e il mare, una scelta che rientra in una strategia più ampia: costruire un’offerta turistica integrata, nella quale i servizi non siano considerati elementi separati, ma parti di un’unica esperienza.
Una proposta integrata
Accanto alla proposta balneare, il progetto di Festa mira a valorizzare anche l’entroterra e il patrimonio culturale del Salento. Gli ospiti potranno così essere accompagnati alla scoperta di borghi, centri storici, tradizioni, cultura locale ed eccellenze gastronomiche. «Non vogliamo limitarci alla gestione di una struttura ricettiva – sottolinea il manager –. Vogliamo costruire un vero progetto turistico, nel quale l’ospitalità, il mare e il territorio siano parte della stessa esperienza».
La gestione di Tenuta Tumi Resort rappresenta così un nuovo capitolo nel percorso imprenditoriale di Fabio Festa. «Oggi il turista non cerca soltanto una camera o un posto dove dormire, ma un’esperienza. Per questo abbiamo voluto costruire una proposta che permetta agli ospiti di vivere il Salento in maniera più completa: dal soggiorno alla spiaggia, dalla gastronomia alle tradizioni, fino alla scoperta dei suoi borghi e dei suoi paesaggi». Da Lido Marini a Torre San Giovanni, passando per i borghi e le località dell’entroterra, l’idea è quella di trasformare Tenuta Tumi Resort in un punto di partenza per raccontare il Salento nella sua dimensione più ampia.
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