18 gennaio 2017 12:17
Il 2
017 è un anno molto importante per Merano, perché celebra il Giubileo per i suoi 700 anni di storia cittadina. Nel giugno del 1317, infatti, re Enrico di Carinzia la dotò per la prima volta di un ordinamento civico e, in occasione dei 700 anni trascorsi, Merano dà il via ad un anno di festeggiamenti celebrativi. Merano festeggerà con iniziative che coinvolgeranno l’intera città e i cittadini, volte a promuovere e ad alimentare ciò che la città da sempre rappresenta: un punto di incontro tra culture, tra tradizione e modernità. Inoltre saranno effettuati una serie di investimenti sostenibili nel settore della cultura, come ad esempio la risistemazione dell’atrio e del cortile interno del palazzo municipale e la valorizzazione del parco del castello Principesco. Da non perdere, dopo il 24 marzo, serata della première, una delle date settimanali in cui verrà proiettato al Teatro Puccini “Merano07”, un viaggio audiovisivo che attraversa la storia meranese nei suoi momenti salienti, raccontati con moderne tecniche di proiezione e videomapping di alta qualità. Per informazioni: www.merano-suedtirol.it
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[post_content] => Gioco Viaggi comincia il 2026 presentando le novità delle compagnie di crociera rappresentate. Carnival, Princess Cruises, Cunard, Seabourn, Ponant Explorations, Lüftner Cruises, solo per citarne alcune, ele programmazioni Corsica e Montagna saranno infatti in primo piano durante il Travel Open Village Evolution, in programma al Melia di Milano.L’evento b2b del turismo che anima ormai da 12 edizioni il Fuori Bit di Milano, è un appuntamento strategico per gli operatori del settore, network e protagonisti della filiera travel. La presenza di Gioco Viaggi al Tove rappresenta un’importante occasione di confronto con agenti di viaggio, partner e fornitori, all’interno di un format innovativo che favorisce relazioni dirette, networking di qualità, conferenze, interventi e scambio di idee in un contesto informale ma altamente professionale. Nell’ambito del Tove Gioco Viaggi presenterà la programmazione crociere con i mini cataloghi monografici delle compagnie e l’offerta turistica con le nuove edizioni 2026 dei cataloghi Corsica e Montagna, distribuiti in anteprima con importanti novità.
Contatti di qualità
«La partecipazione di Gioco Viaggi al Travel Open Village rappresenta una scelta importante che privilegia il contatto con la rete agenziale - dichiara Chiara Lagioni product manager di Gioco Viaggi -. Crediamo fortemente nel valore dell’incontro e del confronto diretto e questo evento ci permette di raccontare chi siamo, presentare la programmazione e le novità per il 2026, ascoltare il mercato e costruire insieme nuove opportunità. Soprattutto il segmento crociere è complesso e ogni compagnia rappresentata ha la sua peculiarità, dalle crociere family-friendly, agli itinerari romantici per le coppie in cerca di relax, alle esperienze avventurose, alle proposte di lusso per chi ricerca il massimo comfort ed esclusività. Siamo convinti – continua Chiara Lagioni - che il Tove rappresenti la piattaforma ideale per rafforzare il dialogo con la distribuzione e presentare le novità e le anteprime della stagione, le offerte speciali in corso con i vantaggi e plus proposti da ogni compagnia, in un contesto dinamico, più famigliare ma allo stesso tempo altamente professionale. Mi piace far presente che grazie allo stretto rapporto che già abbiamo con la rete agenziale – conclude Chiara Lagioni – proprio in concomitanza del Tove un selezionato gruppo di agenti avrà la possibilità di vivere l’esperienza di Windstar Cruises e scoprirne l’atmosfera, il servizio e il comfort partecipando ad un esclusivo fam trip a bordo dello yacht Star Legend nel cuore del Mediterraneo».
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[post_content] => Il 2025 ha segnato un punto di svolta significativo per l’industria dell’ospitalità. Non più una semplice fase di recupero post-pandemico, ma l’ingresso in una trasformazione strutturale guidata dalla tecnologia, dai nuovi modelli di business e da una profonda evoluzione delle competenze. A fotografare questo passaggio è Spark – The State of Hospitality Report 2025–2026, il report di ricerca pubblicato da Les Roches.
Curato da Francesco Derchi, professore associato, insieme a Ivana Nobilo, responsabile esecutiva dell’area accademica, e a Rachel Germanier, professoressa e responsabile dello sviluppo del corpo docente, lo studio inquadra un settore che ha superato i 5.000 miliardi di dollari di valore globale e che, secondo le stime, continuerà a crescere con un tasso annuo compreso tra il 5,5% e il 6,5% per il resto del decennio.
Il report individua tre trend convergenti destinati a determinare il vantaggio competitivo nel 2026, mettendo al centro un tema chiave: la necessità di riqualificare il capitale umano per accompagnare l’innovazione tecnologica senza perdere autenticità nell’esperienza ospite.
Asset-light: cresce il valore, non gli asset
Il primo segnale arriva dai grandi gruppi alberghieri internazionali, sempre più orientati verso modelli “asset-light”. Le recenti operazioni di mercato – dall’acquisizione di Ruby Hotels da parte di Ihg, all’ingresso di Marriott in citizenM, fino all’acquisto di The Standard da parte di Hyatt – confermano una strategia chiara: il valore oggi risiede nel brand, nel concept e nell’efficienza operativa, più che nel possesso degli immobili.
«I portafogli asset-light sono il motore della crescita - spiega Carlos Díez de la Lastra, ceo di Les Roches -. Nel 2026 il successo significherà saper scalare in modo efficiente i concept lifestyle, sfruttando la tecnologia per massimizzare i margini». Una direzione che richiede nuove competenze manageriali, dalla strategia digitale alla progettazione dell’esperienza.
Distribuzione AI-first: cambiano le regole del booking
Il secondo trend riguarda la distribuzione, sempre più influenzata dall’intelligenza artificiale. Gli agenti AI stanno ridefinendo il modo in cui gli ospiti cercano, confrontano e prenotano. Piattaforme verticali come Mindtrip e Layla AI, insieme a strumenti generalisti come Google Gemini e ChatGpt impongono alle strutture un’infrastruttura tecnologica Api-ready e offerte sempre più guidate dalla loyalty.
Da quanto emerge nel report di Les Roches, entro il 2026 revenue management basato sull’AI e sistemi gestionali cloud-native non saranno più un’opzione, ma uno standard di mercato. «La sfida è ottimizzare l’offerta per gli agenti AI attraverso dati di qualità, integrazioni sicure e programmi fedeltà capaci di generare raccomandazioni», osserva Francesco Derchi. Un cambiamento che richiede nuove competenze in data literacy, AI integration e marketing digitale.
Robotica e automazione: da sperimentazione a standard operativo
Il terzo pilastro è l’automazione. La robotica, un tempo percepita come elemento accessorio, sta diventando una risposta concreta alla carenza di manodopera e alla pressione sui margini. Robot per le consegne e le pulizie sono già operativi in molte strutture e il mercato cresce a ritmi sostenuti, con un tasso di crescita annuo stimato intorno al 25% fino al 2030.
«L’automazione libera il personale dalle attività ripetitive e consente di concentrarsi su empatia ed esperienza - sottolinea Rachel Germanier -. Il valore dell’ospitalità resta umano, ma va sostenuto da una gestione consapevole della tecnologia e da una riprogettazione della forza lavoro».
Il fattore umano resta decisivo
Se la tecnologia abilita il cambiamento, è il talento a renderlo sostenibile. Per Ivana Nobilo la riqualificazione delle competenze non è più rinviabile: «Prepariamo gli studenti a guidare questa trasformazione integrando competenze digitali, intelligenza emotiva e creatività. Solo così l’innovazione si traduce in esperienze autentiche».
Come commenta Carlos Díez de la Lastra, «la prossima ondata di successo nell’hospitality nascerà dalla convergenza tra modelli asset-light, distribuzione AI-first e automazione, sostenuta da capitale umano riqualificato». Una roadmap chiara per chi, nel trade, vuole restare competitivo nel 2026 e oltre.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Sncf Voyageurs ha ordinato ulteriori 15 Tgv M (Avelia Horizon) ad Alstom, i treni di nuova generazione su cui la compagnia ferroviaria punta per far fronte alla concorrenza in Francia e in Europa.
L'ordine, del valore di circa 600 milioni di euro - come riporta l'Echo Touristique - è in realtà la quarta tranche della partnership siglata nel 2016 tra Sncf e Alstom per progettare il “Tgv del futuro”, portando a 160 il numero di treni ordinati dalla compagnia.
L'obiettivo della società ferroviaria francese è quello di «continuare ad ampliare la propria offerta internazionale». Questi treni consentiranno di ‘sviluppare’ l'offerta tra la Francia e il Belgio. Dopo la loro consegna, prevista per il 2029, la messa in servizio di questi treni «avverrà gradualmente sulle tratte tra le grandi metropoli francesi e Bruxelles».
I due ordini precedenti, 15 treni nel 2022 e 30 nel 2025, erano destinati al mercato italiano per il primo e a Eurostar, di cui la Sncf è azionista di maggioranza, per il secondo.
La consegna del Tgv M ha subito però un ritardo: l'entrata in servizio è ora prevista per il 1° luglio 2026, mentre inizialmente avrebbe dovuto circolare per le Olimpiadi del 2024.
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[post_content] => Master Explorer festeggia il giro di boa dei 25 anni di attività e si prepara a un'ulteriore crescita, sia nel tour operating tradizionale sia nei servizi dedicati al segmento corporate.
Nel corso dell’ultimo anno, Master Explorer ha consolidato il proprio posizionamento grazie a un modello operativo sempre più integrato, capace di unire tecnologia, consulenza e un rapporto diretto con il trade. L’evoluzione della piattaforma Prenotando, arricchita da nuove funzionalità e partnership, ha contribuito a migliorare l’efficienza dei processi e a rafforzare la collaborazione con agenzie e aziende.
Il venticinquesimo anniversario segna per Master Explorer, fondata da Gaetano Catacchio nel gennaio 2001, non solo un passaggio simbolico, ma l’inizio di una nuova fase di sviluppo. L’azienda guarda ai prossimi anni con una strategia chiara, orientata all’innovazione, all’ampliamento dell’offerta, al rafforzamento della presenza sul territorio e alla creazione di valore condiviso per i propri partner.
«Venticinque anni di storia sono un patrimonio prezioso, ma soprattutto una spinta a guardare avanti con ambizione – dichiara Domenico Foggetti, direttore generale di Master Explorer -. Il nostro impegno è continuare a crescere insieme alle agenzie e alle aziende, mantenendo la qualità del servizio, la vicinanza al trade e la capacità di anticipare le esigenze di un mercato in continua evoluzione».
I prossimi appuntamenti
Master Explorer sarà inoltre impegnato, nelle prossime settimane, in due appuntamenti per il confronto con il trade e con il mercato internazionale. Il primo si terrà il 30 gennaio a Roma, all’interno dell’evento a tema Thailandia, organizzato insieme all’ente del turismo thailandese e Condor Airlines. Il secondo appuntamento sarà a Londra il 4 febbraio, in occasione dell’edizione b2b di Travel Hashtag, dove l’azienda prenderà parte a incontri e momenti di networking dedicati agli operatori del Regno Unito. Due tappe che testimoniano la volontà di Master Explorer di consolidare la propria presenza sui mercati italiano e internazionale in un anno particolarmente significativo della sua storia.
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«Il mercato è cambiato. I proprietari di hotel non cercano più solo ubicazioni strategiche, ma destinazioni emergenti, edifici con una storia da raccontare, luoghi che li legano emotivamente al territorio - spiega Knippenberg.- Kerten Hospitality ha costruito la propria filosofia su questo principio: creare brand basati sullo spirito dei luoghi, non imporre format preconfezionati».
Tendenze veloci
L'adattabilità è diventata la parola chiave in un settore che, tradizionalmente, ha sempre preferito la standardizzazione. Ma i tempi sono cambiati in modo irreversibile. Le tendenze oggi durano dodici mesi, poi arriva qualcos'altro. Le nuove generazioni, ospiti e proprietari, sono sempre più giovani e richiedono flessibilità. Per questo il gruppo ha strutturato il proprio modello per essere pronta al cambiamento continuo.
E i numeri del 2025 confermano che la scommessa sta pagando. Il gruppo già attivi quasi dieci progetti di ospitalità e ne sta aprendo altri sei, quindi ne conterà 16 in più entro il 2026 mentre in totale ne ha 57.
Buoni risultati
«Nel chiudere il 2025, sono molto orgogliosa di poter guardare a un anno di crescita significativa per Kerten Hospitality. - sottolinea Knippenberg -. I risultati parlano chiaro: l'incremento del 55% dei ricavi operativi, l'ingresso in nuovi mercati strategici come il Marocco con Cloud 7 Dersa Tetouan e Casadora Hotel & Residence by Cloud 7, il lancio di Cloud 7 Roma come primo presidio urbano del brand in Italia. Stiamo consolidando la nostra presenza in Europa, Africa e nell’area del golfo Persico, ponendo le basi per una futura innovazione ambientale».
Il mercato è cambiato. I proprietari di hotel non cercano più solo ubicazioni strategiche, ma destinazioni, edifici con una storia da raccontare, luoghi che li legano emotivamente al territorio. Kerten Hospitality ha costruito la propria filosofia su questo principio: creare brand basati sullo spirito dei luoghi, senza imporre format preconfezionati. Tailor made, come un'opera d'arte o un vestito di sartoria. E non è un caso che proprio da questi mondi provenga il nuovo direttore marketing e comunicazione del gruppo, Giacomo Nicolodi.
(Alessandra Favaro)
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[post_content] => Compie un nuovo passo avanti il progetto per la realizzazione della quarta pista dell'aeroporto di Roma Fiumicino: è stata infatti approvata dal Consiglio comunale di Fiumicino, la proposta di riperimetrazione dei confini della Riserva naturale del litorale.
Il previsto ampliamento dell’aeroporto Leonardo da Vinci consentirà tra l'altro di passare dagli attuali 375.000 a 500.000 movimenti e da 50 a 100 milioni di passeggeri annui entro il 2046.
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«Lo sviluppo dello scalo - ha dichiarato il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini - procederà di pari passo con la tutela della qualità della vita e le opportunità economiche del territorio». «È una priorità strategica nazionale - ha sottolineato l’amministratore delegato di Adr Marco Troncone -. Siamo all’inizio di un cammino. Il nostro compito è mettere a punto soluzioni concrete, condivise ed equilibrate, nell’interesse di tutti». «Al potenziamento dovrà affiancarsi quello della rete viaria e dei collegamenti su ferro», ha concluso il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
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[post_content] => Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo.
Si scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni.
Il cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici.
Quando una serie accende una destinazione
Racconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio.
Lo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario.
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Dallo schermo al marketing territoriale
BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo.
Nel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive.
Accanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti.
Dai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026
Una ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro.
Ma il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza.
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«La crociera è un prodotto che è cambiato moltissimo nel corso del tempo – commenta Riccardo Fantoni, direttore commerciale Italia di Costa Crociere -. Di recente ha subito accelerazioni tali che, se non accompagnate da un corretto racconto, rischiano di togliere valore al prodotto. Per questo vogliamo rafforzare sempre la partnership con la rete distributiva e fornire alle adv strumenti a 360 gradi».
Anche la formazione è stata ripensata per accrescere le competenze e generare valore nel tempo. I C|Training Days, tour formativo capillare che attraverserà tutta Italia fino al 4 febbraio, non sono solo strumenti pratici e di informazione sul prodotto. «Torniamo a una formazione “fisica” dove è importante il contatto diretto. Anche se viviamo in un’era digitale, ci piace incontrarci, andare in giro per l’Italia per poterci raccontare in queste sessioni. Non faremo mero nozionismo: fare formazione significa offrire all’adv agente la possibilità di portare a casa un bagaglio di competenze che va oltre la semplice informazione (reperibile anche altrove). In tal senso vogliamo lavorare anche sulle competenze di storytelling: una soft skill che l’adv può rivendersi in diversi ambiti. Ci piace innescare meccanismi virtuosi a beneficio del leisure market, a prescindere dal fatto che l’adv stia vendendo Costa o un altro prodotto».
Procede contemporaneamente anche Costa Academy, con le pillole formative di e learning. E’ stata divisa in due parti: per chi deve familiarizzare con le basi del prodotto e per chi vuole approfondire ed affinare le proprie competenze.
Le prossime novità
Tra le novità che Costa metterà in campo a breve, l’opportunità di generare competenze da content creator a favore delle adv. «Prima i social erano ricchi di video e immagini – continua Fantoni - ora emergono i racconti delle esperienze da parte di chi vive direttamente l'avventura. Abbiamo immaginato l’adv che racconta i contenuti che noi forniamo o che lui ha realizzato in autonomia. Per questo vogliamo offrire un supporto concreto per costruire nuove competenze. Nei prossimi mesi organizzeremo visite nave in giornata: ci sarà una sessione accademica su quelle che sono in linea teorica le competenze e nel pomeriggio verrà insegnato come mettere in pratica le competenze acquisite. Gli adv potranno scendere dalla nave con un bagaglio di contenuti creato direttamente da loro. Supportiamo ancora una volta l’adv perché possa essere una cassa di risonanza sul territorio, a favore dei propri follower. Anche questa è una soft skill che si porta a casa l’adv».
Quando Costa misura la soddisfazione del cliente, percepisce la differenza tra il cliente che arriva a bordo preparato e quello che non lo è. «Il cliente che arriva preaparato da un nostro partner – conclude Fantoni – non ha bisogno di niente: ha comprato il pacchetto bevande, non deve perdersi per identificare la land experience ideale, non interpreta la sea destination come semplice intrattenimento. Nel momento in cui tutti questi particolari, che fanno parte della nostra piattaforma, sono correttamente posizionati, grazie al contributo dell’adv, il cliente ritorna. Se inneschiamo questo virtuosismo ne beneficiamo tutti».
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[post_content] => Volano alto i risultati del Trieste Airport che nel 2025 ha movimentato oltre un milione e 650 mila passeggeri, il “miglior risultato di sempre” nella storia dell’aeroporto del Friuli Venezia Giulia. Un dato che, spiega una nota dello scalo, conferma «un percorso di crescita straordinario e costante» negli ultimi anni.
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