16 January 2021

Expedia Group sulle aspettative dei viaggiatori, 3 su 5 puntano a ripartire. Focus su e-commerce e millennial

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Un nuovo studio della società di consulenza di Wakefield Research analizza come stanno cambiando le preferenze dei consumatori e le nuove aspettative sui viaggi a seguito della pandemia di Covid-19. Giovanni Moretto di Expedia Group fa alcune considerazioni sulla ricerca.

La pandemia di Covid-19 ha avuto conseguenze eccezionali sul settore del turismo, che genera 9.300 miliardi di dollari all’anno a livello globale, e dopo le prime incertezze i viaggiatori sembrano orientati verso una graduale ripresa degli spostamenti, secondo l’ultima ricerca Wakefield. A livello globale, tre viaggiatori su cinque intendono prenotare un viaggio nei sei mesi successivi alla revoca delle restrizioni di viaggio previste dai governi locali, e il 30% degli intervistati ha detto che sceglierà soprattutto destinazioni domestiche. Inoltre, gli operatori del turismo saranno rassicurati dal fatto che due intervistati su tre intendono partire per lo stesso numero di viaggi che erano abituati normalmente a fare prima della pandemia, se non di più.

Per quanto riguarda l’Europa, la preferenza per i viaggi all’interno del territorio nazionale è più pronunciata in Spagna (42%) mentre la tendenza a viaggiare da soli cresce in Francia (25%). D’altra parte, i viaggiatori tedeschi e britannici intendono intraprendere più viaggi internazionali (18% e 14% rispettivamente) rispetto a quelli di altri paesi. In Italia, ad esempio, cresce la volontà di rimanere all’interno dei confini nazionali: secondo l’Enit il 58% degli italiani sta programmando almeno un soggiorno in autunno, mentre già il 33% pensa alle vacanze di Natale. In tutto il mondo, la Generazione Z e i millennial hanno manifestato il forte desiderio di viaggiare ed esplorare. I due terzi degli appartenenti a queste fasce demografiche hanno intenzione di viaggiare nei sei mesi successivi alla conclusione pandemia.  

I baby boomers e la “generazione silenziosa” (i nati prima del 1945) sono più riluttanti a riprendere a spostarsi, tanto che quasi il 50% degli intervistati vuole aspettare almeno altri sei mesi prima di prenotare un viaggio. I nati dagli anni ’80 in poi sono anche due volte più propensi a visitare una città e contesti urbani rispetto a chi appartiene ad altre fasce d’età.  Gli albergatori, soprattutto nelle aree urbane, dovrebbero tenere conto delle aspettative di questi viaggiatori nelle loro strategie di rilancio nei prossimi mesi. Un recente studio dimostra che la pandemia ha velocizzato il passaggio dagli acquisti nei punti vendita fisici a quelli digitali di 4-6 anni, ed è lecito aspettarsi che la rapida crescita dell’e-commerce continui.

La Wakefield Research ha rilevato schemi di acquisto simili tra i viaggiatori: più del 70% degli intervistati preferisce prenotare il primo viaggio indirettamente, e oltre il 50% ha dichiarato che intende acquistare su siti di prenotazione di terze parti. Per consentire ai consumatori nativi digitali di prenotare i propri viaggi in sicurezza dove e quando vogliono, Expedia Group ha recentemente introdotto la funzione di “Prenotazione senza carta di credito” che permette di acquistare viaggi last minute senza dover inserire i dati di una carta. Questa iniziativa aiuterà gli albergatori a sfruttare nuove opportunità che altrimenti andrebbero perdute. Secondo la ricerca Wakefield, è però certo che quasi il 70% dei viaggiatori preferisce un’esperienza di check-in efficace, ma vuole interagire il minimo indispensabile con il personale delle strutture. Inoltre, i viaggiatori hanno segnalato tra i fattori fondamentali nella scelta di una struttura la presenza di descrizioni chiare delle caratteristiche e dei servizi delle camere, e servizi di ristorazione che garantiscano il distanziamento.

I viaggiatori vogliono esperienze prive di contatto, quindi tutto dovrà risultare più semplice. Gli albergatori e gli altri fornitori di servizi legati all’ospitalità devono adattarsi velocemente e innovare, trovando soluzioni per offrire servizi senza contatto personale ma che possano comunque trasmettere un tocco di umanità e soddisfare il cliente.

 

 




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