25 August 2026

La cassa integrazione non arriva o arriva in grave ritardo

Ci stanno arrivando molte segnalazioni, non solo da associazioni, ma anche da agenzie di viaggio, che la Cassa integrazione ancora non è arrivata. Eppure sono passati tre mesi. Forse qualcosa in più. La questione è complessa per cui uno deve cercare di andare con i piedi di piombo. Diciamo, facendo un ampio giro di chiamate, che la cassa ha avuto andamenti a macchia di leopardo. In alcune zone è arrivata, sebbene sempre con colpevole ritardo, in altre dovrebbe arrivare a giorni.

Cosa significa? Molte cose. Significa che il nostro sistema è stretto da una burocrazia tirannica e senza scrupoli. Che ha più interesse per le procedure che per le persone. Che il Governo o chi per lui non ha sorvegliato sull’effettivo iter di distribuzione territoriale e merceologico della cassa integrazione. Che probabilmente le risorse sono scarse e quindi si cerca di allungare il brodo.

Tutto questo va contro un principio fondamentale: lo stato di diritto, lo stato del welfare ha interesse che i cittadini in difficoltà abbiano quel minimo di sussistenza che li faccia andare avanti fino alla fine della crisi. Non è così. Si fanno grandi annunci, ma poi se uno si mette a fare la trafila prevista per l’ottenimento della cassa integrazione (a meno che non si tratti di megaziende, ricche e con contatti privilegiati), allora le cose si fanno complicate.

Se la burocrazia è l’anello debole del nostro Paese questo è il momento giusto per iniziare a smantellarla. La cig non arriva, o se arriva arriva come per caso. Le banche che dovrebbero elargire prestiti garantiti dalla Stato aprono pratiche lunghissime, che sembra non abbaino mai fine. Allora? Dov’è questa solidarietà? Dov’è il potere dello Stato se i suoi apparati amministrativi invece di eseguire rallentano?

In ultimo vorrei parlare dell’estensione della cassa integrazione per le prossime 9 settimane. Ebbene non basta ripresentare la domanda e amen. Per niente. Bisogna rifare tutta la procedura dall’inizio. Così si perdono altri mesi e coloro che un tempo erano lavoratori del turismo continuano a languire senza speranza.

Giuseppe Aloe

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