28 May 2026

Deloitte: innovazione, digitalizzazione e made in Italy. La ricetta per far ripartire il turismo

Solo il 28% dei turisti si sente sicuro di volare e poco più alta è la percentuale di chi si sente tranquillo a soggiornare in hotel (41%). Le rilevazioni dell’osservatorio quindicinale di Deloitte, State of the Consumer Tracker, evidenziano ancora una situazione critica sul fronte dei viaggi. Ecco allora la necessità di “far sentire al sicuro i viaggiatori. Investire in forme di turismo innovative. Spingere il made in Italy per valorizzarne la potenza economica. Attuare politiche industriali coraggiose dedicate all’innovazione per assicurare una crescita sostenibile del Paese, sia industriale sia sociale”. Queste, secondo Andrea Poggi, innovation leader di Deloitte Italia e North-South Europe, sono le poche ma fondamentali direttrici e il ricettario per far ripartire il turismo.

Case-history estere di valorizzazione territoriale innovativa e digitale arrivano per esempio dall’Islanda con Inspired by Iceland: un programma di promozione del territorio tramite video di testimonial su social network volti a creare engagement dei turisti, nonché dalle isole Faroe, in cui gli abitanti del posto, dotati di una videocamera in diretta, portano i turisti a scoprire paesaggi e attrazioni da remoto.

Come dimostrano questi casi, sostiene quindi Poggi, risulta strategico digitalizzare la filiera del turismo e creare poli turistici interconnessi, anche per aumentare la collaborazione tra le imprese coinvolte e amplificarne il potenziale commerciale. La Spagna, per fare un altro esempio, ha da poco lanciato il suo nuovo portale ufficiale che connette una molteplicità di imprese turistiche e istituzioni, dando ai viaggiatori la possibilità di programmare il proprio viaggio basandosi sulle esperienze di utenti con preferenze simili.

Nell’attuale contesto competitivo, l’innovazione e la promozione di un turismo digitale con modalità di fruizione ibride, se sostenuta da politiche industriali coraggiose, può rivelarsi perciò un’importante alleata per riposizionare il made in Italy: un brand che, se registrato, sarebbe tra i più noti al mondo.

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