25 August 2026

eDreams: possiamo gestire l’attività con cali del 70% fino a tutto il 2021

Sono numeri ancora impietosi quelli che evidenzia il bilancio eDreams Odigeo riferito al secondo trimestre fiscale 2020-2021, chiuso lo scorso 30 settembre: il gruppo spagnolo ha registrato margini operativi lordi rettificati (ebitda) pari a -2,1 milioni di euro, ma soprattutto utili netti rettificati in rosso per 19,3 milioni. Numeri sicuramente migliori rispetto a quelli del trimestre precedente, con l’ebitda rettificato che è per esempio cresciuto di ben l’86%, ma comunque imparagonabilmente inferiori se confrontati a 12 mesi prima: gli utili netti e l’ebitda rettificati del secondo trimestre fiscale 2019-2020 di eDreams erano infatti rimasti saldamente in territorio positivo, raggiungendo rispettivamente quota 9,9 e 29,1 milioni di euro.

Ciononostante il gruppo spagnolo sottolinea la solidità del proprio modello di business anche in momenti tanto avversi: “In questo periodo abbiamo continuato a sviluppare e rafforzare con successo l’attività per assicurarci di emergere come vincitori dalla crisi del Covid-19 – ha in particolare dichiarato il ceo, Dana Dunne -. Abbiamo assistito a un rapido miglioramento del business quando le restrizioni sono state eliminate in estate, continuiamo a concentrarci sul nostro esclusivo prodotto di abbonamento, Prime, e abbiamo gestito fermamente le nostre finanze assicurandoci di mantenere livelli di liquidità sostanziali. Siamo entusiasti delle notizie riguardanti il vaccino, che consentirà ai mercati di riaprire, tornando così alla normalità in un futuro non troppo lontano”.

A fine ottobre eDreams Odigeo dichiarava in particolare liquidità per 117 milioni di euro, in crescita rispetto allo scorso giugno, se si esclude l’accelerazione dei tassi di rimborsi registrata negli ultimi mesi. Un risultato raggiunto grazie a una buona gestione dei costi fissi, che ha portato nell’ultimo trimestre alla riduzione dell’erosione media mensile del capitale (esclusi capitale circolante e tasse) da 13 a 6 milioni di euro. Alla luce di tali trend, il No action stress test evidenzia come il gruppo possa essere in grado di gestire la propria attività per tutto l’anno solare 2021, anche a fronte di un calo del business del 70%.

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