8 September 2026

Cresce l’Intelligenza Artificiale anche nel turismo. Con qualche frenata (meno male)

L’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore dei viaggi sta accelerando. Nel 2022 solo circa il 4% delle aziende incluse nello Skift Travel 200 (che raccoglie i maggiori player mondiali quotati in borsa) menzionava l’AI nei propri bilanci annuali; nel 2024 la quota è salita al 35%. Parallelamente, le start-up di viaggio basate sull’AI stanno attirando una crescente attenzione da parte del venture capital. Secondo i dati Skift, nel 2023 solo il 10% dei finanziamenti di venture capital legati al settore turistico è andato a start-up che offrivano soluzioni abilitate dall’AI. Nella prima metà del 2025 questa percentuale ha già raggiunto il 45%.

Molte aziende del settore viaggi e hospitality guardano con entusiasmo alle opportunità offerte dall’AI. In un sondaggio condotto per questo report su 86 dirigenti del settore, per lo più statunitensi, il 26% ha dichiarato che l’introduzione dell’AI ha portato a riduzioni dei costi operativi, il 30% a decisioni più rapide, il 33% a una maggiore personalizzazione dell’offerta ai clienti, il 36% a risultati di qualità superiore e il 59% a un incremento della produttività dei dipendenti. La maggior parte degli intervistati segnala inoltre che l’adozione dell’AI, negli ultimi tre anni, ha contribuito a generare in media oltre il 6% di crescita annua dei ricavi e oltre il 6% di risparmi annui sui costi.

Maturità dell’uso

Nonostante l’entusiasmo e l’accelerazione degli ultimi anni, i settori dei viaggi e dell’hospitality restano indietro rispetto ad altri in termini di maturità nell’uso dell’intelligenza artificiale. Finora, gli sforzi si sono concentrati soprattutto su strumenti orizzontali come copiloti aziendali e chatbot, che hanno avuto una rapida diffusione ma hanno prodotto benefici spesso difficili da misurare. Gli use case verticali, più mirati e specifici per il settore, avrebbero un potenziale trasformativo molto maggiore, ma la maggior parte di questi progetti è rimasta bloccata nella fase pilota.

 Emergono due ostacoli principali: dati frammentati e sistemi poco compatibili. Un approccio culturale che privilegia le persone alla tecnologia. Molte aziende del travel continuano a considerarsi realtà di servizio più che di innovazione tecnologica.

Oltre il 90% dei viaggiatori dichiara di avere un certo grado di fiducia nell’accuratezza delle informazioni di viaggio fornite dall’IA. Tuttavia, è interessante notare come i consumatori si sentano più a loro agio nell’utilizzare questi strumenti per attività esplorative e creative, piuttosto che in contesti più delicati e ad alto rischio, come la comprensione dei requisiti per i visti o la risoluzione di problemi di customer service.

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