11 October 2026

La survey di Startup Turismo: diminuiscono le startup nel turismo. Le tendenze del prossimo futuro

startup turismo survey 2021

startup turismo survey 2021

Startup Turismo ha presentato l’analisi dei risultati della Survey 2021, offrendo una fotografia significativa e attendibile del settore dal momento che l’associazione rappresenta l’80% delle startup turismo attive in Italia.

Il dato più eclatante che emerge è quello della generale diminuzione di nuove startup nell’ambito travel: nel 2020-2021 si è verificato un calo del 50% nella costituzione di nuove realtà rispetto al 2018-2019.

“Si sta verificando ciò che temevamo – commenta Karin Venneri, presidente di Startup Turismo – ovvero che il deal flow si è fortemente ridotto. Mentre il numero di startup innovative cresce in altri settori, come ICT o farmaceutico/sanitario – grazie anche a importanti investimenti – la crisi del turismo scatenata dalla pandemia ha scoraggiato gli investitori. Il loro atteggiamento è stato conservativo, portandoli a investire in startup esistenti e già in parte consolidate, invece che in nuovi progetti. Sono mancati gli investimenti di taglio medio-piccolo, proprio quelli che nutrono il sistema e contribuiscono a fare nascere nuove realtà – prosegue Venneri – e se questa tendenza non subirà un’inversione tra qualche anno non ci saranno più nuove realtà sulle quali investire e potrebbe esaurirsi quella spinta all’innovazione che le startup apportano all’intero settore del turismo”.

Un altro dato importante è la forte polarizzazione nella distribuzione geografica delle startup, prima del Covid distribuite sull’intero territorio nazionale e oggi concentrate in tre regioni, Lombardia (scelta da oltre 1/4 delle startup travel italiane) Lazio e Toscana, che insieme ospitano più del 50% di quelle esistenti. Il Sud Italia è l’area che ha perso di più, con un calo del 15%. “Paradossalmente hanno rallentato le regioni che maggiormente si sostengono col turismo e si è ricreato quel divario che si era colmato negli ultimi anni grazie anche a finanziamenti di natura pubblica – rileva Karin Venneri. Come Associazione stiamo lavorando proprio per riprendere questo percorso interrotto, individuandone le cause e trovando nuovi modelli che rispondano alle esigenze post pandemia”.

Sicuramente il turismo risente anche della mancanza di un acceleratore specializzato, a differenza di quanto accade in altri settori, come food ed energia. “Anche su questo fronte stiamo lavorando per sostenere i nostri associati – commenta Karin Venneri – com’è del resto nella mission dell’Associazione”.
Secondo la Survey, infatti, oltre il 50% degli investimenti è autofinanziato dai founder, mentre poco meno del 20% si deve ai Business Angels, seguiti da enti territoriali, fondi di investimento e incubatori/acceleratori (solo per 13,4% delle startup travel).

Fatturato e cambi di business

A 18 mesi dall’inizio della pandemia, la situazione rispecchia quella del settore turistico generale: circa 1/3 delle startup ritiene di aver subito una perdita di oltre il 50% del fatturato da settembre 2020 a settembre 2021 ma, data lanche a maggiore mortalità e una minore natalità, il fatturato medio è in crescita del 38% vale a dire da 235K a 360K di Euro.
Sono anche raddoppiate le startup che hanno saputo trasformare il Covid in un’opportunità di business e quelle che ne hanno neutralizzato l’impatto negativo.

Commenta Andrea Zuanetti, Responsabile Centro Studi Associazione Startup Turismo: “È evidente che il modello organizzativo delle startup, agile e snello, consente di affrontare meglio i cambiamenti. Dalla Survey di quest’anno emerge, infatti, che 2/3 delle startup hanno sviluppato un nuovo prodotto o servizio durante l’emergenza, un esempio su tutti, le startup attive nei servizi di hospitality che hanno introdotto routine di sanificazione delle camere per le strutture ricettive. Un terzo delle startup ha operato un pivot, modificando il proprio modello originale per meglio adattarsi al mercato”.

Le tendenze

Tra i segmenti che hanno beneficiato dell’emergenza i Technology Provider, che sono intervenuti nella digitalizzazione delle procedure alberghiere e del sistema ricettivo in generale. Buoni risultati per le startup legate alla sostenibilità (1/3 del totale) che compensano con azioni pratiche i comportamenti e le scelte green dei clienti, così come per le startup Experience Provider che si sono specializzate in prodotti outdoor di turismo attivo o con visite di località minori italiane, oppure ancora quelle che propongono smart mobility, con mezzi sostenibili come la bicicletta e il monopattino. Sempre in auge il neverending tourism, che valorizza l’esperienza prima e dopo il viaggio e crea un legame forte con la destinazione, in crescita anche alcune nicchie di mercato come il noleggio di barche e yacht, molto gettonati. “Tra i trend in crescita la smart destination” – sottolinea Zuanetti – e i servizi legati alla accessibilità.

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La nuova generazione ora ha il compito di trasformare questo patrimonio in nuove opportunità, mantenendo saldi i valori sui quali la nostra storia è stata costruita».\r\nHotel 4 stelle nel cuore di Roma, e un’offerta che guarda anche al Mice\r\nIl Best Western Premier Hotel Royal Santina rappresenta il polo più strutturato dell’offerta. La posizione in via Marsala, nelle vicinanze della Stazione Termini, consente di intercettare sia la domanda leisure sia quella business, mentre il The White Restaurant, il lounge bar e una serie di servizi sono dedicati alla clientela business, e il Centro Congressi Roma Termini amplia il posizionamento della struttura nel settore meeting e congressuale.\r\n\r\nCon quattro sale meeting su 225 metri quadrati e una capacità fino a 200 partecipanti, gli spazi sono mirati a riunioni aziendali, incontri formativi, convention, presentazioni, eventi corporate e appuntamenti ibridi. 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Elemento distintivo della struttura è inoltre il Tramonti Rooftop & Lounge Bar, che contribuisce a rafforzare la componente esperienziale dell’offerta. «Roma rimane il cuore del nostro progetto. È qui che è iniziata la storia della famiglia e da qui vogliamo partire per costruire la nuova fase di sviluppo. Le nostre strutture ci permettono di raccontare due anime della città e di rivolgerci a segmenti differenti, mantenendo sempre centrale il rapporto con il territorio».\r\nDal debutto a Ttg al piano di crescita dal 2027\r\nLa nascita di 01 Hotels segna quindi l’inizio di una nuova fase. Dopo aver consolidato l’attuale portafoglio, il gruppo guarda a una crescita progressiva attraverso nuove acquisizioni a partire dal 2027. 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Se nell’immaginario degli italiani l’inverno scandinavo continua ad essere associato soprattutto a tre parole – Lapponia, Rovaniemi e Aurora Boreale – spiega Gianna Forlastro, managing director – noi puntiamo a raccontare un’altra Scandinavia: più autentica, sostenibile,  selvaggia e soprattutto ancora poco conosciuta».\r\nDopo una stagione estiva particolarmente positiva, Easyweeks registra un buon andamento anche delle prenotazioni per l’inverno e guarda già alla prossima estate  con una programmazione dedicata a territori ancora poco presenti nell’offerta tradizionale italiana.\r\n«La Finlandia è una destinazione che conosciamo molto bene e che continua a regalarci grandi soddisfazioni – prosegue Forlastro – Il nostro obiettivo è far scoprire ai viaggiatori italiani che il Nord Europa non finisce nei luoghi più conosciuti, ma offre una quantità  straordinaria di territori autentici».\r\n\r\nUno dei territori sui quali Easyweeks vuole concentrare l’attenzione è la North Karelia, regione orientale della Finlandia ancora poco conosciuta dal pubblico italiano.\r\nAlla North Karelia si affiancano la Lakeland, la regione dei mille laghi, e l’Arctic Coast, lungo il Golfo di Botnia: tre aree differenti ma  accomunate dalla possibilità di proporre un Nord Europa meno scontato, dove il paesaggio diventa il vero protagonista del viaggio.\r\nCoolcation\r\nIl positivo andamento dell’estate ha confermato una tendenza ormai evidente: sempre più viaggiatori cercano nel Nord Europa una  risposta al caldo estivo e, contemporaneamente, un modo di viaggiare più rispettoso dell’ambiente.\r\n«Abbiamo registrato una buona risposta alle proposte dedicate al turismo sostenibile, costruite attraverso combinazioni di treno, bus  e traghetto, insieme a programmi dedicati all'hiking nella natura selvaggia di Finlandia, Norvegia e Islanda – precisa Forlastro - una formula che permette di rallentare il viaggio, ridurre gli spostamenti aerei interni e trasformare il percorso stesso in parte  dell’esperienza».\r\nUna particolare attenzione viene riservata ai piccoli gruppi, generalmente composti da un massimo di 20-25 partecipanti.\r\nProprio l’Aurora Boreale può essere riletta in una prospettiva differente.  Easyweeks propone infatti esperienze che permettono di intercettare il fenomeno anche sul finir dell’estate. 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