9 maggio 2019 12:30
Diciannove appartamenti studiati per la destinazione d’uso degli affitti a breve termine. E’ la novità triestina di Halldis, che ha riconvertito in questo modo Palazzo Pitteri: edificio storico progettato da Ulderico Moro a fine Settecento, con affaccio sulla piazza Unità d’Italia.
Protagonisti dell’iniziativa, oltre ad Halldis Spa, società italiana con sede a Milano che gestisce 2 mila proprietà in 25 località italiane ed europee, per conto di proprietari privati e istituzionali, insieme a Bnp Paribas reim sgr, per conto del fondo Alloro, proprietario dell’immobile, nonché allo Studio Trilumi, che ha operato quale project manager dei processi costruttivi e architettonici. L’operazione, costata 1,5 milioni di euro di cui 300 mila per gli arredi progettati interamente da Halldis, ha portato alla realizzazione di 19 appartamenti, dal mono al quadrilocale, distribuiti su 1.300 metri quadrati e disponibili da inizio giugno, che andranno a soddisfare la domanda di chi soggiorna nel capoluogo giuliano da pochi giorni a diversi mesi. Il costo giornaliero del soggiorno parte da 80 euro per un bilocale e da 110 per un trilocale.
«Il nostro debutto a Trieste – spiega Vincenzo Cella, managing director Halldis – è una scelta rilevante: gli arrivi di visitatori sono in costante aumento e la città è in crescita. Pensiamo alle aziende italiane e internazionali presenti, ma anche alla riqualificazione del Porto Vecchio che si sviluppa su un’area di 66 ettari: un’operazione immobiliare straordinaria. Con la nostra esperienza di oltre 30 anni negli affitti brevi, progettiamo e mettiamo a reddito immobili di privati e soggetti professionali: sviluppatori privati, fondi, sgr o banche. Esiste poi un mercato ancora da esplorare, quello degli npl (non performing loans: i crediti deteriorati), dello sviluppo immobiliare destinato alla vendita e rimasto invenduto, delle riconversioni di destinazione d’uso: da direzionale a residenziale. I proprietari possono ridare vita a un immobile, trarne un reddito, guadagnando fino al 10% in più rispetto all’affitto tradizionale, e valorizzarlo con una mirata gestione unitaria. In città prevediamo di realizzare a breve altre due o tre operazioni come questa di Palazzo Pitteri».
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Gli scanner di nuova generazione che consentono di portare nel bagaglio a mano liquidi in confezioni sopra i 100 ml, e fino a un massimo di due litri, sono già installati in numerosi aeroporti europei: Milano (Malpensa e Linate), Roma Fiumicino, Bologna, Torino, Dublino, Belfast, Edimburgo, Parigi (Charles de Gaulle e Orly), Londra (Heathrow, Gatwick, Southend), Birmingham, Madrid, Palma di Maiorca, Düsseldorf, Colonia, Amburgo, Berlino, Francoforte sul Meno, Stoccarda, Monaco di Baviera, Praga, Bratislava, Sarajevo, Malta – spiega Assoutenti –. Tuttavia non tutti gli scali hanno deciso di applicare la nuova regola sui liquidi e, pur essendo dotati di scanner di nuova generazione, continuano a far valere il limite dei 100 ml nel bagaglio a mano.
Confusione totale
“Una situazione di confusione totale che rischia di costare caro ai passeggeri: chi infatti questa estate arriva in aeroporto con profumi, gel, creme, vini, liquori e altri liquidi in confezioni sopra i 100 ml scopre solo all’ultimo se potrà trasportare nel bagaglio a mano tali prodotti, o se dovrà lasciarli ai controlli di sicurezza o imbarcarli in stiva, affrontando i relativi costi” – denuncia il presidente Gabriele Melluso.
Una spesa quella per il bagaglio da stiva acquistato in aeroporto che non è certo indifferente: ad esempio la compagnia Ryanair applica tariffe che vanno dai 35,99 ai 75 euro a volo, mentre per Vueling la spesa oscilla tra i 40 e i 75 euro; WizzAir fa pagare 70 euro, Easyjet 65 euro. Con Ita (per i biglietti economy light) si parte da 60 euro volando in Italia, 70 euro per i voli europei, e si arriva ad un massimo di 130 euro per alcune destinazioni come Giappone, Stati Uniti, Brasile, Thailandia.
“Proprio per evitare costi non preventivati in capo ai viaggiatori e superare la situazione di caos che si sta determinando nel settore del trasporto aereo, chiediamo oggi all’Enac di pubblicare sul proprio sito una lista aggiornata degli aeroporti che consentono di portare nel bagaglio a mano liquidi sopra i 100 ml, in modo tale che i passeggeri siano preventivamente informati circa tale possibilità e possano fare scelte consapevoli evitando brutte sorprese negli scali da cui partiranno o transiteranno questa estate” – conclude Melluso.
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Secondo la Tat - Tourism Authority of Thailand, infatti, negli ultimi quattro mesi dell'anno, arriveranno nel Paese ben 12,2 milioni di visitatori stranieri che genereranno entrate per 19,9 miliardi di dollari. I turisti saranno in gran parte provenienti dall'Asia orientale, dall'Europa e dall'Asia meridionale.
Complessivamente, tra il 1° gennaio e il 25 agosto, la Thailandia ha accolto oltre 23 milioni di turisti stranieri, secondo il Ministero del Turismo, per una spesadi 31,5 miliardi di dollari. La Cina rimane il primo mercato, seguita da Malesia, India, Corea del Sud e Russia.
«Le prospettive per il 2024 prevedono che 35,99 milioni di turisti stranieri visiteranno la Thailandia, con un aumento del 28%, in linea con l'obiettivo del Tat di raggiungere almeno i 35 milioni. Le entrate turistiche dovrebbero aggirarsi intorno ai 1.800 miliardi di Thb (53 miliardi di dollari), con un aumento del 32% rispetto all'anno precedente» ha affermato Thapanee Kiatphaibool, governor della Tat.
Una performance positiva per la destinazione, benché sia ancora al di sotto di quella pre-Covid, quanto i visitatori erano stati 39,8 milioni. Intanto, per il 2025, la Tat punta ad un incremento delle entrate turistiche del Paese del 7,5%.
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