29 settembre 2025 12:18

Fabio Piraino
Isola Azzurra avanti tutta: dopo una stagione segnata da risultati record (crescita del 25% e una produzione vicina ai 30 milioni di euro) e importanti sviluppi sul fronte delle destinazioni, l’azienda guarda al futuro con un piano di rafforzamento delle proprie strutture operative e commerciali.
«Affrontiamo un mercato sempre più complesso e mutevole – spiega Fabio Piraino, business development di Isola Azzurra -. I dati della stagione appena conclusa, uniti alle nuove sfide, ci hanno spinto ad anticipare i tempi e ad avviare un percorso di consolidamento che passa anche attraverso l’ingresso di nuove professionalità».
L’obiettivo
L’obiettivo non è solo ampliare l’organico, ma investire sulla formazione e sull’integrazione di competenze trasversali, così da sostenere in maniera strutturata la crescita dei prossimi anni.
«Avere più tempo per lavorare alla formazione delle nuove risorse – continua Piraino – ci consente di costruire un percorso di crescita armonico e coerente con la nostra visione di lungo periodo». Il piano prevede il potenziamento di diverse aree aziendali – dal marketing al booking, dalla programmazione all’incoming – oltre a un rafforzamento della rete commerciale con nuove figure dedicate ai territori strategici.
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E' questo il quadro delineato dal nuovo report dell'Osservatorio Turismo di Visit Italy. In base all'analisi, nel corso del tempoò cambiata anche la composizione della domanda. I viaggiatori stranieri rappresentano ormai oltre il 55% dei flussi complessivi, mentre il turismo domestico mostra segnali di rallentamento. Stringendo la lente sul terzo trimestre infatti, gli arrivi stranieri sono cresciuti del 1,6% e le presenze del 3,9%, mentre gli arrivi italiani sono calati del 3,9% e le presenze dell'1%.
Questa dinamica strutturale rafforza il peso dei mercati internazionali, in particolare su alcune grandi città. Gli stranieri inoltre restano più a lungo e spendono di più: la permanenza media sale a 3,6 notti e la spesa media per viaggiatore raggiunge 930 euro, generando una spesa complessiva stimata in oltre 60 miliardi di euro. Tale evoluzione rileva leggeri segnali di superamento del turismo mordi e fuggi a favore di soggiorni più lunghi e ad alto valore.
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