11 luglio 2017 11:47

Rimini
Uno stanziamento di 15 milioni di euro per realizzare progetti innovativi di riqualificazione turistica ma anche commerciale o di natura culturale. La regione Emilia Romagna apre i rubinetti dei finanziamenti e mette mano al programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale per le tre aree di cui sopra, ovvero turismo, commercio e cultura.
Nella fase attuale sono 119 le imprese che saranno finanziate ma la stima degli investimenti complessivi è destinata ad allargarsi e a toccare i 140 milioni di euro.
«Con questo bando abbiamo messo in luce un’ampia capacità progettuale per incentivare l’attrattività del nostro territorio – commenta l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini -. Si parte dalla riqualificazione delle strutture ricettive, che potranno così innalzare la qualità e gli standard dei loro servizi ma stiamo valutando di stanziare ulteriori risorse per finanziare, scorrendo le graduatorie, un numero maggiore di progetti».
Il ricettivo domina buona parte della graduatoria attuale, con 42 strutture tra alberghi e campeggi, mentre il commercio e i pubblici esercizi arriva a quota 44 e infine la cultura con 22 realtà tra sale cinematografiche e teatrali e aree musicali.
Le graduatorie sono già consultabili sul sito della regione, così come la possibilità di accedere ai nuovi bandi .
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Nel 2025 la Lombardia ha registrato oltre 22,3 milioni di arrivi e 56,7 milioni di presenze (il 68% delle quali dall'estero), in crescita del 7% rispetto all'anno precedente, con una permanenza media di 2,54 notti.
L'offerta ricettiva supera le 73.000 strutture (+20%), gli aeroporti lombardi hanno movimentato 59,2 milioni di passeggeri (+4,5% sul 2024 e +20,7% rispetto ai livelli pre-pandemici), la spesa dei visitatori rilevata attraverso i pagamenti digitali aumenta del 9% e la Lombardia concentra il 42% dell'intera spesa nazionale in regime di tax free shopping.
Territorio
Sono alcuni dei numeri contenuti nel rapporto completo sul turismo 2025 elaborato dall'Osservatorio regionale del turismo e dell'attrattività. "La Lombardia - commenta l'assessora al turismo Debora Massari - non cresce soltanto nei numeri, ma nella qualità del proprio modello turistico. Il nostro obiettivo non è semplicemente attrarre più visitatori, ma generare valore per i territori, le imprese e le comunità locali, promuovendo un turismo sempre più diffuso, sostenibile e destagionalizzato".
Nei mesi di luglio e agosto, come si evince dal rapporto, si superano i 7 milioni di presenze mensili e la stagione si è progressivamente estesa, con oltre 4 milioni di presenze al mese da aprile a ottobre. Il trend positivo prosegue anche nel 2026.
Nei primi cinque mesi dell'anno le presenze hanno raggiunto i 21,2 milioni (+8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025). Tra giugno e settembre 2026 l'Osservatorio stima 27,7 milioni di presenze (+5,9%), mentre nel triennio 2026-2028 è previsto un incremento complessivo dei flussi turistici del 16%, pari a circa 9 milioni di presenze aggiuntive. Positivo anche il sentiment dei visitatori, che raggiunge 85,2 punti su 100, con picchi per i laghi e le destinazioni di montagna.
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[post_content] => Con oltre quarant'anni di esperienza nell'ospitalità, H10 Hotels continua a investire nella crescita internazionale, guardando con particolare interesse al mercato italiano. A raccontare la strategia della catena è Robert Hippmann, sales promotion Central Europe di H10 Hotels.
Gruppo alberghiero a conduzione familiare nato a Barcellona, H10 Hotels conta oggi circa 70 strutture distribuite principalmente nelle isole Canarie, dove si concentra una ventina di hotel, ma anche nella Spagna continentale, nei Caraibi e in alcune delle principali città europee.
«L'offerta è molto diversificata - spiega Hippmann -. Circa la metà del nostro portfolio è composta da hotel urbani a quattro e cinque stelle, generalmente boutique hotel con una media di 90-100 camere. A questi si affiancano resort per famiglie e vacanze con circa 350-380 camere, mentre nei Caraibi disponiamo di strutture che arrivano fino a 900 camere».
Fondata all'inizio degli anni Ottanta, la compagnia ha scelto una crescita graduale, reinvestendo costantemente gli utili nell'ammodernamento e nella riqualificazione delle proprie strutture. Nell'ultimo anno sono state inaugurate tre nuove aperture: una a Porto, una struttura cinque stelle a Parigi e un nuovo resort in Messico, il quarto del gruppo nel Paese, situato a Costa Mujeres, circa 35 chilometri a nord di Cancún.
L'Italia rappresenta uno dei mercati europei più dinamici per la catena. «Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita costante della clientela italiana e per questo stiamo intensificando la nostra attività promozionale. Tra i plus più apprezzati figura anche la formula Free Child, particolarmente interessante per il segmento family».
La presenza di H10 Hotels in Italia risale al 2007, con l'apertura del primo hotel a Roma. Oggi il gruppo dispone di una seconda struttura nella capitale, a pochi passi da Piazza Venezia, e di un esclusivo boutique hotel ricavato in uno storico palazzo di Venezia, a breve distanza dal Ponte di Rialto, con 62 camere.
«Accanto ai grandi resort siamo sempre alla ricerca di edifici storici capaci di raccontare una storia e regalare agli ospiti un'esperienza autentica. È uno degli elementi che meglio rappresenta la nostra identità».
Il rapporto con il trade
Sul fronte della distribuzione, il gruppo punta a rafforzare la collaborazione con il trade italiano. Oltre ai consolidati rapporti con i principali tour operator, l'obiettivo è sviluppare ulteriormente il dialogo con le agenzie di viaggio attraverso un nuovo portale b2b che consente la prenotazione diretta degli hotel della catena con una commissione del 14%. Un'opportunità aggiuntiva, che lascia agli agenti la massima libertà nella scelta del canale di vendita.
La sfida, sottolinea Hippmann, è aumentare la conoscenza dell'intera offerta H10 Hotels. «Disponiamo di un portfolio molto ampio, che spazia dagli hotel adults only ai resort per famiglie fino ai city hotel, ma non tutti gli operatori conoscono ancora la varietà della nostra proposta».
Guardando al futuro, H10 Hotels conferma la volontà di consolidare ulteriormente la propria presenza in Italia. «Crediamo fortemente nelle potenzialità del mercato italiano e stiamo valutando un ulteriore rafforzamento della nostra struttura commerciale, anche con una presenza dedicata nel Paese. Vogliamo essere sempre più vicini agli operatori e continuare a crescere insieme al trade italiano».
(Quirino Falessi)
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Europ Assistance e Generali Employee Benefits sotto un unico cappello: il gruppo Generali ha recentemente presentato il nuovo marchio Redion, brand della piattaforma globale Care. Operando già da tre anni come realtà integrata, Redion rappresenta l’evoluzione più coerente per Generali Care: un marchio che rende visibile ciò che clienti e partner sperimentano da anni. Antoine Parisi, attuale ceo di Generali Care Hub, guiderà Redion in qualità di group ceo.
La piattaforma
La piattaforma opera con multinazionali, player globali del settore travel, istituzioni finanziarie e i loro clienti finali, offrendo servizi che spaziano dall’assicurazione viaggio all’assistenza medica e di emergenza, dalla protezione dei dipendenti — vita, invalidità, infortuni, salute — alle soluzioni per salute e mobilità, fino ai programmi globali b2b2c e all’assicurazione embedded per istituzioni finanziarie, piattaforme travel e datori di lavoro multinazionali.
Giulio Terzariol, group deputy ceo di Generali, ha affermato: «Redion è l’espressione di ciò che Generali Care è già diventata: una piattaforma globale e integrata, pensata per offrire un’assistenza completa in ogni dimensione della vita delle persone. Pienamente in linea con la nostra strategia ‘Lifetime Partner 27: Driving Excellence’ e con la nostra ambizione di essere leader nella protezione, nella salute e negli infortuni, Redion rappresenta uno standard di assistenza semplice, immediato e coerente, riunendo competenze complementari in prevenzione, assicurazione e assistenza in un’unica proposta globale e senza soluzione di continuità».
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La sinergia
Redion nasce dalla complementarità e dalla profondità di competenze di due leader di settore. Europ Assistance ha progressivamente ampliato la propria esperienza all’assicurazione viaggio, all’assistenza stradale e ai servizi alla persona. Geb è la piattaforma globale dedicata al capitale umano delle multinazionali e, a seguito dell’acquisizione di Swiss Life Network all’inizio del 2026, è il leader negli employee benefit.
Con Redion, queste due aree di competenza vengono pienamente integrate in tutti i mercati: un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’intelligenza artificiale e uno standard unico e più elevato in ambito tecnologico e operativo, a disposizione di ogni cliente e partner. Per clienti e partner attuali, la continuità è totale. Contratti, team di servizio, numeri di telefono e Sla restano invariati. Il brand è nuovo; l’impegno resta lo stesso che esiste da decenni.
Antoine Parisi, group ceo di Redion, ha aggiunto: «Redion riflette la determinazione dei nostri team nell’offrire a clienti e partner in tutto il mondo una proposta potenziata, integrata e abilitata dalla tecnologia. Un unico brand significa un’unica strategia dei dati, investimenti condivisi nell’AI e uno standard unico e più elevato per la nostra piattaforma tecnologica. Il nome Redion non ha limiti geografici né settoriali. Ma ciò che voglio che le persone comprendano è che, dietro la tecnologia, c’è una rete di decine di migliaia di medici, infermieri, tecnici dell’assistenza stradale ed esperti locali che intervengono di persona quando conta davvero. Siamo digital-first - e sempre umani. Qualsiasi cliente, ovunque, può scegliere di essere servito interamente da persone. Questo è il vero significato di always ready, always on».
Fondata su due valori operativi - "Excellence” ed “Easy to work with” - Redion rappresenta l’ambizione del gruppo Generali di essere il principale partner nell’assistenza al mondo. Ciò significa essere “caring, collaborative, agile, Reliable ed expert”in ogni interazione, per ogni cliente, in ogni Paese.
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«L’Europa è un mercato incredibilmente importante per Royal Caribbean - afferma Michael Bayley, presidente e ceo di Royal Caribbean International -. Anche se operiamo su scala globale, una parte significativa dei nostri ospiti proviene dall’Europa, che è da sempre uno dei grandi “parchi giochi” del turismo mondiale. Tutti desiderano immergersi nelle culture dei diversi paesi europei e vivere esperienze autentiche. La domanda è grande e, grazie a Legend of the Seas, la nuova e terza nave della Icon Class, potremo realizzare la nostra missione: offrire a ogni ospite l’esperienza di vacanza che desidera. Per noi rappresenta un motivo di grande orgoglio aver costruito proprio in Europa la nostra nave più straordinaria».
Il progetto di espansione
Ora Royal Caribbean prosegue il suo progetto di espansione: «Abbiamo una presenza davvero globale, operiamo praticamente in tutto il mondo. Il mercato statunitense è importante per Royal Caribbean e i Caraibi, che sono la nostra destinazione storica, rappresentano un’area strategica di primaria importanza. I Caraibi concentrano circa il 50% della capacità crocieristica mondiale. Sono una destinazione molto amata e, allo stesso tempo, molto vicina al nostro principale mercato di riferimento. Poi abbiamo navi in America Latina con una presenza molto importante in Brasile e navi che operano anche da Panama. Operiamo dalla Cina da oltre dieci anni, dove abbiamo avuto navi basate con successo. Da circa 15 anni operiamo da Singapore e per anni abbiamo operato da Hong Kong, così come da Sydney e Brisbane. In un determinato periodo avevamo addirittura quattro o cinque grandi navi basate in Australia. Disponiamo quindi di un portafoglio di prodotti e di navi distribuito in tutto il mondo, quindi esiste quasi sempre un modo relativamente semplice per raggiungere una nave Royal Caribbean».
Royal Caribbean Group comprende anche altri marchi «che rappresentano una componente fondamentale della crescita del business e del marchio - conclude Bayley -. Celebrity Cruises, marchio premium, ha una forte presenza internazionale, mentre
Silversea, la nostra compagnia extra-lusso, è presente ovunque nel mondo. Siamo consapevoli che, per conquistare nuovi crocieristi, bisogna entrare in mercati completamente nuovi. Il nostro team internazionale lavora costantemente in questa direzione: oggi operiamo in oltre 100 mercati e valutiamo continuamente il potenziale di crescita di ciascuno di essi: posizioniamo le navi in base a come prevediamo che un determinato mercato crescerà e agli investimenti che intendiamo realizzare in quell’area».
(Chiara Ambrosioni)
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Tra gennaio e maggio 2026, i viaggiatori statunitensi hanno effettuato 29,1 milioni di viaggi internazionali, con le destinazioni a lungo raggio che hanno registrato una crescita più rapida, a testimonianza della continua diversificazione delle preferenze di destinazione.
Tra gennaio e maggio 2026, i viaggi internazionali in uscita dagli Stati Uniti hanno raggiunto i 29,1 milioni, con un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo del 2019.
I dati sono stati analizzati nell'ambito della Market Intelligence Series prodotta da Wte Miami, che ha esaminato i dati sulle partenze internazionali per individuare i cambiamenti nella domanda di viaggi e nella scelta delle destinazioni da parte degli americani.
Le aree in maggiore crescita
Come riporta TravelDailyNews, l'analisi ha rilevato che la crescita è stata particolarmente forte in Asia, Africa, America centrale e meridionale e nella regione del Pacifico. I viaggi verso queste aree sono aumentati complessivamente del 37,2%, superando la crescita generale registrata nel mercato turistico statunitense in uscita.
I dati indicano che i viaggiatori americani stanno indirizzando una quota maggiore della domanda internazionale verso destinazioni emergenti e a lungo raggio.
Il Nord America ha continuato a rappresentare quasi la metà di tutti i viaggi internazionali effettuati dai residenti statunitensi nel periodo considerato. Tuttavia, i mercati di viaggio consolidati si trovano ad affrontare una maggiore concorrenza, poiché i viaggiatori distribuiscono i loro spostamenti su una gamma più ampia di destinazioni. I risultati indicano una più ampia diversificazione dei modelli di viaggio in uscita dagli Stati Uniti, piuttosto che una crescita concentrata esclusivamente nelle destinazioni consolidate.
[post_title] => L'outgoing dagli Stati Uniti cresce del 23% rispetto ai dati 2019
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Travelplan chiude il 2025 con i primi profitti da quando lo storico tour operator è passato da Globalia a Barceló. Secondo i dati depositati presso il Registro delle Imprese e riportati da Preferente, la società ha chiuso il 2025 con un utile netto di 12,7 milioni di euro, molto diverso dalle perdite di 656.000 euro registrate l'anno precedente.
Travelplan aveva già mostrato miglioramenti negli anni precedenti, sebbene fino ad ora non fosse riuscita a registrare profitti. Ad esempio, nel 2023 aveva registrato perdite per quattro milioni, mentre nel 2022 la cifra era pari a 7,3 milioni.
Fatturato in aumento
L'Ebitda del tour operatore appartenente al gruppo Avoris, guidato da Javier Castillo, è salito a 16,7 milioni di euro, rispetto a una perdita di 996.000 euro registrata nell'anno precedente. Il fatturato, nel frattempo, è cresciuto del 18,2%, passando da 257 milioni di euro a 303,8 milioni di euro.
La svolta di Travelplan si inserisce in un periodo di forte crescita del mercato turistico per tutto il 2025, in cui la ripresa della domanda e il miglioramento dei prezzi hanno permesso ai principali operatori di ricostituire i propri margini di profitto. La grande incognita ora è cosa accadrà ai bilanci del 2026, che saranno quasi certamente influenzati dagli effetti del conflitto mediorientale.
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[post_content] => Si è conclusa nella suggestiva cornice della terrazza del Pincio la quarta edizione di "Ensemble", il progetto promosso da Roma Capitale e Regione Lazio che, attraverso due serate dedicate rispettivamente alla formazione e all'alta moda, ha valorizzato l'intera filiera del sistema moda, dai giovani talenti agli atelier che rappresentano l'eccellenza del Made in Italy.
Protagonisti della serata finale sono stati gli stilisti Franco Ciambella, Giada Curti, Nino Lettieri, Antonio Martino Couture, Michele Miglionico, Sabrina Persechino, Jamal Taslaq e Gian Paolo Zuccarello, interpreti di una couture contemporanea che coniuga tradizione sartoriale, innovazione e ricerca creativa, confermando Roma tra i principali punti di riferimento dell'Alta Moda italiana. In passerella si sono alternate otto diverse interpretazioni della couture contemporanea, accomunate dalla qualità delle lavorazioni sartoriali, dalla ricerca stilistica e dall'attenzione ai dettagli, tra innovazione, eleganza e richiami alle radici culturali dei singoli designer.
Una leva di sviluppo fondamentale
Ad aprire l'evento sono stati Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport,turismo e moda di Roma Capitale, e Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo sviluppo economico. Entrambi hanno ribadito il valore strategico del comparto moda non solo come patrimonio culturale e creativo, ma anche come leva di sviluppo economico, occupazionale e turistico.
Onorato ha sottolineato come Ensemble rappresenti un investimento concreto sui giovani, sulla formazione e sulle piccole e medie imprese del settore, evidenziando il ritorno di Roma al centro del panorama internazionale della moda, testimoniato anche dal crescente numero di grandi maison che hanno scelto la Capitale per le proprie sfilate e iniziative. Un percorso che, secondo l'assessore, sta contribuendo a rafforzare l'attrattività della città e a consolidarne il ruolo nel panorama internazionale del fashion.
Angelilli ha invece ricordato l'impegno della Regione Lazio nel sostenere la filiera della moda artigianale attraverso strumenti dedicati alla competitività, all'innovazione e all'internazionalizzazione. Un settore che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy e che nel Lazio genera un export di circa un miliardo di euro, con investimenti regionali destinati a rafforzarne la presenza sui mercati internazionali.
L'iniziativa rientra nel progetto Roma Smart Tourism, finanziato dal ministero del turismo.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => La Francia sta esaminando i primi risultati della tariffazione differenziata per i visitatori extraeuropei in alcune delle principali attrazioni culturali, a sei mesi dall'entrata in vigore della politica nel gennaio 2026. La sperimentazione riguarda cinque dei siti culturali più visitati del Paese: il museo del Louvre, la Sainte-Chapelle, il Palais Garnier, la reggia di Versailles e il castello di Chambord.
Come riporta TravelDailyNews, il provvedimento è stato annunciato nel 2024 dall'ex ministro della Cultura francese Rachida Dati . È stato introdotto per generare finanziamenti aggiuntivi per progetti di restauro, sicurezza e modernizzazione, in un momento in cui i sussidi pubblici per le istituzioni culturali sono sottoposti a crescenti pressioni.
Sebbene la politica venga spesso descritta come una tariffazione differenziata per i visitatori extraeuropei, le norme ufficiali sui biglietti generalmente distinguono tra cittadini o residenti dello Spazio economico europeo e visitatori provenienti da altri mercati.
I prezzi medi dei biglietti
Al Louvre, il biglietto d'ingresso per i cittadini e i residenti dello Spazio economico europeo rimane di 22 euro. I visitatori provenienti da fuori dello Spazio economico europeo pagano 32 euro, con un aumento del 45% rispetto al prezzo standard precedente. La tariffa maggiorata si applica ai visitatori individuali, mentre i gruppi guidati provenienti da fuori dello Spazio economico europeo pagano 28 euro a persona. Il museo ha . Rimangono in vigore le categorie di ingresso gratuito, inclusi i visitatori di età inferiore ai 18 anni.
A Versailles, il biglietto Passport costa 35 euro per i visitatori che non hanno diritto alla tariffa agevolata per i residenti dello Spazio economico europeo, rispetto ai 32 euro previsti per i cittadini e i residenti aventi diritto. Tariffe diverse si applicano anche ad altri prodotti, tra cui l'ingresso alla tenuta di Trianon e i biglietti cumulativi che includono giardini e tenuta.
La Sainte-Chapelle ha aumentato la tariffa d'ingresso standard per i visitatori provenienti da fuori dello spazio europeo ammissibile a 22 euro, rispetto ai 16 euro previsti per i cittadini e i residenti europei aventi diritto.
Secondo quanto riportato dai media internazionali, l'aumento dei prezzi non ha suscitato una significativa resistenza tra i visitatori provenienti da lungo raggio. I primi sei mesi della sperimentazione non hanno evidenziato che i soli costi aggiuntivi scoraggino i viaggiatori internazionali dal visitare i siti partecipanti.
Il ministero della cultura francese aveva precedentemente stimato che la politica avrebbe potuto generare circa 20 milioni di euro di entrate aggiuntive nel corso del 2026. Tuttavia, le istituzioni partecipanti non hanno ancora prodotto una valutazione consolidata del risultato finanziario complessivo.
I risultati risentono anche delle condizioni generali del settore turistico e di quelle operative. La Sainte-Chapelle e Versailles hanno registrato cali di presenze primaverili rispettivamente del 6% e del 7%, mentre le prenotazioni aeree per Parigi sono diminuite del 7,5% a maggio.
Le alte temperature hanno causato ulteriori disagi operativi. Il Louvre ha introdotto chiusure anticipate durante i periodi di caldo estremo, riducendo gli orari di visita e gli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti.
Il modello di prezzi differenziati ha incontrato anche l'opposizione dei sindacati francesi. Essi sostengono che i diversi prezzi d'ingresso basati sulla nazionalità o sulla residenza creano un accesso ineguale al patrimonio culturale nazionale e sono in contrasto con il ruolo universale dei musei pubblici.
Nessuna delle istituzioni partecipanti ha annunciato, infine, ulteriori aumenti di prezzo. Il Centre des Monuments Nationaux, che gestisce la Sainte-Chapelle e circa altri 100 siti del patrimonio culturale, non ha indicato piani per estendere il modello ad altri monumenti.
Il ministero della cultura starebbe comunque valutando la possibilità di estendere la tariffazione differenziata dei biglietti ad altri musei a partire dal 2027. Un'eventuale implementazione su scala più ampia dipenderà dai risultati finanziari della sperimentazione in corso, dalla domanda dei visitatori e dalle esigenze operative legate alla verifica dei requisiti di ammissibilità.
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Aeroitalia, Aeroitalia Aviation Academy e Urbe Aero Flight Academy annunciano l’avvio di un progetto di collaborazione strategica finalizzato alla selezione e alla formazione dei futuri piloti della compagnia.
L’accordo individua Urbe Aero Flight Academy come scuola di riferimento per la formazione ab initio di cadetti destinati a un percorso progressivo verso Aeroitalia, attraverso un modello strutturato di selezione, addestramento, monitoraggio delle performance e successivo inserimento operativo.
Due iniziative principali.
Il primo progetto riguarda la creazione di un ATPL Mentored Cadet Programme, costruito sul modello dei più evoluti programmi cadet europei.
Il primo ATPL Mentored Cadet Programme Aeroitalia prenderà il via presso Urbe Aero Flight Academy giovedì 15 ottobre, mentre le selezioni dei candidati inizieranno il 1° settembre.
I candidati saranno selezionati congiuntamente da Urbe Aero Flight Academy e Aeroitalia Aviation Academy attraverso un processo strutturato che comprenderà prove online con la suite Symbiotics ADAPT, group exercise e colloqui in presenza presso la sede di Aeroitalia Aviation Academy.
Il percorso ATPL Integrato sarà svolto interamente presso Urbe Aero Flight Academy, mentre le successive fasi di APS MCC e Type Rating saranno gestite secondo un modello coordinato con Aeroitalia Aviation Academy. Aeroitalia, in qualità di compagnia aerea, potrà quindi inserire i cadetti selezionati in un percorso operativo iniziale finalizzato al raggiungimento delle prime 500 ore di volo su aeromobili Boeing 737, subordinatamente al mantenimento di oggettivi standard di performance durante l’intero percorso formativo.
Al termine di questa fase, alcuni cadetti potranno proseguire la propria carriera all’interno di Aeroitalia, mentre altri potranno presentarsi sul mercato come piloti Direct Entry con esperienza operativa e background addestrativo di eccellenza.
APS MCC + Type Rating Candidate Pipeline
Il secondo progetto prevede la creazione di una pipeline dedicata a candidati provenienti dal percorso tradizionale ATPL, anche già in fase avanzata o a percorso completato.
Urbe Aero Flight Academy proporrà ad Aeroitalia Aviation Academy candidati selezionati e monitorati nel corso dell’addestramento. Aeroitalia Aviation Academy li valuterà attraverso il rendimento conseguito durante il percorso ATPL, la suite online Symbiotics ADAPT, group exercise e colloquio in presenza.
I candidati ritenuti idonei saranno avviati al percorso APS MCC + Type Rating, con APS MCC su simulatore B737 MAX FNPT II APS MCC certificato ENAC e successivo Type Rating sotto il presidio di Aeroitalia Aviation Academy.
Anche in questo caso, l’accesso alla successiva fase operativa sarà subordinato al mantenimento degli standard richiesti durante APS MCC e Type Rating, oltre che alle ordinarie verifiche previste dalla compagnia.
"Aeroitalia ha scelto Urbe Aero Flight Academy perché la considera una realtà di eccellenza e una delle migliori scuole nel panorama italiano ed europeo - ha detto Gaetano Intrieri, amministratore delegato Aeroitalia - In questi anni abbiamo avuto modo di conoscere diversi piloti provenienti da Urbe Aero e li abbiamo trovati tra i meglio preparati, sia dal punto di vista tecnico sia per mentalità operativa. Per una compagnia in crescita come Aeroitalia, poter contare su una pipeline di giovani piloti selezionati e formati con criteri rigorosi rappresenta un elemento strategico”.
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