18 novembre 2025 09:00
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Eccellenza, rigore e rispetto del passeggero. Per Corsica Sardinia Ferries l’accoglienza a bordo passa anche dalla qualità della ristorazione.
La compagnia, fondata dall’armatore corso Pascal Lota, negli anni non ha mai perso di vista uno dei principali obiettivi: alzare il livello dell’offerta enogastronomia a bordo. Un obiettivo che si concretizza di anno in anno con programmi ed investimenti volti a garantire ai passeggeri un’accoglienza di alto livello e fare in modo che anche una semplice traversata possa essere un esperienza gastronomica unica.
Corsica Sardinia Ferries è l’unica compagnia di navigazione passeggeri in Italia che gestisce la ristorazione in proprio, senza affidarsi a terzi. In poche parole ha direttamente il controllo degli acquisti delle materie prime, della creazione dei menù e della formazione del personale.
Proprio perché si tratta di una convinzione profonda, quella di garantire al passeggero servizio e piatti eccellenti, Corsica Sardinia Ferries, nel corso degli ultimi dieci anni ha collaborato con cuochi di alto livello come Filippo Chiappini Dattilo, che da qualche tempo affianca la compagnia nella creazione dei menu a bordo delle Navi Gialle, nella formazione del personale di cucina e nella sperimentazione di nuovi piatti, mescolando tradizione e innovazione.
Filippo Chiappini Dattilo, prima di essere titolare dell’Antica Osteria del Teatro di Piacenza (2 Stelle Michelin) ha lavorato con gli chef stellati francesi Georges Blanc, Émile Jung e Paul Haeberlin. E oggi è uno degli chef italiani più apprezzati.
“Ho trascorso 30 anni nel mio ristorante di Piacenza – racconta Filippo Chiappini Dattilo – e dopo averlo lasciato ho intrapreso una nuova avventura con Corsica Sardinia Ferries, che mi consente di trasferire il mio know how ai giovani”.
Il passaggio dal ristorante di Piacenza alle navi è stata una sorpresa per Chiappini Dattilo. “Ho toccato con mano l’importanza dell’accoglienza e della cura a bordo anche durante una semplice traversata – aggiunge lo chef – I traghetti non hanno nulla da invidiare alle navi da crociera, per questo ogni piccolo momento passato a bordo deve garantire servizi di alto livello”.
Nel rispetto dell’equilibrio tra innovazione e tradizione, i passeggeri della compagnia trovano nel menu non solo piatti originali, ma anche ricette che richiamano la cultura culinaria di Corsica e Sardegna.
“A bordo utilizziamo sempre materie prime fresche e di stagione – sottolinea lo Chef – Non solo, ma con una grande attenzione a ridurre gli sprechi e a rispettare l’ambiente. Qualità e sostenibilità sono fondamentali. Per esempio, oltre a non utilizzare la plastica, ci rivolgiamo alla pesca sostenibile e acquistiamo prodotti bio. La qualità e la selezione delle materie prime sono molto importanti, ma dal momento che i numeri dei pasti sono più alti rispetto ad un ristorante a terra, dobbiamo considerare anche la reperibilità di un prodotto durante un periodo più lungo”.
Per quanto riguarda l’aspetto formativo del personale di bordo, che Corsica Sardinia Ferries cura da molto tempo, è stata istituita una vera e propria “nave scuola” che accoglie i giovani aspiranti chef. L’obiettivo è quello di innestare forze nuove a bordo.
“I giovani sono molto attenti e desiderosi di imparare – aggiunge lo Chef – è una bella soddisfazione lavorare con loro. Dobbiamo spronarli per fargli capire che devono credere in questo lavoro, con amore e passione. La crescita professionale continua esiste anche nel campo marittimo. Se lavori bene il percorso è incredibile e molto appagante. Dopo alcune settimane, a contatto con il mondo della cucina navale, i ragazzi hanno le idee più chiare su quella che può essere una carriera a bordo ed eventualmente possono sceglierla come possibilità di impiego ”.
Il ruolo formativo di Filippo Chiappini Dattilo comprende naturalmente anche il coinvolgimento di tutto il personale nell’esecuzione dei piatti che cambiano a seconda delle stagioni o delle innovazioni che lo chef vuole apportare.
“Il passeggero deve trovare su tutte le navi della flotta la stessa preparazione, qualità e presentazione dei piatti – commenta lo Chef – A bordo non ci sono piatti di serie A o di serie B. La qualità eccellente è una caratteristica sia del ristorante Dolce Vita che del Self Service. La creazione dei piatti segue le materie prime della stagione. Per questo la conoscenza della materia prima è fondamentale, poi segue la tecnica. I ragazzi sono sempre molto interessati e propositivi: vengono coinvolti nei piatti che cambiano, con l’utilizzo di materie prime che magari prima non conoscevano”.
La qualità dei piatti va sempre di pari passo con il servizio a tavola: l’apparecchiatura come anche il materiale o il colore del piatto contribuiscono a rendere speciale l’esperienza per il passeggero.
“Partirà a breve una formazione focalizzata sul servizio a tavola – conclude Chiappini Dattilo – perché al cura è a 360 gradi e comprende sia il cibo proposto che il servizio”.
Di recente la compagnia ha rinnovato la “mise en place” su alcune navi, un investimento importante che ha permesso un restyling della tavola sia al ristorante che al self service. Si tratta di piccoli dettagli che fanno la differenza e predispongono il passeggero ad apprezzare al meglio l’esperienza a tavola. Il cliente infatti mangia prima con l’occhio e poi con il gusto.
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[post_content] => Prende il via la valorizzazione e la riqualificazione dell’aeroporto Giuseppe Ciuffelli di Rieti, in preparazione dei Mondiali di volo a vela che la città ospiterà nell’agosto 2027. L’evento, già tenutosi a Rieti nelle edizioni 1985 e 2008, conferma il ruolo del territorio come riferimento per questa disciplina e diventa il perno di un piano di rilancio dell’infrastruttura aeroportuale.
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[post_content] => Neos ha stretto una partnership con CPFlight per l’installazione di due simulatori firmati dall’azienda italiana, leader mondiale nel settore della simulazione aerea. Si tratta di strumenti di ultima generazione, progettati per riprodurre fedelmente le condizioni operative e consentire un addestramento di altissimo livello.
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[post_content] => Aegean torna a volare nei cieli di Bari: la compagnia aerea greca, dopo qualche anno di assenza, ripristina infatti il collegamento verso Atene, che sarà operativo tre volte a settimana (domenica, mercoledì e venerdì) da fine giugno a inizio settembre.
Una rotta che rafforza ulteriormente l'offerta internazionale dell'aeroporto di Bari confermando la centralità dello scalo pugliese nelle strategie dei vettori che investono sul territorio.
«Il ritorno di Aegean - ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -, rappresenta un'importante opportunità di crescita per il traffico passeggeri e un segnale concreto della fiducia che i vettori continuano a riporre nel nostro sistema aeroportuale. Il collegamento con Atene, importante capitale europea e hub strategico, non è solo un volo, ma l’unione tra due territori molto simili tra loro per cultura, enogastronomia e turismo. Operiamo quotidianamente per raggiungere questi risultati straordinari e per nulla scontati e ritengo che questo traguardo sia il giusto riconoscimento dell'impegno di quanti operano quotidianamente per migliorare la qualità dei servizi e l’efficienza delle infrastrutture aeroportuali.
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[post_content] => Qantas e Japan Airlines hanno firmato un protocollo d'intesa volto a organizzare la transizione di Jetstar Japan verso una struttura “guidata da capitali giapponesi”. Il progetto prevede che Qantas venda l'intera partecipazione del 33,32% nella compagnia, con l'accordo definitivo previsto per luglio 2026 e il completamento della transizione per giugno 2027.
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[post_content] => Relais & Châteaux presenta quattro iniziative congiunte con l’Unesco a livello internazionale per promuovere la sostenibilità nell’ospitalità e nelle pratiche culinarie, in armonia con il pianeta.
Questo traguardo si fonda sulla collaborazione strategica avviata nel 2024 tra Relais & Châteaux e l’Unesco. I progetti riuniscono chef di fama mondiale e siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale, riserve della biosfera, geoparchi globali e patrimonio culturale immateriale. Ciascuna delle quattro dimore Relais & Châteaux (il Fyn Restaurant in Sudafrica, Maison Pic in Francia, Eleven Madison Park negli Stati Uniti e L’Effervescence in Giappone) si impegna a rafforzare il proprio contributo nella tutela della biodiversità e nell’azione per il clima, supportando le comunità locali e coinvolgendo un ampio pubblico nell’adozione di pratiche e comportamenti sostenibili, in linea con i 12 impegni di Relais & Châteaux e il mandato dell’Unesco.
Un progetto in divenire
All’origine di questa iniziativa c’è Mauro Colagreco, vicepresidente, chef di Relais & Châteaux e proprietario del ristorante Mirazur a Mentone. Nominato ambasciatore di buona volontà dall’Unesco per il suo impegno a favore della biodiversità nel 2022, Mauro Colagreco ha infuso nelle sue creazioni culinarie una profonda consapevolezza ambientale, che orienta e guida il suo lavoro.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
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Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
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L'hotel dispone di 121 camere ed è situato sulla costa nord-occidentale di Maiorca. Offrendo viste panoramiche sul mar Mediterraneo e sulla catena montuosa della Serra de Tramuntana, patrimonio nesco, la struttura ha ottenuto la certificazione Leed Platinum a conferma del suo impegno verso la sostenibilità e le elevate performance ambientali.
La strategia del gruppo
L’acquisizione riflette la strategia di Dubai Holding di investire in asset di alta qualità nei principali mercati internazionali, sostenendo la visione di lungo periodo del gruppo volta a costruire un portafoglio globale diversificato e resiliente. Amit Kaushal, group chief executive officer di Dubai Holding, ha dichiarato: «Questa acquisizione rappresenta un’aggiunta strategica al nostro crescente portafoglio globale nel settore dell’ospitalità e sottolinea il nostro impegno a investire in asset di alta qualità in grado di generare valore nel lungo periodo per Dubai Holding. Jumeirah Mallorca incarna gli elevati standard e l’esperienza di ospitalità eccezionale associati sia a Dubai Holding Hospitality sia a Jumeirah. Mentre continuiamo a espandere la nostra presenza in destinazioni di livello mondiale, restiamo focalizzati sull’ottimizzazione delle performance del nostro portafoglio e sulla creazione di valore sostenibile attraverso una crescita disciplinata».
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L'andamento dei prezzi
I prezzi seppur in lieve aumento, spinti dai costi operativi e di approvvigionamento, «hanno una curva più dolce, con una crescita più contenuta rispetto agli ultimi anni. La dinamica principale sarà una maggiore flessibilità tariffaria, soprattutto fuori dai picchi di altissima stagione. Per competere con le destinazioni balneari estere - prosegue il manager - puntiamo su qualità dell’offerta, valorizzazione del territorio, facilità di accesso e formule flessibili. Il mare Italia resta competitivo su soggiorni medio-brevi e vacanze family, soprattutto se supportato da politiche di prezzo mirate. Inoltre puntiamo sulla possibilità di offrire un’esperienza integrata, con pacchetti che includono enogastronomia locale, wellness e cultura. La strategia per il 2026 passa dalla fidelizzazione delle agenzie tramite una politica commerciale ad hoc e servizi ancillari quali transfer dedicati e assicurazioni viaggio inclusi nel prezzo».
Il 2026 riconferma anche la volontà di allargare e migliorare costantemente l’offerta. «Abbiamo lavorato per ampliare il portafoglio con quattro nuovi Fruit Village in Italia e uno all’estero; molte strutture sono state inoltre interessate da interventi strutturali e di restyling ,in modo tale da poter proporre un’offerta più selettiva e sostenibile».
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