La voce del Berlusca
15 luglio 2010 12:37
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[post_content] => Alla fine l'ha spuntata Gian Mario Pileri che è il nuovo presidente nazionale di Fiavet Confcommercio per il quinquennio 2026-2031. L’Assemblea Nazionale, riunita oggi a Roma, ha scelto l’imprenditore sardo, già presidente di Fiavet Sardegna, per guidare la Federazione in una fase di profondo rinnovamento sindacale. Pileri, figura storica dell’associazionismo e portavoce delle agenzie di viaggio sul territorio, vince con un programma che mette al centro la tutela delle piccole e medie imprese turistiche e il recupero di un’identità professionale forte nei confronti delle Istituzioni e dei grandi player globali.
Ad affiancarlo in Giunta nazionale saranno Giuseppe Scanu, vice presidente vicario con delega all’abusivismo, Giancarlo Reverenna, vice presidente con delega all’incoming, Alessandro Patti con delega al Bilancio, Chiara Fabbri con delega alla Comunicazione e agli Eventi, Giordano Nobile con delega allo Statuto e ai rapporti con Fogar, e Sandra Paoli con delega alla Formazione e alle Fiere.
Il mandato di Pileri segna un cambio di passo operativo: la Federazione non si limiterà a rappresentare la categoria, ma punta ad anticipare le soluzioni legislative per proteggere le agenzie dalla concorrenza sleale. Per questo affronterà subito l'emergenza dei rimborsi e delle penali causate dai conflitti mondiali, chiedendo soluzioni a livello europeo per evitare che le agenzie debbano restituire soldi già versati ai fornitori.
Tra i punti cardine del programma, la battaglia per l’uscita del turismo scolastico dal Codice degli Appalti, per liberare le gite d'istruzione da una burocrazia paralizzante, e la richiesta di una revisione normativa sulle responsabilità civili, affinché le agenzie non debbano più rispondere legalmente di inadempienze legate esclusivamente ai fornitori. Sul fronte della trasparenza, Pileri punta all’attivazione immediata del QR Code identificativo nazionale per certificare le agenzie in regola e isolare l’abusivismo. La nuova Fiavet Confcommercio chiederà inoltre parità di condizioni fiscali e normative rispetto alle grandi piattaforme online (OTA), denunciando le asimmetrie che penalizzano le imprese italiane che operano sul territorio.
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[post_content] => Alaska Airlines ha presentato la nuova Business Class internazionale che, da questa primavera, garantirà un'esperienza di viaggio premium sui voli a lungo raggio, in concomitanza con l'espansione del network della compagnia verso l'Europa e l'Asia.
La nuova cabina è dotata di poltrone completamente reclinabili con porte per garantire la privacy e accesso diretto al corridoio sui Boeing 787-9 Dreamliner. Ogni poltrona, spiega una nota del vettore, include schermi HD da 18 pollici per l’intrattenimento e la possibilità di ricarica wireless.
La compagnia offrirà pasti a più portate con opzioni di menù specifiche per ogni rotta. I voli per Roma includeranno piatti di ispirazione italiana, mentre quelli diretti a Seul proporranno cucina coreana. Alaska Airlines ha collaborato con lo chef di Seattle Brady Ishiwata Williams per alcune voci del menu e con Salt & Straw per il servizio di dessert.
La biancheria da letto e i kit di cortesia sono stati sviluppati in collaborazione con il marchio Filson del Pacifico nord-occidentale. I passeggeri della Business Class avranno accesso alle lounge della rete Alaska e alle lounge dei partner oneworld in tutto il mondo.
Il wi-fi veloce di Starlink sarà installato sui Dreamliner 787-9 di Alaska questo autunno: attualmente il servizio è già disponibile su alcuni aeromobili della flotta di Alaska, garantendo una connettività dal gate al gate.
Debutto ufficiale sulla Seattle-Roma
Il debutto ufficiale è previsto il prossimo 28 aprile, proprio sulla rotta da Seattle a Roma, cui seguiranno i voli per Londra il 21 maggio e Reykjavik il 28 maggio. La compagnia aerea opera già il collegamento Seattle-Seoul a partire da aprile, con voli per Tokyo previsti per l'autunno 2026.
«Abbiamo deciso di progettare un'esperienza in Business Class che fosse al tempo stesso sofisticata e autenticamente Alaska: premium, confortevole e pensata con cura per i nostri ospiti - ha dichiarato Andrew Harrison, direttore commerciale di Alaska Airlines -. Quando lanceremo il nostro nuovo prodotto questa primavera, innalzeremo gli standard e ridefiniremo il concetto di viaggio a lungo raggio, continuando al contempo a offrire quell'eccezionale attenzione al passeggero che contraddistingue Alaska sulla scena mondiale».
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[post_content] => A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.
«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.
Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.
Siamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.
Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».
Non c'è spazio per il solisti
«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.
O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.
Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.
Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».
Riflessione sulla categoria
«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a "vederci" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».
L'attività di Idee per Viaggiare
«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.
Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.
Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».
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[post_content] => Con il decollo del volo giornaliero per Miami, American Airlines proietta l'estate 2026 verso una stagione da record per lo scalo di Milano Malpensa. Non è solo un ripristino, a distanza di 6 anni, ma un consolidamento che porta a tre i collegamenti giornalieri diretti verso gli Usa (New York Jfk, Philadelphia e ora Miami), posizionando Malpensa come gateway di riferimento per il Sud Europa.
Il potenziale è enorme. La rotta non è solo una porta d'accesso privilegiata per le spiagge della Florida, ma un vero e proprio hub verso le Americhe: da Miami, i viaggiatori possono connettersi a oltre 350 destinazioni tra Nord America, Caraibi e America Latina.
Il volo è operato con Boeing 787-8, configurato in cabine di business (flat-bed), premium economy ed economy. La novità è il debutto mondiale della partnership con Lavazza. Il caffè italiano diventa lo standard premium a bordo e nelle lounge, un dettaglio non trascurabile per la customer satisfaction del cliente alto-spendente. Wi-fi per connessione ad alta velocità e 1.500 contenuti gratuiti a schermo.
«Il ritorno del collegamento diretto tra Milano Malpensa e Miami rappresenta un passo importante nel rafforzamento del nostro network in Italia - osserva José A. Freig, vice president international di American Airlines, confermando la centralità dello scalo italiano -. La rotta intercetta una forte domanda crescente di connettività tra due hub economici internazionali sia dal Nord Italia verso gli Usa e i Caraibi, sia in senso inverso, due aree di primaria importanza per business e turismo».
Aldo Schmid, responsabile aviation business development di Sea Aeroporti di Milano sottolinea l'enorme potenziale commerciale: «I dati indicano un traffico pre-esistente di 140.000 passeggeri (considerando il bacino di utenza), con una previsione di crescita del 30-40% grazie al volo diretto, partecipando in modo sostanziale alla crescita del network di lungo raggio del nostro scalo. Questo si traduce in una capacità di vendita immediata sia per il segmento leisure (Florida e crociere) che per il business, spinto dall'accordo di collaborazione siglato tra Regione Lombardia e Stato della Florida».
Raffaele Cattaneo, sottosegretario relazioni internazionali di Regione Lombardia, inquadra il volo come asset per il business e valore per l'economia lombarda: «Questo non è solo un collegamento aereo, è un ponte strategico tra due delle aree economiche più dinamiche dell'Atlantico. La Florida è la quindicesima economia al mondo e il mercato statunitense per la Lombardia vale un export record di 14,5 miliardi di euro. Il volo diretto è decisivo soprattutto per il traffico business, con focus su settori come design, nautica e automotive».
L'impegno di American Airlines su Miami si traduce in un investimento da 1 miliardo di dollari, per un piano che prevede l’espansione del terminal e il restyling completo delle lounge Admirals Club.
(Anna Morrone)
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[post_title] => American riapre la Milano Malpensa-Miami: opportunità strategica per il mercato transatlantico
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[post_content] => JetBlue Airways aumenta di almeno 4 dollari il costo previsto per il trasporto bagagli da stiva a causa dell'impennata dei prezzi del carburante provocata dal conflitto in Iran.
Come sottolinea Cnbc, l'aumento delle tariffe per i bagagli registrati è l'ultimo segnale del fatto che le compagnie aeree stanno trasferendo i maggiori costi del carburante sui passeggeri. Il carburante per aerei è infatti la voce di spesa più consistente per le compagnie aeree dopo il costo del personale.
JetBlue ha quindi fissato il prezzo per il primo bagaglio registrato sui voli domestici, verso i Caraibi e l'America Latina a 39 dollari nei periodi di bassa stagione per la maggior parte dei passeggeri in classe economica, rispetto ai 35 dollari precedenti. Durante i mesi di maggiore traffico, come gran parte dell'estate e le principali festività, la tariffa passerà da 40 a 49 dollari.
Inoltre, se il pagamento avviene meno di 24 ore prima della partenza, ad esempio in aeroporto, i viaggiatori pagheranno 10 dollari in più. Rimangono in vigore alcune esenzioni totali dalle tariffe per il bagaglio, ad esempio per i viaggiatori titolari di una carta di credito co-brandizzata e per i frequent flyer con status elite.
«A fronte dell'aumento dei costi operativi, valutiamo regolarmente come gestirli mantenendo competitive le tariffe base e continuando a investire nell'esperienza che i nostri clienti apprezzano» ha precisato JetBlue in un comunicato.
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«Ho 40 anni di carriera, sono stato vicepresidente con Ivana Jelinic, e questa esperienza mi ha mi ha insegnato molto. - Così inizia Gian Mario Pileri, presidente Fiavet Sardegna, che si candida a guidare la Fiavet per i prossimi tre anni. Ho una certa esperienza quindi, e negli ultimi tre anni ho fatto opposizione all'interno dell'associazione, i dissidenti.
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Cosa vorrei: che la Fiavet sia la casa di tutti gli agenti di viaggi. Noi siamo un sindacato, per cui vogliamo rappresentare le agenzie di viaggio. Siamo all'interno di Confcommercio. Vorrei che tutti gli 8000 adv possano rivolgersi a Fiavet. Se hanno un problema devono poter chiamare Fiavet. Non è importante che l'agenzia non sia appartenente alla Fiavet. Poi naturalmente consolidare i rapporti con le istituzioni, con il ministero, con Confcommercio. Voglio una una Fiavet che tutela gli interessi dell'intera categoria».
Guida e protezione
Di fronte a questa sfida, Fiavet non può limitarsi a rappresentare: deve guidare, proteggere, innovare, giocando di anticipo senza rincorrere le cose, ma anticipando proposte e possibili soluzioni. Deve tornare a essere la casa comune di chi il turismo lo costruisce con competenza, passione e responsabilità. Questo programma nasce dall’ascolto diretto di chi vive la professione ogni giorno, in ogni regione d’Italia. Non è un elenco di promesse: è un impegno concreto, articolato su sei priorità strategiche che rispondono alle urgenze reali della nostra categoria.
Fiavet è l’unica organizzazione che firma il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tutte le agenzie di viaggio d’Italia. Non siamo un’entità commerciale: siamo la voce sindacale della categoria, con una rappresentanza autentica, radicata su tutto il territorio Nazionale. Quando un’agenzia ha un problema legale, fiscale, normativo non esiste interlocutore più qualificato di Fiavet.
La Fiavet deve ritornare a ricoprire quel ruolo centrale che ha sempre rivestito nello scenario della comunità turistico imprenditoriale e nei confronti delle Istituzioni. Deve tornare ad essere soggetto ed interlocutore autorevole ed ascoltato.
La squadra di governo è stata già delineata:
Presidente: Gian Mario Pileri (presidente Fiavet Sardegna) con delega ai rapporti Istituzionali e con Confcommercio, comunicazione e CCNL. Vice presidente vicario: Giuseppe Scanu (presidente Fiavet Campania e Basilicata) con delega all’abusivismo. Vice presidente: Giancarlo Reverenna (presidente Fiavet Veneto) con delega all’incoming. Membro di giunta: Alessandro Patti (delegato Fiavet Sicilia) con delega al Bilancio.
Membro di giunta: Chiara Fabbri (presidente Fiavet Valle d’Aosta) con delega alla comunicazione e alla gestione degli eventi. Giordano Nobile (presidente Fiavet Lombardia) con delega ai rapporti con Fogar e revisione Statuto. Sandra Paoli (presidente Fiavet Trentino Alto Adige) con delega alla Ffrmazione, sviluppo social e fiere.
A questa giunta si affiancheranno: Federico Tagliolini (presidente Fiavet Umbria) presidente Commissione trasporti. Giuseppe Ormas (presidente Fiavet Puglia) con delega rapporti con i tour operator. Gianluca Marcello (Ppesidente Fiavet Calabria) con delega ai rapporti con le regionali.
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[post_content] => Al vaglio del governo della Thailandia l'introduzione della controversa tassa di ingresso per i turisti: secondo quanto anticipato dal vice primo ministro e ministro dei Trasporti, Phiphat Ratchakitprakarn, in base alle nuove disposizioni la tassa di 300 baht (circa 9 dollari Usa) si applicherebbe solo ai visitatori internazionali che arrivano nel Paese in aereo.
I piani per introdurre una tassa di 150 baht per coloro che entrano attraverso i confini terrestri e marittimi sono stati per ora sospesi. Come si legge da TravelMole, Ratchakitprakarn ha sottolineato che l'imposizione di tasse ai valichi di frontiera terrestri potrebbe comportare un onere ingiusto per i pendolari transfrontalieri e gli escursionisti giornalieri.
Questo sistema di tassazione per i viaggiatori è in discussione da diversi anni come iniziativa per migliorare l'economia e contrastare il sovraffollamento turistico, indirizzando i turisti verso altre e diverse regioni del Paese.
Durante il primo mandato di Charnvirakul, il ministro del Turismo e dello Sport Atthakorn Sirilatthayakorn ha spiegato che la tassa d'ingresso avrebbe contribuito a migliorare la sicurezza dei visitatori, a rafforzare le infrastrutture turistiche e a sostenere programmi di assistenza sociale per i viaggiatori.
«La tassa di 300 bath non riguarda solo le entrate; si tratta di reinvestire in sicurezza, comodità e servizi migliori per i nostri visitatori», aveva affermato all'epoca, aggiungendo che i fondi contribuiranno anche a coprire i costi dell'assicurazione turistica e di sviluppo nelle destinazioni più popolari.
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Radisson Hotel Group continua nel percorso di crescita e sviluppo. Nel corso del 2025 la catena ha visto Radisson Blu imporsi come marchio upper-upscale in Europa, con una presenza in 154 città. Parallelamente, ha sviluppato nuove partnership strategiche, tra cui The Medlock, a Radisson Blu Hotel presso l’Etihad Stadium del Manchester City, la collaborazione con Mimco Group per The Butler e con Byron Gestion per il Radisson Hotel Cannes Seaside.
La sostenibilità e lo sviluppo responsabile si confermano centrali nella strategia di lungo termine di Radisson Hotel Group, come evidenziato dall’apertura dei primi due hotel net zero del settore: il Radisson Hotel Manchester City Centre e il Radisson Red Oslo City Centre, entrambi certificati Verified Net Zero.
«La fiducia dei nostri proprietari nei nostri brand e nel nostro team è per noi fondamentale. Continuiamo a creare valore e opportunità per investitori e ospiti in tutti i segmenti e mercati, dal midscale al lifestyle, dal lusso ai resort, fino a nuovi segmenti alternativi. Lo slancio degli ultimi anni, insieme alla competenza e alla determinazione dei nostri team, ci consentirà di rafforzare crescita, resilienza e opportunità nel 2026 e oltre» ha detto Elie Younes, executive vice president e global chief development officer di Radisson Hotel Group.
I risultati 2025
In Cina, Radisson Hotel Group ha firmato e aperto 170 hotel durante l’anno, portando il portafoglio a quasi 300 strutture. La crescita si è concentrata nei segmenti midscale e upper midscale, trainata da Country Inn & Suites by Radisson.
L’India ha continuato a distinguersi come uno dei mercati più dinamici del gruppo. Radisson Hotel Group ha superato il traguardo dei 200 hotel tra strutture operative e in fase di sviluppo.
Nell’area Emea, il gruppo ha registrato circa 70 firme e aperture, con un’attenzione continua all’Europa meridionale, al Regno Unito, alla Francia, alla Germania e alla Polonia. Tra i principali risultati figurano le firme di The Medlock, un Radisson Blu Hotel in partnership con il Manchester City Football Club; Banke Opera Paris, un Radisson Collection Hotel; Radisson Red Bucharest Old Town; Radisson Serviced Apartments Coy Sheikh Zayed City in Egitto; Prize by Radisson Osnabrück in Germania, il primo hotel Prize con il nuovo concept di interior design; Radisson Oriente Hotel Barcelona.
L’espansione guidata dal leisure ha continuato a rappresentare un fattore chiave, con il portafoglio resort di Radisson Hotel Group che ha superato le 160 strutture a livello globale. Tra gli sviluppi più rilevanti figurano Atiara Ubud Bali, un Radisson Collection Resort; Radisson Blu Resort & Spa, Çeşme;un urban resort a Bruxelles, Radisson Collection The National Hotel, Brussels.
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La città di New York ha archiviato il 2025 con un totale di 65 milioni di visitatori, in lieve crescita (+0,7%) rispetto al 2024: incremento trainato dal turismo domestico. I viaggi internazionali sono leggermente diminuiti «a causa delle criticità globali» con 12,5 milioni di visitatori, pari ad una flessione del 3,2% sul 2024.
I dati sono quelli che emergono dal report annuale firmato da New York City Tourism + Conventions che evidenzia come lo scorso anno il turismo abbia generato un impatto economico totale di 84,7 miliardi di dollari, di cui 55,6 miliardi di dollari in spesa diretta. Questo fermento economico ha supportato 397.000 posti di lavoro.
«Nel 2025, l’economia turistica di New York City si è dimostrata resiliente nonostante lo scenario globale critico, sottolineando il fascino senza tempo dei cinque distretti - ha dichiarato Julie Coker, presidente e ceo di New York City Tourism + Conventions -. Il mercato del turismo internazionale è fondamentale per la nostra economia, poiché rappresenta il 50% della spesa turistica. Nonostante il calo internazionale, abbiamo registrato una crescita in tutti i principali indicatori di impatto economico: la spesa diretta dei visitatori ha superato i 55 miliardi di dollari, generando quasi 85 miliardi di dollari di impatto economico per la città, distribuiti tra hotel, ristoranti, istituzioni culturali, retail e piccole imprese in tutti e cinque i distretti. L’impatto dell’industria turistica rimane cruciale per l’intera città».
In controtendenza con il calo globale dei flussi internazionali, il numero di visitatori dall’Italia è cresciuto (+5,5%); segno più anche dal Messico (+1,8%) e dal Regno Unito (+1,3%).
I viaggi leisure hanno raggiunto quota 52,4 milioni di visitatori, pari al 99% dei livelli record del 2019; i viaggi di lavoro hanno contato 12,6 milioni di visitatori, un dato leggermente inferiore alle cifre record del 2019. Nel 2025, New York City Tourism + Conventions ha organizzato 1.515 incontri ed eventi, portando alla prenotazione di quasi 345.000 stanze d’hotel.
[caption id="attachment_510420" align="alignleft" width="300"] Charles Flateman, Board Chair di New York City Tourism + Conventions; Zohran Mamdani, Sindaco di New York City; Julie Coker, Presidente e CEO di New York City Tourism + Conventions.[/caption]
«Il mercato turistico domestico di New York City ha registrato una crescita accelerata nel 2025, poiché i viaggi interni rimangono la spina dorsale dell’industria turistica nazionale - ha affermato Charles Flateman, Board Chair di New York City Tourism + Conventions e Executive Vice President della Shubert Organization -. Ci aspettiamo che l’anno prossimo il turismo domestico superi le cifre record del 2019. Il mercato interno rappresenta l’80% dei visitatori e le gite fuori porta ne costituiscono il 51%, numeri che rafforzano la posizione di New York City in qualità di prima destinazione nei tassi di occupazione alberghiera all’interno del mercato statunitense».
Le stime 2026
Per l'anno in corso New York City prevede di accogliere 66,3 milioni di visitatori, +2% rispetto al 2025. I viaggi internazionali dovrebbero riprendersi dal calo del 2025, tornando ai livelli del 2024 con 12,9 milioni di visitatori. Si prevede una crescita in tutti i 20 principali mercati internazionali di New York City. Nello specifico, il mercato italiano, che è diventato il terzo mercato di provenienza più grande per New York City con 745.000 arrivi nel 2025, è previsto in crescita di un ulteriore 2,6% nel 2026.
La Fifa World Cup 26™ dovrebbe attrarre 1,2 milioni di visitatori nella regione (New York e New Jersey), generando un impatto economico di 3,3 miliardi di dollari, di cui 1,8 miliardi di euro in spesa diretta, e contribuendo a creare 26.000 posti di lavoro.
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Pileri (candidato presidenza): Fiavet come casa comune. Presentata la giunta
Thailandia: al vaglio del governo la nuova tassa di ingresso per i turisti
Radisson Hotel Group: le tappe della crescita e il futuro
