27 March 2026

Gen Z in agenzia: target strategico tra creator e autenticità

convegno gen zIntercettare la fascia 21-40 anni diventa priorità strategica per le agenzie di viaggio italiane. È quanto emerge dal convegno “Generazione Z in viaggio: cosa si aspettano dalle agenzie di oggi”, moderato da Gabriele Milani, direttore FTO. Un incontro che ha registrato il tutto esaurito, con una forte presenza di pubblico giovanile e seduto anche a terra, pur di assistere al dibattito. Al centro del panel, il ruolo dei content creator come leva per attrarre giovani lavoratori che hanno cominciato a guadagnare ma non trovano sul mercato prodotti pensati per loro. Insieme a due creator speciali: Gordon e Michela Verderi, anello di congiunzione tra “vecchio” e “nuovo” mondo, rispettandoli entrambi.  Il primo ha fondato un brand di viaggi, GoTribe e collabora con il Gruppo Gattinoni per viaggi dedicati a un pubblico under 25. Verderi collabora con il to Volver e ha ottenuto il patentino di accompagnatrice turistica.

Content creator con 1 milione di follower: il caso Gordon

«Avere quella persona, quel personaggio, fa in modo che quel luogo venga cercato. È un nuovo modo di viaggiare e ricercare», ha affermato Isabella Maggi, direttrice marketing e comunicazione del Gruppo Gattinoni, illustrando la collaborazione con Yuri Sterrore, (in arte Gordon). Il content creator vanta 1 milione di follower costruiti in 10 anni di lavoro sui contenuti, partendo da Facebook fino a TikTok e Instagram. «Ho iniziato a viaggiare ormai 20 anni fa circa, e non ero mai entrato in agenzia viaggi».

Quando i giovani (e non solo) creano i loro viaggi

Gattinoni collabora con il creator nel progetto dedicato proprio alla Gen Z chiamato Dreampacker: un’iniziativa che nasce dall’interno di Gattinoni, ideato da persone giovani del gruppo. «Ci hanno detto: non abbiamo prodotti che venderemmo ai nostri amici. E loro stessi stanno creando i loro viaggi», ha raccontato Maggi. L’iniziativa, affidata a under 25, rappresenta un cambio di paradigma nella costruzione dell’offerta per questo target. «Parliamo tanto di generazione Z ma anche il Silver è interessante come target: hanno tempo, soldi e possibilità di spendere. C’è una contaminazione che parte dai giovani ma si espande in tutto il comparto turistico dei viaggi», ha aggiunto.

Volver e l’approccio esperienziale

Tra i relatori anche Giada Marabotto, CEO Volver Tour Operator, che ha illustrato un modello di business basato su viaggi di nicchia, esperienze specifiche e accompagnatori qualificati. «Il mio consiglio a chi vuole provare un progetto così è guardarsi attorno e non dire sì a tutti. Non è detto che chi ha tanti follower vada bene. Bisogna scegliere il content creator più in linea con il proprio caso», ha dichiarato Marabotto.

L’operatore ha sperimentato format innovativi come tour letterari  e viaggi idi gruppo con la creator Michela Verderi, che è anche accompagnatrice turistica, e che ha delineato il profilo del viaggiatore giovane: «I giovani di oggi non sono superficiali, anzi il contrario. Stanno tornando sempre più a dare valore alle cose reali e importanti della vita. Non cercano solo il viaggio perfetto pieno di cose da vedere, ma viaggi in cui rispecchiarsi e sentirsi parte di qualcosa di più grande».

Tra le caratteristiche distintive della Gen Z emergono l’apprezzamento per l’autenticità, esperienze di volontariato e contatti reali con le comunità locali. «Tanta flessibilità nel momento della prenotazione: vogliono avventura, momenti liberi, tempo per sé, escursioni con guida e budget intelligente. Non low cost né il contrario, ma che dia valore alle cose. L’importanza è per le cose etiche e sostenibili, e per quelle pagano, amano tempo condiviso e di qualità», ha spiegato Verderi.

Le agenzie come hub di idee: necessaria la specializzazione per target

«Anche dal punto di vista della scelta del target dobbiamo essere tuttologi non va più bene. È necessario individuare nelle nostre agenzie e rete vendite le persone che hanno più talento e passione in un determinato target di clienti, non di destinazione. La differenza non la fa più la destinazione», ha affermato Deborah Rainis, fondatore e CEO Travel Angels.

Rainis ha sollecitato investimenti per attività sia online che offline: «Le nostre agenzie devono diventare hub di idee e dialogo. Quando è arrivato internet non abbiamo più capito dove fare investimenti. Quello che non possiamo più fare è pensare che basti esistere».

Marabotto ha suggerito di partire dalle risorse esistenti: «I figli dei nostri clienti che magari passano in agenzia per qualunque motivo, se trovano terreno fertile, li abbiamo già in casa. Partiamo dalla risorsa che abbiamo: i nostri database dei clienti, i viaggi di nozze. Sta a noi giocarci l’opportunità di proporre un prodotto che possa piacere a quel target».

Tecnologia e IA: supporto, ma non sostituzione

Sterrore ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale: «La tecnologia fa passi da gigante, in 10 anni è cambiato tutto. Penso che l’IA servirà solo in alcuni ambiti, non può sostituire l’umano. Anche i creator con la loro community non devono vedere nell’IA uno scoglio per la creazione di contenuti. Io la uso come supporto. Oggi bisogna avere una brand identity forte e potersi raccontare per raggiungere il proprio pubblico. Fondamentale la professionalità degli operatori turistici e affidarsi ai professionisti».

Verderi ha sottolineato l’importanza della relazione con le agenzie: «Per me è fondamentale la coesione, il rispetto reciproco, l’unione di idee e il rispetto del modo in cui la persona vuole comunicare sui viaggi. Importante la trasparenza con il tuo pubblico. Nei miei viaggi ho tanti repeater, spesso persone che vengono da viaggi precedenti».

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