24 June 2026

Vacanze termali a Ischia, tutte le informazioni in un nuovo portale

L’isola di Ischia è tra le mete turistiche italiane più conosciute grazie alle sue famosissime terme, ora protagoniste del portale www.isoladischia.com, che ha come obiettivo la promozione dell’isola e dei suoi aspetti meno noti. Tra le segnalazioni presenti all’interno del sito, anche le fumarole in zona Sant’Angelo, una delle falde termali più calde, con picchi che raggiungono i 100 gradi. Proprio per le altissime temperature, molti turisti si divertono a cucinare uova, patate, pollo a cartoccio o altro direttamente sotto la sabbia, per una cena sana, genuina e di certo fuori dal comune. Data la particolarità del luogo, l’area è delimitata da una recinzione di sicurezza e vi si accede accompagnati da guide esperte. Tra le sorgenti più famose ed apprezzate va segnalata Nitrodi, le cui acque sono in grado di curare psoriasi, alopecia, ulcere e piaghe. Numerosi, inoltre, sono i parchi termali naturali, che coniugano la natura e il benessere in vere e proprie oasi di pace e relax. Il comune termale per eccellenza è Casamicciola, con il parco termale del Castiglione, con le sue 10 piscine di diversa gradazione. Ma anche gli altri comuni non sono da meno: il più grande è quello all’interno dei Giardini Poseidon, con le sue 20 piscine immerse nel verde, con una temperatura compresa tra i 28° e i 40°, a pochi passi dal mare della baia di Citara e il parco termale Negombo, con numerosi esemplari di piante rare. Ischia è ben collegata con tutta Italia, grazie a numerosi traghetti dalle coste campane, ma sono in vigore alcune restrizioni alla circolazione di auto e agli sbarchi. È, dunque, consigliabile acquisire le informazioni necessarie prima della partenza consultando www.isoladischia.com/guida-di-ischia/come-arrivare.

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Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"517156,517163,517165\"]","post_title":"Svizzera: un viaggio nel tempo al Kurhaus Hotel Bergün","post_date":"2026-06-22T13:16:53+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782134213000]}]}}