28 May 2026

Osservatorio CartaSi: la crisi cambia i trend del turismo italiano

Se il 2012 è stato l’anno in cui gli effetti della crisi si sono trasferiti dalla finanza al mondo reale, il 2014 segnerà l’inizio della ripresa. Ma i comportamenti dei consumatori italiani potrebbero non tornare più quelli di una volta, con pesanti ricadute anche per il settore turistico. È questa la sintesi dei dati resi noti dall’Osservatorio acquisti CartaSi. Il quadro per il 2012 è sconfortante: se infatti il valore totale delle transazioni con carta di pagamento è cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente, tale incremento, calcolato dall’Osservatorio al netto del numero di card in circolazione, e di altre variabili congiunturali, scenderebbe al 2,6%: ben al di sotto del livello dell’inflazione media del 3%. Il trend negativo tratteggiato dall’indagine starebbe peraltro incidendo profondamente anche sui comportamenti d’acquisto per la mobilità e il turismo, che erano stati tra i pochi elementi di positività registrati nel 2011. In particolare, il valore delle transazioni 2012, per alberghi e ristoranti, sarebbe salito di appena l’1% (a numero di card costanti). E tale dinamica sotto media parrebbe destinata a proseguire anche nel prossimo futuro, nonostante la lieve ripresa pronosticata a partire dalla fine del 2013.

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Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».\r\n\r\nFra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.\r\n\r\nSoprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».\r\n\r\nAl momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. 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