17 March 2026

Metamondo: si complicano i rimborsi per le mancate partenze

E’ da un po’ che non si parla più della situazione Metamondo: il to di casa Arkus che la scorsa estate aveva mandano una nota informativa alle adv annunciando l’annullamento di una serie di partenze a causa della sopravvenuta indisponibilità da parte di alcuni fornitori a erogare i servizi pattuiti. Una situazione che non aveva naturalmente mancato di suscitare le preoccupazioni delle associazioni di categoria, tra cui Assoviaggi. Ma dopo di allora una sorta di cupo silenzio è calato sull’intera vicenda. Su quelle che sta accadendo veramente, soprattutto dal punto di vista delle agenzie, è quindi particolarmente illuminante questa lettera del co-titolare della Blugenio Travel di Mortara, Moreno Stevanin, che volentieri riceviamo e pubblichiamo:

«Dalla fine del mese di luglio ormai non si hanno più notizie dal tour operator: i telefoni squillano a vuoto e nessuno più risponde alle email. Noi come altre agenzie di viaggio a inizio agosto abbiamo dovuto supportare i nostri clienti che si vedevano cancellare la loro vacanza a soli tre giorni dalla partenza. Clienti che avevano acquistato e regolarmente saldato una vacanza Metamondo , dopo aver ricevuto la famosa lettera nella quale il tour operator comunicava che “a causa della sopravvenuta indisponibilità da parte di alcuni fornitori ad erogare i servizi pattuiti, la partenza in questione veniva cancellata”.

Al fine di tutelare i nostri clienti provvedevamo quindi ad aprire il sinistro, per richiedere il rimborso di quanto da loro versato avvalendoci della polizza fondo di garanzia stipulata da Metamondo presso Nobis / Filo Diretto. Passati i 90 giorni, citati in polizza come limite massimo per la liquidazione del sinistro e non avendo più avuto alcun aggiornamento da parte della compagnia assicuratrice, contattavo l’ufficio preposto che mi rispondeva tramite email chiedendo la documentazione relativa al sinistro (dopo 90 giorni dall’evento!) e comunicandomi che in qualsiasi modo i tempi per la soluzione del sinistro non potevano ancora essere definiti.

Il comunicato di cancellazione da parte di Metamondo ai clienti stilato in quel modo non ammetteva infatti l’insolvenza da parte del tour operator stesso, per cui l’assicurazione ribadiva che sino a quando il to non avesse consegnato i libri contabili in tribunale, dichiarando il fallimento, nessun rimborso poteva essere preso in considerazione.

La situazione ha del grottesco: il tour operator è apparentemente chiuso e l’assicurazione non riesce a contattare nessun responsabile (questo è quanto mi è stato riferito telefonicamente in data 3 dicembre alle ore 15.20). Nel caso in cui non venga dichiarata l’insolvenza e/o il fallimento, esiste quindi la possibilità che, nonostante la polizza fosse in essere al momento del sinistro e i tempi dichiarati in polizza di 90 giorni, si debba attendere qualche anno per poter riuscire ad avere un parere in merito.

Vi chiedo di mettere in risalto i fatti al fine di far conoscere la situazione reale di quella che dovrebbe essere una tutela per i clienti e le agenzie di viaggio ma che invece presenta delle grosse lacune e/o scappatoie .

Buona giornata,

Moreno Stevanin»

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Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche. Questo conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate. La stima  della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione,  Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione). 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Secondo il 62% degli agenti di viaggio   questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti. Purtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni. 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Attualmente solo il  31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.\r\n“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea  proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.\r\n“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con  moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude  la vice presidente Fiavet Confcommercio.","post_title":"Fiavet: le adv perdono 38 mila euro per la guerra. 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