27 March 2026

Airbnb: non va bene la pubblicità che dà ai bambini una connotazione negativa

Non mi piacciono le pubblicità di Airbnb. Fanno un lavoro che non è consentito neanche ai mega uffici marketing. E cioè la discriminazione dei bambini durante le vacanze, come se i bambini fossero solo un impedimento all’agognato riposo.

Ce l’ho soprattutto con quella in cui alcuni adulti rappresentati da pupazzetti (mai rappresentazione è stata più precisa del consumatore medio) se ne stanno beati a fianco di una piscina bevendo qualcosa e magari chiacchierando di niente, come di solito si fa con i vicini di lettino vacanziero. Ecco che arriva una ciurma di bambini che si tuffano in acqua e la situazione da idilliaca, per gli adulti diventa un inferno. Per cui a questo punto la soluzione è una sola: gli adulti da una parte i bambini dall’altra.

Adulti in piscina

Per quanto mi riguarda non ho mai visto qualcosa di più inaccettabile di questa promozione, che sicuramente attirerà molti genitori stanchi dell’irrequietezza dei loro figlio. Che poi detto fra di noi, l’irrequietezza dei bambini è l’essenza di quella età che molto spesso questa specie di adulti ha dimenticato. E’ inaccettabile perché non prende in considerazione il fatto che molte famiglie adorano stare con i propri figli, e in secondo luogo perché danno dei bambini un’immagine negativa (cosa che i bambini non sono) esclusivamente per un tornaconto, per incrementare un ipotetico reddito.

Io credo che questa campagna debba essere modificata.

Cara Airbnb, la prossima volta fai una rappresentazione al contrario, cioè i bambini che si scocciano dei genitori. Perché fra le due, questa è sicuramente più vera.

Giuseppe Aloe

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